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Il ritorno di Berlusconi?

9 Maggio 2012

Tra le righe, l’articolo di stamani di Vittorio Feltri (qui) lo auspica, ed esorta il Pdl a mollare il governo di Mario Monti.

Il quale, per fini suoi (intenzione di candidarsi nel 2013 alla testa di uno schieramento di centrosinistra? Vedere qui l’analisi di Bechis sulle perdite del Pd in queste amministrative) non esista ad insultare Berlusconi, addirittura attribuendo a lui e ai suoi ministri i suicidi di questi ultimi mesi.
Una tracotanza che somiglia come una goccia d’acqua a quella di Napolitano, che ha liquidato sprezzantemente l’avanzata dei grillini.
Di questo passo andremo sempre più di male in peggio. Uomini che sono alla testa delle Istituzioni non sono in grado di leggere ciò che sta accadendo nella società (vedere anche Filippo Facci, qui).
Perfino la gambizzazione del dirigente dell’Ansaldo è stata messa in disparte, come infelice accadimento perturbatore del percorso del governo Monti e del suo ispiratore al Colle.

Dunque, un Pdl che appoggia il governo e ne subisce gli insulti, può andare avanti così? Gli è rimasta un po’ di dignità?
Monti non si è nemmeno preoccupato di riflettere che lo sfaldamento del Pdl è frutto dell’appoggio al suo governo.
Il personaggio Monti si rivela perciò per quello che è: un professore saccente, presuntuoso ed insensibile. E, in sovrappiù, un economista che dimostra tutte le falle della sua presunta competenza.

Probabilmente Monti si comporta così, contro il Pdl, poiché, secondo la strategia suggerita l’altro giorno da Giovanni Sartori, vuole provocare la crisi di governo imputandone la colpa al Pdl, e poi agire per conto proprio con la formazione di un nuovo schieramento di centrosinistra, appoggiato dal Pd.
I pensatori del Pdl temono che Monti riesca nel disegno e per paura si trattengono dal reagire come si conviene alle provocazioni montiane.

E invece sbagliano, perché, da queste amministrative, dovrebbero avere capito che l’elettorato di centrodestra vuole un Pdl con gli attributi.
Dunque, ben venga l’articolo di Feltri, che scuote Berlusconi dal torpore e lo esorta a prendere in mano le redini della situazione e a rispondere a tono agli uppercut di Monti.

Sono d’accordo per questa linea. Forse il Pdl non farà in tempo a riorganizzarsi. Forse il Pd vincerà le elezioni del 2013, ma questo è il solo modo per non scomparire e per non lasciare i moderati alla deriva.

Tuttavia Berlusconi deve mettere in conto che presso gli stessi moderati la sua credibilità è ridotta ai minimi termini. Per quanto mi riguarda è ridotta a zero.
Dunque, ha un dovere verso noi scettici, quello di dimostrarci che fa sul serio, che antepone i suoi problemi personali a quelli del Paese, che è pronto a lottare senza risparmio di energie per realizzare le promesse che non sono state mantenute.
Deve cercare il modo di riabilitarsi, insomma (anche a riguardo della sua vita privata).
Compito non facile, però, quello di recuperare tutti coloro che sono rimasti ustionati dalle delusioni.

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Bart