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Le Cayman di Renzi e il caso Fini-Corallo

19 Ottobre 2012

Anche se della nostra classe politica si dice il peggio, non è mai abbastanza.
Abbiamo un capo di Stato che è chiacchieratissimo sul caso delle telefonate intercorse tra lui e Mancino e insiste a non dare chiarimenti ai cittadini, quando anche un pentito, altrettanto chiacchieratissimo, Massimo Ciancimino, sembra conoscerne il compromettente contenuto, alimentando a man bassa i sospetti sulla massima carica dello Stato. Al punto che torna ancor più prepotente il dubbio che il silenzio del quirinale sia dovuto ad un contenuto “scottante”, che è meglio non far conoscere ai cittadini, mettendo a rischio altrimenti il dovere dell’imparzialità e della correttezza a cui è tenuto l’inquilino del colle.

Poi, non meno importante, è ciò che è accaduto, con lo scandalo della casa di Montecarlo, a Gianfranco Fini, che è la terza carica dello Stato. Le nuove scoperte sembrano dimostrare un collegamento suo o quantomeno della sua famiglia con il latitante Francesco Corallo.
Riassumiamo. La prima e la terza carica dello Stato sono sulla bocca dei cittadini per accadimenti che ne minano la credibilità.

Ma tanto Napolitano che Fini (si legge qui che il capo dello Stato ne sconsiglia le dimissioni per ragioni di opportunità!) paiono difesi da un poderoso muro di protezione che impedisce di arrivare alla verità. Qualcosa però sembra scricchiolare almeno nei riguardi di Fini, visto che un settimanale di sinistra, l’Espresso, ha rivelato che nuovi documenti dimostrano che il giallo della casa di Montecarlo lo è solo per Gianfranco Fini, poiché ancora una volta la direzione di marcia è rivolta verso l’intraprendente cognato che dopo essere riuscito a far vendere a sottocosto la casa di Montecarlo, sembra che l’abbia acquistata. Per nasconderne la proprietà ha combinato una serie di passaggi che tuttavia non sono serviti a cancellare l’ipotesi che sia proprio lui il beneficiario della svendita autorizzata dal cognato Gianfranco Fini. Anzi, alcuni quotidiani certe prove le hanno già date da tempo come dirimenti.

Ma i nuovi documenti gettano benzina sul fuoco. Già nel 2010 si era detto di una cena o di un pranzo in cui Corallo e Fini sedevano allo stesso tavolo (qui Gian Marco Chiocci e Massimo Malpica, in un ampio articolo ricostruiscono la storia), ma ora scopriamo che dall’ufficio di Corallo (vedere qui un suo comunicato) sono partiti i documenti (passaporti compresi) con i quali i Tulliani, Elisabetta e Giancarlo, hanno costituito una società off-shore proprio a Saint Lucia per svolgere attività immobiliari, e subito dopo sono nate le altre due società off-shore, la Printemps e Timara, e tutte e tre, guarda caso, avevano lo stesso fiduciario nel famoso James Walfenzao.
Coincidenze davvero più che sospette.

Ho ricordate queste cose poiché leggo che Bersani e D’Alema attaccano Renzi per aver consumato una cena con alcuni finanzieri noti per avere investimenti e società nel paradiso fiscale delle Cayman (ma leggete l’articolo di Nicola Porro, e qui quello di Mario Giordano). Queste le parole di Bersani:

«Io credo che qualcuno che ha base alle Cayman non dovrebbe permettersi di dare consigli. Non lo dico per Renzi ma in generale: l’Italia non si compra a pezzi ». Bersani, da Ginevra, va all’attacco sulla cena tra il sindaco di Firenze e esponenti della finanza lombarda. Banditi? «Banditi tra virgolette, certa finanza non è trasparente ».

Penso che il lettore si sia già posta la domanda. Che è questa: Bersani e D’Alema si preoccupano e condannano Renzi per aver pranzato con dei rappresentanti della finanza lombarda e tace sui rapporti che la terza carica dello Stato, ossia il presidente della Camera Gianfranco Fini, ha avuto con un personaggio ricercato dall’Interpol, quel Francesco Corallo di cui si può leggere un ritratto qui.

Io credo che ci siano motivi più che validi perché Bersani e D’Alema, dopo essersi sciacquati la bocca con gli improperi nei confronti di Renzi, ora se la sciacquino anche chiedendo le dimissioni di Fini.
Invece, siatene certi, non lo faranno.

Vi pare che possa essere credibile una politica così strampalata? Vi pare che una simile classe dirigente possa governare un Paese?


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Bart