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LETTERATURA: I MAESTRI: Carteggio Hesse-Mann #2/5

28 Luglio 2012

[da: “Hermann Hesse, Thomas Mann – Carteggio”, SE edizioni, 2001]

Monaco, 27. XI. 31

Caro e stimato signor Hermann Hesse,

Le scrivo in via strettamente privata e personale, benché dalla Sua reazione a questa lettera dipendano importanti questioni che superano le nostre persone. Senza dubbio ri ­corderà che a St. Moritz parlammo della sezione letteraria dell’Accademia prussiana delle arti, nonché delle Sue dimis ­sioni da tale organismo e della possibilità di una Sua nuova adesione. Cercai allora di sondare con dovuta cautelala Suaopinione al riguardo, e mi sembrò che Lei non esprimesse particolare entusiasmo ma neppure un netto rifiuto: ritene ­va che un troppo rapido rientro sarebbe parso segno di leg ­gerezza, ma non escludeva l’idea in modo sostanziale e definitivo.

Ebbene, in gennaio l’Accademia sarà chiamata a cooptare un numero, peraltro esiguo, di nuovi membri: l’adesione non verrà offerta a più di cinque o sei scrittori o poeti. Nel corso dell’ultima riunione, a cui ero presente, ho manifesta ­to la fervida speranza di poterLa presto ricondurre tra noi, caro signor Hesse, e posso dirLe che tutti i presenti, nessuno escluso, hanno espresso un’entusiastica approvazione, salu ­tando con fervore, e nell’interesse dell’Accademia, l’even ­tualità che Lei accetti la rielezione.

Quando ripenso, caro signor Hesse, alle ragioni che La in ­dussero a dimettersi – l’indelicatezza di Schäfer1 e, più profondamente, la Sua avversione per ogni legame con stato e ufficialità, nonché il sospetto che, qualora la situazione po ­litica europea dovesse complicarsi, l’Accademia potrebbe comportarsi come i novantatré intellettuali che in passato fir ­marono quella vergognosa dichiarazione2 – non posso non dire a me stesso e a Lei che, sebbene la prima motivazione fosse in quei giorni purtroppo plausibile, la seconda, al contrario, è oggi meno valida che mai. Temendo una qualsiasi cedevolezza da parte dell’Accademia letteraria rispetto alle correnti nazionaliste, Lei fraintende completamente lo spiri ­to che anima tale organismo. Dopo le dimissioni di Schäfer e di Kolbenheyer, contemporanee alle Sue, questo timore ri ­sulta poi del tutto ingiustificato.

Vengo ora a uno dei principali argomenti a favore del Suo rientro nell’Accademia, di cui avemmo già modo di parlare a St. Moritz: con un tale passo, che sarebbe graditissimo l’Accademia, Lei potrebbe chiarire un pubblico equivoco originatosi in seguito alla Sua rinuncia, e di un tale chiarimento non potrebbe che rallegrarsi Lei stesso. A quel tempo, soprattutto in ambienti tedeschi reazionari, le motivazioni delle Sue dimissioni furono infatti identificate con quelle ­di Schäfer e di Kolbenheyer, e dunque al Suo passo fu attribuito un significato totalmente erroneo. Considerando l’attuale panorama culturale tedesco, devo dirLe, caro siignor Hesse, che il Suo posto è all’interno dell’Accademia. Una volta rieletto,la Suapresenza offrirebbe all’Accademia un supporto morale di inestimabile valore e permetterebbe di sciogliere definitivamente i malintesi sorti riguardo alla Sua persona e alla Sua posizione.

Non ho dimenticato che anche la prima adesione non fu per Lei un passo facile,3 e so bene quanto poco si addica alla Sua natura il carattere collettivo e ufficiale delle associazioni letterarie. Ma chi non nutre gli stessi sentimenti? Noi tutti siamo fondamentalmente restii ai vincoli e alle accademie, e se, ciò nonostante, rispondiamo a questo appello, lo facciamo solo in base a un certo senso del dovere sociale, che i tempi suscitano ed esigono. Inoltre, il Suo particolare sistema di vita esclude ovviamentela Sua partecipazione attiva, che d’altronde nessuno si attende. Le garantisco personalmente che irriguardose sollecitazioni e reprimende, come quelle che Schäfer, pur senza la minima autorizzazione, si permise di rivolgerLe, non si ripeteranno.La Sua partecipazione assumerà un significato di natura puramente morale e indicherà in maniera oggettivala Sua appartenenza spirituale a noi.

Abbia dunque la bontà, caro signor Hesse, di rimeditare la questione e di comunicarmi come accoglierebbe un nuovo invito da parte dell’Accademia. Qualora ricevessi una Sua parola d’incoraggiamento, senza alcun dubbio in gennaio Lei verrebbe rieletto all’unanimità.

Le auguro ogni bene per la Suasalute e il Suo lavoro; mia moglie si unisce a me nel porgere a Lei e alla signora Dolbin un cordiale saluto. Ritornerete a St. Moritz quest’inverno? Noi pensiamo di tornare a Chantarella e saremmo tutti feli ­cissimi (anche Mädi)4 di potervi incontrare.

Il Suo Thomas Mann

 

1 Il 4 novembre 1930 Wilhelm Schäfer, allora responsabile delle trattative per conto della sezione letteraria dell’Accademia, aveva diffuso una lettera circolare in cui invitava i membri meno attivi a ritirarsi dall’organismo, al che, il 10 novembre 1930, Hesse rese note le proprie dimissioni, un passo che da tempo desiderava poter compiere. Cfr. lettera precedente, nota 2.

2 Testo di protesta contro le accuse di atrocità tedesche commesse in Belgio durante la guerra emanato nell’autunno del 1914 da novantatré insigni studiosi e intellettuali tedeschi.

3 Il  27 ottobre 1926 Hesse era stato eletto membro della sezione letteraria dell’Accademia prussiana delle arti, e con lui venti altri scrittori, tra cui R. Huch, O. Loerke, H. Mann, J. Ponten, A. Schnitzler, F. Werfel, J. Wassermann. Cfr. lettera precedente, nota 2.

4 Elisabeth (soprannominata Mädi, *1918), penultima figlia di Katia e Thomas Mann.


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