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LETTERATURA: Gli anni Trenta in Germania rivisitati attraverso le poesie di Bertolt Brecht ed illuminati da alcune riflessioni di Willy Brandt (13)

15 Dicembre 2010

di Nino Campagna

[Nino Campagna, presidente dell’Acit di Pescia (Associazione Culturale Italo-Tedesca) (acitpescia@alice.it), che conosco da vari anni, è un infaticabile messaggero della cultura, in particolare di quella tedesca, di cui si può dire sappia tutto. Affascinato da quella letteratura va in giro a parlarne davanti a studenti e professori, incantando tutti con il suo eloquio da oratore tanto preparato quanto appassionato. Non si finirebbe mai di ascoltarlo. Della cultura tedesca conosce non solo la letteratura, ma la musica e in modo tutto speciale – al contrario di quanto accade in Italia – la fiaba, che nella Germania gode di grande considerazione, quasi a livello di vero e proprio culto. Per la sua attività ultra quarantennale è stato insignito della croce al merito culturale concessagli dal Presidente della Repubblica Federale di Germania Horst Köhler. Essendo la sua opera protesa alla diffusione della cultura tedesca, la rivista è lieta della sua collaborazione, che ci farà conoscere molti aspetti interessanti di quella Nazione, e per questo lo ringrazia.]

Prima tuttavia di entrare nel merito di queste poesie che hanno destinatari precisi, ci piace riportare una breve composizione ispirata alla tradizione cinese, che tradisce, nella sua “presunta” innocenza, la più assoluta disistima nei confronti dei governi:

Bei der Geburt eines Sohnes (In occasione della nascita di un figlio), 684 – 1937 ? –

Le famiglie, quando è nato loro un bambino
Se lo augurano intelligente.
Io, che proprio per l’intelligenza
Ho rovinato tutta la mia esistenza,
Posso solo augurarmi che mio figlio
Si dimostri
Ignorante e pigro di cervello.
Allora avrà una vita tranquilla
In qualità di Ministro in un Governo.

Fatta questa premessa, torniamo al Führer, a questo personaggio che continua ad essere idolatrato da immense folle e che viene in ogni circostanza protetto come una sacra reliquia dalle sue fidatissime SS. Un Führer deciso e implacabile, che sa blandire, ma che è altrettanto capace di rispondere con la massima ferocia a certe ribellioni, anche se si tratta di “sue” creature…

Die Liebe zum Führer (L’amore per il Führer), 708 – 1937 ? –

L’amore del popolo per il Führer è molto grande.
Dovunque vada
È circondato da gente in uniforme nera
Che lo ama al punto
Da non distogliere mai l’occhio da lui.
Quando si siede in un caffè
Subito cinque giganti gli si siedono attorno, affinché egli
Abbia con chi parlare.
In particolare le SS lo amano con tanta passione
Da non concederlo quasi al resto del popolo e gli
Stanno letteralmente addosso, tanto
Sono gelosi. E quando una volta egli
Assieme ad alcuni generali fece una gita
Di un fine settimana su un incrociatore
E trascorse un’intera notte da solo con loro
Scoppiò una rivolta tra le SA ed egli fu costretto
A farne uccidere centinaia.

Hitler, l’onnipresente, l’onnipotente, in queste composizioni poetiche è in buona compagnia; infatti è proprio a lui e alla sua accolita di gente senza scrupoli, che sono rivolte le “Satire”. Si tratta di poesie intrise di ironia, non di rado di duro sarcasmo, qualche volta forzato fino al limite dell’assurdo, ma che spesso riescono ad avere effetti devastanti. Ancora una volta abbiamo di fronte delle vere e proprie requisitorie, portate avanti con la lucidità di un chirurgo e la lievità di un navigato affabulatore. L’umore nero che caratterizza alcune di queste composizioni deve spesso lasciare il posto ad una sorda rabbia, difficile da reprimere. A farne le spese, oltre ai singoli componenti di un Regime asservito e corrotto, è soprattutto quel Goebbels, Ministro della Propaganda, maestro della menzogna e capace di ogni nefandezza

