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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: Radici

4 Agosto 2013

di Felice Muolo

Non so dove andrò a parare. All’incirca un secolo fa, mio nonno da parte di mia madre, e tutti i suoi numerosi fratelli, emigrarono negli Stati Uniti. Uno andò a lavorare in ferrovia, presumibilmente anche gli altri, tranne mio nonno che aprì uno store, un negozio. Subito dopo ritornò in Italia, al suo paese, per trovarsi la moglie. Non ebbe difficoltà perché era un bell’uomo, mia nonna diceva che mi rassomigliava, quindi sarà vero. Quando i due si conobbero, sicuramente per interposte persone, ci fu il classico colpo di fulmine. Mio nonno chiese a mia nonna di sposarlo e seguirlo negli USA. Lei fu d’accordo a metà: di muoversi dall’Italia non voleva saperne. Mio nonno le propose di aspettarlo un anno. Ripartì, liquidò lo store, tornò e la sposò.
Con il denaro ricavato, acquistò una mezza collina murgese a una decina di chilometri dal suo paese e vi si stabilì. Concepì otto figli, quattro maschi e quattro femmine. Forte di tanta manovalanza, prese in gestione diverse masserie e fece soldi a palate.
Spesso, scendeva al paese in calesse, a prendere l’acqua marina di contrabbando, che serviva per fare il formaggio. A volte portava con sé le figlie, che avevano sempre qualcosa da comprare. In paese possedeva un’abitazione di due camere a piano terra, che usava quando si fermava la notte. Allora il calesse lo posteggiava presso l’orto di mia nonna paterna, la quale aveva un figlio maschio e due figlie femmine.
Un giorno, questa gli propose di dare in sposa a un suo nipote una figlia. La prescelta rifiutò: ne aveva adocchiato il figlio.
Mio padre e mia madre convolarono a nozze durante la seconda guerra mondiale. Misero al mondo il loro primogenito quando l’Italia era alleata con la Germania. Io nacqui all’incirca due anni dopo, quando parteggiava con gli americani. Con la stessa scadenza arrivarono gli altri due miei fratelli. C’era la repubblica.


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1 commento

  1. Commento by Felice Muolo — 5 Agosto 2013 @ 10:05

    Grazie, Bart.

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart