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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: Alcuni miei pensieri

15 Novembre 2014

di Bartolomeo Di Monaco

Vorrei avere nei miei occhi le immagini che sono negli occhi di tutti gli uomini di questo mondo.

Sono passato su questa Terra e non ho lasciato niente, se non la mia solitudine.

Nella vita c’√® sempre qualcuno che fa una parte di strada con te.

Il passato è memoria, ricordo.

Il presente è sempre infinitesimale.

La poesia √® la calligrafia dell’anima.

Un autore può sperare di durare solo se riesce a passare indenne attraverso le mode del suo tempo.

Dove c’√® il denaro si colmano i forzieri, dove ci sono gli ideali si pu√≤ colmare lo spirito.

Anche il pensiero è rumore. Il vero silenzio è nella morte.

Ad amare i figli anche da grandi, ci aiuta il ricordo di come erano da piccoli.

La fantasia è una splendida bestia che scalcia dentro di noi, e quando ha vinto le resistenze, in un lampo diviene padrona del mondo.

Nei romanzi si celebra sempre la vita.

Per riuscire a scrivere bene, non s’impara mai da un solo scrittore.

Tutti gli scrittori diventano parte di noi.

Chi fa i conti col re, quasi sempre li sbaglia.

Nelle mie opere, ho cercato di esprimermi in una lingua viva, vicina al linguaggio comune, e soprattutto sensibile ad un percorso di sentimenti e di stati d’animo, che non √® mai lineare. A questo scopo, molto mi √® servito, nelle proposizioni subordinate, l’uso del congiuntivo o dell’indicativo al fine di distinguere uno stato d’incertezza da uno pi√Ļ certo.
Per un autore, l’uso del congiuntivo piuttosto dell’indicativo e viceversa, come pure l’uso dell’imperfetto in luogo del passato remoto e viceversa, rappresentano l’impronta digitale del suo stile, determinando molto spesso il livello della sua sensibilit√†.

Si deve stare attenti alle parole: a volte sono dolci e lievi come note musicali, a volte esplodono come mine vaganti.

Il migliore investimento è il risparmio.

Se c’√® un aldil√†, amore, ti trover√≤. Sar√† lo scopo della mia eternit√†.

Ci piace pensare che tutto ci√≤ che abbiamo intorno, ossia l’infinito universo, abbia un senso solo se correlato all’esistenza dell’uomo. Ma cos√¨ non √®. Noi siamo un infinitesimo di quell’infinito. Quasi un nulla.

Pensate a questo paradosso: la societ√† nasce e si perpetua grazie ad un insieme di relazioni tra gli uomini, eppure si pu√≤ dire che tutti i dispiaceri e tutte le gioie che riguardano l’uomo derivino da queste relazioni.

Si dice che i nonni vogliono pi√Ļ bene ai nipoti che ai figli. In realt√† le attenzioni che rivolgono ai nipoti sono il frutto dell’amore che nutrono per i figli.

Si pu√≤ dire delle cattedrali gotiche che sono insuperabili. Si possono ammirare, ma nessun artista √® in grado di costruirne oggi di altrettanto belle. Ci√≤ poich√© sono mutati i tempi. Cos√¨ √® del romanzo. I grandi romanzi dell’Ottocento e della prima met√† del Novecento sono inimitabili; si ammirano, ma nessuno √® pi√Ļ in grado di scriverne di altrettanto belli.

Hemingway è stato per il romanzo ciò che Ungaretti è stato per la poesia.

Le espressioni, i comportamenti cosiddetti di circostanza nascono dall’idea errata che i sentimenti e le reazioni degli uomini sono eguali.

Quando penso ai grandi artisti, mi faccio sempre la stessa domanda. √ą stato anche un uomo buono? E in me nasce la speranza che lo sia stato. Gioisco a questo pensiero. Solo cos√¨, infatti, si completa la grandezza di un uomo.

Ci sono poche speranze per un popolo allorché i migliori si ritraggono dalla politica e questa cade in mano ai deficienti. Oggi, almeno in Italia, i pochi che ancora reggono sono sopraffatti da una marea di mediocrità e inettitudine.

Il sesso è la chiave della vita.

Come uno scultore, anche il narratore agisce su di una massa informe che √® l’esistenza universale. Quando egli descrive uno stato d’animo, una scena, un paesaggio e cos√¨ via, egli trasforma la materia informe in una visione, in un pensiero, in un’idea, in un sentimento, traendola alla luce, alla vita, dall’oscurit√†, dalla non esistenza.

Il romanzo moderno è il cinema.

