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LETTERATURA: Gordiano Lupi: “Calcio e acciaio. Dimenticare Piombino”, A.Car srl edizioni 2014

27 Marzo 2014

di Marisa Cecchetti

E’ noto come traduttore di scrittori cubani, come autore di libri sul cinema italiano, collaboratore de La Stampa e soprattutto come direttore delle edizioni Il Foglio Letterario. In Calcio e acciaio. Dimenticare Piombino, si scopre che è un grande nostalgico, che è appassionato di calcio, Gordiano Lupi, e che Piombino, con il fumo dell’acciaieria, lo stadio Magona e il suo aprirsi al mare e all’Elba, è il suo amore più grande che raccoglie in sé tutti gli altri suoi affetti. Se, come lui dice, ha provato a scrivere per la madre il suo primo romanzo d’amore, la storia di Giovanni in Calcio e acciaio è una storia d’amore particolare, per la propria terra, per la propria famiglia, gli amici di una vita, le donne dei ricordi e quelle ancora vicine, ma soprattutto è passione per il calcio.
L’acciaio della fonderia ha garantito il pane alla generazione dei padri e dei nonni, gente che ha lasciato il lavoro della terra ed ha scelto la fabbrica. E’ stata una sicurezza a cui si guardava con affetto, anche se si respirava malo fumo, ora invece c’è timore per il posto di lavoro, con la crisi che mangia fabbriche e progetti.
Accanto alla fonderia c’è il calcio ad unire tutti gli abitanti di Piombino, e lì torna Giovanni, a cinquanta anni passati, dopo una prestigiosa vita di calciatore, partito dal Magona ed arrivato alla seria A in tempi non ancora sospetti, quando il gioco ed i sogni erano puliti.
Giovanni sceglie di allenare la piccola squadra locale, quello che resta di prestigiose squadre di tempi d’oro, ma lo fa con la stessa passione che ha sempre messo nel calcio, il suo unico lavoro. L’aggirarsi di Giovanni per le strade e le piazze di Piombino, la ricerca di odori e sapori, di voci e ricordi, apre su immagini più o meno polverose ma amate della città, il mare rimanendo sempre il suo respiro.
Una nostalgia tangibile attraversa ogni pagina, mentre i ricordi si accavallano e si ricostruiscono. E’ consapevolezza che il tempo ci trasforma e ci porta via ogni giorno un po’ di vita: mentre aumenta il già vissuto i ricordi tornano ad emozionare ma intanto si allontanano sulla nostra linea del tempo.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart