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LETTERATURA: I MAESTRI: Camillo Sbarbaro. I licheni di Sbarbaro

19 Dicembre 2015

di Enrico Falqui
[da ‚ÄúLa fiera letteraria‚ÄĚ, numero 22, gioved√¨, 30 maggio 1968]

L’elenco di tutte le opere di Camillo Sbarbaro in preparazione nelle edizio ¬≠ni di Vanni Scheiwiller promette cin ¬≠que volumi: Poesie, con in appendice R√®sine; Trucioli; Fuochi fatui; Traduzioni; Lettere. Ma di traduzioni il quarto presumibilmente non potr√† contenere che le tre gi√† ristampate dallo stesso editore: I versi d’oro di Pi ¬≠tagora, II Ciclope di Euripide, A rove ¬≠scio di Huysmans. E tutte le altre, che furono molte e sempre egregie? Ugualmente parrebbe destinato a ri ¬≠manerne escluso l’ampio volume sui Licheni, da lui raccolti e conservati come Un campionario del inondo con una passione che, da giovane, lo accom ¬≠pagn√≤ e lo rallegr√≤ sino agli ultimi an ¬≠ni in cui gli fu consentito di andar pe ¬≠regrinando, armato di scalpello e mar ¬≠telletto, lungo coste e colline della sua Liguria, e in particolare della privile ¬≠giata Val Bisagno.

La Nuove Edizioni Enrico Vallecchi (Firenze, 1967) ne hanno curato una stampa fuori dell’ordinario per spazio ¬≠sit√† di pagina e ariosit√† di caratteri e singolarit√† d’illustrazioni, conforme ¬≠mente a una tradizione tipografica to ¬≠scana che appunto presso i Vallecchi padre e figlio vanta alcuni begli esem ¬≠plari. (Il lichenologo Miroslav Servit si congratula con Sbarbaro della ¬ę singularis in lichenibus ex-quirendis sollertia ¬Ľ e Fernando Galardi mette a fuoco l’obiettivo fotografico su alcune rare specie).

Non è stato un hobby

Ma forse non √® esatto ritenere che Licheni non trovi posto nella serie Scheiwiller. Le pagine di testo nelle quali Sbarbaro racconta come dallo studio extra-scolastico della botanica si trov√≤ portato all’incontro-apparizione, alla scoperta delle esistenze vege ¬≠tali in sordina, dei muschi e infine dei licheni, che solo pi√Ļ tardi impar√≤ a di ¬≠stinguere e collezionare: tali pagine, con le stesse illustrazioni, avevamo gi√† rinvenuto, sotto il titolo: Vita e mi ¬≠racoli dei licheni, nella Lettura del marzo 1942 e le avevamo poi rilette e rigustate maggiormente nella lezione, ridotta e riveduta con lo scrupolo di cui Sbarbaro era un propugnatore esemplare, nella seconda e nella terza edizione di Trucioli (I: Vallecchi, 1920; II: Mondadori, 1948; III: Mondadori, 1963).

Sono pagine troppo note e trop ¬≠po lodate per dover essere riprese in esame proprio da noi che gi√† le segna ¬≠lammo nella Fiera letteraria del 15 no ¬≠vembre 1955, a corollario di una rasse ¬≠gna dei Contributi lichenologici forni ¬≠ti da Sbarbaro nell’Archivio botanico dal 1930 al 1939, negli Annali del Mu ¬≠seo civico di Storia naturale di Geno ¬≠va del 1941 e negli Acta Musei nationalis Pragae. Contributi dei quali au ¬≠spicammo fin da allora (cfr. Novecen ¬≠to letterario, I, 295-299) la raccolta e la ristampa in un volume che ci recasse e conservasse la incantevole testimo ¬≠nianza di quello che solo in apparenza e per errore pot√© essere scambiato per un ¬ę hobby ¬Ľ del poeta Sbarbaro, ma che in sostanza fu il completamento, vaghissimo e proteiforme, quasi l’e ¬≠strinsecazione emblematica della sua pi√Ļ nascosta poesia, rispondendo ¬ę a ci√≤ che ho di pi√Ļ vivo, il senso della provvisoriet√†: sicch√©, per buona parte della vita, avrei raccolto, dato nome, amorosamente messo in serbo “neppu ¬≠re delle nuvole o delle bolle di sapone √Ę‚ÄĒ che per un poeta sarebbe gi√† bello; ma qualcosa [come apprese da un li ¬≠bro uscito allora sulla biologia dei licheni | di pi√Ļ inconsistente ancora: delle effervescenze, appunto‚ÄĚ ¬Ľ: ond’√® che ¬ę nessun bilancio a tanti anni di ricerche andrebbe pi√Ļ a genio a chi vi ¬≠ve nell’attimo ¬Ľ.