La poesia non √® mai monocorde, univoca, non va in una sola direzione, ma √® poliedrica, fantasmagorica. Essa forse non √® mai finita, anzi possiamo dire che ha due momenti di perfezione, il primo √® quello che le deriva dall’essere nata: questo momento √® gonfio di umori, essa li ha tutti dentro, si muovono, gridano la loro nascita, fanno sentire la loro presenza; l’altro momento √® quello in cui essa s’incontra con il lettore, e questo tipo di perfezione si irradia e si fa innumerevole: si realizzano tante perfezioni quanti sono i lettori, gli ascoltatori, e, nelle molte altre espressioni artistiche, i fruitori del suo fascino misterioso che scaturisce dalle profondit√† dell’anima, e vorrei aggiungere, e qui sta il motivo della sua mai finitezza, che essa ancora esprime una delle sue innumerevoli perfezioni anche nei diversi e successivi momenti in cui lo stesso ammiratore torna ad avvicinarlesi.

L’opera d’arte √® la prova pi√Ļ evidente e comprensibile dell’immortalit√† dell’anima.

Come funghi crescono le scuole di scrittura creativa. Non condivido gli scopi, poich√© possono ingenerare equivoci a danno degli aspiranti scrittori che le frequentano, compromettendone perfino il talento, quasi imprigionandolo. Pu√≤ diventare uno scrittore solo chi ha qualcosa da dire e questo qualcosa sia utile agli altri. Egli migliorer√† soprattutto frequentando la lettura degli scrittori maggiori di ogni tempo. Mi sono anche convinto che gli scrittori che si mettono alla guida di questo tipo di scuola, in realt√† non sono degli scrittori autentici, ma scrittori a met√†, poich√© convinti di poter dettare delle regole, mentre dovrebbero sapere che scrivere una poesia, un racconto, un romanzo appartiene alla sfera della creazione, ossia dell’arte, che mai pu√≤ essere guidata da un qualche schema o regola. Un artista vero plasma la materia secondo il proprio spirito, il proprio sentire.

Il passato è eterno, così come il futuro è infinito.

La lingua non si evolve a tavolino, ma nel popolo.

Quando manca del cuore, la mente rivela molti limiti.

Uno scrittore è grande quando riesce ad entrare nelle pieghe della tua anima.

Un’opera d’arte √® tanto pi√Ļ preziosa in quanto, oltre che scaturire dalla sensibilit√† dell’artista, reca con s√© al massimo grado le sensibilit√† della sua terra e del suo tempo.

√ą meraviglioso sognare che nel cantuccio di una casa, magari sperduta sui monti, o in riva al mare, o lungo un sentiero immerso nella campagna, qualcuno stia leggendo una mia storia, a me sconosciuto, lontano da me.

Il filosofo è uno che pensa al posto mio e mi offre il prodotto dei suoi pensieri, che io decido di accogliere o rigettare.

Con la sua morte lo scrittore si consegna definitivamente ai suoi personaggi.

Una delle condizioni fondamentali per potersi dedicare alla politica, senza la quale rischiamo di provocare solo danni alla societ√†, √® quella di aver assimilato e fatto proprio il concetto che il cittadino √® pi√Ļ importante di qualsiasi carica pubblica si vada a ricoprire, sia pure quella di presidente della repubblica o di re.

Se la realt√† fosse perfetta non esisterebbe l’arte.

Non c’√® niente di pi√Ļ salutare per un vecchio che avere dei nipotini per casa.

Se non si ha paura della morte, ciò potrebbe significare che si ha paura della vita.

Scrivere √® non morire. Nel narratore non c’√® soltanto la voglia di raccontare, ma anche quella di scavalcare la morte.

Ogni punto della Terra è prezioso. Vi può nascere un genio.

Cielo, terra, mare, uomini, animali e ogni altra cosa sono una costola del nostro Io.

Si ha un bel dire di passato, presente e futuro, ma per ciascuno di noi tutto ci√≤ ha senso e valore, inizio e fine, soltanto nel breve spazio della nostra esistenza.

Quando si scrive, c’√® una domanda importante che ogni tanto compare e ci sgomenta: Serve a qualcosa ci√≤ che sto facendo?

Ci sono artisti che esaltano la nostra anima a causa della loro grandezza, ma nello stesso tempo feriscono la nostra vanità, poiché ci rendiamo subito conto che non potremo mai essere come loro.

La morte è spaventosa se pensiamo anche alle tante cose che lasciamo in sospeso.

Per sconfiggere la cattiveria nel mondo, basterebbe che Dio desse agli uomini la prova tangibile dell’esistenza del Paradiso e dell’Inferno.

