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La proposta di Berlusconi

31 Gennaio 2011

Bersani la rigetta come tardiva. Lo dice lui che è tardiva, e tutti dovremmo credergli?
Per aiutare il nostro Paese nulla è mai tardivo. Anzi chi vuol bene all’Italia dovrebbe prendere ogni occasione, in qualunque momento capiti, per farsi compartecipe di uno sforzo che aiuti il Paese a superare la crisi e a crescere.

È questo che Berlusconi propone al maggior partito di opposizione.
E con quel senso di responsabilità, che è capace solo di dichiarare a parole, la risposta è no.
Scommetto che se Berlusconi avesse scritto: Per fare tutto ciò mi metto da parte, la risposta di Bersani sarebbe stata di forte consenso.

Dunque è l’avversione a Berlusconi ad accecare il Pd, un’avversione personale, che prescinde dagli interessi del Paese.
Ciò dimostra che Berlusconi può governare bene (e i riscontri internazionali lo confermano) ma se è proprio lui a capo di questo governo virtuoso si deve dire che tutto va male.

La lettera di Berlusconi mette con le spalle al muro Bersani e con lui tutta l’opposizione.
Dire di no a questa proposta di collaborazione costerà caro a Bersani, giacché soprattutto quella massa enorme di cittadini che appartengono all’area delle astensioni, non capirà il rifiuto e lo interpreterà nell’unico modo possibile: il Pd si rifiuta di aiutare il Paese.
Berlusconi ha costretto Bersani ad uscire fuori dal suo nascondiglio, a gettare la maschera dell’ipocrisia, a calare sul tavolo le sue vere carte antiberlusconiane.

Fra qualche giorno, così ha promesso, spiegherà a noi quale sono le proposte del Pd per aiutare il Paese. Immagino siano tutte contrarie a quelle del premier, tali da giustificare il rifiuto.
Allora, se siamo a questo punto, e pretendiamo che il governo assuma, per andare avanti, le linee delle opposizioni, l’alternativa resta solo quella delle elezioni.
Saranno i cittadini a stabilire quale dei due programmi è il migliore.

Ma sarà Bersani, con la sua presunzione antipaese, ad aver stracciato la scelta programmatica fatta dagli elettori nel 2008, al solo scopo di disconoscerla (non accettando in questo modo il risultato elettorale) e di sostituire quella scelta con la propria.
Ci vuole una bella faccia tosta!

Questo errore sarà un’altra delle carte vincenti in mano a Berlusconi se si avvierà, come è probabile, la campagna elettorale.
Pochi si accorgono, infatti, che Berlusconi  – nell’ipotesi che non gli consentiranno di governare – sta mettendo in fila, ben allineate una dietro l’altra, tutte le opposizioni per poi centrarle con un unico assalto: quello che si consumerà davanti agli occhi degli elettori.

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“La sinistra non vince nemmeno contro se stessa” di Gian Maria De Francesco. Qui.

“Caso Ruby, fantagiustizia Il colloquio immaginario tra Boccassini e premier” di Vittorio Sgarbi. Qui. Da cui estraggo:

“Ma è evidente a tutti, con riferimento al principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge proclamato da Minale, che Silvio Berlusconi non è l’unico maggiorenne che avrebbe potuto avere rapporti sessuali con Ruby. Alcune esplicite telefonate fanno riferimento a «clienti » e a pagamenti per prestazioni.
Dunque vi sono altri attori di questo reato e altri, numerosi, indagabili. Vi risulta che sia stata aperta un’inchiesta, in nome della conclamata «obbligatorietà dell’azione penale »? Eppure non sarà impossibile, e neanche difficile, attraverso utenze telefoniche e testimonianze, risalire ad altri «clienti » della minorenne, ovvero ad altri supposti criminali. Qualcuno dirà: ma il presidente del Consiglio ha telefonato in questura per aiutarla, scoprendo il suo interesse. Peggio, osserveremmo gli altri che l’hanno usata senza aiutarla. Infatti Ruby non solo non ha denunciato Berlusconi, ma lo ha liberamente e spontaneamente assimilato alla Caritas, intendendo che le aveva fatto soltanto del bene. Se, quindi, da una parte lui nega d’aver avuto rapporti; dall’altra lei lo riconosce come benefattore, dov’è il reato?”

