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LETTERATURA: Autori in maglia blu. Evviva il Fíºtbol!

22 Luglio 2012

di Francesco Forlani
(dal “Corriere Nazionale”)

Marzo 1976. Torino. Ho nove anni e come per tutti i ragazzini della mia età so che esiste un altro modo di procurarsi le figurine Panini, che non sia quello di acquistarle all’edicola nelle bustine a strappo che sanno di colla. Giocarsele.   Quattro le discipline: il cuppulone, la calamita, la pizzica e il pée che corrispondono a quattro visioni del mondo differenti. In quello stesso giorno di quasi primavera, in cui in una oscura cittadina del sud famosa per la Reggia e per la Camorra, si sta per terra a tentare la fortuna, sul campo di Torino, un giocatore, soprannominato “Sinistro di Dio” con indosso la maglia rossa del Perugia si piazza nel mezzo del terreno di gioco e leva il pugno chiuso sotto il palco d’onore degli Agnelli. Classe 1948. Ecco chi è Paolo Sollier, il mister della “Osvaldo Soriano Football Club”, ovvero Nazionale Italiana Scrittori. Battezzata così in ricordo dell’autore argentino volato via prematuramente, amante del calcio tanto da averci lasciato Fíºtbol (ed. Einaudi) una bellissima raccolta di racconti.   Febbraio 2002, si gioca la prima partita per un progetto nato un anno prima grazie a Paolo Verri e che vede coinvolti nella prima compagine tra gli altri Alessandro Baricco, Carlo Lucarelli, Dario Voltolini, Michele Mari. Sul sito www.nazionalescrittori.it, è possibile consultarne la storia, gli acciacchi, i dribbling, calci, pugni e fischi. C’è perfino una Carta dei valori il cui punto 5 recita a chiare e gagliarde lettere : “La Nazionale Italiana Scrittori Osvaldo Soriano Football Club è consapevole, parafrasando Kerouac, che in ogni momento della vita e al di là delle qualità personali l’importante sia GIOCARE. E se la matematica non è un’opinione, soprattutto per gente di lettere, i numeri raccontano solo in parte quel che è accaduto finora. Oltre 60 partite giocate, 23 vinte, 12 pareggiate, 27 perse. Diciamo pure che quanto prodotto, il PIL-foot , non incoraggerebbe uno scrittore alle prime penne a indossare scarpini e maglia azzurra se non fosse vero quanto aveva affermato Bob Kennedy il 18 Marzo 1968, ovvero 9 anni prima che il nostro Mister Paolo Sollier levasse il pugno al cielo. «Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta ». Ecco allora, tre opere a firma collettiva. I due libri (A schema libero, Edizione Gazzetta dello Sport, 2005, e Era l’anno dei mondiali, Edizione Corriere della Sera, 2010) e l’antologia “Fughe per la vittoria”: venti racconti contro la SLA in favore della Fondazione Borgonovo. Eccoli allora scorrazzare per l’Europa come poche settimane or sono a Lillehammer in occasione del Festival Letterario Norvegese e subito dopo ad Haifa per l’Haifa International Writers Football Tournament, triangolare tra le nazionali scrittori di Italia, Germania e Israele, padroni di casa. Eccoli ancora impegnati con la Rappresentativa Operatori Psichiatria. Ma soprattutto il PIL non vi dirà nulla: della proverbiale calma di Carlo D’Amicis con la sua fascetta da capitano, della tele visione di gioco di Luigi Sardiello della fuga in avanti di Marco Boccia della fuga all’ indietro di qualcuno della giocoleria pedestre di Gianluca Lombardi della somiglianza di Carlo Grande con Patrizio Sala, entrambi del Toro, del modulo Rock and Roll del sottoscritto, Enrico Remmert della linea Immaginot in difesa di Marco Mathieu, Paolo Verri, Giampaolo Simi, Marco Cassardo, del fascino che esercita la città di Avellino su Mister Paolo Sollier, dell’aria triste di Mirko Romano, dell’aria allegra di Fabio Geda, dei voli d’angelo di Stefano Lazzarini, di Daniele Sardiello nostro Rimbaud.   dei quasi 100 gol segnati da Francesco Trento,del fascino discreto di Claudio Menni, della Livornesità di Emiliano Zannoni e Marco Bernini, della saggezza fiorentina di Valerio Aiolli della fotogenìa di Sandro Santori, della meridionalità sabauda di Davide Longo, della musicale presenza di Emiliano Audisio.

Ma soprattutto il PIL non vi dirà chi di noi porterà a casa l’intero pacchetto di figurine.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart