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LETTERATURA: I MAESTRI: Da Luciano di Samosata a Collodi. Le balene dell’oceano letterario

28 Novembre 2012

di Vittorio Frosini
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, gioved√¨ 2 aprile 1970]

All’inizio dell’anno 1970, Ro ¬≠ma ebbe una visitatrice dav ¬≠vero insolita: una grande ba ¬≠lena imbalsamata, che venne alloggiata ed esposta al pub ¬≠blico dei visitatori in un pa ¬≠diglione provvisorio, collocato in piazza del Popolo. Si trat ¬≠tava di un gigantesco cetaceo, pescato nel 1954 sulle coste nor ¬≠vegesi, al quale gli organizza ¬≠tori dello spettacolo avevano ritenuto conveniente dare il bi ¬≠blico nome di Golia.

Ricordi favolosi

La balena, in verità, costitui ­va da sola, nella sua massa im ­mobile, un intero spettacolo: il suo corpaccio, lungo circa23 metrie pesante 68 tonnellate, stava disteso quasi in neghitto ­so abbandono lungo un corri ­doio, dove sfilavano i visitatori; esso non poteva perciò esser vi ­sto con una sola occhiata nel suo insieme, ma occorreva per ­correrlo con lo sguardo, e per cosi dire esplorarlo, procedendo lungo le sue immense fauci spalancate, i fianchi e la coda.

A vedere la balena cos√¨ da vicino, i ricordi favolosi di an ¬≠tiche letture prendevano consistenza e si tramutavano in real ¬≠t√† visibile e corposa. Era dun ¬≠que questo il personaggio di racconti di viaggi e di avven ¬≠ture, abitante in mari lontani e ignoti, ch’era apparso mitico alla fantasia dell’adolescenza, e che ora potevamo scrutare senza timore da presso. Su di noi scendeva non gi√† la luce di un giorno polare filtrata dal ¬≠la bruma, ma l’artificiale chia ¬≠rore delle lampade elettriche; si udiva intorno non gi√† lo scia ¬≠bordare dei marosi, ma il ru ¬≠more delle automobili, che at ¬≠traversavano la piazza. Eppu ¬≠re, una sottile emozione, e qua ¬≠si una venatura d’inquietudine, rinasceva dalla profondit√† del ¬≠la memoria infantile.

La grande epopea della ba ¬≠lena √® stata scritta da Melville nel suo Mobv Dick: un’opera, che costituisce essa stessa una specie di grande organismo ani ¬≠male, galleggiante sulla lette ¬≠ratura del secolo decimonono. Essa rimase peraltro sconosciu ¬≠ta alla adolescenza delle gene ¬≠razioni cresciute prima dell’ul ¬≠tima guerra, giacch√© la sua dif ¬≠fusione, e si sarebbe tentati di dire la sua navigazione nelle nostre acque, ebbe inizio solo con il 1932, quando ne apparve la traduzione italiana di Cesare Pavese. La sua po ¬≠polarit√† tra i giovani lettori √® per√≤ ancora pi√Ļ tarda, giacch√© bisogn√≤ attendere gli anni del secondo dopoguerra, quando il grosso libro sub√¨ riduzioni let ¬≠terarie e trasposizioni cinema ¬≠tografiche. Fino ad allora, la balena aveva fatto il suo in ¬≠gresso nell’immaginazione degli italiani attraverso le pagine di Carlo Collodi e le illustrazioni di Carlo Chiostri, che compo ¬≠nevano Le avventure di Pinoc ¬≠chio, (pubblicate in volume nel 1883); sebbene essa venisse de ¬≠signata in quelle pagine sotto il mentito nome di Pesce-cane, e presentata in una figurazio ¬≠ne grottesca.

Ricordiamo che Pinocchio, nuotando nel mare, stava per raggiungere uno scoglio di mar ¬≠mo bianco, ¬ę quando ecco uscir fuori dall’acqua e venirgli in ¬≠contro una orribile testa di mostro marino, con la bocca spa ¬≠lancata come una voragine, e tre filari di zanne che avreb ¬≠bero fatto paura anche a ve ¬≠derle dipinte ¬Ľ. Inghiottito dal Pesce-cane, o balena che dir si voglia, egli incontra nella sua bocca un Tonno parlante, e l√¨ scorge ¬ę lontan lontano una specie di chiarore ¬Ľ, verso cui si avvia, trovando nel ventre stesso dell’animale ¬ęuna picco ¬≠la tavola apparecchiata, con so ¬≠pra una candela accesa infi ¬≠lata in una bottiglia di cristal ¬≠lo verde, e seduto a tavola un vecchiettino tutto bianco, come se fosse di neve o di panna montata, il quale se ne stava l√¨ biascicando alcuni pesciolini vivi ¬Ľ, ed era babbo Geppetto.

Terreno scivoloso

Invenzione coloritissima, que ¬≠sta del Collodi, che si √® pre ¬≠stata a diverse interpretazio ¬≠ni: secondo una di esse, do ¬≠vuta a uno studioso di psica ¬≠nalisi, la successiva espulsione di Pinocchio dal ventre del mo ¬≠stro sarebbe una metafora in ¬≠conscia del suo desiderio di una nascita umana, cio√® di prove ¬≠nienza dall’utero materno. Sen ¬≠za addentrarci su questo ter ¬≠reno, scivoloso come ¬ę la poz ¬≠zanghera d’acqua grassa e sdrucciolona ¬Ľ in cui sguazzava Pinocchio camminando nelle vi ¬≠scere del Pesce-cane, vorremmo indicare una probabile fonte letteraria dell’episodio. Il Collodi era infatti uomo di buona cultura, e la supposizione che stiamo per fare non √® quindi arbitraria.

Nel 1857 venivano pubblicate a Firenze le Opere minori in verso e in prosa di L. Ariosto, ¬ę ordinate e annotate per cura di F. L. Polidori ¬Ľ; il primo vo ¬≠lume riportava in apertura i Cinque Canti, che l’Ariosto ave ¬≠va escluso dalla redazione definitiva dell’Orlando Furioso, (pubblicata nel1532 a Ferrara), e che erano apparsi postumi in appendice a una nuova edizio ¬≠ne del poema, stampata nel1545 a Venezia. Nel quarto Canto, il paladino Ruggiero √® co ¬≠stretto a gettarsi in acqua dal naviglio, su cui si trova; ed ec ¬≠co ¬ę la balena, che per lunga traccia √Ę‚ÄĒ segue Ruggier per ¬≠ch√© di lui si pasca √Ę‚ÄĒ visto il salto, v’accorre, e senza noia √Ę‚ÄĒ con un gran sorso d’acqua se lo ingoia ¬Ľ. Ruggiero, ridesta ¬≠statosi dal tramortimento, al pari di Pinocchio, ¬ęun picciol lumicin d’una lucerna √Ę‚ÄĒ vide apparir lontan per la caverna ¬Ľ, costituita dal capace ven ¬≠tre della balena. Allora proce ¬≠de verso il chiarore, e trova un vecchio, in cui ¬ę la barba alla cintura si congiunge, √Ę‚ÄĒ le spal ¬≠le il bianco crin tutto copriva; √Ę‚ÄĒ su la destra una rete avea, a costume √Ę‚ÄĒ di pescator, ne la sinistra un lume ¬Ľ.

L’episodio del paladino, come poi quello del burattino, ha an ¬≠che esso il suo precedente let ¬≠terario nella Vera historia del ¬≠l’antico scrittore greco Luciano di Samosata. Tuttavia, √® da credere che il Collodi, come mo ¬≠stra l’analogia, o piuttosto la ricorrenza tematica, dei parti ¬≠colari nella scoperta compiuta da Pinocchio dopo quella di Ruggiero, aveva in mente il racconto dell’Ariosto, anzich√© quello di Luciano. E questa √® una conferma non trascurabi ¬≠le del carattere composito, e in realt√† problematico, che possiede il famoso libriccino: il quale, destinato in origine ai ragazzi, √® venuto assumendo o piuttosto svelando una fisiono ¬≠mia culturale, che lo ha reso ormai un classico anche per gli adulti.


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Bart