L’appello per la difesa della libertà di stampa. Le bugie. Il caso Boffo

Si stanno raccogliendo firme giacché la querela di Berlusconi a Repubblica rappresenterebbe un attentato alla libertà di stampa. I cosiddetti intellettuali fanno la corsa perché la loro firma appaia tra quelle che sostengono l’iniziativa. Ce n’è da far ridere i polli (soprattutto se si pensi che alcuni scrivono, intervengono o pubblicano sui media che fanno capo alla famiglia Berlusconi).
Eppure non è la prima volta che un politico querela un giornale o un giornalista. Ne prendo uno di spicco, D’Alema.
Querelò Il Giornale, querelò Repubblica, querelò Travaglio, eppure nessuno si è mai messo in fila per sottoscrivere un appello in difesa della libertà di stampa. Dov’erano costoro? Oggi su Repubblica si annuncia che anche il Maestro Claudio Abbado ha firmato l’appello.
Come scrivevo l’altro giorno, qui si è perso la testa. L’antiberlusconismo sommerge la razionalità. Si è formato un gregge che va alla deriva, e rischia di cadere in un precipizio, come le pecore del pastore Oak, nel romanzo di Thomas Hardy, “Via dalla pazza folla”. E’ un titolo che ben si addice anche al caso italiano e a questo gregge che si sta raggruppando all’insegna della pura follia.

Berlusconi non ha messo una bomba nella sede di Repubblica, ha solo chiesto che la magistratura si pronunci sui comportamenti di Repubblica a proposito delle 10 domande. Perché non è lecito appellarsi alla magistratura? Perché D’Alema lo può fare e Berlusconi no?
Si ha o non si ha fiducia nella magistratura?

Ho l’impressione che leggendo i nomi di quella sottoscrizione noi si possa conoscere i nomi di coloro che hanno della democrazia un concetto a senso unico, ossia la democrazia è quella che definiscono loro e della democrazia vera se ne fanno carta per il comodo.

Qualche tempo fa scrivevo che l’attacco alla vita privata di Berlusconi avrebbe messo in moto una macchina infernale, scoprendo molti altarini. Fui facile profeta. Gli accusati si difendono sostenendo che sono calunnie o patacche. Boffo, il direttore di Avvenire, dichiara che si è scritto contro di lui il falso, e invece gli atti messi a disposizione dalla magistratura confermano che fu lui a fare quelle telefonate oscene. Ezio Mauro, direttore di Repubblica, afferma di aver pagato più tasse del dovuto, ma sorvola sul fatto che fu un evasore fiscale, costretto al patteggiamento. Si urla ai quattro venti che Berlusconi è un gran bugiardo, ma qui mi pare che la classe dirigente, che dovrebbe dare l’esempio ai cittadini, non fa altro che mentire. Che vergogna.

Sul caso del cattolico Boffo, avrei preferito che prima che il Card. Bagnasco ne prendesse le difese, si accertasse della verità e di quanto sta scritto negli atti processuali (fra l’altro la sentenza è passata in giudicato, ossia è definitiva non essendo stata appellata). Carta canta, si dice, e la scusa di Boffo che quelle telefonate furono fatte da un tossicodipendente, guarda caso morto nel frattempo, sono state considerate inattendibili dalla magistratura. Boffo, fra l’altro, dichiarò di non conoscere la donna molestata, mentre negli atti sono presenti testimonianze che affermano il contrario.
Se effettivamente è un mentitore, può la Chiesa continuare a difenderlo?

P.S. del 3 settembre: Berlusconi ha querelato anche l’Unità e qui, per avere un’idea dei contenuti della querela, sono leggibili gli atti.

Inoltre, per avere conferma che non tutto si può scrivere sulla stampa con la scusa che si tratti di un giudizio etico-politico, si può leggere quanto riportato qui sul processo in corso tra Stefania Craxi e Eugenio Scalfari. Ossia, sotto questa etichetta: “io do un giudizio etico-politico, che ovviamente può essere sbagliato o soggettivo“, si possono nascondere veri e propri reati. Chi se ne sente colpito, è giusto, dunque, che adisca la magistratura. Sarà la magistratura a stabilire se certi limiti sono stati superati. La magistratura agisce sulla base delle leggi e della giurisprudenza. Gli articoli sui giornali (anche per quanto riguarda i supposti attacchi alla libertà di stampa) sono chiacchiere che si possono rigirare come a ciascuno fa più comodo. La libertà di stampa è tutelata dalla Costituzione. Se qualcuno vi attenta veramente, è la magistratura che ha il dovere di intervenire prontamente. Il fatto che nessun magistrato si sia mai mosso (eppure di questi presunti attacchi se ne parla con clamore) significa che la libertà di stampa, almeno per ora, non corre alcun pericolo.

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“Ecco come D’Alema fa quello che vieta agli altri” di Paolo Bracalini. Da cui estraggo (siamo nel 1993): «In questo Paese non si potrà fare qualcosa finché ci sarà di mezzo la stampa. La prima cosa da fare quando nascerà la Seconda Repubblica sarà una bella epurazione dei giornalisti in stile polpottiano ». Qui.

Feltri fa marcia indietro su Boffo. Qui.

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Commenti

58 risposte a “L’appello per la difesa della libertà di stampa. Le bugie. Il caso Boffo”

  1. Avatar Gian Gabriele Benedetti
    Gian Gabriele Benedetti

    Sottoscrivo in pieno quanto si afferma in questa pagina. Mi meraviglio che si parli surrettiziamente, da una certa parte, che stia avvenendo un attentato alla libertà di stampa. Ma, insomma, ci prendono per cretini? La Repubblica scrive quel che vuole da tempo, L’Espresso viaggia tranquillo nel suo attacco spesso rivolto a Berlusconi ed al Governo, non mi sembra che Liberazione e Il Manifesto stiano per essere messi al al bando. E che dire di Santoro che una sera sì e l’altra sì getta veleno, sempre e immancabilmente, su Berlusconi ed il Governo? E Rai3 ha forse il bavaglio?. Inoltre esistono un sacco di altri giornali di partito, diversi dei quali appartengono al centrosinistra.
    Dunque attaccare, anche con pesanti calunnie, Berlusconi è doveroso, mentre lui deve stare zitto e buono, altrimenti si considera un dittatore. Quando si attaccano gli attaccanti, allora si grida allo scandalo, alla censura. Non dimentico la faccia di Scalfaro, quando in TV venne a dire: “Io non ci sto!”, mentre pretendeva che “ci stesse” Berlusconi. Bella faccia tosta di cristiano da quattro soldi!
    Non dimentico, come qui ricordato, l’ira di D’Alema nei confronti di Forattini, che è stato dallo stesso querelato più volte con cause miliardarie.
    E la vicenda delle feste in Puglia? Quando l’accusa era su Berlusconi, tutto andava bene, ma, non appena si è rivolta contro la giunta Vendola, allora si è preso a gridare allo scandalo. Vergogna!
    E si ha il coraggio di dire che la stampa ha il bavaglio?
    Questo centrosinistra allo sbando, anziché creare polveroni per niente, farebbe bene ad organizzarsi in un partito serio di opposizione, di cui l’Italia ha bisogno.
    Dimenticavo: violare la vita privata del Premier, come ha fatto impunemente un sedicente fotografo, che ha poi sparpagliato le sue foto ai quattro venti, anche esteri, è cosa normale per la sinistra nostrana? E se il premier cerca di difendersi, rivolgendosi alla Magistratura, tanto osannata dalla stessa sinistra, è attentato alla libertà?
    Gian Gabriele Benedetti

  2. Avatar Gian Gabriele Benedetti
    Gian Gabriele Benedetti

    Chiedo scusa per il mio intervento un po’ “arruffato”, ma sentito
    Gian Gabriele Benedetti

  3. Avatar Gian Gabriele Benedetti
    Gian Gabriele Benedetti

    Il “democratico” e “imbavagliato”(!?)quotidiano “L’Unità”, ha scritto sulla prima pagina a caratteri cubitali e rossi: “COME FASCISTI”, non rendendosi conto che ha dato dei fascisti anche a Prodi, a D’Alema ed a Di Pietro, che hanno più volte querelato la libera stampa. Bella zappata sui piedi!
    Gian Gabriele Benedetti

  4. Bart, tu dici che non e’ la prima volta che un politico querela un giornale e che non c’e alcun pericolo per la liberta’ di stampa. Piccolo particolare: Berlusconi controlla gran parte dell’informazione in Italia. Berlusconi ha mezzi economici illimitati. Berlusconi e’ capo del governo.

    Berlusconi poco tempo fa ha invitato gli imprenditori a non comprare spazi pubblicitari su La Repubblica. Il presidente del consiglio, uomo piu’ ricco e potente d’Italia, dice di non finanziare piu’ un giornale che lo critica. Ora, perche’ sia ben chiaro a tutti, lo querela. Secondo te gli imprenditori si metteranno contro il capo del governo? O magari sposteranno gli spazi sul Corriere, il Sole 24 Ore, il Giornale?

    Tutto normale? Sono cose che capitano in Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti? Barack Obama o Bush che cercano di far chiudere il New York Times o Fox News? Vedete voi.

  5. Vedi Kalle, tutto il problema, secondo me, sta nel credere o meno che quando si parla di libertà di stampa, questa trovi o non trovi limiti nei diritti altrui tutelati dalla costituzione. Che si creda o non si creda, ossia, che la stampa e i media possano scrivere e dire tutto.
    Anche D’Alema querelò quando era presidente del consiglio (poi se ci ripensò è un altro paio di maniche). Probabilmente fu consigliato a ritirare e seguì il consiglio. Berlusconi intende fare di testa sua, ed è un suo diritto. Gli attacchi indirizzati a Berlusconi, infatti, sono stati pesantissimi dal lato umano (da ciò derivano, secondo me, anche le sue esasperazioni: è da anni che lo si attacca con malevolenza, per esprimermi con un eufemismo, in attesa che ceda psicologicamente. Non è una specie di metodo fascista, questo?Che vuole sostituirsi alle libere scelte dei cittadini esercitate con il voto, abbattendo l’avversario con una guerra di nervi, e distogliendolo dall’azione politica?).

    Ora, la domanda è: la stampa poteva e può fare queste cose? Berlusconi pensa di no, e si rivolge alla magistratura per sapere se abbia ragione o torto. Non c’è nulla di male. Non guardare al fatto che egli è potente. La magistratura non giudica la sua potenza politica e economica, ma giudica se il cittadino Berlusconi ha ragione o torto.

    Questi appelli e queste grida che paventano l’assedio alla libertà di stampa, li trovo atti compiuti da gente nevrotica quanto meno, ma soprattutto li trovo compiuti artatamente da gente scaltra che attraverso di essi vuole sostituirsi alle scelte dei cittadini fatte con libere elezioni. Si tratta di subdole manovre politiche volte a rimpiazzare la mancanza di idee. E’ di scena ancora una volta l’antiberlusconismo, che sta annebbiando le menti e guastando l’Italia.

    Annotati, per favore, i nomi delle persone che hanno firmato l’appello e controlla se in future situazioni simili a questa di oggi (quando al governo ci sarà la loro parte politica) saranno così solleciti a difendere la libertà.
    Staranno zitti, come lo sono stati in passato.

    Ho messo oggi, in fondo all’articolo, il link – assai significativo – al processo in corso tra Stefania Craxi e Eugenio Scalfari, un altro potente. Scalfari ha già perso in primo grado perché, contrariamente alla sua tesi di aver fatto solo una critica etico-politica, la magistratura ha ravvisato che nel suo articolo ha commesso un reato. Perché ciò non può essere accaduto anche negli attacchi a Berlusconi? Perché la magistratura non può pronunciarsi? La magistratura potrebbe benissimo dare torto a Berlusconi, ma Berlusconi ha tutto il diritto di ricorrervi.

    Se a un presidente del consiglio si nega la possibilità di ricorrere alla magistratura, su di lui si può scrivere di tutto, riempire l’Italia di spazzatura. Come già oggi sta succedendo, dal momento in cui gli attacchi gossipari a Berlusconi hanno messo in moto una macchina infernale, in forza della quale stiamo scoprendo che molti che contano hanno sulle spalle reati anche gravi.

  6. Bart, penso che in una democrazia, almeno questo, si possano scrivere e firmare appelli, sia pure contro le azioni del primo ministro. Non capisco in che senso tutto cio’ sia un attentato alla volonta’ degli elettori. (Tra l’altro in una situazione in cui la gran parte dei media tranquillamente ignorera’ tale appello)

    Trovo singolare che per te il problema sia la raccolta di firme, e non il fatto che Berlusconi, grazie al lodo Alfano, non puo’ essere processato o querelato; mentre allo stesso tempo, lui puo’ “ricorrere alla magistratura” e querelare con cause milionarie. A me sembra la posizione perfetta per intimidire gli avversari politici, ma forse sono limitato e non capisco.

    Certamente la discussione riguarda i limiti della liberta’ di stampa, ma pure i limiti del potere politico (perche’ non dovrebbero entrare nella questione? Non e’ che Berlusconi e’ un amministratore di condominio: e’ il capo del governo, un ruolo specialissimo). Io preferisco paesi come la Germania, la Gran bertagna o gli Stati Uniti, dove il potere della stampa e’ forte e contrasta efficacemente quello della politica.

    Mi sembra che cio’ sia sano e eviti che i governanti si sentano al di sopra della legge e delle critiche. Dalle tue risposte, mi sembra anche di capire che tu non sia dello stesso avviso. Mi dispiace ma ne prendo atto. Chiudo qui la discussione, perche’ cio’ che avevo da scrivere l’ho scritto.

    ps: riguardo ai nomi della “gente nevrotica”, senz’altro prendero’ nota. Figura pure il mio, sia ben chiaro, che senz’altro sono nevrotico.

  7. Permettimi di aggiungere queste considerazioni, ferma la nostra diversità di vedute.

    Il grave di questo appello, secondo me, è che non lo si è fatto quando ad attaccare la stampa era, per esempio, D’Alema. Puzza di strumentalizzazione e di essere parte della strategia che vuole abbattere Berlusconi a prescindere dal consenso elevato che ancora riscuote tra i cittadini. Se cadesse Berlusconi, credi tu che si andrebbe ad elezioni? No. Perché vincerebbe ancora Berlusconi. Si farebbe il solito governo pateracchio, invece. L’ammucchiata, ossia, tra quelli che ci stanno (il pd in testa). Bisogna che i partiti imparino che quando si elegge un governo lo si elegge per 5 anni. Altrimenti avremo ancora una volta governi inconcludenti che durano quanto una partita di calcio.

    Per il lodo Alfano, scrissi qui:
    https://www.bartolomeodimonaco.it/?p=4949

    Sono d’accordo sul ruolo della stampa. Converrai con me però che la stampa straniera è di tutt’altra tempra. Il giornalismo politico anglosassone non ha niente a che vedere con il nostro. Io preferisco, comunque che, accanto ad una stampa forte (quella italiana non lo è: è servile) sia l’opposizione a contrastare il governo, e a contrastarlo sulle sue azioni politiche. Sono un fautore dell’alternanza, e desidero che le coalizioni che vi concorrono siano coalizioni che hanno come fine il bene dei cittadini. Della stampa italiana non mi fido, sia di quella di destra che di quella di sinistra. Rari i giornalisti seri, arrivo a dire che sono tutti prezzolati.

    Ricordati, per quanto riguarda le firme, di farti vivo coi cofirmatari quando ci saranno querele alla stampa promosse da personalità della sinistra:-)

  8. Avatar Gian Gabriele Benedetti
    Gian Gabriele Benedetti

    kalle afferma che Berlusconi è un potente. De Benedetti, il cui giornale è La Repubblica, è un poveraccio che vende stracci al mercato? Non è un potente anche lui, con capitali notevoli (poi vedremo presto anche dove li tiene!)
    Si dice, poi che la stampa è in mano a Berlusconi: elenchiamo i giornali in mano al premier: La Repubblica, Il Corriere della Sera (casa Agnelli, altri poveracci), Liberazione, Il Manifesto, Il Riformista, La Stampa (anche questa in mano a poveracci), ecc. ecc. Mi sembra un’accusa assai capziosa. E la televisione? Rai3 è in mano a Berlusconi? Rai1 e Rai2 siamo sicuro che siano in mano a Berlusconi? E La7 e Sky? I vari Santoro, Travaglio, Mentana, Costanzo, ecc., ecc., per citare alcuni di tra quelli che contano sono al servizio del premier? Mi sembra che si stia sollevando un polverone assai surrettizio, quasi a creare il tanto peggio tanto meglio. E si dimentica soprattutto la volontà degli Italiani!
    Gian Gabriele Benedetti

  9. Avatar Gian Gabriele Benedetti
    Gian Gabriele Benedetti

    Mi dimenticavo, tra i quotidiani, uno dei più importanti in mano a Berlusconi: L’Unità! Giornale che sparge veleno ai quattro venti, non dimenticando i metodi stalinisti. E dà dei fascisti agli altri!
    Gian Gabriele Benedetti

  10. Avatar Gian Gabriele Benedetti
    Gian Gabriele Benedetti

    Riguardo ai processi, Berlusconi è stato processato decine e decine di volte e quasi sempre (se non sempre) è stato assolto (nemmeno Al Capone ha avuto a che fare così tanto con la Magistratura, ci sarà qualche anomalia?). Il Premier, eletto dalla volontà popolare, potrà mica passare tutta la vita e, soprattutto il tempo del suo mandato istituzionale, dietro i tribunali, che spesso lo processano per anni e anni, essendosi accorti di lui solo dopo che è sceso in politica. Mentre prima certi solerti giudici o dormivano o andavano a caccia di farfalle
    Gian Gabriele Benedetti

  11. Caro Gian Gabriele, grazie per avere risposto ai punti che formulavo.

    la situazione alla Rai e’ nota proprio a tutti. Questo e’ quel che scrive Il Giornale sulle nomine:
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=344531

    Sottolineo: il Giornale, non l’Unita’ o La Repubblica.

    Santoro: ricorderai che venne licenziato dal consiglio di amministrazione della Rai nel 2005, e fu in seguito reintegrato solo perche vinse una causa presso il tribunale del lavoro. Non mi sembra un grande prova di indipendenza della Rai.

    Mentana e Costanzo: quando esattamente queste due persone hanno assunto posizioni critiche nei confronti di Berlusconi, nei loro programmi televisivi? Non ricordo un solo caso.

    Sono d’accordo che la situazione dei giornali e’ piu’ variegata. Cio’ non ostante, i due maggiori da te citati, Corriere e Stampa, si mantengono neutrali o molto moderatamente critici verso Berlusconi e il governo. Non certo paragonabili a Repubblica o Unita’. Tutto cio’, in un paese in cui la stampa e’ seguita solo da una sostanziale minoranza dei cittadini: prova a chiedere in giro se la gente sa chi e’ Giovanni Sartori.

    In ultimo, De Benedetti. Lo vogliamo davvero comparare ad un proprietario di televisioni e sostanziale decisore di direttori di telegiornale, reti televisive, etc.? Uno che, in quanto presidente del consiglio, controlla gli apparati dello stato, le politiche economiche di un paese? Mi sembra che parliamo di livelli leggermente differenti.

    Ecco perche’ penso in Italia ci sia un gravissimo problema di liberta’ di stampa e informazione.

  12. Avatar Gian Gabriele Benedetti
    Gian Gabriele Benedetti

    E’ così vero che manca la libertà di stampa che ognuno scrive e dice quello che gli pare un po’ dappertutto, comprese le bugie. Non solo: ci si può permettere di accusare il presidente del consiglio anche di ciò che non ha commesso, gli si invade la sua vita privata, si offende impunemente (giornali e TV). Se questo avvenisse nei confronti della democratica sinistra, cosa succederebbe? I bravi D’Alema, Prodi, Di Pietro, ecc. hanno già dimostrato come si comporterebbero!
    E tutti dimenticano che Berlusconi è stato eletto dal popolo, che sarà pure ignorante e cane, ma finché c’è democrazia e libertà, conta eccome!
    Si dice che Berlusconi vince le elezioni, perché controlla le televisioni (anche Rai3, Sky, La7?). Ma le ha anche perse con le stesse eventuali possibilità. Ed anche qui crediamo che la gente sia stupida, così stupida da essere influenzata. Bella fiducia questa sinistra ha del popolo!
    Per quanto riguarda la questione barese e quella di Repubblica, i primi a dar fuoco alle polveri sono stati loro. I suonatori finirono così per essere suonati!
    Gian Gabriele Benedetti

  13. Segnalo questo articolo di stamani sul Foglio, che mi pare ispirato dal buon senso:
    http://www.ilfoglio.it/soloqui/3250;

    questo, sempre sull’appello:
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=379985

    E quest’altro che riguarda un altro moralizzatore a senso unico, Antonio Di Pietro:
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=379993

  14. Mi risulta che quando Massimo D’Alema diventò presidente del Consiglio dei ministri, rimise tutte le querele.

  15. Avatar Gian Gabriele Benedetti
    Gian Gabriele Benedetti

    Forattini sostiene che in una sola querela D’Alema gli abbia “puppato” un miliardo. Forse non dice il vero?
    Meraviglia e lascia alquanto interdetti, poi, il fatto che D’alema querelasse Forattini e non il quotidiano, cioè il Direttore responsabile. Perché? Sicuramente non voleva inimicarsi una stampa molto vicina al suo partito
    Gian Gabriele Benedetti

  16. Il direttore responsabile risponde comunque, solidalmente col redattore o collaboratore.

    Circa la questione D’Alema-Forattini, Wikipedia (alla voee Giorgio Forattini) dice: “La vignetta in questione raffigura D’Alema mentre con un bianchetto cancella la lista Mitrokhin ed una voce che gli chiede: “Allora arriva ‘sta lista??!!” e D’Alema: “Un momento! Non s’è ancora asciugato il bianchetto!”. D’Alema ha poi dichiarato di tenere in massima considerazione la satira, ma di aver agito perché la vignetta conteneva informazioni false e diffamatorie; la querela sarà poi ritirata”.

    Nel sito personale di Forattini non trovo notizie sulla faccenda.

  17. Ho ritrovate le notizie. D’Alema querelò Forattini nel 1999, quindi da presidente del consiglio. Rimise la querela un anno e mezzo dopo: nel marzo del 2001. La remissione avvenne quando Forattini accettò di dichiarare quano segue: “La vignetta deve considerarsi, come tutti gli altri miei disegni, espressione squisitamente satirica, senza alcuna intenzione di voler rappresentare fatti reali dei quali non mi sono mai interessato”.

  18. Bartolomeo, scrivi nel post scriptum: “Il fatto che nessun magistrato si sia mai mosso (eppure di questi presunti attacchi se ne parla con clamore) significa che la libertà di stampa, almeno per ora, non corre alcun pericolo”.

    Quindi, secondo ciò che tu scrivi, il fatto che nessun magistrato si sia mai mosso significa che non è stato commesso nessun reato a mezzo stampa. Ne consegue, a fil di logica, che le citazioni fatte dall’attuale presidente del consiglio dei ministri, non essendovi stato nessun reato, sono un po’ pretestuose.

    Poi scrivi: “Boffo, il direttore di Avvenire, dichiara che si è scritto contro di lui il falso, e invece gli atti messi a disposizione dalla magistratura confermano che fu lui a fare quelle telefonate oscene”. Questo semplicemente non è vero: perché la magistratura – se non l’ha fatto negli ultimi trenta secondi – non ha messi a disposizione gli atti.

    Scrivi anche: “fra l’altro la sentenza [relativa a Boffo] è passata in giudicato, ossia è definitiva non essendo stata appellata”. I patteggiamenti non sono appellabili, perché sono frutto di un accordo tra le parti. In sostanza: l’accusa e la persona che ha subite le molestie hanno ritenuto che 516 euro fossero una pena congrua rispetto al reato. Sarebbe ovviamente assurdo se una parte, dopo aver accettato il patteggiamento, potesse appellare.

    Scrivi anche: “La scusa di Boffo che quelle telefonate furono fatte da un tossicodipendente, guarda caso morto nel frattempo, sono state considerate inattendibili dalla magistratura. Boffo, fra l’altro, dichiarò di non conoscere la donna molestata, mentre negli atti sono presenti testimonianze che affermano il contrario”. Come fai a sapere tutte queste cose, se la magistratura non ha messi a disposizione gli atti?

  19. Avatar Gian Gabriele Benedetti
    Gian Gabriele Benedetti

    Se d’Alema querelò Forattini per una vignetta satirica (e non il quotidiano, che è responsabile di quanto scrivono o pubblicano i dipendenti, come si dovrebbe!), figuriamoci cosa dovrebbe fare Berlusconi con tutto quello che gli costruiscono intorno, soprattutto sulla vita privata!
    Forattini, in televisione, ha affermato di aver sborsato un miliardo di vecchie lire a D’Alema, per una sua querela. Molti altri miliardi, poi gli erano stati richiesti per altre querele, quelle, forse, sono, poi state ritirate. Pertanto non si deve “pungere” la sinistra: è sacrilegio, mentre si deve attaccare in tutti i modi, anche scorretti, il centrodestra, e i suoi membri devono sempre chinare la testa, altrimenti sono eversivi.
    Bella democrazia hanno in testa i sinistrorsi!
    Gian Gabriele Benedetti

  20. Ero fuori casa. Scusa il ritardo, Giulio.

    Fai attenzione: ho parlato di attentato alla libertà di stampa e non di reato a mezzo stampa (l’esempio Stefania Craxi-Scalfari sta dimostrando che anche quando si scrivono articoli etico-politici, come li chiama Scalfari, si può commettere reato a mezzo stampa. Il reato a mezzo stampa scatta su querela di parte).

    La libertà di stampa è un valore invece tutelato dalla costituzione. Se c’è una violazione non occorrono appelli: può agire il magistrato o può agire qualunque cittadino rivolgendosi alla magistratura. I firmatari dell’appello, se ne fossero veramente convinti, potrebbero adire la magistratura. Non lo fanno perché sanno che non c’è alcuna violazione della costituzione in merito alla libertà di stampa e il loro agire è meramente politico (e infatti non hanno fatto appelli nei confronti di querele alla stampa mosse in passato dalla parte politica amica. D’Alema è solo un esempio).

    Per quanto riguarda il patteggiamento ho letto qui
    (http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=379683&START=0&2col= ):

    “Risultato. Una gran confusione. Anche perché stampa e tivù (salvo eccezioni) anziché rassegnarsi all’evidenza del decreto di condanna esibito dal Giornale, hanno avviato una polemica pretestuosa su questioni formali di nessun conto. Dicevamo: non è un patteggiamento ma un rito abbreviato e una semplice ammenda; nossignori, correggevano altri, è una velina; oppure, è una informativa. Informativa di chi? E giù ipotesi: dei servizi segreti, della gendarmeria del Vaticano e avanti con la fantasia.”

    Per quanto riguarda la documentazione fornita ai giornalisti dalla magistratura ho letto la notizia qui nel numero del Giornale del 2 settembre:
    http://www.ilgiornale.it/lp_n.pic1?PAGE=112409&PDF_NUM=1615

    E’ l’arretrato fornito in pdf, da cui estraggo la parte che ci interessa:

    “Missione compiuta. Le reazioni ai nostri servizi sono state violente. Siamo stati accusati di ogni nefandezza e continuiamo a essere oggetto di insulti. Ai moralisti professionali non importa la cosa fondamentale. E cioè: l’episodio di cui si parla è vero o no? La conferma della notizia è scritta nel decreto penale di condanna (Tribunale di Terni) del direttore di Avvenire. Altro che patacca.
    Altro che informative dei servizi segreti. È un atto pubblico messo a disposizione dall’autorità giudiziaria ai giornalisti, che hanno chiesto di compulsarlo e fotocopiarlo; la prova che il reato di molestie è stato accertato, così come non ci sono dubbi che quelle molestie erano a sfondo sessuale.
    Boffo, secondo il decreto di condanna, ingiuriava una donna «anche alludendo ai rapporti sessuali con il suo
    compagno ». Quindi il direttore di Avvenire ha mentito. Aveva detto che il sesso non c’entrava e qui risulta il contrario. Per quali motivi egli molestava la signora? Si può immaginare. Ma sarebbe meglio fosse Boffo a chiarire una buona volta la storia, poiché il Tribunale di Terni ha dichiarato, per bocca del Gip, Pierluigi Panariello, che i particolari rimangono nel fascicolo in quanto suscettibili di interpretazioni, e solo le parti del processo sono autorizzate a prenderne visione. Boffo è una parte ed è in possesso di tutti gli atti; se intende sul serio chiudere il discorso deve renderli noti.
    Il nocciolo della questione comunque è nel decreto oltre che nelle parole del Gip. È ingenuo voler minimizzare
    come fanno Boffo e i suoi difensori d’ufficio con o senza abiti talari. Conviene accettare l’evidenza dei fatti e magari spiegarli fornendo le carte, non limitandosi a dire che il telefono galeotto era sì del direttore di Avvenire, ma veniva usato da altra persona. Perché questa è una balla cui i magistrati non hanno creduto e
    nemmeno preso in considerazione per manifesta inattendibilità.”

  21. Bart,

    sul caso Boffo, il nocciolo della questione sembra tutt’altro che l’accertamento di cio’ che questa persona ha fatto. Supponiamo che questa persona abbia fatto telefonate moleste. E allora? C’entra qualcosa con il diritto della stampa, dell’Avvenire, di criticare il capo del governo per i suoi comportamenti? O si vuol dire che no, nessuno puo’ criticare il capo del governo perche’ tanto siamo tutti uguali?
    Di piu’: cose ne viene a me come cittadino da sapere che Boffo ha per ipotesi molestato? In che modo questa notizia ha un valore che non sia la semplice vendetta di Berlusconi contro le (moderate) critiche dei vescovi?

    Riprendo un commento di Stefano Folli dal sole 24 Ore che mi sembra del tutto appropriato:

    Folli scrive: “Boffo paga crudelmente il prezzo delle critiche, peraltro misurate, rivolte al presidente del Consiglio per quanto riguarda la sua moralità e un certo stile di vita. Critiche legittime e persino doverose, visto che tra i compiti prioritari di un giornale c’è quello di controllare i rappresentanti del potere politico e di bacchettarli quando è opportuno. Non si dà invece il caso inverso, ossia che il potere politico si vendichi dei giornalisti e alimenti una campagna mediatica per screditarli sul piano personale. Una tale pratica sarebbe, è ovvio, del tutto inconcepibile in paesi di forte democrazia. Da noi purtroppo è accaduto, il che rappresenta un danno irrimediabile per la qualità del nostro dibattito democratico.”

    Sono completamente d’accordo. Berlusconi puo’ screditare tutti i giornalisti di questo mondo, cio’ non altera il giudizio che si deve dare sul suo comportamente in qualita’ di presidente del consiglio. Quel ruolo e’ pubblico, in quel ruolo risponde ai suoi elettori e rapprensenta l’Italia, cioe’ anche me che non l’ho votato. Boffo rappresenta se’ stesso e il suo editore.

  22. Boffo non ha mai negato che quelle telefonate siano state fatte. Boffo non ha mai negato che quelle telefonate fossero moleste. Boffo non ha mai negato che in quelle telefonate ci fossero allusioni ai comportamenti sessuali del compagno della signora destinataria.
    Ciò che Boffo ha negato, è: di averle fatte lui, quelle telefonate.
    E, ovviamente, questo è impossibile da provare.

  23. @ Kalle
    Non posso dirti come Boffo criticasse Berlusconi, penso in modo corretto, altrimenti Berlusconi avrebbe querelato anche Avvenire (non so se lo abbia fatto, allora vorrebbe dire che anche qui c’è fumus di reato).