Schwierigkeit des Regierens (Difficoltà nel governare), 697 – 1937 –

1
I Ministri rendono incessantemente noto al popolo
Quanto difficile sia governare. Senza i Ministri
Il grano crescerebbe dentro il terreno invece che tendere in alto.
Nessun pezzo di carbone verrebbe fuori dalla miniera
Se il Cancelliere non fosse così saggio. Senza il
Ministro per la propaganda
Nessuna donna si lascerebbe mettere incinta. Senza il
Ministro della guerra
Non ci sarebbe mai una guerra. Sì, tra l’altro è dubbio
Se il sole sorgerebbe la mattina presto senza
L’autorizzazione del Führer e se sì, allora
Nel posto sbagliato.

2
Altrettanto difficile è anche, come ci dicono,
Dirigere una fabbrica. Senza il padrone
I muri crollerebbero e le macchine
Si arrugginirebbero, si dice.
…..

3
Se governare fosse facile
Non si avrebbe bisogno di spiriti così illuminati come quello del Führer.
Se il lavoratore sapesse come far funzionare la sua macchina
Non si avrebbe bisogno né di un fabbricante e neppure di un
Proprietario di terreno.
Solo perché tutti sono così stupidi
Si ha bisogno di alcuni, che sono furbi.

4
Oppure dovrebbe essere così
Che governare è così difficile solo
Perché lo sfruttamento e il latrocinio devono essere imparati?

Notwendigkeit der Propaganda (Necessità della propaganda), 698 – 1937 –

1
È possibile che nel nostro Paese non vada tutto come dovrebbe.
Ma nessuno può mettere in dubbio che la propaganda sia buona.
Perfino gli affamati devono ammettere
Che il Ministro per la propaganda parla bene.

2
Quando il Regime in un sol giorno
Ha fatto uccidere migliaia di uomini, senza
Indagini né sentenza giudiziaria,
Il Ministro della propaganda ha lodato l’infinita pazienza del Führer
Che ha aspettato per questa carneficina tanto a lungo
E ha ricolmato i farabutti di beni e posti di onore
Con un discorso così magistrale, che
In quel giorno non solo i parenti delle vittime
Ma anche gli stessi boia piansero.
…

4
E quanto magistrale è la propaganda
Per i rifiuti e per il libro del Führer!
Ciascuno viene costretto a leggere il libro del Führer.
Dovunque esso sia appoggiato.
E, per propagandare la raccolta degli stracci, il potente
Görig si è dichiarato il più grande raccoglitore di stracci di tutti i tempi e
Per sistemare gli stracci in mezzo alla capitale del Reich
Ha costruito un palazzo
A sua volta grande come una città.

5
Un buon propagandista
Fa di un mucchio di concime un luogo di evasione.
Se non c’è a disposizione del grasso egli dimostra
Che una taglia slanciata abbellisce ogni uomo.
Migliaia che lo sentono parlare di autostrade
Si rallegrano, come se avessero automobili.
Sulle tombe degli affamati e dei caduti
Egli pianta cespugli di alloro. Ma ben prima che si arrivasse a questo punto
Parlava di pace, quando i cannoni già erano per strada.

6
Solo grazie
ad un’eccellente propaganda si riuscì
A convincere milioni
Che l’ampliamento della Wehrmacht è un’opera di pace
Ogni nuovo carro armato una colomba di pace
E ogni nuovo reggimento una ulteriore prova
Dell’amore per la pace.

7
Tuttavia: nonostante che le belle parole possano molto
Non possono però tutto. Alcuni
Si sono sentiti già dire: peccato
Che la parola carne da sola non renda ancora sazi e peccato
Che la parola vestito tenga così poco caldi.
….

Die Verbesserungen des Regimes (I miglioramenti del Regime), 701 – 1937 ? –

1
Se si domanda in giro allora si sente dire: ci sono molti
miglioramenti.
Molti che per lungo tempo non avevano alcun lavoro
Adesso hanno un lavoro. A dire il vero
Continuano ancora ad aver fame come prima. In effetti
I salari non sono scesi, ma gli alimentari sono diventati più cari.
In compenso alcuni macellai
Sono stati trascinati via dai loro negozi e messi in carcere
Dato che avevano rincarato troppo. La farina bianca
Che tra l’altro non si può più toccare
Non è tanto più cara di prima solo che
Per ogni mezzo chilo di farina bianca bisogna anche prendere
mezzo chilo di farina nera
Che non si può impiegare per nulla. D’altra parte
Ci sono fabbriche dove il pranzo
Costa solo venti pfennig ed è abbondante, questo è un grande miglioramento,
Peccato che queste fabbriche siano rare. In ogni modo
Molti conoscono uno o un altro, che lavora
in una fabbrica del genere.
Qualche volta anche per Natale viene all’improvviso
in una fabbrica
Buttato denaro, tutti ne ricevono, allora si dice
È stato il Führer a volere questo.

2
Il Führer vigila anche sui prezzi. Solo per questo motivo
Si può per esempio avere un mantello ancora con il prezzo vecchio
anche se
Non dura così tanto come quelli di una volta. Senza il Führer
Sarebbe diventato però più caro. Senz’altro
Il Führer deve fare le pulci ai capitalisti.
Naturalmente
Questi si sono aumentati i dividendi, ma significa
Che i capitalisti si mettono in tasca i loro profitti
Ancora soltanto pieni di timore ed essi devono
Perlomeno una volta l’anno, il Primo Maggio, pubblicamente
Su ordine dello Stato levarsi il cappello davanti ai manovali
Che fanno per loro i lavori duri.

….

4
E così ci sono dappertutto miglioramenti e il discorso su di essi
Riempie anche all’affamato la bocca, se
Invece di una goccia adesso ne cadono due sulla pietra scottante
Non è questo un miglioramento? Non tutti riconoscono
Che quello che è stato migliorato è solo il sistema dello sfruttamento
Che solo le ruberie sono migliorate e solo i metodi
Della oppressione vengono ogni giorno migliorati.

Senza con questo avere la pretesa di stilare una graduatoria di merito, ci sembra particolarmente riuscita la denuncia contenuta nella satira “Le paure del Regime”. Si tratta di una fredda quanto precisa disamina di un terrore che si è ormai impadronito di tutte le persone, senza distinzione di ruoli o di ceti. Volti e semplici gesti tradiscono l’angoscia quotidiana di sapere che in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo si può essere denunciati e imprigionati per aver detto qualche parola non gradita, osato qualche gesto che si sarebbe potuto prestare a qualche equivoca interpretazione. Una paura assoluta e completa, che attanaglia ed è sintetizzabile nello slogan “tutti hanno paura di tutti”. Essa non risparmia nessuno, neppure le famigerate camice brune e gli stessi capi nazisti. A un Regime così spavaldo, che dispone di tutto e di tutti, l’unico strumento che può ancora fare paura è la parola franca. In un periodo in cui i nemici sono stati annientati e gli avversari, pochi e ridotti al silenzio, intimiditi al punto da rimanere tappati in casa e da evitare nella maniera più assoluta di mostrarsi in pubblico, è ancora e solo la parola ad essere temuta. Solo lei, che non potendo essere né incatenata, né incarcerata, è potenzialmente libera, e quindi ancora in grado di mettere alla gogna il Regime. Solo di essa, che può circolare anche di bocca in bocca, riuscendo a varcare i confini e a rivelare a tutta l’Europa il vero volto di quella dittatura, si finisce con l’avere paura.


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