Nel sogno, la fantasia crea ambienti sconosciuti che ogni tanto ritornano, e ogni volta sono teatro di accadimenti differenti.

La vera bellezza non sta nel corpo, ma nella mente.

Credo che ad ogni autore capiti, come capita a me, di leggere un suo libro stampato e di trovare espressioni e parole che avrebbero potuto essere meglio scritte. Ma siccome quel libro difficilmente sarà ristampato (succede solo con i capolavori o con gli autori di successo) nessuno altro potrà mai sapere quale sarebbe stato il testo definitivo di quel libro. La domanda è: Potrebbe essere che non esista nessuna opera veramente compiuta, nemmeno quelle dei grandi classici?

C’√® sempre della musica nella scrittura, e ogni scrittura ha una sua musicalit√† specifica.

Una buona compagnia è il miglior viatico per i momenti di solitudine.

Quando si arriva ad una certa et√†, la battaglia pi√Ļ dura √® quella di non chiudersi in se stessi.

Qualche volta penso che, per non temere la morte, occorra qualcosa che ce la faccia desiderare.

C’√® sempre un’intesa tra l’autore e il suo libro. Il difficile sta nel trovarla con i lettori.

Ci sono giornate in cui ci svegliamo allegri ed altre in cui ci svegliamo malinconici. Una ovviet√†? No, √® la punta dell’iceberg di un altro mistero.

27 settembre 2018. Oggi √® una bella giornata, il cielo √® pulito, il sole √® tiepido, ma ho freddo. Da quando mi sono alzato ho rinunciato ai pantaloni corti e alla maglietta sottile e ho indossato la tuta. Non mi sono fatto la barba in canottiera, ma mettendo al collo un asciugamano. A leggere e a scrivere, nello scrittoio di camera mia, ho infilato sopra la tuta la giacca da camera. Gli alberi del mio giardino scolorano lentamente. La stagione della piena libert√† e dell’allegria √® passata. A poco a poco ritrovo tutte le abitudini dell’inverno.

Penso che tutti i popoli si somiglino. Il popolo, in ogni parte del mondo, va preso com’√® in quel momento in cui si decide la governabilit√† di un Paese. Il grado raggiunto dal processo della sua formazione √® l√¨ che si misura. Ogni volta che esercita il voto, liberamente, il risultato non pu√≤ che essere rispettato, poich√© √® la risposta a ci√≤ che tutti abbiamo contribuito a formare e allorch√© ci si oppone al risultato di una elezione, non √® il popolo che dobbiamo accusare, ma noi stessi per non avere fatto abbastanza. Il popolo, quando siamo in una libera democrazia, va solo rispettato.

La democrazia √® sempre rivoluzionaria. Lo strumento che ha scelto per manifestare questa sua natura, non sono le manifestazioni di piazza, o la partigianeria della stampa e dei media, n√© l’uso strumentale di certa magistratura, bens√¨ l’esercizio libero del voto. Con esso tutto √® consentito: senza violenze, spargimento di sangue, odio, diffidenza, e cos√¨ via. Quale rivoluzione pu√≤ essere pi√Ļ radicale e profonda quando con lo strumento del voto chi √® all’opposizione pu√≤ andare a reggere un Paese sostituendosi al vecchio governo? Finch√© il voto √® libero, la democrazia √® salda e saldo il suo gene rivoluzionario.

Raramente disprezzo (criticamente) un libro. Sono attratto dal progetto creativo e dalla scrittura, e ogni scrittore, proprio per questa personale sorgente di ogni romanzo, è degno di attenzione e offre sempre agli altri qualcosa di sé.

Il fanatismo nell’uomo non riesce mai a mettersi in moto da solo ma si muove sempre sotto l’impulso di altri, che ne hanno predato la mente.

L’ipocrisia √® l’altra faccia, cinica e iettatrice, di una morte precoce.

Quando si dà un calcio alle tradizioni si diventa un albero senza radici.

Come misurare l’amore tra due persone che dicono di amarsi? Non attraverso la sessualit√†, non attraverso gli sguardi, le parole, gli abbracci, le carezze, i baci, i doni materiali, bens√¨ attraverso le rinunce al proprio ego che ciascuno dei due persegue per aiutare l’altro ad essere felice.

Ogni opera d’arte ha un cuore. Non √® mai facile per il lettore (ogni opera d’arte si legge) riuscire a scoprirlo.

La scrittura poggia sempre su un pentagramma. Ogni parola è come una nota musicale. Se la si cambia di posto, muta la melodia.

Tempo e morte sono la stessa cosa? Poiché dove passa il tempo passa sempre anche la morte.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart