Alla tavola di Madame c’è posto per tutti

di Marisa Cecchetti
(dal “Corriere Nazionale”)

Madame Isabel è l’affittacamere de “L’Espagnole” (Ed.I.Riuniti), di Raffaella Greco Tonegutti. Madame è arrivata in Belgio da giova- ne, dalla Spagna franchista, per raggiungere il marito minatore. Hanno lavorato sodo, hanno incontrato le difficoltà di integrazione, sebbene migranti hanno cercato di mettere radici nel paese ospite ed hanno meritato fiducia. Ma Pablo è morto da poco. Semplice e concreta, vestita di nero, con la foto del marito davanti agli occhi, con la visita quotidiana al cimitero, Madame Isabel rappresenta la famiglia, per i giovani che trascorrono periodi di studio e di lavoro a Bruxelles: è come una grande madre che accoglie, quella che vorrebbe incontrare chi vive lontano da casa. In quelle stanze c’è una realizzazione vera, umana, della intercultura. Animano questo interno ragazze che forse sono solo di passaggio sotto il ci lo uggioso di Bruxelles, intrecciano lingua, amori e sofferenze, diverse per carattere e vissuto, chi misteriosa e riflessiva, chi originale fino a rasentare l’isteria. Alla tavola di Madame c’è posto per tutti. In quelle stanze gli uomini spesso sono presenze indirette, raccontate, ma per questo non meno determinanti: Pablo è tenuto vivo dal ricordo costante di Madame e la loro storia si ricostruisce e si snoda per tutto il romanzo. E Luca è un ricordo che fa piegare in due dal dolore, e Antonio e Simon varcano continuamente quella soglia, ed Alex porta a Maddalena affetto insieme a immagini d’Africa. E’ un mondo giovane e vario che ruota intorno ad un’anziana signora. Romanzo che bene si adatterebbe alla scena teatrale, “L’Espagnole” va oltre le storie che si intrecciano in cucina davanti all’ennesima tazza di tè, rimanda al sogno di un’Europa delle persone.

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