    Ciò che ha voluto dimostrare Feltri (certo, c’entra la politica, come c’entra negli attacchi di Repubblica a Berlusconi), e che io avevo paventato proprio qui sul blog, è che se si avvia in politica una campagna gossipara si sa come si comincia ma non come si finisce. E l’attacco portato a Boffo come a Mauro (circa i loro scheletri nell’armadio) è esemplificativo di come ci possiamo ridurre a mal partito, con danno di tutti. Mi auguro che si smetta. Successivamente a questo post ne ho scritti altri due riguardanti la stampa, uno proprio stamani.

    Veniamo a Berlusconi uomo pubblico.
    Intanto voglio dire che nessuno (salvo mia ignoranza) si è scagliato contro quel fotografo che a distanza di un chilometro e mezzo, con un potente teleobiettivo, è andato a ficcare il naso in una casa privata, commettendo un reato.

    La vita privata di Berlusconi appartiene al pubblico automaticamente, poiché è un uomo pubblico? Non ne sono tanto sicuro. Si dovrebbe approfondire con strumenti che non ho.

    Infatti bisogna notare che Berlusconi non ha fatto nulla per far diventare pubblica la sua vita privata. Se non ci fosse stata la stampa gossipara e quel fotografo, i cittadini non avrebbero avuto occasione di ingerirsi nella vita privata del premier, che sarebbe rimasta, appunto, privata.

    Il premier non ha mai assunto comportamenti disdicevoli davanti al pubblico per quanto riguarda, ad esempio, i casi di Noemi e della D’Addario. Altra cosa sarebbe stato se i suoi vizi li avesse mostrati ed esibiti nei suoi comportamenti pubblici. L’uomo pubblico deve essere correlato, secondo me, ai suoi comportamenti pubblci.

    E’ solo attraverso la stampa che il privato di Berlusconi, tutelato dalla costituzione per tutti, senza distinzione di ruoli nella società, è stato fatto diventare pubblico. Se la stampa (come scrivo anche stamani) avesse saputo quali sono i suoi limiti, la vita privata del premier sarebbe rimasta tale. Secondo me, il premier, come ogni cittadino, ha diritto alla sua vita privata e nessuno può intrufolarcisi.

    Dunque: secondo me si deve distinguere da un uomo pubblico che assume comportamenti disdicevoli in pubblico, facendone esibizione, e l’uomo pubblico che viene spiato dai media nella sua vita privata. A mio avviso, nel nostro caso, chi è uscito dal seminato è stata la stampa, che non doveva ingerirsi nella vita privata di una persona (sia essa un semplice cittadino, o un uomo pubblico). Il suo controllo, contrariamente a quanto lascia intendere Folli, non può che avere dei limiti, o davvero si può entrare nel cesso di un uomo pubblico? E’ stata la stampa, dunque, a non saper distinguere tra vita privata e vita pubblica e a non rispettare le distinzioni e le prerogative sancite dalle leggi.

    Naturalmente come cattolico riprovo la vita privata di Berlusconi così come è stata portata alla luce. Io credo molto nella famiglia e nel rispetto che si deve avere tra i coniugi. Non posso dimenticare che Veronica Lario, che ora si lamenta, ha tolto il marito alla prima moglie di Berlusconi, calpestando – per ambizione? – i sentimenti di questa donna e rovinandole la propria famiglia.

    Riprovo anche Boffo per quelle telefonate che la magistratura ha attribuito a lui, ritenendo inattendibile la sua versione che a telefonare sia stato un tossicodipendente.

    @ Giulio
    Come se ne esce Giulio, se, secondo quanto scrive Feltri, agli atti risulta che la versione delle telefonate fatte dal tossicodipendente è stata giudicata dagli inquirenti inattendibile? La magistratura è la più alta istituzione democratica demandata ad accertare la verità. Non dico che la trovi sempre, ma quando ci si riferisce alla magistratura che ha giudicato, quel giudizio non può che diventare un punto fermo. Quando si dice che una persona è un ladro o un assassino e così via non lo si può dire se non in base ad una sentenza del tribunale che l’ha condannata. Se poi vogliamo aprire una discussione sul valore di una sentenza (magari passata in giudicato), il discorso non ha più fine.

    Sembra che Boffo (lo scrive Feltri sulla base degli atti) abbia in giudizio negato in un primo tempo di conoscere la donna e che sono state le testimonianze, mi pare di altre donne, a smentirlo.
    Comunque Feltri scrive una cosa importante. Poiché Boffo possiede tutti gli atti, mostri per lo meno quelle parti limitate che lo scagionano dalle accuse del Giornale. Non è una cosa difficile, mi pare.

  24. Bart, Boffo certo non era responsabile di alcuna campagna “gossipara”, come la definisci tu. Feltri ha voluto dimostrare un’altra cosa: che i “moralisti”, come li chiama lui, non hanno nessuna autorita’ a giudicare Berlusconi, perche’ in fondo uno scheletro nell’armadio ce l’abbiamo tutti. Anche tu, che dici che “riprovi la vita privata di Berlusconi”. Se fossi un giornalista italiano, dovresti cominciare a preoccuparti, a scrivere cose del genere. Questo e’ il messaggio di Feltri. Io lo trovo agghiacciante.

  25. Mi pare di averlo scritto anch’io, nel risponderti. Ho scritto, fra l’altro, Kalle, che quando si comincia a sparare sulla vita privata delle persone si sa come si comincia e non si sa dove si va a finire.
    E’ la stampa, a mio avviso, che a volte oltrepassa i suoi limiti.

    Se io fossi stato un giornalista di politica (e non delle riviste del pettegolezzo) non avrei mai scritto le cose di Repubblica.

    Mi è stato detto di seguire il caso della corruzione barese, a cui è stata messa la sordina. Dai suoi prossimi sviluppi si potrebbe capire perché la D’Addario, mandata da Tarantino, andò in camera da letto con un registratore. Tutto preparato a scopi politici, conoscendo le debolezze del cavaliere?

    Spero che non sia così, altrimenti non avremmo più alcuna speranza in questo Paese e destra e sinistra sarebbero sprofondate nel fango.

  26. Avatar Gian Gabriele Benedetti
    Gian Gabriele Benedetti

    Se si ha e si pretende la libertà, come ha avuto Boffo, di esternare certi giudizi morali su un gossip riguardo a Berlusconi (vita privata e non politica), si deve anche accettare che altri facciano altrettanto su chi si erge a moralizzatore come lui. Se no che libertà è? A me meraviglia non poco questo baccano sulla libertà di stampa, se è il centrodestra a risentirsi o a querelare. Se lo fanno Prodi, Di Pietro, D’alema, ecc., allora tutto va bene. E non mi si venga a dire che i giornali e le televisioni hanno il bavaglio: si dice di tutto e di più, un po’ ovunque con la massima libertà. Addirittura si fanno processi in Tv nei confronti del premier, come se fossimo in un tribunale, senza difesa!
    Io vorrei che i giornali si occupassero di politica e non di chicchiericci, di squallidi pettegolezzi. Scrivano sull’operato del governo, se si stia comportando con senso di responsabilità o non, se mantenga le promesse elettorali o le trascuri, se fa il bene dei cittadini o meno e lascino stare la vita privata con rivoltanti campagne schifose, denigratorie, diffamatorie e avvilenti. Ed anche l’opposizione la smetta con questo andazzo pericoloso e si organizzi come alternativa seria al governo e non si basi sul gossip per attaccare il governo e per tentare di capovolgere la volontà degli Italiani!
    Gian Gabriele Benedetti

  27. A proposito di gossip, ieri Noemi Letizia ha rilasciato una lunga intervista televisiva a Sky e un’altra al tabloid inglese Daily Mirror. La stessa Noemi Letizia che, il giorno dopo la famosa visita di Berlusconi a Casoria aveva rilasciato una lunga intervista al Corriere del Mezzogiorno/Corriere della Sera, spiegando i suoi rapporti con Berlusconi. Naturalmente tutto cio’ e’ colpa della sinistra, dell’opposizione, di Boffo, e di Repubblica.

  28. Avatar Gian Gabriele Benedetti
    Gian Gabriele Benedetti

    Ma che discorso è questo? Ognuno è libero di farsi intervistare e di lasciare interviste, purché non offenda, non accusi, non dica menzogne, non diffami, altrimenti si merita non solo una risposta anche risentita, ma rischia pure la querela. Nessuno incolpa la sinistra di un’intervista rilasciata. Meglio sarebbe che finisse questa specie di vergognosa campagna gossippara e becera e si passasse ad esaminare cose ben più serie. Si vuole attaccare Berlusconi? Ebbene lo si faccia con argomenti politici, si propongano credibili alternative e non ci si abbassi a certi livelli da vecchie comari (e mi scuso con quelle!)
    Gian Gabriele Benedetti

  29. E’ un discorso molto semplice, a volerlo capire: forse, piu’ che della sinistra e di Repubblica, Berlusconi dovrebbe preoccuparsi delle sue -avventate- frequentazioni.
    E forse ogni tanto gli elettori di Berlusconi, invece che della sinistra e di Repubblica, dovrebbero preoccuparsi di Berlusconi.
    A volerlo capire. Altrimenti mi sa che vi dovrete tenere le esternazioni di Noemi e la “campagna gossipara e becera”. Sorry.

  30. Kalle, proprio nell’altro post che ho scritto, successivo a questo, ho messo un post scriptum:
    (https://www.bartolomeodimonaco.it/?p=6399 ).
    Lì c’è un link ad un articolo che parla di manomissioni dell’intervista inglese a Noemi. Leggilo e, se puoi, sappimi dire se l’articolista dice la verità. Anche tali manomissioni sarebbero gravi, e questa volta fatte dalla stampa straniera. Tu che vivi in Inghilterra e conosci a perfezione l’inglese hai ascoltato il video?
    Sono vere tali accuse? Puoi documentarti sulla correttezza o meno della traduzione? Sarebbe importante anche per te, credo, e per la discussione che stiamo facendo. Vedi ciò che puoi fare. Grazie.
    L’articolo è qui:
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=380459

  31. Avatar Gian Gabriele Benedetti
    Gian Gabriele Benedetti

    Ma lo vogliamo lasciare fare i c… propri il Berlusconi nella vita privata! Ma che gliene frega alla sinistra di ciò che fa, come uomo di tutti i giorni! Pensi a contrastarlo con programmi ed argomenti seri! A non capire è proprio questa sinistra becera e sbandata che s’attacca alla stampa a sua disposizione per aggredire su cose cretine il premier. Poi, quando si raggiunge la menzogna e la calunnia, si pretende che uno debba starsene zitto e buono.
    Han fatto così D’Alema, Prodi, Di Pietro? A me pare di no e nessuno ha gridato allora allo scandalo.
    Chi ha orecchie per intendere, intenda!
    Gian Gabriele Benedetti

  32. Kalle, ho trovato l’intervista a Noemi. Lei parla italiano quindi è chiaro quello che ha detto: “Io sono molto dolce”.

