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Le accuse di Lorenzetto al giudice Esposito sono vere?

4 Agosto 2013

I giornaloni schierati con l’antiberlusconismo fanno orecchie da mercante, ma ieri su il Giornale √® comparso un articolo sconvolgente, firmato da Stefano Lorenzetto, il quale riporta alcuni fatti gravissimi di cui si √® reso responsabile il 2 marzo 2009 il giudice Antonio Esposito, il magistrato che ha letto davanti alle telecamere di tutto il mondo la sentenza di condanna definitiva a carico di Silvio Berlusconi.

In sintesi, l’alto magistrato, in occasione di un banchetto seguito alla presentazione di un libro del collega Ferdinando Imposimato, si √® lasciato andare ad espressioni spregiative nei confronti di Silvio Berlusconi, non solo: ma ha anticipato ai commensali la sentenza che di l√¨ a 48 ore avrebbe condannato la televenditrice Vanna Marchi.

Lorenzetto si trovava, avendo lui presentato il libro, vicino ai due magistrati, e raccont√≤ l’episodio in un suo lavoro uscito nel 2011, intitolato Visti da lontano.
Il suo articolo di oggi √®, in pratica, una risposta-testimonianza all’appello di Napolitano di rispettare la magistratura.
Lorenzetto scrive:

‚ÄúEbbene, signor Presidente, qui devo dichiarare pubblicamente e motivatamente che fatico a nutrire questi due sentimenti – fiducia e rispetto – per uno dei giudici che hanno emesso il verdetto di terzo grado del processo Mediaset. Non un giudice qualunque, bens√¨ Antonio Esposito, il presidente della seconda sezione della Corte suprema di Cassazione‚ÄĚ.

Naturalmente Lorenzetto dichiara di essere pronto a far corroborare la sua denuncia da altri testimoni presenti al banchetto.

Non so se anche Napolitano far√† orecchie da mercante (come al tempo delle uscite strabordanti di Fini), e cos√¨ pure il Csm, che solo per il caso Ingroia ha mostrato attenzione e rapidit√† di intervento, ma non v’√® dubbio che se Lorenzetto ha detto la verit√†, qualche onest’uomo presente nelle istituzioni dovrebbe pretendere l’intervento immediato degli organismi preposti al controllo disciplinare dei magistrati, in primis proprio il Csm e il suo vice presidente Vietti, spesso in passato troppo loquace quando c’era da censurare Berlusconi.

Una tale verit√†, se confermata, dovrebbe portare all’annullamento della sentenza per legittima suspicione, confermando cos√¨ che tutto il rapido e insolito percorso del processo non aveva affatto un obiettivo di giustizia, ma quello pi√Ļ meschino ed intollerante di decapitare (come ha scritto Vittorio Feltri) il centrodestra, ossia il maggior partito di opposizione al Pd.

L’analogia con i fatti di Mani Pulite √® dunque pi√Ļ che confermata da questa esplosiva testimonianza, destinata forse ad essere sepolta allo stesso modo che fu sepolta la maxi tangente di Raoul Gardini le cui tracce finirono misteriosamente lungo le scale della sede del Pci, non riuscendo a trovare Antonio Di Pietro & c. chi materialmente ritir√≤ la borsa miliardaria. In mancanza di ci√≤, come si sa, tutto fin√¨ a tarallucci e vino. Il Pci venne salvato e tutti gli altri partiti della prima repubblica furono cancellati dalla storia.

L’operazione di oggi √® ancora pi√Ļ devastante. Questa volta si va oltre, e si fa fuori per via giudiziaria un leader che la sinistra non √® riuscita a sconfiggere in tutti questi quasi vent’anni con una campagna di violenza e di odio politico che non ha precedenti.
Gli storici avranno molto da scavare per confermare se vi sia stata un’intesa fra queste due componenti, ma gi√† oggi una tale atipica e devastante (per la democrazia) alleanza appare molto probabile.

Agli storici resterebbe, a mio modesto avviso, solo il compito di provare se essa si sia formata in modo volontario e preventivo oppure spontaneo e nel corso degli eventi; tuttavia anche in questo caso il fatto che i magistrati pi√Ļ in vista di Mani Pulite siano finiti in parlamento nelle formazioni dell’ex Pci (a seguito di un patto?), potrebbe rivelarsi un elemento utile per trovare la verit√†.

Si racconta che quando Berlusconi scese in politica, Bettino Craxi lo scoraggiasse e gli pronosticasse la sua stessa fine. Insomma gli avrebbe detto: Finirai come me.
La profezia si √® avverata, non solo ma essa rappresenta un monito nei confronti di coloro che desiderassero seguire l’esempio di Berlusconi. Per non avere noie e non trasformare la propria vita in un inferno, si scelga la sinistra, e tutto potr√† scorrere liscio come l’olio. Puoi aver commesso gli imbrogli pi√Ļ stomachevoli, puoi frequentare salotti e bordelli a pi√Ļ non posso, ma le conseguenze saranno sempre minime e sopportabili.

Ci√≤ che sta accadendo nel pi√Ļ grosso scandalo degli ultimi 150 anni, quasi finito nel dimenticatoio, ossia quello che ha coinvolto il Monte dei Paschi di Siena, ¬† √® l√¨ a dimostrarlo. Quelli che stanno pagando non sono i veri colpevoli, ma solo gli esecutori di ordini che provenivano dalla politica.
E vedete bene che nessun politico di sinistra è stato chiamato a renderne conto.

La giustizia √® malata, ho scritto spesse volte, ma oggi mi correggo, alla luce di quanto rivelato da Lorenzetto, e affermo che in Italia la giustizia non c’√®. Quella che vediamo √® un’ombra. Le poche sentenze giuste sono come le briciole cadute dalla tavola del ricco epulone.

Da qualche tempo, quando penso alla giustizia italiana, mi vengono in mente le potenti caste sacerdotali della storia pi√Ļ antica, ai tempi dei faraoni, o ai tempi di Ges√Ļ.
Andare contro la casta sacerdotale significava andare incontro alla morte certa, anche se si era figli di Dio.
La magistratura italiana ha recuperato quel potere nefasto, che tante rovine e delitti ha provocato.

Come Lorenzetto anch’io dico a Napolitano: √ą questa la magistratura che deve essere rispettata?
Non da me. L’idea che mi sono fatta di essa, in questi vent’anni, √® triste e malinconica.
Nei primi tempi, quando nasceva l’antiberlusconismo, a coloro che dibattevano con me e davano del delinquente a Berlusconi (oggi lo ripete con acrimonia e cattivo gusto Paolo Flores D’Arcais, qui), rispondevo che l’odio non avrebbe portato niente di buono alla democrazia, e che l’antiberlusconismo avrebbe spaccato l’Italia e reso impossibile il confronto intelligente e rispettoso, che √® il sale della democrazia.
Oggi ciascuno pu√≤ vedere se l’antiberlusconismo sia stato un bene o un male per la democrazia.

Bondi ha accennato al fuoco che cova sotto la cenere e alla possibilità che tutto degeneri in guerra civile. Il capo dello Stato lo ha redarguito, ma Bondi ha solo detto la verità. La persecuzione giudiziaria di Berlusconi, come ha scritto ieri Marcello Veneziani, intitolando il suo articolo: Un simbolo per tutte le ingiustizie, sta provocando un compattamento tra le varie componenti moderate del popolo, le quali hanno sempre nutrito dubbi sulla magistratura italiana, pagando sulla propria pelle le sue parzialità, le sue inefficienze e le sue ingiustizie.