“Cosa vuol dire: «Berlusconi chiarisca la sua posizione davanti ai magistrati ». Quale posizione? Quella è già chiarita, da una parte e dall’altra, con inequivocabili testimonianze. Non si vuole che Berlusconi chiarisca, si vuole da lui un atto di sottomissione. Da lui, come presidente del Consiglio, chiamato davanti a un tribunale supremo, in evidente contrasto con l’autonomia dei poteri prevista dalla Costituzione. Non importa quello che Berlusconi dirà. Si pretende che, in nome del popolo italiano, egli si presenti. Lo si vuole spogliare della sua dignità politica di presidente del Consiglio e di deputato per ridurlo a imputato, meno uguale degli altri che imputati non sono e non sono stati.”

“Silvio accelera sul programma e aspetta tre nuovi deputati” di Francesco Cramer. Qui.

“Silvio, svolta sulle tasse La ricetta per il rilancio Piano per battere la crisi” di Francesco Forte. Qui.

“L’occasione persa dal Pd: democratici solo a parole” di Mario Giordano. Qui.

“Patrimoniale, una farsa. Il Pd la ama, l’Italia no”. Qui.

“Fare tutto da soli: ecco la migliore larga intesa” di Filippo Facci. Qui. Da cui estraggo:

“Berlusconi, dal canto suo, dovrebbe ricordarsi più spesso che non ci sono solo la pace e il disarmo come soluzione per fermare una guerra: c’è anche vincerla. C’è che le riforme, cioè, potrebbe rassegnarsi a farsele da solo: «Ora possiamo andare avanti » ha infatti ripetuto ieri dopo aver incassato il prevedibile rifiuto dell’opposizione a ogni dialogo. Ma il presidente del Consiglio, per poter governare liberamente, non dovrebbe aver bisogno di incamerare ogni volta l’indisponibilità della sinistra, e non dovrebbe aver bisogno neppure di regalare periodici contentini al Capo dello Stato: è legittimato da voto, dal popolo. Non è poco, in democrazia.”

“Così corrono verso le elezioni” di Mario Sechi. Qui.

“Anche un bacchettone (liberale) ha buoni argomenti per difendere il Cav.” di Dino Cofrancesco. Qui. Da cui estraggo:

“In altre parole, a volte dinanzi a una linea di azione spregiudicata, che ci si chiede di avallare col nostro consenso o col nostro voto, riteniamo che superi certi ‘limiti di decenza’ sicché la coscienza morale c’impone di “non sporcarci le mani”, altre volte il calcolo delle conseguenze del nostro eventuale “non possumus” potrebbe farci essere di diverso avviso. Che Talleyrand fosse un gran puttaniere, un vizioso e un profittatore, era ben noto all’opinione pubblica liberale francese del primo Ottocento ma, dopo Waterloo, si sapeva bene che era l’unico politico in grado di far entrare, al Congresso di Vienna, una nazione sconfitta nel club delle grandi potenze alle quali si affidava il destino del vecchio continente.”
“A Genova, tra le Erinni scatenate contro le orge berlusconiane, c’è un’anziana collega che, nei ‘formidabili anni’ della contestazione, aveva fatto scoppiare in lacrime una esaminanda perché, alla domanda se fosse ancora vergine, la studentessa aveva confessato di esserlo – a vent’anni compiuti !!!– attirandosi l’ira funesta della docente libertaria.
Il fatto è che quello della morale sessuale è un campo aperto, complesso e problematico. Si può concedere il proprio corpo, con grande disinvoltura, in una riunione in cui sesso e droga siano consumati in una crescente eccitazione collettiva contro il ‘sistema, gli etnocidi culturali, l’imperialismo del mercato etc.; si possono compiere le stesse ‘azioni esterne’ in vista di gioielli, di appartamenti gratuiti e confortevoli, di provini televisivi: abbiamo qui due codici diversi – e, quanto a me li rifiuto, entrambi – ma perché uno dovrebbe essere moralmente e culturalmente superiore all’altro?”

“L’unico punto su cui, in una società aperta e rispettosa delle regole e delle procedure, siamo tenuti a concordare è che qualora vengano accertati precisi reati (es. la concussione o l’uso di autovetture e personale di Stato per fini…..’non istituzionali’) i responsabili vengano perseguiti a termine. In questo malaugurato caso, infatti, entra in gioco il reato non il peccato o la colpa morale.”

“APPELLO SENATORI PD, FINI SI DIMETTA PER ESSERE PIU’ LIBERO…” (punto 10). Qui.. Da cui estraggo:

“Prima ancora di Berlusconi e’ Fini che, per essere piu’ libero di continuare la sua azione, paradossalmente deve fare un passo indietro”. E’ l’appello di sei senatori del Pd di area popolare (Lucio D’Ubaldo, Antonio Rusconi, Maria Pia Garavaglia, Daniele Bosone, Emanuela Baio, Anna Rita Fioroni), pubblicato su ‘Il Foglio’.
“Se e’ vero che il presidente del Consiglio non puo’ pretendere di tenere sotto sequestro la sua stessa maggioranza, sfibrando oramai la credibilita’ di ogni atto di governo; dall’altro lato -proseguono gli esponenti Democratici- il presidente della Camera non deve trincerarsi nella difesa di un ruolo che confligge con la natura e la logica della sua concomitante leadership di partito”.
“Un gesto di onesta’ e trasparenza -conclude l’appello- consegna a tutta l’opposizione, e quindi a Fini stesso, il diritto di parlare in nome degli interessi generali del Paese, senza doppiezza di argomentazioni e di comportamento. In Parlamento, di fronte a questa novita’, si aprirebbe finalmente lo spazio per ricostruire le convergenze verso un centro di gravita’ della politica e delle Istituzioni”.


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8 Comments

  1. Commento by Boris — 31 Gennaio 2011 @ 18:20

    Certo Lei ha un bel coraggio. E’ chiaro a qualunque persona lucida che è una richiesta di aiuto dell’ultima spiaggia.

    Se può governare berlusconi governi senno traiamo le conseguenze.

    Mi sembra che Lei sia stato sempre per la piena autonomia e autosufficenza della maggioranza, senza inciuci e accorducci.

    Sia di parola.

    Perchè non ha fatto il slito discorso quando se ne andato Fini.

    Con Napolitano che sta pensando di sciogliere le Camere con benestare della Lega ci credo che faccia certe proposte. Sciocco è chi accetta.

    MI sembra che si stia preparando alla campagna elettorale, e anche Lei, con continui riferimenti all’elettorato e al consenso.

    Ma mica siamo tutti fessi!

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 31 Gennaio 2011 @ 18:42

    Guardi, Boris, che io mica pretendo di convincerla. Dico la mia.
    Vedremo a chi i fatti daranno ragione. Ovviamente, spero a me.

  3. Commento by Giapass — 31 Gennaio 2011 @ 18:51

    «Prendo atto delle risposte propagandistiche e degli atteggiamenti irresponsabili e insolenti di una parte delle opposizioni di fronte all’unica proposta seria in campo per rilanciare l’economia e la società italiana e per curare nel solo modo possibile, e cioè con un grande piano nazionale per la crescita, il debito pubblico. Ma il governo e la maggioranza faranno comunque la loro parte nel Parlamento e nel Paese con il rigore istituzionale necessario e auspicato da tutti, a partire dal Presidente della Repubblica ».
    Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

    Fortunatamente, con quel minimo di raziocinio che gli e’ rimasto, Berlusca ammette che questa e’ l’unica proposta seria in materia di sviluppo messa in cantiere dal PdL (dal 2001 ad oggi – ce lo aggiungo io).

    Perche’, numeri e documenti alla mano, quando Prodi nel lascio’ nel 2008 il rapporto deficit/PIL era al 104% e qualche soldo in cassa (per  una delle tante emergenze da affrontare).
    Trenta mesi di Berlusconi l’hanno invece fatto lievitare al 118%, in costante aumento e senza un euro in cassa (con 2 miliardi spesi solo per eliminare l’ICI ai piu’ ricchi ed il resto per sovvenzionare le varie cricche e – forse – le sue troiette).
    Quanto Bersani presento’ le famose “lenzuolate” per la liberalizzazione dei mercati il PdL voto’ contro e istigo’ una cagnara immonda. Se li ricorda i tassisti di Roma?

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 31 Gennaio 2011 @ 18:59

    La percentuale – è stato spiegato più volte – si è alzata perché si è abbassato il pil.
    C’è stato invece un avanzo di bilancio, annunciato qualche settimana fa, mi pare di ricordare di almeno 1,5 miliardi di euro.
    La risposta di Bersani era scontata. Devi metterla in conto elezioni, come ho cercato di spiegare nell’articolo.

  5. Commento by Giapass — 31 Gennaio 2011 @ 19:13

    Beh, caro Di Monaco, se favorisci l’evasione (notizia di oggi e non solo) e se addirittura neghi la crisi economica e’ chiaro che il PIL diminuisce progressivamente e prima o poi questo problema ti si ripresenta e te lo rinfacciano tutti (tranne gli evasori fiscali).

    Se Berlusconi avesse messo la stessa determinazione che invece ha avuto per fare le leggi che servivano a lui, forse oggi l’Italia sarebbe in una posizione economica migliore e Berlusconi sarebbe un uomo meno solo e disperato.

    Perche’, in tutta franchezza e con un  sottile piacere personale, Berlusconi sa che la sua ora e’ arrivata. E forse lo sa pure lei caro Di Monaco.

    Come lei ha scritto piu’ in alto: “Vedremo a chi i fatti daranno ragione”

     

  6. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 31 Gennaio 2011 @ 19:27

    Per me l’uscita di scena di Berlusconi rappresenterà addirittura una tragedia. Potra farmi le condoglianze, se ti darà soddisfazione.
    Non avremo più l’elezione diretta del premier, e il bipolarismo sarà destinato a scomparire.
    Due capisaldi della democrazia, secondo me. Per questo ho chiuso gli occhi davanti ai difetti di Berlusconi e ho scelto di cambiare (in meglio, in senso democratico) il mio Paese insieme con lui.

    Sul comportamento dell’Italia in questa crisi economica, caro Giapass, ci sono gli organismi internazionali preposti a vigilare. Per il momento teniamo bene, ci dicono.
    E per me è stata una fortuna che a governare questo periodo difficile sia stato il centrodestra. Con il centrosinistra saremo già finiti da un pezzo come la Grecia.
    Mie opinioni, ovviamente.

  7. Commento by Boris — 1 Febbraio 2011 @ 08:26

    Storicamente i governi di centrosinistra hanno presentato sempre conti migliori del centrodestra. E’ proprio nella diversa concenzione dello stato che si manifesta questa differenza.

    Questo non significa che la prima sia meglio della seconda, anzi, in alcuni momenti è auspicabile una politica spendacciona.

    Rimane comunque il fatto che Lei insiste nel dire cose inesatte per puro gusto di farlo, per propaganda. Si legga i dati del PIL negli ultimi 20 anni, quelli relativi all’avanzo primario, all’ammontare del debito pubblico, ai dati relativi alla spesa corrente e poi faccia un paragone sereno e tranquillo.

    Comunque adesso sappiamo anche che le prostitute a Berlusconi le paghiamo anche noi, grazie ai loro stipendi pubblici … così sembra dire la Minetti.

  8. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 1 Febbraio 2011 @ 09:49

    Gentile Boris,
    che posso dirle? si auguri che torni a governare il centrosinistra. Io ne ho una esperienza (ho 69 anni, ho fatto il direttore di banca) ben diversa. Ma ognuno è libero di augurarsi il male che desidera. Quini avrà presto l’occasione di confrontarsi con milioni di italiani. Se vincerà il centrosinistra sarò contento per lei, e mi metterò a piangere per quanto mi riguarda.

    Infatti, per l’età che ho non potrò vedere uno dei sogni della mia vita:    una Repubblica in cui non si possono cambiare i governi senza ritornare al voto, e il bipolarismo, che già ora così com’è avrebbe avuto bisogno di anni. Un sogno che pensavo vicino a realizzarsi, per questo mi sto battendo contro ogni ipocrisia. Per me, valgono più  quei due obiettivi che tutte le feste di Arcore messe insieme.

    Ho vissuto tutta la prima Repubblica e se vincerà il papocchio del centrosinistra, per consolarmi, mi illuderò almeno di essere tornato più giovane.

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