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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: Fiaba

7 Dicembre 2011

di Mauro Cristofani
(La sua galleria di quadri qui)  

¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† Un tempo abitava, presso le grandi Spiagge ai margini d’un bosco, Evino il bracconiere con la sua famiglia.

            I due figli minori andavano a caccia insieme al padre ed erano talmente scaltri ed aggressivi che gli animali, solo a vederli, scappavano impauriti.
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† Adior, il figlio pi√Ļ grande, era invece un ragazzo mite e malinconico dalle fattezze delicate; aveva occhi cangianti, che alla luce del sole si facevano d’un singolare azzurro.
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† Egli curava l’orto ed il frutteto, e rigogliosi eran gli ortaggi e i frutti; ma poich√© Evino era sgarbato e senza riconoscenza verso quel figlio da lui tanto diverso, il ragazzo si rifugiava nell’affetto della madre che teneramente lo amava.
            Adior cresceva solitario, non si divertiva ai giochi dei coetanei; preferiva giocare cogli amici animali, coi quali percorreva spensierato il bosco in lungo e in largo, fino al suo limitare con le grandi Spiagge. A quel confine rimaneva a lungo, guardando il mare.

 

¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† Preso dalle proprie fantasie non s’accorgeva del passar del tempo, mentre uno strano desiderio in lui cresceva. Tornando poi correndo verso casa segu√¨to da un gruppo di daini fedelissimi che gli aprivano varchi fra la vegetazione, ogni volta si riprometteva di visitar quelle Spiagge e di tuffarsi nel mare√Ę‚ā¨¬¶
¬† ¬† ¬† ¬† ¬†√Ę‚ā¨¬¶E una sera gli sembr√≤ che dall’acqua emergesse qualcosa, una forma ben strana che subito scomparve fra i marosi. Adior rimase oltremodo impressionato e seguit√≤ a pensarci per la notte intera, rigirandosi fra le coperte. Voleva convincersi ch’era stata la sua testa sempre tra le nuvole, ¬†come il padre gli diceva d’avere, a dar vita alla visione strana. Ma beffarde immagini danzavano nel buio e l’alba lo trov√≤ tutto arruffato, senza aver potuto dormire un solo istante.
            Ma su paure e timori, vinse la sua curiosità.
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† Torn√≤ di buon’ora a quel confine e si mise a guardare fisso verso il mare, un po’ nascosto tra le fronde del bosco a cui chiedeva riparo e protezione. Gli amici daini lo guardarono con occhi lacrimosi, in pena per lui. Ma Adior non li vedeva, preso com’era dall’attesa che sapeva avrebbe avuto fine√Ę‚ā¨¬¶

 

¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† Dopo un interminabile momento, l’apparizione temuta eppur desiderata emerse dalle onde: una smeraldina Creatura, che lungamente lo guard√≤ con bizzarri occhi di giada. Adior ne fu rapito.
            Si levò scarponi e vestiti polverosi, sfiorò la sabbia tiepida reso leggero da ali invisibili e si tuffò fra i marosi, accolto nelle braccia squamose della Creatura invitante.

 

¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† Navigarono avvinti versa la luce infinita, il giorno ridendo alle nuvole e la notte cantando alla luna, in un magico tempo irreale, giungendo infine a U√≤mar, dove il profumo inebriante dei fiori pu√≤ accendere i desideri pi√Ļ vaghi.
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ‚ÄúIn questo luogo d’amore‚ÄĚ disse la Creatura, ‚Äúho vissuto in solitudine aspettando l’incontro con un giovane uomo dagli occhi cangianti, e quell’uomo sei tu‚ÄĚ. Sulle labbra lo baci√≤ lungamente, ed egli fu finalmente felice.

 

¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† A lungo il ragazzo dorm√¨, circondato da soffici d√®lfini muti e da uranie silenti, cullato da canzoni languide che ripetevano all’infinito le eterne parole d’amore√Ę‚ā¨¬¶
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† Al risveglio, vag√≤ per i giardini d’Alissa dai fiori dorati e il vellutato fogliame, fra le eleganti aquilaie; sost√≤ fra le c√≤ndule, che nascono dal seme della gelosia, e fra gli altezzosi eliotani, superbi su steli lunghissimi e molli; varc√≤ i recinti proibiti di Zalia, in cui giovani cosmos danzano appassionati facendosi deliziose moine e le screziate leucantee si sfiorano incessantemente senza mai toccarsi; vide poi gruppi d’ermo giganti nel vortice freddo che acceca, e le timide escalzie avanzare sommesse e impaurite, sost√≤ ad ammirare i superbi dan√®i, le m√†rsite e i fol√≤crati e tutti, tutti parevano immersi nella gioia e nell’appagamento completo.

 

¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† Non seppe mai quanto tempo pass√≤. Della terra d’Uomar avrebbe ricordato soltanto un grande bagliore, e la saziet√† d’ogni senso.
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† Ma ad un tratto i giardini seccarono, i canti non s’udirono pi√Ļ, il sole scomparve, Adior ebbe freddo e paura. La Creatura marina vide i suoi occhi cangianti diventare cupi e non seppe come dargli conforto; si nascose nell’ombra, sapendo che il tempo della solitudine sarebbe tornato.
            Di antichi splendori, in quel mondo rimase solo qualche fiore avvizzito.
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† Adior torn√≤ sulla riva del mare e pianse tutte le sue lacrime. Finch√© un’altissima onda lo avvolse portandolo via, per infrangersi poi sulle grandi Spiagge, ai confini del bosco.
            I daini accolsero il nàufrago e lo scaldarono col loro calore, ma il freddo che Adior sentì nel suo cuore sarebbe rimasto per sempre.
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† Si rimise i vestiti e le scarpe da boscaiolo e cammin√≤ senza m√®ta, prima di rincasare. Non fu mai pi√Ļ stanco come quella sera, n√© mai pi√Ļ infelice. ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬†


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1 commento

  1. Commento by claudio grosset — 9 Dicembre 2011 @ 09:00

    questo racconto / questo personaggio ¬†mi riportano al tema della Solitudine dell’Uomo √Ę‚ā¨‚Äú Individuo. Solitudine endemica che viene affrontata normalmente con la socialit√†, il riconoscersi ed essere riconosciuti simili negli individui altri, nello svolgersi della quotidiana esistenza. A volte alcuni cercano e, forse trovano, in se stessi la forza per superare questa sensazione o questa realt√†. Come in questa fiaba, Adior. A volte questi solitari, questi sognatori o√Ę‚ā¨¬¶ questi artisti, sperano, si illudono che una ‚Äú√Ę‚ā¨¬¶ smeraldina Creatura‚ÄĚ attraverso il sentimento risolva questa frustrazione in un attimo di sfuggente felicit√†. Ma √® solo un attimo, breve √® il ritorno dal sogno alla realt√†. ‚Äú√Ę‚ā¨¬¶Ma qualcosa rimane‚ÄĚ: un’esperienza di vita!

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