    Vedere e ascoltare qui (sono i primi secondi):
    http://www.youtube.com/watch?v=eVsTwDTncOM&NR=1

    L’intervistatrice, nel tradurre su carta l’intervista, ha invece malignamente diffuso l’articolo con un titolo destinato ad alimentare il pettegolezzo. Ha infatti intitolato (riprendo dal Giornale):

    “«I call Silvio daddy because he’s so sweet », questo il titolo dell’articolo che poi viene ripreso dalle agenzie di stampa e dai siti on-line italiani. Cioè, «dolce » sarebbe il Cavaliere: e se lo racconta la ragazza, può ripartire la giostra del pettegolezzo.”

    dove he’s so sweet significa che egli (cioè Berlusconi) è dolce. Così il titolo è stato poi ripreso nel mondo.

    Lo annota anche il Corriere della Sera, qui:
    http://www.corriere.it/politica/09_settembre_06/noemi_intervista_sky_f301d3ce-9aca-11de-84e9-00144f02aabc.shtml

    “Quanto al nomignolo “papi” che dato al Cavaliere la giovane spiega: «Sono una persona dolce e mi piace dare soprannomi alle persone a cui voglio bene. È un modo per mostrare affetto » (qui la giornalista che ha scritto per il Daily Mail era caduta in un errore di traduzione che si ripete anche nel titolo dell’articolo attribuendo alla ragazza le parole: «Ho dato un soprannome a Silvio perchè lui è dolce. È per dimostrargli affetto »).

    Non credo che l’aver messo quel titolo sia stata conseguenza di una svista. Secondo me è stato fatto apposta per vendere a caro prezzo l’intervista in tutto il mondo. Come sembra che sia stato.

    Se le cose stanno così, Kalle, puoi immaginare quanta strumentalizzazione politica e commerciale, e quanto inquinamento si siano creati intorno alla vita privata di Berlusconi.

    Tu, comunque, puoi verificare queste cose, Kalle, vivendo in Inghilterra.

  33. Sulle reazioni dei cattolici al caso Boffo, c’è un interessante articolo stamani su La Stampa, qui:

    http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200909articoli/47084girata.asp

  34. Avevo scritto, nel commento n. 25:
    “Mi è stato detto di seguire il caso della corruzione barese, a cui è stata messa la sordina. Dai suoi prossimi sviluppi si potrebbe capire perché la D’Addario, mandata da Tarantino, andò in camera da letto con un registratore. Tutto preparato a scopi politici, conoscendo le debolezze del cavaliere?”

    Stamani se ne occupa il Corriere della Sera, qui.

    Insomma, si guardi a destra, si guardi a sinistra, siamo sprofondati nel fango.

  35. Lo era gia’, ma dopo i verbali pubblicati dal Corriere, mi sembra chiarissimo che questo scandalo non e’ affatto una vicenda di gossip, come la si e’ voluto far passare.

  36. Sembra, Kalle, ma queste sono supposizioni non suffragate dai fatti, almeno fin ora, che la D’Addario sia stata mandata apposta dal cavaliere con il registratore, in seguito alle indagini che si andavano accumulando a Bari. Il clamore che ne sarebbe sortito avrebbe messo in secondo piano lo scandalo barese, o comunque lo avrebbe in qualche modo bilanciato.
    Politica e gossip a braccetto, ma si tratta della politica con la p minuscola, quella che tutti noi dovremmo avversare.

  37. Avatar Angelo Farina-Ventrone
    Angelo Farina-Ventrone

    La politica italiana: Politicanti, querulanti e sacrestani raccomandati.
    Signori, io mi permetto di intromettere le mie considerazioni nella esposizione dei Vostri ragionamenti, solo perchè sono stato ospite su questa rivista.
    Vorrei chiarire innanzitutto la mia posizione, esterna e non di parte, ai fatti e misfatti che sembra tanto “interessino” la opinione pubblica del mio Paese.
    Il mio Paese si ritrova in un periodo buio di transizione, tra la “Prima” e la “Terza” Repubblica, in cui ancora si scontano i colpi di coda di una “Democrazia” imposta dai vincitori, dopo i misfatti e la disfatta fascista. Questa cosidetta Democrazia era ed è pericolante in un Paese che effettivamente non è in grado di considerarla come bene primario. Un Paese, il mio o meglio il Nostro, con una Pubblica Istruzione insufficiente e incapace di formare cittadini non dico eticamente preparati, ma con un minimo di senso civile, del decoro e della correttezza. Un Paese che ha ancora molto da fare per darsi una coscienza nazionale ed avviarsi verso un futuro che si auspica di progresso additivo. Così accade che, in un momento di vuoto culturale senza una qualche visione politica, si è aperta la via ad avventurieri senza scrupoli. Avventurieri che hanno fatto del Neocapitalismo Post-Moderno il loro segno distintivo. Si tratta di un Capitalismo che effettivamente non produce Beni di Prima necessità, ma che si fonda sulla informazione e sul mercantilismo. Speculatori che operano nel Terziario, che vendono prodotti che non sanno produrre ma anche cose, persone e…interi Paesi. Un simile esemplare si è detto capace di poter guidare una Nazione come fosse un “vuò cumprà”. Ha trovato la porta aperta perchè la corruzione ed ancora di più la incapacità sono una regola in un Paese formato in larga parte da raccomandati. Si è detto capace ed ha indicato i suoi successi “imprenditoriali” come una garanzia. Signori, voi siete “Persone acculturate” avrete letto certamente ciò che fu scritto, a proposito, già alcuni secoli orsono. Ricorderete il “Teeteto” di Platone, da cui io mi degno di citare. Voi sapete benissimo come fu posto il problema: si chiede testualmente se un calzolaio che sa fare bene il suo mestiere sia per questo capace anche di guidare un popolo. Trà un affarista ed un calzolaio credo onestamente che un calzolaio sia una garanzia di serietà. Devo però confessare che io non tengo molto alle chiacchere di Socrate e ritengo inutili e riprovevoli le tesi idealistiche di Platone per cui in una “Democrazia imperfetta” sia il calzolaio che l’affarista , per quanto mi riguarda, debbono cimentarsi in politica. Ma la Chiesa Cattolica ha fatto dell’Idealismo una cosa sua, sulla falsariga di: “Fate quello che dico ma non fate quello che faccio”.Per questo malinteso Boffo credeva di parlare in nome di una idealità purtroppo sconosciuta in un paese di querulanti e di sacrestani. Bene ha fatto Feltri a fargli ricordare le sue misere origini umane! Ma Feltri cosa è un Santo appiccicato al muro? Aspetto di sentire novità a proposito, a quanto sarà, chi la fa… insomma. Il “Cupolone” ha alcuni Millenni sul groppone. Se gliela fanno passare liscia mi taglio il baffo che non ho.
    Sono sicuro che senza abbassarsi al livello di ipocriti querulanti (Giornalisti) sapranno ben rispondere.
    Ora accade che chi si crede capace di guidare il “mio” popolo si è circondato da chi, ognuno a suo modo, aveva risentimenti (Trombati della Prima Repubblica) contro chi deteneva il potere ed aspirava a qualcosa di nuovo e di solido. Politicanti effettivi che credono di poter guidare il Paese nascondendosi all’ombra di un affarista. Vi è di tutto e di tutti un poco, sembrano addirittura forti di una loro rivoluzione delle mezze calzette. Mezze calzette e questo spiega anche il tono e il turpiloquio che essi usano come linguaggio politico. Questo è anche il grado civile della civica politica italica, quella che ho provato di descrivere in “Idiot Day – L’epoca degli idioti” Sicuro di essere circondato da “geni incompresi” da Economisti e Statisti al massimo livello ed a lui legati l’affarista ha sempre cercato di vendere una sua immagine poliendrica e buona per tutti gli eventi: Goliardico, Santo, Illuminato, Sbarazzino, Anticonformista, ecc. Di tutto e di tutti in scala macroscopica. Solo che spesso i conti non tornano e visto che è quello che effettivamente è, a volte rimane allo scoperto e si dice oggetto di eversioni. Suvvia, non siamo nati ieri, come possono trapelare foto e notizie su di una persona perennemente seguita dalla guardia del corpo? Già nella età di Pericle questo fenomeno era ben conosciuto e descritto: Un tale compra un cane bellissimo e costosissimo e fa parlare di se tutta Atene per un bel poco di tempo, poi quando vede scemare l’interesse dei suoi concittadini taglia la coda al cane e provoca dicerie per un tempo ancora più lungo… Non parlate di chi parlate e quello morirà di noia, perchè alla fine dei conti vive solo come in una perenne adonistica contemplazione di se stesso perchè non può e sa fare altro… ma questo lo capite da voi.
    Rispondetevi da soli: Da una stanza chiusa e piantonata, le notizie le da?
    Oppure, aprendo le finestre, fa in modo che certi fatti trapelino per dare la colpa a chi ci casca!
    Questo, è la mia modesta considerazione, credo che tutto ciò fa parte del gioghetto. Intanto altri fanno i fatti mentre noi ammiriamo e ci sollazziamo della vitalità di un pivello. Noi ridiamo di lui, come di un mattacchione e anche lo comprendiamo bonariamente e lo perdoniamo come una innocua macchietta, ma intanto il mondo ride di noi; non tutti sono italiani.
    Se volete fatevi anche p… in testa, chi si accontenta gode.
    Intanto vi prego, fatevi bene i conti in tasca, guardate alla istruzione, alla economia ecc. Voi siete persone avvedute, i conti sapete certamente farli, decidete semmai ancora potete e tutte queste str… non vi fanno del tutto interdetti.
    Guardate ai diritti fondamentali del vivere civile.
    Tutto il resto credetemi, non interessa e non deve interessare nessuno, tanto la Terza Repubblica è alle porte.
    Che i fascisti, i neofascisti ed i postfascisti, i leghisti ed autonomisti e tutta la corte…lo vogliano o meno. Il mio Paese ha vissuto guai peggiori. Inutile tingersi di perbenismo e di liberalità, chi nasce quadro non muore tondo.
    Gli italiani, infine, non sono tonti.
    Almeno spero!

  38. Angelo, non credo proprio che Berlusconi si sia fatto fotografare per far parlare di sé. Ne avrebbe volentieri fatto a meno, visto che la sua popolarità, a cui tiene molto, è scesa di qualche punto e solo ora torna a salire, come scriveva ieri, mi pare, il Corriere della Sera. Il fatto è invece che un fotografo si è messo a fotografarlo con un potente teleobiettivo a una distanza di un chilometro e mezzo. Il perché si trovasse lì (ossia se ci fosse stato mandato o fosse una sua iniziativa) non si saprà mai. E’ certo invece che lui con quelle foto illegalmente scattate (e nessuno lo ha perseguito!) ha fatto soldi, vendendole in tutto il mondo.
    Ancora oggi, grazie a quelle foto, continuano gli attacchi della stampa straniera, oltre che di alcuni giornali di casa nostra, facendo perno sulla vita privata del premier e non sugli errori della sua politica.

    Non ti sei chiesto il perché?
    Leggi questi due lucidi articoli di Marcello Veneziani, che non sempre è stato prodigo con il cavaliere, ma che osserva i fatti di oggi in un ampio spettro di lotta politica:

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=384292&START=0&2col=

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=384741

    La domanda che devi farti, secondo me, è perchè non si attacca il premier sulla sua attività politica.
    E ancora: perché per la prima volta nella storia del nostro Paese c’è un attacco così massiccio contro Silvio Berlusconi.
    E ancora: perché la querela di Berlusconi contro Repubblica e l’Unità è un attentato alla libertà di stampa, e quella di Fini contro il Giornale non lo è.

    Angelo, questa è una lotta di potere all’ultimo sangue. La sinistra, per salirvi, si è alleata nientemeno con il pescecane Murdoch, che domina oltre che le televisioni di tutto il mondo, giornali come il Times e il Wall Street journal.

    Una battaglia che tutti i cittadini dovrebbero fare in questo momento è quella della difesa del voto elettorale. Berlusconi è uscito dalle urne vincitore, perché così hanno voluto gli elettori. Come ieri uscì vincitore Prodi (poi scalzato proditoriamente a metà mandato da D’Alema). Se non prendiamo coscienza di questi scippi che come elettori subiamo dai poteri forti, non saremo mai in grado di attuare in Italia una democrazia che fondi la sua forza sulla libera scelta dei cittadini.

    Oggi siamo tutti chiamati a questa battaglia. Non intendo, per quanto mi riguarda, tacere se si sta tramando per un nuovo colpo di Stato, come fu quello del 1995 perpetrato da Oscar Luigi Scalfaro.

    Difendendo il voto elettorale si difende la democrazia e si difendono tutti i governi che usciranno vincitori dalle urne, siano essi di destra che di sinistra, sottraendoli finalmente ai giochi di poteri e ai ricatti dei boiardi e dei poteri forti.

  39. Avatar Angelo Farina-Ventrone
    Angelo Farina-Ventrone

    Risposta del 23.09.009
    Bart,
    io non metto in dubbio che sia una battaglia all’ultimo sangue e con tutti gli espedienti più subdoli e inaccettabili. Non vivo sulla luna, e so che le regole del gioco, ovvero infamità, calunnie e tutto il ben di Dio le ha usate principalmente chi adesso dice di subirle e solo al fine di salvarsi dalle sue magagne truffaldine con leggi fatte su misura. In quanto alla volontà popolare a cui tanto tieni ricordati, e chi con te, come si fa a entrare nelle simpatie popolari semplicemente facendo propaganda con “Patti” e scendendo poi a patti, dimenticando o prendendo in giro chi tutto sostiene. Le menzogne e le scusanti sono all’ordine del giorno e tutto serve per restare a galla come un tozzo di legno sul mare in tempesta. Altrimenti sembra che aspettino le patrie galere. Guarda la società con gli occhi di chi vede le difficoltà; fino a pochi decenni orsono si vendeva il voto per una scarpa si ed una no, adesso forse le cose sono cambiate, ma…. Il fatto che abbia o no mandato lui il fotografo, la dice lunga sulla mentalità contorta di chi il colpo di stato lo fa semplicemente perchè non può abbandonare la poltrona e se qualcuno cerca di fargli capire che il gioco non dura in eterno si atteggia da “ducetto” parla di antiitaliani, vede gli attacchi contro di lui quali atti eversivi come se lui fosse lo “Stato”. Questo non è solo paradossale ma addirittura patologico, non sarebbe il primo ad essere uscito di senno. Bart chi semina vento raccoglie tempesta ed il tuo “Protetto” è uno che cercando di “Smerdare” è pieno zeppo di merda, merda sua e solo sua. Chi ha cercato di schiacciare gli altri, a livello nazionale, con la sua potenza economica e mediatica deve pur capire di non aver lasciato scampo e che a livello economico e mediatico mondiale vi sono altri più forti di lui che possono schiacciarlo come un moscone molesto. Chi ha creato le premesse per una invasione straniera, anche solo mediatica? Io ho sempre dubitato che il “Tuo” abbia realmente vinto le elezioni, ricordo che prima ancora che si cominciasse gridava già alla frode elettorale e credo di aver capito il perchè. La verità e che nel nostro Paese manca effettivamente una figura di rilievo, un politico vero in mezzo a tanti politicanti e politicume. Quello poteva sembrare solo una novità e si sta rivelando uno scandalo pubblico. Effettivamente viviamo un periodo di transizione in cui manca un qualsiasi disegno politico ragionevole ed accettabile, nessuno sembra essere in grado di dare fini e finalità e tutti si rivolgono ad un passato che certamente non ha niente da dire perchè ha portato a depravazioni e malesseri. Del presente si lamentano e non credono di aver futuro. Tu parli delle querele tra Fini ed il Giornale? Chi è impunito: chi cerca di darsi un contegno politico cercando di ripulirsi esteriormente della sua matrice, facendosi e dicendosi liberale come uno specchietto per le Allodole o chi in forma mafiosa lo ribecca dicendogli di non allargarsi troppo? Troppo palese, troppo scontato, troppo triste per potersene occupare. Ma dove siamo arrivati, ma veramente siamo diventati scemi! La patata è bollente, troppo, le posizioni sono indifendibili ma certo l’Italia non è il Paese dei suicidi personali, questo non lo vuole nessuno! L’onore e la rispettabilità di una Nazione vanno però difesi come di dovere. Tu, e sei giornalista, parli della libera scelta dei cittadini, mi parli di immagine e di chissà cosa… quanto dura una scelta che è stata fatta in base a promesse ed aspettative disattese? La Pubblica istruzione è allo sbaraglio, la Sanità è divenuta l’onere delle economie domestiche, le strade sono disagibili, ogni aquazzone provoca allagamenti, ogni salto di temperatura incendi che a malapena possono essere spenti da “volontari” i nostri mari sono divenuti una pattumiera di rifiuti tossici, la magistratura è impossibilitata a lavorare, la malvivenza organizzata imperversa a suo piacimento, il lavoro scarseggia da decenni ed i lavoratori sono ridotti a mal partito, sulle coste vengono ributtati in mare cadaveri viventi e tu mi parli di un colpo di stato come alla De Lorenzo o come un qualsiasi altro guitto! Facciamo un condono?
    Oppure ci nascondiamo che si aspetta una mossa dei vertici militari?
    Non sono giustizialista, non sono garantista, non sono uno che a tutti i costi cerca di buttare fango, anzi, mi vergogno di dover scrivere di questo. Purtroppo il malessere ed il malgoverno sono sotto gli occhi di tutti. Chi paga non deve essere solo Pantalone ed i guasti ci sono a livello mondiale. Credimi non sono riuscito a trovare nulla di buono, nè a destra e nemmeno a sinistra ed il centro, da quello che fu, è peggio della peste nera. Ammettiamo pure che il “Tuo” a cui dici di tenere solo per fargli finire il mandato stia sulla poltrona fino alla fine, immagina un poco lo scempio… E ne vedremo delle belle, facendosi propaganda con casette buttate li da altri, solo a modo di esempio per dire che fa qualcosa per i terremotati. Con una economia basata sullo strozzinaggio fomentato da banche costose che “tiene” grazie al risparmio ed alle rimesse degli emigranti del Sud e che viene presentata come un esempio per il mondo intero in periodo di crisi. E guarda caso, ogni volta che il “Tuo” va al potere vi è una crisi mondiale… ma gli italiani non sono scaramantici, non credono ai ratti neri, sono liberi elettori.
    Bart continua pure la tua battaglia, cerca solo di non farti del male, oggi ogni politico di destra o di sinistra che dice di essere è intercambiabile in quanto… ma soprassediamo!
    Ma una domanda te la faccio lo stesso, togliendo ogni retorica e badando al sodo, quali sono i poteri forti, quali sono i gioghi di potere dei boiardi, chi sono costoro: secondo te stanno tra quelli della sinistra?
    Chi è la sinistra in Italia, esiste ancora!
    E la politica; in Italia si fa politica?
    Dove e come?
    Con chi?

    Aggiunta del 26.09.009
    Questo mio intervento non è andato direttamente su questo Blog ma su E-Mail personale di Bart.
    Ho aspettato una risposta, ma finora non è stato fatto riscontro.
    Io sono un tipo molto circospetto, non credo ad un briciolo di onestà intellettuale, specialmente da parte dei miei connazionali. Inopportunamente,forse, sono anche uno che le cose le porta a termine. Fino in fondo. Per cui chiudo i miei rapporti con La impressione di essere caduto in un vespaio. Un vespaio con una realtà parallela fatta di distorsioni e di punti fermi (punti di vista) che somigliano a fobie. Avrei desiderato un rapporto professionale, sobrio, profondo in cui bisognava parlare della politica con il senno della continuità storica e progressivo della umanità e mi ritrovo con prese di posizioni che hanno del pretestuoso, distorsivo e menzognero.
    Tolgo il disturbo, sono fuori posto!
    Ripeto, non sono di destra o di sinistra e neppure del centro vivo fuori dal mio Paese da oltre 40 (Quaranta) anni, ma mi sembra di non averlo mai lasciato. Il livello è rimasto quello che era, alla adoloscenza piuttosto ritardata, del pensiero.
    Con tutte le mie più sentite cordoglianze.
    Angelo.

  40. Angelo, sono uno che risponde sempre a chi mi fa delle domande (a meno che non mi si costringa a ripetermi troppe volte, allora rimando semplicenmente a ciò che ho già scritto) e dico sempre chiaramente ciò che penso, cercando di evitare i luoghi comuni. Non ho risposto perché ero fuori Lucca e sono tornato poco fa.
    Tu parli dei mali d’Italia, che gli ultimi governi hanno ereditato. Se torni ad esaminare i mali che hai elencato, ti accorgerai (io ho 67 anni) che sono i mali che nessuno ha mai potuto o voluto risolvere.
    Berlusconi non è il mio protetto. Qualcosa, però, riesce a fare mentre la sinistra non è mai riuscita da molto tempo a fare nulla una volta salita al governo, ma solo mettere tasse. Non lo dico più soltanto io che la sinistra è allo sbando, ma non da ora. Lo dicono gli stessi uomini della sinistra. D’Alema l’altro giorno disse che è l’ora di finirla con l’antiberlusconi e anche è l’ora di finirla che una certa elite parli male dell’Italia. E’ ciò che vado scrivendo qui da qualche tempo. L’opposizione deve abituarsi a criticare il governo per ciò che fa e non continuare a sparlare all’estero dell’Italia.

