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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Due articoli

11 Aprile 2012

La “badante” sfida Bossi: non lascio
di Mario Sechi
(da “Il Tempo”, 11 aprile 2012)

Lo spettacolo della Grana Padana √® la rappresentazione tragicomica della Seconda Repubblica che tira le cuoia. La ¬ębadante ¬Ľ Rosi Mauro che in lacrime da Vespa sfida Bossi e si rifiuta di dimettersi dalla vicepresidenza del Senato. E la storia dell’infermiera svizzera del Senatur. E il figlio Renzo – quello che studiava da delfino e rester√† trota – che esce dal retro del Pirellone per paura delle monetine. E l’autista che filma i pagamenti in nero al figlio del capo e spiffera tutto ai giornali (e dopo ai pm). E il triumvirato che fa comunicati, viene spernacchiato e il dentista Calderoli che prende le pinze per l’estrazione del dente del giudizio e annuncia ¬ęprenderemo decisioni ¬Ľ. E il celodurista Matteo Salvini che erompe in un autobiografico slogan: ¬ęNon ci interessa n√© la caccia n√© la strega ¬Ľ. E la Tanzania che batte gli gnomi di Zurigo e non si fida di quelli di Via Bellerio e manda indietro i soldi del tesoriere verde, Hulk Belsito, uno che merita una parte in ¬ęprendi i soldi e scappa ¬Ľ. Dopo Tangentopoli credevo di averle viste tutte. Pensavo che la lezione di quella storia fosse stata recepita dal sistema politico. Invece no, si stanno superando. Cos√¨ dopo aver toccato il fondo, s’√® iniziato a scavare e una situazione che in Italia √® sempre stata grave ma non seria, improvvisamente √® da incendio neroniano. I partiti politici sono in stato confusionale, continuano a difendere con i denti e con le unghie la cassa e la casta, senza capire che √® gi√† saltato tutto e a rischio non c’√® la loro rendita, ma la democrazia. Il finanziamento pubblico non √® solo da riformare nella parte dei controlli, ma da tagliare con la scure. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha visto benissimo dove stiamo andando a sbattere, ma il Palazzo √® ancora intenzionato ad andare avanti come nulla fosse. I traumi ovunque servono a rigenerarsi, da noi al massimo a riciclarsi. Diventano tutti Gattopardi, senza per√≤ avere n√© l’intelligenza n√© la zampata del protagonista del romanzo di Tomasi di Lampedusa. Privi di qualsiasi fascino letterario, comparse di un teatrino senza talenti, accettano senza fare un pliss√® le torte in faccia e il lancio della verdura sul palcoscenico. Per chi crede ancora nella politica √® un’umiliazione, per chi ha a cuore le sorti del Paese, un disastro. Con la Borsa che crolla e lo spread che torna a volare, ci mancava questo spettacolo. Mesi di governo tecnico, una spremuta di tasse e il rischio che sia stato tutto vano. L’Italia ha bisogno di crescere. In mezzo alle macerie, tra urla, risate e materassi che decollano, qualcuno, per favore, se lo ricordi.


I partiti hanno 205 milioni: tagliamoli così
di Franco Bechis
(da ‚ÄúLibero‚ÄĚ, 11 aprile 2012)

Sta per arrivare l’abecedarium sul finanziamento pubblico dei parti ¬≠ti, visto che ABC (Alfano, Bersani e Casini) si sono parlati e hanno an ¬≠nunciato una nuova legge. Ne hanno fatte gi√† tre negli ultimi an ¬≠ni, e ogni volta √® stato peggio. Qualche testo gi√† circola, e la caratteristica √® evidente. Nessuno di loro sembra rendersi conto del problema reale: l’ecces ¬≠so di spese politiche, pagate con i soldi dei cittadini. Quelle risorse pubbliche in teoria dovevano ga ¬≠rantire le spese elettorali dei can ¬≠didati. Come abbiamo visto sono invece divenute in tantissimi casi benefit privati di alcuni leader po ¬≠litici e delle loro famiglie. √ą eviden ¬≠te che il problema fondamentale della politica √® quello dei soldi, non quello della democrazia in ¬≠terna ai vari partiti di cui principal ¬≠mente si occupano le bozze di ri ¬≠forma in circolazione. Come per altro dimostra la tabella nella pa ¬≠gina, non ha senso che i partiti po ¬≠litici conservino in cassa 205,5 mi ¬≠lioni di euro, e abbiano un risulta ¬≠to storico (che comprende anche tutte le disavventure- perdite Uni ¬≠t√† comprese del Pci-Pds-Ds) in at ¬≠tivo per 187,6 milioni di euro. I partiti debbono fare politica, non speculare come √® accaduto con i soldi dei contribuenti italiani.

Come affrontare il finanzia ¬≠mento dei partiti e delle campa ¬≠gne elettorali? Libero una propo ¬≠sta concreta ce l’ha. Partendo da un principio: non si pu√≤ spendere per ottenere un seggio pi√Ļ di un terzo di quanto viene remunerata quella carica (altrimenti √® chiaro che si alimenta la corruzione). Se ¬≠condo principio: solo i privati pos ¬≠sono finanziare i partiti, e devono farlo alla luce del sole. Terzo prin ¬≠cipio: a carico delle finanze pub ¬≠bliche ci saranno solo le spese elettorali comprese nel tetto mas ¬≠simo consentito dalla legge e a patto che siano effettivamente giustificate. Quarto principio: i bi ¬≠lanci dei partiti debbono essere consolidati e ricomprendere tutte le entrate e le uscite delle strutture territoriali. Ogni partito tiene una doppia contabilit√†, come accade oggi alla Rai (bilancio pubblico da canone e privato da pubblicit√†) il bilancio pubblico su rimbor ¬≠si/spese elettorali viene vagliato dalla Corte dei Conti, quello priva ¬≠to e quello consolidato nazionale deve essere certificato da revisori Consob. Quinto principio: tutti i finanziamenti alla politica sopra i 10 mila euro vanno dichiarati e di ¬≠vulgati attraverso sito Intemet della presidenza del consiglio dei ministri, come accade per i son ¬≠daggi politico-elettorali e sono sottoposti alla vigilanza delle corti di appello territorialmente com ¬≠petenti che gi√† oggi hanno vaglio di legittimit√† su liste e spese eletto ¬≠rali. Sesto principio: ogni violazio – ne della legge comporta sanzione amministrativa che pu√≤ fare per ¬≠dere l’intero rimborso elettorale percepito e in caso di omissione su contributo privato comporta sanzione pari al doppio del contri ¬≠buto ricevuto in nero