Quale sar√† lo sviluppo ulteriore di questo ricompattamento saranno i prossimi mesi o i prossimi anni a rivelarcelo. Ma ci√≤ non toglie che esso contenga gi√† molti segni di una rivolta dettata dallo scontento e dall’incapacit√† della politica di liberarsi dal giogo di una casta che si √® sfacciatamente messa al di sopra di tutti, anche del capo dello Stato, e decide nel bene e nel male i destini del popolo.

Oggi Il Pdl farà una manifestazione di protesta contro la sentenza che ha colpito il suo leader. Ne scrive Sallusti qui, con parole di fuoco, ma inevitabili e giuste.

P.S. Ho letto poco fa l’articolo illuminante di Francesco Forte che, legge alla mano, dimostra come a Berlusconi sia stato imputato un capo di accusa sbagliato, ossia un reato, quello di frode fiscale, inesistente. Cos√¨ come ha sempre sostenuto in difesa l’avv. Franco Coppi. Davvero questi grossolani errori possono produrre una sentenza di condanna irriformabile?
Riesce a capire Napolitano, presidente del Csm, che cosa ha combinato il collegio giudicante presieduto da Antonio Esposito? E non fa nulla? Quella sentenza, come ho scritto nell’articolo, va annullata! Somiglia ad un sentenza definitiva che condanni un assassino mentre la vittima √® seduta in aula, e se la ride contenta e divertita, proprio davanti al giudice che sta leggendo la sentenza. Fermiamo questo degrado. Non si rende conto, Napolitano, di essere a capo di una magistratura corrotta, in mano a giudici assai discutibili?


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3 Comments

  1. Commento by zarina — 4 Agosto 2013 @ 13:32

    La cosa paradossale è assistere alla grande e consapevole ipocrisia di coloro che accusano gli altri di evocare la guerra civile .
    Sulla violenza di ¬† linguggio usato da una parte ¬† della stampa nazionale (finanziata con soldi pubblici) ¬† nei confronti del leader del cdx, definito con termini che non si usano nemmeno per i peggiori criminali, ¬† le massime istituzioni non hanno nulla da dire? ¬† Mi pare che in altre circostanze non hanno perso l’occasione di esprimere ¬† indignazione.
    Sembra che nel csx ¬† non riescono a ¬† sopportare che la maggioranza degli italiani NON ¬† li ¬† vuole, NON ¬† li vota, piuttosto preferisce ¬† non votare (il 50 per cento) o ¬† votare (grillo) per protesta. ¬† Sar√† forse per questo che da vent’anni ¬† si assiste a provocazioni, menzogne, pretesti per lo scontro, ¬† insomma ¬† per una ¬† guerra civile ¬† come unica possibilit√† di impossessarsi del paese.
    Non resta che sperare e pregare affinchè   gli italiani   moderati si sveglino dal torpore,   prima che sia veramente troppo tardi, e che alle prossime elezioni ( se   ne avremo ancora   facoltà..)   anche quel 50 per cento   torni   a votare   compatto per difendere la   libertà e la democrazia in questo   paese.
     
     
     
    .

  2. Commento by zarina — 4 Agosto 2013 @ 15:20

    P.S.
    Probabilmente era ¬† “l’asso nella manica” cui aveva fatto riferimento l’avv. Coppi che infatti aveva chiesto l’annullamento della sentenza di condanna. ¬† Ma i giudici di cassazione ¬† evidentemente o non hanno letto le carte (il che sarebbe grave) o pi√Ļ verosimilmente non se la sono sentita di bocciare i loro colleghi, ¬† e di conseguenza hanno bocciato ¬† anche se stessi (sempre grave √®). ¬†
    Mi domando per√≤ se Ghedini e Longo l’abbiano contestato nei due precedenti giudizi.

  3. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 4 Agosto 2013 @ 17:44

    Mi pare che Ghedini e Longo non abbiano avanzato, nei primi due gradi, l’importante rilievo mosso alla Cassazione dall’avv. Coppi. Oggi ne parla, riportando gli articoli della legge, l’ex ministro socialista Francesco Forte, qui.

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