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Le giravolte di Fini? Tutto previsto

25 Ottobre 2010

Lasciatemelo dire. Chi anche solo per un attimo ha creduto alla lealtà di Fini nei confronti del programma di governo votato anche dal Fli è un emerito imbecille, e dovrebbe tornarsene a casa. È a questi imbecilli che si deve la situazione di stallo in cui si trova il Paese.

Vi ricordate quante volte abbiamo sentito dire da esponenti del Pdl che Fini sarebbe stato leale e fedele al programma votato? Che pena quando ascoltavo le loro dichiarazioni. Mi domandavo se non si rendevano conto di chi stavano parlando. Uno che si permette di svendere al cognato una casa non sua e tacere la verità, può essere affidabile? Non lo può. E se ricopre una carica istituzionale può onorarla con una macchia simile? Non può onorarla. E Napolitano che lo protegge, non è pure lui connivente? Sì lo è. E un po’ delle colpe di Fini non si trasferiscono ipso facto sul capo dello Stato che non difende le Istituzioni? Sì, si trasferiscono. E non è vero che esiste nelle Istituzioni un triangolo delle Bermuda in cui si è pilotato la nave di Berlusconi? Certo che esiste.
E allora che si aspetta a dare fuoco alle polveri e porre fine ad un assedio che logorerà inevitabilmente ogni resistenza?

Come ho già scritto, l’occasione eccellente è stata fatta trascorrere invano dalle colombe, Gianni Letta in testa, al punto che su quest’ultimo viene da pensare se non subisca una specie di patologica influenza del nipote Enrico Letta, che del Pd, avversario acerrimo di Berlusconi, è importante dirigente. Il triangolo Napolitano-Fini-Gianni Letta è il criptico segnale di morte che viene agitato sul pennone più alto della nave berlusconiana. O si inverte la rotta, uscendo dalle acque infide, o si muore.

Berlusconi deve mettere in campo anche il sacrificio di se stesso. Perderà lo scudo e dovrà presentarsi in tribunale? Lo scudo è già perso sin dall’altro giorno quando è entrato nello scontro Napolitano. Non c’è più nulla di personale che Berlusconi possa difendere. Si deve solo battere. Lo schieramento avverso ha messo in conto di paralizzare il Paese, rendendolo ingovernabile. Pur di abbattere Berlusconi, prostra il Paese. È un atto vile e irresponsabile.

Come si deve rispondere? Si deve rispondere contrastando questo disegno paralizzante. Si vada allo scontro. Se si perderà, non sarà la prima volta che il centrodestra si troverà all’opposizione. Anche se la sconfitta segnerà l’addio a un sogno. Non riformeremo più lo Stato. Torneremo indietro. La politica sarà peggiore di quella praticata nella prima Repubblica. Moriranno le speranze. Molti di noi non riusciranno a vedere un’Italia migliore. Ma lo scontro tra il vecchio e il nuovo si deve fare. Subito.

Quando Bondi torna a ripetere, ma solo ieri dopo un lungo silenzio tombale, che c’è incompatibilità tra il Fini capopartito e il Fini presidente della Camera, mi domando perché il Pdl si sia fermato nel richiedere le sue dimissioni. E perché si sia fermato davanti allo scandalo di Montecarlo. Ha creduto nella lealtà di Fini? Chi vi ha creduto, lo ripeto, è un emerito imbecille. E sua è la responsabilità di averci portato a questo punto.

Scrive Alessandro Sallusti:

“Gianfranco Fini ha aperto la campa ­gna del Nord. Ieri era ad Asolo, cuore del Nord Est leghista, doma ­ni sarà a Milano. Il suo gi ­gantesco conflitto di inte ­ressi non colpisce com ­mentatori e opposizioni, che in questo Paese sono più o meno la stessa cosa. Si muove come terza carica dello Stato, utilizza il suo ruolo istituzionale per fare pura propaganda politica, si comporta da leader di un partito di opposizione ma nessuno pone seriamente sul tappeto l’idea di chie ­dergli ufficialmente di di ­mettersi da presidente del ­la Camera.”

E il Pdl non risponde, balbetta. Dovrebbe chiedere le dimissioni senza tentennamenti. Fini la sta facendo troppa grossa. Non gli è bastata la prova di forza con lo scandalo di Montecarlo (teniamo d’occhio i pm romani), ora le regole istituzionale è lui a dettarle. Si sente più forte del debole Napolitano. Non è Napolitano che suggerisce a Fini, ma è Fini che si serve di Napolitano. Come credete che si spieghi l’intervento incostituzionale di Napolitano dell’altro giorno? Napolitano si è messo a disposizione del progetto politico di Fini. Un progetto che gli fa comodo. Che condivide.

Il Pdl chieda le dimissioni. Fini senza la carica istituzionale è un politico azzoppato. L’opposizione potrebbe riconfermarlo? Potrebbe. In questo caso il Pdl sia pronto a disertare le commissioni e l’Aula di Montecitorio. Si faccia sentire e vedere. Gli elettori del centrodestra si ricompatteranno, dopo le delusioni di questi mesi, e lo sosterranno.

Altrimenti il Pdl rischia di somigliare a un coniglio. Anzi no: a una lepre che fugge.

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“Berlusconi ora ripensa al voto anticipato” di Francesco Cramer. Qui. Da cui estraggo:

“Tuttavia, in queste ore, il Cavaliere è persuaso che sia meglio tacere. Ha preso il sopravvento la cosiddetta «linea Letta ». Ossia: toni bassi, nessuno scontro con il Colle, nessuna dichiarazione che possa irritare la magistratura, nessuna reazione di fronte ai continui calci negli stinchi da parte dei finiani.”

“Mentre sulla reiterabilità, il vicecapogruppo Quagliariello mostra i muscoli: «Su questo tema non siamo disponibili. Se (lo scudo) è legato alla funzione vale dopo uno, due, cinque o sei anni. Sennò diventerebbe una legge contram personam ».”

“Il Pdl torna all’attacco: “Quella del leader Fli è una grave anomalia” di Laura Cesaretti. Qui.

“Il giudice che si candida non deve più vestire la toga” di Santo Versace. Qui.

“Le dieci assurdità di Fini sull’aumento delle tasse” di Claudio Borghi. Qui.

“Talk show con il filo spinato” di Giampaolo Pansa. Qui.

Sulla casa di Antigua. Qui.

Chi vincerebbe in caso di elezioni. Qui.


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