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LETTERATURA: Davide Barilli: “La nascita del Che – Racconti da Cuba” – Aragno

31 Maggio 2014

di Gordiano Lupi

Davide Barilli
La nascita del Che – Racconti da Cuba
Aragno – Pag. 225 – Euro 13

Ho letto quasi tutto di Davide Barilli, giornalista parmigiano in prestito alla letteratura (o viceversa, visto che √® molto bravo in entrambi i campi), soprattutto le cose a tema cubano, per le quali continuo ad avere ¬†un debole, nonostante tutto. Lui √® pi√Ļ fortunato di me, ch√© a Cuba ci pu√≤ tornare, non si √® fatto revocare il permesso di varcare i confini caraibici per aver seguito una persona che non meritava tanta dedizione. Ma lasciano ¬†da parte il veleno e parliamo della poesia contenuta nei racconti cubani di Barilli, che gi√† ci aveva esaltato nel letterario ¬†Le cere di ¬†Baracoa (2009) e nel suggestivo Carte d’Avana (2010), realizzato con la collaborazione di ¬†Francesco Barilli, ¬†regista che amo con tutto me stesso. In questa nuova incursione cubana Barilli scrive: La nascita del Che, Il gallo in bicicletta, Il maggiordomo di Caruso, Il coleottero del ¬†Malecon e La baia di Regla. Editore Aragno, che pubblica sempre letteratura di buon livello, ma ha il limite di non personalizzare le copertine, tutte rigorosamente uguali. Cinque storie orgogliosamente fuori moda, lontane mille miglia dal niente che si pubblica adesso, costruite con puntigliose descrizioni del paesaggio, degli ambienti, delle situazioni e con pochi dialoghi. Barilli ama Cuba e non ne fa mistero, sogna di perdersi tra le sue braccia e nelle sue strade, magari all’interno di un taxi collettivo, in una ¬†guagua scassata e puzzolente, in un lungomare cittadino al tramonto del sole, sorseggiando rum e mangiando riso con fagioli. Barilli racconta la mia Cuba, leggo le descrizioni dei luoghi che tanto ho amato e che continuano a violentare le mie notti e mi sembra di leggere me stesso o i miei scrittori cubani preferiti. Per questo il racconto che pi√Ļ amo ¬†√® Il coleottero su Malecon, appunti per un diario di viaggio scritti in terza persona che ¬†riflettono momenti di vita vissuta, che sono anche la mia vita. Barilli racconta l’odore di Cuba, quel mix di benzina, frutta marcia e sentori di magia tropicale che ti afferra alla gola appena scendi dal tuo aereo e cominci a percorrere le lunghe direttrici della capitale. Un libro che racchiude i misteri del fascino cubano, le piogge d’ottobre violente e improvvise, il tanfo implacabile che si leva da strade spesso di terra battuta, l’aroma del caff√® e delle ¬†pastel di guayaba, la scia profumata di orchidea lasciata da una ragazza che passa per strada. Barilli come tutti noi, mezzi ¬†pazzi, innamorati di Cuba, scrive ¬†in italiano e ¬†in spagnolo, cita un sacco di termini cubani, per ¬†esorcizzare l’assenza, quel ¬†senso di paradiso perduto che dopo un po’ di tempo provoca ¬†la mancanza da ¬†Cuba. Bravo Barilli, continua a scrivere ¬†quelle storie che non sono pi√Ļ capace d’inventare ¬†perch√© da troppi anni manco dal Caribe. Leggerti mi fa bene, lenisce il dolore della lontananza.

 

Gordiano Lupi
Direttore Editoriale
Il Foglio Letterario
0565.45098
www.ilfoglioletterario.it
www.infol.it/lupi

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Bart