    Il mio protetto, caso mai è il corpo elettorale. Chi viene scelto dal corpo elettorale deve poter governare per 5 anni. Io criticai quando D’Alema prese il posto di Prodi. Criticai quando Scalfaro nel 1995 costituì col governo Dini una maggioranza contraria a quella uscita dalle urne. E oggi sono pronto a criticare chi farà cadere Berlusconi per vie traverse.

    Se non ci mettiamo in testa che il corpo elettorale ha diritto di essere rispettato, noi siamo lontani mille miglia dalla democrazia. Tu lo vuoi difendere il corpo elettorale? se sì sei d’accordo con me (qui non si tratta di essere di sinistra o di destra). Altrimenti, secondo il mio modo di vedere, tu hai un concetto della democrazia molto diverso dal mio e sottoposto, il tuo, ai rischi delle oscure manovre dei poteri forti.
    Chi sono i poteri forti. Non è il caso di fare i nomi, ma se tu vivi in Italia, puoi metterceli tu i nomi, basta che tu vada a pescare tra i reggitori del potere economico e finanziario. Sono loro che stabiliscono chi deve governare il Paese, poiché di ciò che ha scelto il corpo elettorale se ne fregano.
    Difendere le scelte del corpo elettorale è difendere la migliore democrazia possibile, quella che quando ha espresso il voto, non è più prezzolabile, perché il suo voto lo ha già espresso per i 5 anni stabiliti per governare il Paese.
    Scegliendo diversamente non faremo mai un passo avanti e rimarremo sempre immersi in questo pantano.

  41. Avatar Gian Gabriele Benedetti
    Gian Gabriele Benedetti

    Bartolomeo, sottoscrivo in pieno queste tue ultime pacate e precise considerazioni. Avrei voluto rispondere anche io ad Angelo, ma con quanto hai affermato tu è inutile il mio intervento
    Gian Gabriele

  42. Avatar Angelo Farina-Ventrone
    Angelo Farina-Ventrone

    Bart,
    la tua risposta può salvare un contatto, anche con G.G.Benedetti.
    Da questo nostro “Colloquio” è chiaro che abbiamo e viviamo tuttora due aspetti della medesima realtà. Chi di noi si avvicina alla realtà, in quanto risultante di forze in divenire, è tutto da definire.
    Nella vita, come nelle mie opere, ho dovuto imparare che non esistono punti fermi e che effettivamente esiste sempre “L’altra faccia della luna” quella che normalmente rimane nascosta. Io so anche che, non vivendo in Italia, mi sfuggono tutte quelle sottigliezze che si riscontrono nella vita quotidiana. Ma io vivo anche, e vedo e sento, ciò che a voi è precluso: la emigrazione di gente disperata, sempre più attanagliata dagli strozzini, segnati dalla malavita, con giovani toccati dalla droga e dal vizio, senza un minimo di dignità. Una emigrazione sempre meno preparata culturalmente e sempre più rozza e meschina. Questa è l’Italia che “Trasborda” all’estero. Dovete convenire che è tutta una cosa diversa che della emigrazione dei colletti bianchi e della “vetiquattrore”, sebbene anche quella sussiste. A noi, che siamo emigranti, come voi lasciate che vengono trattati gli exstracomunitari significa dare carta bianca a chi maltratta gli italiani all’estero. Il nostro “Paese” era e rimane un paese di emigrazione che si stabilizza economicamente sulle cosidette “Rimesse” degli emigranti, affermare il contrario è una menzogna. Signori malgrado la vostra posizione, di “normali” osservatori, dovete convenire di essere dei privilegiati. A rigore di verità, la sinistra che voi tanto odiate o che vedete come un male estremo, non è stata mai ufficialmente al potere e coloro che si dicono chiaramente di sinistra sono ben pochi. Io non sono affatto di sinistra e nemmeno di destra, io odio il partitismo e credo che esso sia un male per ogni società che “dicasi” civile. Nella sua smania di differenziarsi e darsi una piattaforma inusitata e fare così da base per nuove proposte lo stesso Fini dichiara i partiti come “Cartelli elettorali”. Fini ha scoperto l’acqua tiepida, ha detto ciò che tutti sanno, ma non l’ha detta fino in fondo. Questi cartelli sono anche impegni per perseguire dei privilegi economici e il diritto della raccomandazione, ecc. Una specie di diritto alla spoliazione ed alla depauperazione delle risorse pubbliche. In questo siamo arrivati a ciò che voi avete assunto a “Ideale supra-partes” il cosidetto “Corpo elettorale” ed il diritto di restare per il tempo prefisso in una posizione privilegiata. Certamente la mia definizione di “corpo elettorale” non è la vostra, ma cerchiamo di raggiungere un punto di intesa da cui iniziare la nostra disamina. Il corpo elettorale così come voi lo intendete, cosciente e sovrano, per me non esiste. Io non posso affermare che nel mio paese esiste qualcosa di simile. Chi lo porta ad esempio è quindi sospetto. Sebbene esso sarebbe un “Bene” per raggiungere la “Democrazia” e salvare la “Repubblica” bisogna convenire che come tutti i “Beni” deve essere creato, curato e lasciato libero di esprimersi.
    Togliendo un aspetto che specialmente a te, Bart, non dovrebbe sfuggirti: il quarto potere. Tu eserciti questo potere.
    Tu sai benissimo che questo “Corpo elettorale” è solo un paravento. Purtroppo devo convenire che io non ho riscontro di un corpo elettorale capace di definire con le sue scelte politiche una progressione addittiva rivolta all’avvenire. Noi ci ritroviamo il popolo che abbiamo: abbruttito dalla ignoranza, sopraffatto dalla iattanza dei potenti di turno, turlipinato dalla informazione falsa e tendenziosa, rabbonita dalla religione e dalla superstizione, sotto lo schiaffo e lo sberleffo della imperversante malavita organizzata.
    Cosa dovrebbe subentrare allora, una Dittatura?
    La provocazione che parte dall’attuale “Potere Forte” è appunto questa: vedete come siamo ridotti?
    Anche il voler restare per tutto il tempo del mandato, uguale come lo si è raggiunto, è un tentativo dittatoriale. Quando tutti ti dicono che sei un impostore è il momento non solo di ravvederti ma di pensare che forse davvero lo sei. Specialmente quanto non si è capaci di fare nulla e si occupa solo posti di potere per il proprio tornaconto.
    Si vuole e si deve uscire da questa “Cloaca del comportamento” e lo si fa solo con l’acquisizione civile del sapere e della conoscenza del reale. Chi blocca la istruzione pubblica, chi rende impossibile la ricerca scientifica ed umanistica, chi tassa quelli che cercano di apportare innovazioni tecnologiche e lavorative, quelli affamano un popolo e lo rendono schiavo del clientelismo, della bustarella, della raccomandazione e dello sperpero… del “Malgoverno”.
    Noi siamo un popolo di ignoranti, e prenderne atto sarebbe un passo avanti, incapaci di definire a nuovo una visione del reale, non abbiamo capacità e conoscenze scientifiche e tecnologiche per plasmare l’avvenire, dobbiamo quindi sorbirci tutto quello che ci accade.
    Signori, Bart, G.G. Gabriele, il mio non è solo uno sfogo di chi è costretto a vivere lontano dalla “Patria” ma un sospetto fondato; guardatevi da chi afferma:”Io resterò al potere per sempre”. Quello, oltre che folle è innanzitutto un nemico da abbattere. (E non venite a dirmi che è stato frainteso!)
    Spedirò ancora i miei scritti, perchè vi credo sinceri, se posso risponderò ancora o prenderò parola su questo Blog; spero solo di non essere frainteso.

  43. Avatar Gian Gabriele Benedetti
    Gian Gabriele Benedetti

    Io credo che chi si trova all’estero abbia un’idea contorta ed errata dell’Italia, colpa anche di sedicenti intellettuali, con la puzza sotto il naso, e di certa stampa. L’Italia sta vivendo la crisi mondiale come gli altri paesi, anzi: la vive in modo migliore e molto meno traumatico.
    Vengano gli stranieri a vedere l’Italia: autostrade piene di auto, ristoranti che persino rifiutano clienti, perché al completo, boom di cellulari, disoccupazione molto inferiore rispetto ad altri paesi, gente in gran quantità che è andata e va tuttora in vacanza, ecc. È vero che esistono, come dovunque, del resto, coloro che a stento arrivano alla fine del mese, ma, purtroppo, sono sempre esistiti. E qui bisogna lavorare sul serio, per provvedere.
    Poi tutto questo degrado morale e politico segnalato mi sembra una bella esagerazione, come vedere la dittatura strisciante è davvero ridicolo. Vi sono in Italia libere manifestazioni di protesta, giornali in quantità industriale liberi di dire ciò che vogliono, compresa l’ingiuria (addirittura!), vi è un Parlamento democraticamente eletto e non imposto, abbiamo regioni, province, comuni, comunità montane governati dall’attuale maggioranza e da quella che è ora all’opposizione, vi è un Presidente della Repubblica a massima garanzia… E Berlusconi è un dittatore? Ebbene per due volte è stato sconfitto alle elezioni e si è messo all’opposizione, non ha fatto la “marcia su Roma”. Una volta, vincitore, è stato scalzato da un colpo di mano di un Presidente della Repubblica fazioso e astioso.
    Il Governo fa niente? Ha risolto il problema drammatico e secolare dell’immondizia a Napoli, sta costruendo in tempo record le case per i terremotati dell’Abruzzo (cosa incredibile!), ha promulgato leggi in quantità, tra cui il federalismo fiscale, la legge finanziaria, ecc. Risponde a verità che qualche legge sia stata approvata dal Parlamento per salvaguardare anche il Premier, sottoposto ad un attacco continuo, mai visto (nemmeno per Al Capone) da una parte della Magistratura ampiamente politicizzata. Un freno andava anche posto ad una Magistratura che ha assunto un potere fin troppo forte, da invadere e voler anche condizionare lo stesso Parlamento.
    E poi come non considerare democrazia un paese che vota in diverse volte nel quinquennio e dà la parola ai cittadini? E gli Italiani sono proprio così stupidi e irresponsabili? Bella opinione si ha di noi!
    E che cosa si vuole, allora, se non si crede nelle libere elezioni? Il comunismo, il fascismo? Ne abbiamo avuti esempi ampiamente esplicativi di catastrofi provocate da detti regimi
    Gian Gabriele Benedetti

  44. Angelo, ti ha risposto molto bene l’amico Gian Gabriele. Tu vivi all’estero e ti sei fatta dell’Italia l’immagine che la sinistra va diffondendo. Ti ho già ricordato che lo stesso D’Alema ha rimproverato certa elite di diffondere un’immagine dell’Italia che nuoce al nostro Paese. Tu ti sei fatto dell’Italia l’immagine negativa che certa sinistra voleva ottenere. Sei uno di coloro che vengono quotidianamente ingannati. I problemi che tu denunci sono i problemi di sempre. Inutile ripetere quanto già scritto da Gian Gabriele.
    Caso mai, nessuno ti racconta la verità sulla ricostruzione dell’Abruzzo, che non è merito solo del Trentino come ti avranno raccontato, ma di un impegno accanito, costante proprio del nostro premier. Vedrai che sarà la prima volta che cittadini distrutti dal terremoto potranno contare in tempi accettabili di un tetto decente. Ancora ci sono le baracche in Irpina e in Sicilia.