Ecco come potrebbe essere una bozza di articolato che segua quei principi:

1 – No soldi pubblici
√ą vietato qualsiasi finanzia ¬≠mento pubblico dello Stato, delle sue articolazioni, di fondazioni o di societ√† in cui lo Stato abbia pi√Ļ del 10% del capitale o comunque una golden share ai partiti politici.

2 – Tetto ai rimborsi
√ą concesso un rimborso delle spese elettorali per ogni tipo di competizione ai partiti nazionali e alle loro strutture territoriali nel li ¬≠mite massimo di 100 mila euro per ciascun seggio a disposizione per elezioni al Parlamento europeo e al parlamento nazionale. Un suc ¬≠cessivo decreto ministeriale stabi ¬≠lir√† i tetti massimi a scendere di spesa concessi a ciascun seggio per elezioni di grado inferiore al parlamento europeo. Avranno di ¬≠ritto alla ripartizione del rimborso elettorale solo i partiti politici che ottengono almeno un seggio e so ¬≠lo per le cifre effettivamente spese dietro presentazione del rendi ¬≠conto delle spese effettuate. Ai partiti politici pu√≤ essere conces ¬≠so un anticipo a 90 giorni dall’ini ¬≠zio della campagna elettorale pari al 25% dei rimborsi ottenuti nella precedente campagna elettorale. In ogni caso il rimborso massimo consentito per ciascuna legislatu ¬≠ra √® di 7,3 milioni di euro per il Par ¬≠lamento europeo, 61 milioni di euro perla Cameradei deputati e 31 milioni di euro per il Senato della Repubblica. Un successivo decreto stabilir√† anche i tetti mas ¬≠simi di rimborso a scendere con ¬≠sentiti per le elezioni amministra ¬≠tive e regionali.

3 – Bilanci certificati
Per potere accedere al rimbor ¬≠so ogni partito politico sar√† tenuto a presentare bilanci consolidati certificati da revisore indipenden ¬≠te scelto nell’elenco Consob con allegati tutti i conti delle loro strut ¬≠ture territoriali. Tutti i bilanci do ¬≠vranno avere indicazione della doppia contabilit√†: un bilancio pubblico con spese di campagna elettorale e rimborsi pubblici per ¬≠cepiti e un bilancio privato con fi ¬≠nanziamenti ¬† privati di iscritti, mi ¬≠litanti e simpatizzanti e spese per l’attivit√† ordinaria. Il bilancio pubblico entro 10 giorni dalla ap ¬≠provazione da parte dell’assem ¬≠blea del partito politico deve esse ¬≠re trasmesso alla Corte dei Conti per la verifica. Eventuali irregola ¬≠rit√† rilevate dal controllo contabile comportano sanzioni ammini ¬≠strative fra l’1 e il 100% dei rimbor ¬≠si elettorali che spettano al partito politico.

4 – Donazioni ¬ęchiare ¬Ľ
Ogni finanziamento – anche in natura o corrispettivo di servizi of ¬≠ferti a titolo gratuito – a partito, esponente o candidato politico da parte di persona fisica o persona giuridica dovr√† essere dichiarato al di sopra dei 5 mila euro con di ¬≠chiarazione congiunta del donan ¬≠te e del ricevente trasmessa alla segreteria della Corte di appello competente territorialmente e pubblicata su un sito Internet presso la presidenza del Consiglio all’indirizzo www.finanziamenti ¬≠politicoelettoralidt sul modello di quanto avviene gi√† per i sondaggi di opinione. La mancata trasmis ¬≠sione e pubblicizzazione del fi ¬≠nanziamento ricevuto comporta una sanzione amministrativa pari al doppio dell’importo ricevuto e non dichiarato.

5 – Modello Onlus
Ai partiti politici si applicano le norme fiscali già esistenti per le onlus anche per quel che riguarda la detrazione fiscale dei finanzia ­menti erogati da persone fisiche o giuridiche.

6 – Stop alle case facili
I partiti politici non possono detenere azioni di societ√† n√© par ¬≠tecipazioni in fondazioni di alcu ¬≠na natura. Possono detenere im ¬≠mobili solo se strumentali alla propria attivit√† politica e in nume – ro non superiore di dieci fabbrica ¬≠ti per territorio comunale. L’even ¬≠tuale liquidit√† dei partiti politici pu√≤ essere impiegata esclusiva ¬≠mente in titoli di Stato italiani. Ogni utilizzo difforme della liqui ¬≠dit√† costituisce violazione della legge che comporta sanzione am ¬≠ministrativa compresa fra 1’1 e il 100% dei rimborsi elettorali otte ¬≠nuti dal partito politico.

Altri articoli

“Travaglio&Perina: ‘Nessuno tocchi la Mauro'”. Qui.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart