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Il duo Napolitano-Monti Ko

6 Novembre 2012

L’ultimo sondaggio pubblicato dal governo, e che potete leggere qui, ci rivela che gli italiani bocciano con una ampia maggioranza l’operato del duo Napolitano–Monti. È un significativo rovesciamento di fronte. Fino a ieri Monti si esaltava mettendo a confronto la preferenza data dagli italiani a lui e al suo governo con quella in picchiata data ai partiti. Anche Napolitano ne andava tronfio.

Questa notizia, che non ho trovato almeno in bella vista nei giornaloni del potere, è di quelle che fanno bene a chi ama la democrazia e il nostro Paese. Per quanto mi riguarda la giudico molto più importante del risultato, qualunque sia, delle elezioni del presidente Usa. Perché? Perché i sondaggi del governo danno conto di un risveglio in cui più non si sperava. Proprio per questo le istituzioni ne hanno approfittato per fare man bassa della sovranità popolare.

I cittadini sono stati messi in un angolo, non solo guardati dall’alto in basso, ma spregiati e offesi. Di loro non si è mai tenuto conto nel corso di questa lunga crisi, in cui l’Italia è stata deliberatamente divisa in due parti: la casta e il popolo bue. La prima preservata da ogni e qualsiasi tentativo di ridimensionamento, la seconda invece chiamata a fare tutti i sacrifici necessari, e anche di più, per sanare il Paese e simultaneamente mantenere la casta ben arroccata nei suoi privilegi.

Finalmente i cittadini si rendono conto che tanto Napolitano quanto Monti non sono affatto difensori dei loro diritti, ma supportano ed alimentano una politica di sfruttamento e di ingiustizia che ha scarsi precedenti. Con il sorriso sulle labbra, ci stanno scuoiando.

E se a Napolitano si chiede conto del perché abbia inteso  parlare ben quattro volte con Nicola Mancino, implicato nella trattativa tra Stato e mafia, come confermato dalla memoria depositata ieri dai pm di Palermo, e che cosa si siano detti essendo convincente l’ipotesi che Mancino abbia richiesto protezione, e Napolitano, adducendo risibili pretesti, si rifiuta di dare trasparenza al suo comportamento negando ai cittadini la verità, e se a Monti si mettono davanti i dati ultra negativi dell’Istat e questi continua a dire che va tutto bene e fra poco usciremo dalla crisi (la Merkel prevede che continui per almeno altri 5 anni), ora i cittadini stanno aprendo gli occhi accorgendosi che ci si sta prendendo gioco della loro fiducia e si sta tentando di far gravare solo sulle loro spalle tutto il peso della crisi economica e istituzionale.

Dunque, che le istituzioni prendano atto che il popolo non le ama più, almeno nei personaggi che le stanno incarnando, e che pretendono un forte cambiamento. Tutti a casa, insomma, con la responsabilità indelebile come un marchio a fuoco sulla loro pelle di aver rovinato il Paese.

L’esigenza di fare tabula rasa di tutto e di ricominciare a costruire da capo, puntando su di un terreno più roccioso e resistente all’infradiciamento, diventa oggi più consapevole e diffusa tra i cittadini. Non si deve aver paura di abbattere il tutto, se nei cittadini, di qualunque tendenza politica, è comune la volontà di edificare uno Stato migliore.

Abbiamo ricostruito dopo la guerra grazie a uomini animati dalla concorde volontà di ricostruire. Ora che guerre in casa e alle porte non ve ne sono, tutto dovrebbe essere più facile. Occorrono nuove personalità, capaci e oneste, votate al bene comune. Si facciano avanti (quelle di cui si parla valgono assai poco) e, come nel dopoguerra, avranno l’approvazione e il sostegno del popolo.

P.S. Ma dentro il palazzo si continua a lavorare contro il popolo. Si può continuare ad andare avanti così?


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Bart