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La Germania ci deve molto

31 Gennaio 2012

Non so come praticamente si evolveranno gli impegni assunti ieri a Bruxelles da 25 dei 27 Stati membri, ma la mia impressione è che di strada da fare ce ne sia ancora tanta, e che la diffidenza della Germania continui ad essere di ostacolo all’avvio di un cammino più deciso e più risolutivo. Monti, vanesio com’è, è tornato a casa gongolante, e ha di nuovo tenuto a ribadire che le sue manovre hanno ricevuto il plauso dell’Europa, non solo, ma che senza di esse l’Italia sarebbe precipitata in una recessione ancora più grave. Naturalmente nessuno della stampa governativa ha domandato a Monti quale teoria economica prevede che l’aumento delle tasse combatte la recessione. Ho l’impressione che il professor Monti stia sperimentando sulla nostra pelle una sua personalissima teoria economica, senza che il popolo italiano gliene abbia concesso l’autorizzazione.  

Ma torniamo alla Germania.
Proprio eri sera mi sono trovato a guardare il film Kapò di Gillo Pontecorvo, e mai c’è stato un momento più opportuno.
Mi sono chiesto se in Germania ricordano i delitti e le sofferenze, gli eccidi e le brutalità sparsi a piene mani in tutta l’Europa.

Milioni di persone uccise, per una guerra che una Germania eccitata dall’ambizione e dalla voglia di potenza ha fortemente voluto.
Tutto ciò che di terribile è accaduto nel mondo negli anni della seconda guerra mondiale è imputabile alla Germania.
Giappone e Italia ebbero il torto di unirsi a questo delirio di onnipotenza, ma la volontà distruttiva, la sete di dominare quantomeno l’Europa fu tutta tedesca.

Quanti bund dovrebbe emettere la Germania per pagare l’ingente debito che ha contratto con l’umanità?
Sono bazzecole al confronto le proteste che la Merkel agita nei confronti di quei popoli che hanno speso più del dovuto e si sono indebitati fino al collo, come l’Italia.

Questo conto immane non è mai stato presentato alla Germania, per una sola ragione: che nemmeno tutte le Nazioni messe insieme potrebbero riuscire a pagarlo.
Sono milioni di morti causati dalla follia germanica. Quando la Germania ha pagato qualcosa, quella cifra è stata ridicola rispetto a ciò che essa deve all’umanità.
In primis all’Europa, dove ha seminato morte e distruzioni ovunque i suoi soldati hanno messo piede.

Oggi è così sicura la Merkel che siano proprio i Paesi europei i quali non hanno i conti in ordine a doverle qualcosa?
La verità è che non dobbiamo proprio un bel niente alla Germania, poiché ciò che da essa dobbiamo ricevere a titolo di risarcimento è ancora molto, e anche se si riuscisse a calcolarne la cifra astronomica, non so quante generazioni di tedeschi dovrebbero succedersi per arrivare a versare fino all’ultimo centesimo.

Dunque tutta l’Europa è creditrice della Germania, e lo sarà per molto tempo ancora. I tedeschi non ci costringano a ricordarglielo.
Spero che sia la signora Merkel, invece, a ricordarsene e a rifletterci. Rifletta in modo particolare che l’aiuto che ci darebbe non rappresenterebbe altro che una modesta rata di un debito infinito.

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