II suo libro pi√Ļ arioso

E’ invece accaduto che in luogo dei vari Contributi sui licheni, da ripro ¬≠durre nella loro scientifica e poetica integrit√†, parte in italiano e parte in latino, stringatissima ma pi√Ļ che esau ¬≠riente per precisare, in aggiunta alla morfologia, la localit√† e l’ora del rin ¬≠venimento; in sostituzione di tutte le indicazioni sui Lichenes ligustici novi rariores da lui rinvenuti e catalogati, Sbarbaro ha preferito limitarsi all’e ¬≠lenco delle centoventisette nuove spe ¬≠cie di licheni da lui scoperte in Italia e specialmente in Liguria, negli anni dal 1922 al 1955, riducendo e restrin ¬≠gendo dell’altro quanto era gi√† essicca ¬≠to al massimo, fino ad assumere alcun ¬≠ch√© della lapidariet√† di certe supersti ¬≠ti iscrizioni. Per contro ci sarebbe sta ¬≠to da trascrivere anche il Catalogus quorundam Lichenum in Insulis Philippinensibus ab M. Ramos, G. E dono etc. annis 1918-1926 lectorum e Aliquot Lichenes oceanici in Cook insulis (Tonga, Rarotonga, Tongatabu, Eua) collecti. Chi sa che un giorno non sia lo stesso Scheiwiller a volerlo salvare dalla dispersione e dalla dimenticanza.

Noi li conserviamo, come ogni al ¬≠tra sua ¬ę minuzia ¬Ľ, per mandato ami ¬≠chevole dello stesso autore: ci ricorda ¬≠no gli itinerari dei viaggi, delle escur ¬≠sioni, delle scorribande, delle passeg ¬≠giate, delle soste di Sbarbaro, ma co ¬≠me rappresi e rattorti nel gioco mera ¬≠viglioso di filigrane arborescenti o di cavernosi labirinti policromi. Di tutte quelle incisive e allettanti indicazioni, che formavano come il cartellino se ¬≠gnaletico degli innumerevoli campio ¬≠ni, non √® rimasta che l’ubicazione e la data del ritrovamento, praesertim in Liguria, con qualche amorosa punta in Etruria, prope oppidum Monteliscai o in Villa Solaia, nel contado di Siena, o a Vallombrosa, loco Saltino.

Carpito il bottino e riposto in larghi fogli che le proteggevano e lo serbava ¬≠no ai suoi occhi come un tributo all’¬ę inventario del mondo ¬Ľ, l’erbario non tardava a trasformarsi per Sbar ¬≠baro in un’accolta di ricordi: ¬Ľ di pas ¬≠seggiate fatte, di luoghi dove fui una volta: evocazione di terre che non ri ¬≠vedr√≤, di incontri, di visi ¬Ľ. Il suo li ¬≠bro √Ę‚ÄĒ assicur√≤ √Ę‚ÄĒ pi√Ļ cordiale e ario ¬≠so, chi avesse potuto leggervi come a lui, poeta, era concesso, e come a noi non riesce, approssimativamente, che attraverso la magia delle sue parole.


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Bart