DANIELA ALFARANO …THE END SpazioBoccainGalleria Mercoledì 9 febbraio ore 18.30 Galleria Vittorio Emanuele II, 12 20121 Milano.
Durante la serata sarà presentato il volume: THE END 33 Lune ha pubblicato un libro di soli disegni a cura di Umberto Zampini, il libro contiene 66 disegni che vanno ad alimentare una nuova e ulteriore complessità nel percorso visionario dell’artista, mettendone in luce il rapporto con il proprio ego e la propria sessualità, oltre naturalmente, alla ripresa e alla relativa rappresentazione di tutti gli elementi caratterizzanti l’opera dell’artista.
Micidiale, si può dire. Il tratto, la precisione. E però anche una specie di lotta interna. Di segno irrisolto. Tra totale distruzione e nuova vita. Anche la esibita perfezione può essere segno, estremo, di una dissoluzione patita nel profondo. E al contrario, la ricercata esibita perfezione può essere una violenta preghiera. L’essere umano è uno, ma è teatro sempre di contrasti. Sono questi, e la tensione che avvertiamo, il segno della unità del nostro essere. Un corpo, un’anima. Non a caso l’apice dell’amore è un corpo solo, un’anima sola, come si dice. Perché la vita cerca l’unità, la morte è divisione. E qui c’è la vita, con la lotta della morte dentro. Questo contrasto è la perfezione possibile. Se non avesse contrasto, il tratto di queste opere si disferebbe sotto i nostri occhi. Senza tensione, sarebbero figurine. Invece. Il corpo può essere vanità. O icona. Daniela Alfarano pittrice e disegnatrice sta cercando come dall’una si arrivi all’altra. Senza perdersi. E senza perdere né l’una né l’altra. Il grido perfetto. O l’icona che ha qualcosa di ferito. Da quando Dio si è mischiato al corpo umano, il nostro ritratto o autoritratto ha conosciuto una nuova inquietudine, sconosciuta a chi invece pensava il cielo inesorabilmente diviso come destino dalla carne. Non abbiamo più il gesto misurato. Una dismisura è entrata. Michelangelo è entrato in scena accanto a Fidia. E ancora, agli estremi discussi della modernità e dei suoi inganni o sfondamenti, stanno in scena. Qui c’è qualcosa di antico. E di odiernissimo. Daniela Alfarano sta calibrando il segno, lo sguardo. Micidiale, si può dire, sta diventando. Perché di improvviso ricorda a noi di noi. L’arte è sempre un gesto per la memoria. Ed è strano, no ? il corpo ce lo abbiamo addosso, siamo questo, e però l’arte ce lo deve ricordare. Mettendo in scena qualcosa che di solito non vediamo nella parte più apparente di noi. Davide Rondoni D.A., ha iniziato la propria ricerca artistica sperimentando diverse tecniche pittoriche nell’ambito di una produzione iconografica e figurativa. Non ha comunque mai abbandonato il disegno, ed è proprio con la tecnica del disegno a grafite sviluppato direttamente su tavola che ha trovato una sua personale cifra stilistica che tuttora la contraddistingue. Risale all’anno 2005 con la partecipazione ad alcune mostre collettive (Ragusa, Rotterdam, Amsterdam) l’inizio della attività espositiva. Nel 2006 la prima personale dal titolo FRAGILE presso la galleria Carloni Arte Contemporanea a Francoforte dove espone opere di media e grande dimensione raffiguranti mani nell’atto di pregare, mani che si sfiorano, piedi in tensione e propri autoritratti; immaginario che ritornerà in diverse forme in tutto il lavoro successivo dell’artista. Nel 2007 la seconda personale presso la Galleria D406 di Modena e diverse mostre collettive. Nel 2008 viene invitata ad eseguire i ritratti dei maggiori scrittori italiani per la retrocopertina dei libri Corti di Carta editi dal Corriere delle Sera. Nel 2009 una nuova personale presso la Radium Artis a Pietrasanta e l’inizio della collaborazione con la Galleria L’Ariete di Bologna. E’ da alcuni anni che Daniela Alfarano esplora attraverso il disegno su tavola il rapporto estremo e sensuale del il buio e della luce, del sacro e del profano ma soprattutto il rapporto esistenziale e i tormenti della psiche nell’uso ossessivo del corpo, delle mani, della propria immagine. In alcune opere appare per la prime volta une ricerca sull’espressività dei volti, in modo particolare volti di persone anziane e inoltre l’uso di rosari e elementi caratterizzanti un rapporto sempre più profondo con l’idea del sacro e della spiritualità.
Libreria Bocca
Galleria Vittorio Emanuele II, 12
20121 Milano
info: 02.86462321 02.860806