    Di libertà in Italia ce n’è quanta ne vuoi, e io mi sento offeso se mi si viene a raccontare che non abbiamo libertà. Sono un cittadino che vive in un Paese dove la libertà non è inferiore a nessun altro Paese del mondo, Stati Uniti compreso. E sono orgoglioso di questa libertà. Tu puoi scrivere quello che vuoi: nessuno del governo verrà mai a censurarti, né sul mio blog né sulla mia rivista.

    Non ti sei domandato, invece, perché un fotografo ha fotografato gli appartamenti del presidente con un potente teleobbietivo che lo ha sorpreso alla distanza di ben un chilometro e mezzo? E perché questo fotografo, che ha commesso un reato, non viene punito, ma sta facendo soldi con le sue foto?

    Non ti sei chiesto perché la prostituta D’Addario si è portata in camera da letto un registratore? Anche lei ha commesso un reato, ma nessuno la punisce e sta facendo soldi girando il mondo ben pagata.

    Non ti sei chiesto perché, in un Paese dove si va calunniando che non c’è la libertà di stampa, è nato un nuovo quotidiano di opposizione il 23 settembre scorso (non dieci anni fa, ma alcuni giorni fa), di cui sono fondatori due antiberlusconiani incalliti, Marco Travaglio e Antonio Padellaro (ex direttore dell’Unità)?

    Il fatto è che con questo governo noi stiamo uscendo dalla crisi meglio di altri Paesi (solo la Francia sta facendo come noi), e all’opposizione questo non va bene. I dati positivi vengono anche dall’Associazione degli industriali, non teneri col governo.

    Poi tu dici di avere un’idea diversa del corpo elettorale. Non puoi averla perché il corpo elettorale è uno solo ed è quello che è in tutte le parti del mondo. Se parli di influenza dei media sul corpo elettorale, questo accade in tutto il mondo. In Italia il corpo elettorale ha fatto vincere a fasi alterne destra e sinistra. Ciò significa che esso è abbastanza immunizzato dalle chiacchiere dei media.

  45. Avatar Angelo Farina-Ventrone
    Angelo Farina-Ventrone

    Signori,
    chiaramente vivo all’Estero e non sulla Luna.
    Chiaramente avete tutt’altra opinione che la mia.
    Chiaramente io vedo anche fuori dal Paese, ciò che è in quanto è.
    Tra l’altro non sono nato ieri.
    Voi vi ripetete, per venire incontro alla mia “non conoscenza”, me ne rendo conto.
    Non ho nessuna ragione di dubitare della Vostra onestà intellettuale, quindi: Ai posteri l’ardua sentenza.
    Non succederà l’irreparabile, perchè nessuno mai lo permetterà, nemmeno l’Estero.
    Per quanto mi riguarda: Bene che vada siamo rovinati!
    Io non credo però che la cosa mi toccherà più di tanto, dovrò solo vivere la mia vecchiaia in un Paese in “Libera” decadenza.
    Resto però della opinione che ho espresso e credetemi a me non riesce nessuno a darla a bere… SEBBENE CI HANNO TENTATO IN TANTI.
    Solo mi chiedo se opere come “Cepa-Pace”: “Ritorno ad Aidacra (Arcadia)” o “Roma-Napoli via Cassino” possano realmente venir recepite.
    Tanto, pertanto, ringrazio della Vostra attenzione.
    Non sono avezzo, e credo nemmeno Voi, a sprecar parole.
    “Valet”

  46. Caro Angelo, io non la do a bere né a te né a nessun altro (vedi di fare più attenzione all’uso delle parole).
    Quello che ho espresso è il mio pensiero, legittimo quanto il tuo. Ed è, rispetto al tuo, il pensiero di uno che in Italia ci vive da 67 anni, e crede di conoscerla molto bene.
    Non occorrerà attendere i posteri per vedere come andranno le cose.

  47. Avatar Gian Gabriele Benedetti
    Gian Gabriele Benedetti

    Lungi da me voler costringere qualcuno a cambiare opinione, anche se questo mi sa proprio che viva “sulla luna”. Io sono orgoglioso e felice di vivere in Italia, uno dei paesi più belli e più ricchi di cultura e di libertà che esistano al mondo. Io non so proprio che cosa abbiano inculcato a certe persone all’estero riguardo all’Italia: mi sa che siamo proprio fuori d’ogni ragione. La gente, da noi, gira, compra, si arrabbia, critica, apprezza, lavora, crea, scrive, viaggia, protesta, elogia, spinge in positivo, vota tranquillamente, non ha il bavaglio, cambia idea, si astiene… e, grazie a Dio, vive meglio che in altri paesi. Provare per credere e non basarsi sul sentito dire. Certo c’è ancora molto da fare, soprattutto, per riprenderci in pieno dalla crisi e per dare benessere a tutti, aiutando magari di più i poveri e le famiglie. Ma questo è comune a tutti i paesi democratici. Mi dispiace che all’estero si abbia questa immagine così buia e triste del nostro paese. E la colpa di questo? Di una sinistra disfattista e incapace di organizzarsi in vera seria opposizione e di certi intellettuali, tipo Camilleri, che non capisco non vada a vivere all’estero, se crede di vivere in un paese che non lo soddisfa e non gli piace. Io sto in Italia e bene (si noti che la mia famiglia vive con una pensione appena dignitosa, né fa parte del mondo dei ricchi).
    Un saluto da un Italiano che adora il suo paese e la sua libertà (a volte fin troppa!)
    Gian Gabriele

  48. Avatar Gian Gabriele Benedetti
    Gian Gabriele Benedetti

    Mi spiace che certe persone adoperino talvolta una supponenza che stride. Non era più opportuno dire: Bartolomeo e Gian Gabriele, anziché “signori”, con un evidente distacco? Inoltre non si sprecano mai parole, quando si discute democraticamente e liberamente. Anche questa discussione, con punti di vista differenti, testimonia la libertà che in Italia non vien negata ad alcuno. Non so se in qualche altro paese ciò potrebbe tranquillamente avvenire.
    Gian Gabriele

  49. Avatar Angelo Farina-Ventrone
    Angelo Farina-Ventrone

    Signori,
    e tale termine è inteso come rispettoso ossequio, senza supponenza e senza reconditi doppi sensi.
    Voi avete naturalmente e non certo da me, il diritto alle Vostre idee ed alle Vostre convinzioni e spero che sempre sia e rimanga sempre una tale libertà. Sarei pronto a dare la mia vita per la Vostra libertà. Ho cercato per tutto il tempo di farvi presente un’altro aspetto della stessa cosa, ma voi intendete la Vostra interpretazione come unica e giurate su di essa. È Vostro sacrosanto diritto.
    L’ultimo viaggio in Italia l’ho intrapreso tra il Giugno-Luglio di quest’anno. Da Stoccarda, passando per il Lago Maggiore, verso Milano e poi La Spezia in Camper, come accompagnatore e Cicerone di una famiglia tedesca. Poi passando per Pisa, Firenze, Roma, Capua, Napoli, Reggio di Calabria, Messina ed al ritorno sul versante adriatico.
    L’Italia l’ho vista nuovamente da cima a fondo, ho parlato con la gente ed ho potuto constatare di persona. Nel mio appartamento di Stuttgart-Oberttürkheim ho una antenna satellitare e ricevo tutti i programmi della RAI compreso Sky, Rai News ed altri programmi anche regionali. Sebbene, per il momento, vivo di un pre-pensionamento al di sotto dei 1000,00 Euro,leggo molteplici giornali in lingua italiana ed in tedesco, sono in costante contatto con gli immigranti italiani della zona e conosco le problematiche inerenti. Malgrado tutto non sono certamente informato come vorrei, ma non sono nemmeno all’oscuro delle cose che succedono a casa mia, cioè in Italia.
    Io amo il mio paese e mi sono trovato spesso a dimostrarlo in tutti i modi, anche venendo alle mani… malgrado io sia un convinto pacifista. Non sono certo un essere perfetto, mi ritengo ignorante e maldestro e spesso penso di essere addirittura un asociale, quando non mi accorgo di aver urtato la sensibilità altrui. Ogni sera, prima di dormire, faccio il mio bravo esame di coscienza e mi domando se sono degno di vivere in questo “paradiso terrestre”.
    Signor Bartolomeo, Signor Gian Gabriele, mi scuso di avervi urtato, ma tenete conto della impressione che potete aver dato Voi a me.
    Detto questo credo di dare una base per una riappacificazione degli animi; spazziamo via ogni malessere tra di noi!
    Ciò non vuol dire, però, che cambio idea, sarà che come un cane sospettoso abbaio alla luna in fondo al pozzo, ma a me puzza di bruciato e ciò non me lo ha detto nessuno, ma lo provo da me.
    Voi asserite che tutto è al meglio?
    Perchè non dovrei credervi?
    Voglio sperarlo, ma… la speranza è e resta tale!
    Tutto è in ordine sulla Andrea Doria, il Porto è vicino…
    Se la Terra è il nostro Paradiso l’Italia è e ne rimane il giardino perfetto, per sempre e così sia.
    Signori Bartolomeo e Gian Gabriele, voi parlate di discussione democratica, io invece ho avuto tutta altra impressione; forse che non sono degno di un dialogo reale…
    Perchè ci dobbiamo inquietare?
    Per Voi tutto va bene, e Bene sia; io mi dissocio e penso a tutt’altro.
    Non voletemene

  50. Nessuno ha detto, Angelo, che in Italia tutto va bene, ma che l’Italia non è affatto ciò che certa sinistra ha diffuso nel mondo. Soprattutto in Italia c’è, se Dio vuole, molta libertà (e qualcuno ne usa perfino a sproposito). Io sono italiano e difendo l’Italia da questa immagine che chi vive all’estero si è fatta grazie ad una propaganda disfattista, che anche D’Alema ha recentemente condannato.
    Poi, che di problemi (alcuni dei quali annosi) ce ne siano, non c’è nessuno che possa sostenere il contrario. E’ un difetto degli italiani, quello di essere chiacchieroni e inconcludenti. I problemi sappiamo solo trascinarceli dietro per generazioni.