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Il comportamento di Mario Baldassarri

5 Febbraio 2011

Mario Baldassarri è il presidente della bicameralina che giovedì ha pareggiato 15 a 15 sulla decisione che si doveva prendere per l’attuazione del federalismo.
Quando il risultato è di parità significa che la bicameralina si è espressa contro.

Baldassarri è conteggiato ancora come esponente della maggioranza, nonostante sia all’opposizione e voti insieme con l’opposizione.
La maggioranza non si era preoccupata di riequilibrare la composizione della bicamerale, convinta che Baldassarre avrebbe saputo osservare un comportamento corretto, sapendo della sua posizione anomala.

Invece che ha fatto?
Anziché astenersi ha votato contro schierandosi con l’opposizione.
Ora non vi è chi non veda l’abuso e la scorrettezza.

Ho sentito che i due presidenti delle Camere intendono rivedere la composizione di tutte le commissioni, onde verificare se esse rispettino in termini proporzionali le rappresentanze politiche.

Il danno provocato dalla scorrettezza di Baldassarri è rimediabile, perché ho sentito dire che basterà che il governo comunichi ai due rami del parlamento l’emanazione del decreto legge sul federalismo, e tutto tornerà a posto. A quel punto è prevedibile che Napolitano non avrà più argomenti da opporre.

Tuttavia, il comportamento di Baldassarri ha in ogni caso complicato le cose e allungato i tempi. Non di molto; tuttavia ha mostrato che cosa si possa arrivare a compiere pur di intralciare l’azione di   governo.

Ricordo che qualche giorno prima, la commissione chiamata a decidere sul caso Ruby ha visto Giuseppe Consolo, del Fli, assentarsi al momento del voto, poiché il comportamento tenuto dal Fli gli sembrava un po’ troppo pretestuoso.

Avevo una certa stima in Baldassarri, ma non si finisce mai di stupirci. Tra lui e Bocchino chi riesce a vedere più la differenza?

Quello che ha combinato giovedì è roba da prima Repubblica.

P.S. Consiglio a tutti questo articolo illuminante su come Fassino si sta difendendo sulla famosa scalata alla BNL. E poi si dice di Berlusconi…

Articoli correalti

“Fini-Barbareschi, lite con lancio di penne” di Paola Di Caro. Qui.

“Il sospetto di Berlusconi: “Una mossa politica per far sganciare Bossi” di Amedeo La Mattina. Qui.Da cui estraggo:

“«Ricordo che per fair play non avevamo provveduto a sostituire l’uomo di Fli, che invece era da sostituire perché le commissioni devono rappresentare quello che è il Parlamento ».”

“La fatica di governare” di Alessandro Sallusti. Qui. Da cui estraggo:

“Se di regole e rispetto delle istituzioni parlia ­mo, perché nessuno di questi signori pone il problema che il presi ­dente della Camera non può usare il potere e i mezzi in dotazione alla carica per fare cadere il primo ministro? Perché non porre il problema che se uno passa all’op ­posizione deve lasciare libero il posto nelle com ­missioni parlamentari che occupava in quanto maggioranza? Perché la legge viene applicata con violenza contro i giornalisti che rivelano segreti d’ufficio solo se questi sono del Giornale mentre quelli di Repub ­blica sono liberi di fare di tutto impunemente? L’elenco dei «perché » sarebbe lungo chilome ­tri.”

“I pm di Milano cambiano i piani anti Cav” di Luca Fazzo. Qui. Da cui estraggo:

“Nel frattempo, esce di scena l’avvoca ­to di «Ruby », Massimo Dinoia: ha lascia ­to l’incarico dopo che sui giornali era fi ­nito un appunto trovato sull’agenda del ­la ragazza, con accanto la cifra «settanta ­mila ». «Sono abituato a vedere il mio no ­me in atti ufficiali. Far parte di atti acqui ­siti mi disturba, non è il mio stile », ha detto Dinoia.”

“E’ proprio vero: ostaggi dei pm” di Filippo Facci. Qui.

“L’aiutino di Napolitano” di Mario Sechi. Qui.

“E’ Zagrebelsky o il vice di D’Avanzo?”. Qui.

“Qualche domanda sullo Stato di diritto” di Piero Ostellino. Qui.


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