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LETTERATURA: David Grossman: “Che tu sia per me il coltello” – Mondadori

10 Settembre 2012

di Marisa Cecchetti
(dal “Corriere Nazionale”)

Romanzo edito nel1998 a Tel Aviv e pubblicato da Mondadori fin dal 1999, ora in ristampa, “Che tu sia per me il coltello”, di David Grossman è il dialogo epistolare di Yair e Myriam. Non c’è mai stato un incontro. «Ti ho vista l’altro ieri al raduno del liceo… Non spaventarti, non voglio incontrarti ». Lui ne ha colto un gesto che l’ha rive-lata isolata dal gruppo. Lei accetta che ci sia-no solo parole tra loro, niente corpo né car-ne. In segreto. Le lettere di Yair, che sono la prima parte del romanzo, rivelano le risposte di Myriam e le sue esperienze dolorose.   Hanno entrambi una famiglia, un partner a cui tengono, un bambino. Lo scambio è fitto e occupa notti insonni, il pensiero è costante, l’eros galoppa insieme alla fantasia.

Myriam è l’unica a cui Yair osa raccontarsi, recuperando l’infanzia, il doloroso rapporto con il padre, la mancanza di fiducia in se stesso: l’immagine del bambino che è stato lo perseguita come un incubo. Lei lo accoglie e ascolta le sue confessioni, senza giudicare, donna e madre, e lentamente gli si svela. Altri personaggi si concretizzano al loro fianco, il marito Amos, la moglie Maya, un’amica di Myriam che si è incuneata nella sua vita, i bambini. Intanto il coinvolgimento diventa sempre più intenso, Yair sente che la donna è pronta a vivere la passione, ad “incontrarlo nella sua interezza”. Invece lui si costringe, come nei patti, a coltivare l’immaginazione. Rimangono molte domande inevase. Ci sono momenti di tensione, come tra amanti, quando si dice che è tutto finito, che è solo fantasia, bugia di estrema difesa per Yair, nella scissione tra il legame familiare che lo richiama e la passione che lo trascina. La seconda parte del romanzo ha solo lunghe lettere di Myriam, senza risposta. Poi, in una geniale soluzione stilistica e strutturale, un unico colloquio telefonico: Yair chiede aiuto a Myriam per gestire il figlioletto Yidò. In un crescendo di follia si assiste al sacrificio di un innocente, vittima di un dramma che il padre non ha saputo risolvere: «Ho provato pietà per quel piccolo che, come tutti i bambini, paga per qualcosa di cui nemmeno si rende conto » – dice Myriam, che rimane quella più illuminata e capace di amare.


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Bart