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Il punto debole di Berlusconi

30 Dicembre 2012

In questi giorni stiamo conoscendo un Berlusconi così aggressivo da far impallidire quello del 1994. Meraviglia scoprire una vitalità che, anziché ridursi con il passare degli anni e e per le ferite subite da quasi quattro lustri di dura lotta politica, sembra invece  irrobustirsi di una ostinazione e di una forza ancora più grandi.

Un uomo dotato di tanta energia e di tanta voglia di rilanciare gli antichi e validi motivi che lo videro scendere in campo e dare l’avvio ad una esperienza politica che ha caratterizzato nel bene e nel male, a seconda dei punti di vista, un ventennio di vita italiana, non solo stupisce per il suo riproporsi, ma stupisce anche e specialmente perché torna ad attrarre i consensi anche di coloro che restarono delusi dai suoi fallimenti.
Qualcuno lo ha definito una potente macchina elettorale. E lo è, stando ai sondaggi che vedono il suo partito in forte rimonta e già intorno al 20%.

La situazione del Paese, ridotta allo stremo a causa di provvedimenti fortemente sbagliati del governo uscente nonché la decisione di Monti di radunare intorno a sé vecchie cariatidi della politica che non hanno fatto altro che cavare sangue agli italiani e caricare il Paese di un debito pubblico che lo mette in balia della speculazione internazionale, aiuteranno senza dubbio la campagna elettorale di Berlusconi e porteranno acqua al suo mulino, talché si può ragionevolmente prevedere un ulteriore consenso intorno alla sua candidatura.

Anche la denuncia da lui avanzata ieri di una specie di congiura o di colpo di Stato che lo ha scalzato dal potere senza che i cittadini potessero decidere con libere elezioni chi avrebbe dovuto sostituirlo, trova un terreno molto fertile, giacché sin dall’estate del 2011 si erano levate voci di segreti raduni preparatori del golpe che avrebbe avuto luogo di lì a pochi mesi.

Frecce nella faretra con la quale Berlusconi si accinge a combattere, ce ne sono in abbondanza perciò, e sono sicuro che l’uomo saprà farle valere a suo vantaggio. Anche il tradimento di Fini fu avvolto da subito da un alone di mistero.

Se poi si aggiunga che Mario Monti (imprudentemente gettatosi nella mischia unendosi ad una compagnia di vecchi politici che hanno dimostrato di non saper combinare nulla di buono, ma anzi molto di cattivo) sarà fatto oggetto tanto da destra quanto da sinistra di attacchi che metteranno a fuoco non solo gli errori della sua politica, ma le sue caratteristiche di uomo al servizio più dei diktat dei poteri forti che del proprio Paese, e non dunque una personalità al di sopra di ogni sospetto, Berlusconi avrà ulteriore spazio per giustificarsi con gli italiani per le promesse mancate dicendo che ciò è avvenuto non per colpa sua ma per una imponente organizzazione di forze che lo ha trovato esterrefatto e impreparato.

Sono giustificazioni vere, peraltro, e chi ha seguito l’evolversi della politica a partire dall’estate del 2010, ovvero dal tradimento di Gianfranco Fini, non potrà non riconoscere che qualcosa di   tenebroso si stava muovendo sin da allora contro un governo liberamente eletto dai cittadini.

Gli accadimenti strani e straordinari del novembre 2011 e la inaspettata discesa in campo di Mario Monti in questa campagna elettorale sono lì a dimostrare che da qualche tempo il nostro Paese è oggetto di manovre e di interessi sovrannazionali che si stanno imponendo attraverso anche l’utilizzo di nostri connazionali ben disposti a servirli.

Quindi, sulla base di quanto è accaduto e sta accadendo, non meraviglia che il Pdl, su imput di Berlusconi, stia recuperando nei sondaggi e forse continuerà a farlo, ma stiamo ben attenti: il Berlusconi che vediamo in questo inizio di campagna elettorale, più spavaldo ed aggressivo di quello che vedemmo vincitore nel 1994, non può essere sufficiente a galvanizzare intorno a sé la stessa percentuale di voti che gli assicurarono la vittoria in più di una contesa elettorale.

E c’è una spiegazione. Nei momenti più difficili, quando lo scontro si faceva duro e bisognava lottare fino in fondo per ribadire il valore degli obiettivi e la necessità di raggiungerli, a Berlusconi sono tremate le gambe, ossia non ha avuto il coraggio di affrontare e superare l’ostacolo. I suoi elettori lo avrebbero preferito sconfitto in battaglia anziché renitente alla battaglia. E dunque egli ha lasciato di sé l’immagine di un tribuno capace di aggregare e guidare una folla di combattenti fino a pochi centimetri dallo scontro, per poi sbiancare di paura alla prima occhiataccia dell’avversario e darsela in fuga a gambe levate, riducendo così il suo esercito ad una ridicola armata brancaleone.

Non è più, la sua, un’immagine affidabile, dunque; quando si sa che l’affidabilità in politica è forse la qualità considerata più preziosa dagli elettori. Quell’affidabilità che è merce rara in Italia soprattutto tra i politici e che molti avevano sperato albergasse in lui.

Quanto è credibile oggi Berlusconi? Non credo che  sia cambiato molto dagli ultimi avvenimenti che lo hanno visto arrendevole e renitente. Ed anche su questo punto si può avanzare una spiegazione. Che sta nella sua incapacità di avvalersi di consiglieri adatti ad affrontare quel percorso rivoluzionario indispensabile per mutare in meglio questo nostro Paese.   Un esempio fra tanti altri: il suo consigliere più accreditato, Gianni Letta, è una delle cause, a mio avviso, delle sue ultime sconfitte. Più incline al compromesso che alla lotta (per rinnovare l’Italia occorre lottare) ha contribuito ad alimentare in lui quella paura che lo ha paralizzato nei momenti più importanti della battaglia.
E da questa paura il Berlusconi, che oggi appare spavaldo e grida e minaccia, non si è ancora liberato. Alto resta perciò il rischio dell’abbandono e della rinuncia finale.

Perché sono convinto di ciò? Perché egli ha ancora con sé Gianni Letta.
E finché costui rimarrà al suo fianco, nessuno potrà credere ad un Berlusconi disposto a combattere fino in fondo.


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2 Comments

  1. Commento by Simone — 3 Gennaio 2013 @ 10:45

    Berlusconi andrà a sbattere contro un muro come previsto da Ferrara. E’ un miliardario ottantenne che spera di fuggire dalla giustizia grazie alla politica come ha sempre fatto. E’ una scena penosa.

  2. Commento by Il prete — 3 Gennaio 2013 @ 10:56

    Questo articolo più che una constatazione, come vorrebbe passare, è un sogno, un augurio ma, ahimè, inutile e posticcio.

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