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La presenza sul territorio

5 Aprile 2010

Significa molte cose, ma soprattutto servizio. Servizio ai cittadini. Qualunque cittadino deve poter colloquiare col proprio partito, se gli va. Chiedere e ricevere risposte. E il partito deve sempre mettere a disposizione persone capaci di rispondere. Non serve che siano parlamentari. Se occorre deve mettere a disposizione anche loro. Ma soprattutto incaricati competenti, che possano lasciare una impressione favorevole sul cittadino.

Qualche tempo fa mi sono recato presso un patronato per affidargli una pratica. In settimana prossima la chiameremo, mi disse l’incaricato. Campa cavallo. Se questo deve essere il modello, meglio lasciar perdere.

Il partito, ancora di più, non deve mai deludere il cittadino. Gli incaricati del partito devono essere scelti tra i migliori. Guai mandare ad incontrarsi col cittadino mezze scamorze. L’impressione negativa si rifletterà al prossimo voto.

Alcuni mesi fa avevo bisogno, per un discussione in difesa del Pdl, di una conferma di certe cifre che avevo udito pronunciare da Fabrizio Cicchitto nell’aula del Senato. Gli scrissi. L’e-mail tornò indietro. Scrissi alla sua segreteria, ma quella risposta non l’ho mai avuta.

Per fortuna in una trasmissione televisiva, qualcun altro (forse l’avv. Ghedini) citò di nuovo quei dati e potei prenderne nota e servirmene.

Ecco, questo di Cicchitto, che pure stimo,   è un brutto esempio di relazione con il cittadino. Non so se la colpa sia sua o della sua segreteria, ma sta di fatto che un’informazione di cui avevo bisogno a pro di Berlusconi non mi è venuta dal suo partito ma da altre fonti.

A differenza del senatore Gabriele Boscetto che, avendo letto il mio articolo a riguardo del suo bel discorso in aula, mi scrisse privatamente e mi inviò il suo intervento, dandomi così l’impressione di un politico che ci tiene anche a relazionarsi con i cittadini.

Per un partito il cittadino deve venire avanti a tutto. In una sede di partito (faccio un esempio per farmi intendere), se entra un cittadino, la sua accoglienza deve precedere qualsiasi altra occupazione. Come per un’azienda, il cliente è la sua fonte primaria di sussistenza, così il cittadino lo è per il partito.

L’Italia ha bisogno di riforme, lo sappiamo tutti e ne abbiamo parlato. Queste riforme, ormai le do per scontate. Difficili a realizzarsi, ma ho scommesso sulla determinazione di Berlusconi, ho sorvolato sui suoi difetti e le sue ingenuità politiche, perché ho puntato la bussola sulla sua determinazione a ammodernare lo Stato dalle radici. Se non sarà in grado di farlo e non saprà vincere le resistenze, mi ci vorrà poco a metterlo sullo stesso piano di Bersani & C.

Ma le riforme non sono tutto. Occorre ricostruire il rapporto tra politici e cittadini. Il politico dovrà mutare la sua mentalità. Restituire al cittadino la propria dignità e autorevolezza.

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1 commento

  1. Commento by Ambra Biagioni — 5 Aprile 2010 @ 12:24

    I commenti sul Legno che ti consiglio di tenere monitorato, perché si aggiornano via via.

    Questo il mio :

    Caro Bart, non c’è più quel fermento che ricordo esserci stato nel primo dopoguerra, quando i giovani animavano le sedi dei partiti e si dedicavano alla loro vita quotidiana. Oggi troppe altre cose distraggono e non basta aver inventato il Ministero della Gioventù; oggi le segreterie dei partiti sono in mano a persone prezzolate che definirei con un vecchio modo di dire: ventisettini.
    La povera Giorgia Meloni si dà un gran “daffare”, ma non basta, manca l’affezione alla cosa pubblica e se nel Pdl qualche entusiasmo si è risvegliato, proprio grazie all’opera del “nuovo”, nel Pd si vede tutto il degrado della politica quando si riscontra la sua lontananza dal popolo e dai suoi veri bisogni, da cui la perdita del consenso, anche le famose “cellule” sono ormai disertate e restano le vecchie cariatidi che sbrodolano i soliti vecchi discorsi, come accade pure qui sul Legno.
    A noi, che proponiamo il nuovo, non resta che prenderci dei “berluscones” e sorridendo andare avanti.

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