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Le deposizioni di Amato, Martelli e Scotti

11 Settembre 2012

Vi sembrano sciocchezze le dichiarazioni che stanno piovendo in questi giorni davanti alla commissione parlamentare antimafia ad opera di personaggi che ricoprivano incarichi di governo negli anni in cui lo Stato cedeva al ricatto mafioso?

Provate a leggere qui e qui le testimonianze di Amato, di Martelli e di Scotti. Agghiaccianti.

Addirittura Martelli afferma che Amato ha mentito alla commissione e che egli, in combutta con il presidente Scalfaro, aveva provveduto a sostituire al governo coloro che si opponevano alla cancellazione del famigerato 41bis, tra i quali erano proprio Martelli e Scotti.

Un capo dello Stato, Oscar Luigi Scalfaro, è chiamato ancora una volta in causa come il dominus della trattativa, eppure solo il Fatto Quotidiano ha dato notizia di ciò che di grave sta accadendo davanti alla commissione parlamentare antimafia.

Gli altri giornali, quelli che si vantano di essere obiettivi e di dare tutte le notizie, anche quelle scomode, tacciono. Nemmeno una riga stasera. Vedremo domani, ma si tratta, ormai lo sappiamo, di giornalismo vile, abietto, da cui i lettori dovrebbero prendere le distanze.

Come si vede, ci troviamo davanti ad un caso dai contorni inquietanti, e non stupisce che tutti coloro che hanno deciso di difendere Napolitano e le telefonate di questi con l’indagato Mancino, uomo chiave di quegli anni, e ora accusato di aver mentito ai pm di Palermo, si guardino bene dal riferire su queste testimonianze.

Alla luce di quanto avviene davanti alla commissione Pisanu, ancora più rilevante appare la necessità (direi l’obbligo) di mettere a disposizione, non solo dei cittadini, ma anche della suddetta commissione, i nastri che potrebbero rivelarsi politicamente utili tanto per inquadrare più compiutamente la figura di Nicola Mancino, quanto per capire se Napolitano in qualche modo si sia inserito nel tentativo di favorirlo. Ciò che implicherebbe le sue immediate dimissioni. Come ho già scritto ripetute volte, quei nastri sono diventati (anche a motivo del silenzio di Napolitano) parte integrante del materiale fino a qui raccolto onde pervenire alla verità.
Chi dovesse distruggerlo, senza renderne noto il contenuto, si renderebbe   responsabile di una barbarie di Stato.

Vedremo come andrà a finire. Ho sempre detto che dietro l’angolo sta appostata la nemesi, pronta a vendicarsi. Ho citato spesso accadimenti in questi anni in cui ciò è avvenuto, e sono certo che accadrà anche in questo caso.
Tutti coloro che oggi chiudono gli occhi di fronte ad un comportamento così ostile alla verità, dovranno presto fare i conti con lei.
Ne sarò felice. A tutti questi viscidi ipocriti, reietti e vigliacchi, sputo in faccia il mio disprezzo.


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Bart