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LETTERATURA: I MAESTRI: Giorgio B√°rberi Squarotti

2 Luglio 2016

di Sergio Pautasso
[da ‚ÄúLa fiera letteraria‚ÄĚ, numero 51, gioved√¨, 21 dicembre 1967]

G. B√≠¬ĀRBERI SQUAROTTI
Poesia e narrativa del secondo Novecento
Mursia, pagine 421, lire 3500.

Tra le molte opere di sistema ¬≠zione critica sulla letteratura ita ¬≠liana del dopoguerra, questa rac ¬≠colta di saggi di B√°rberi Squarot ¬≠ti, Poesia e narrativa del secondo Novecento, √® sicuramente una delle pi√Ļ vaste e organiche. Ma converr√† subito dire che la sua unitariet√† non deriva tanto dal ¬≠l’ampiezza del panorama che of ¬≠fre al lettore, anche se questo √® uno dei suoi fondamentali punti di merito, quanto dalla novit√† dell’impostazione critica che la sostiene e che percorre il libro pagina per pagina, sia che l’auto ¬≠re affronti i grandi problemi di fondo o i momenti cruciali che hanno animato la letteratura ita ¬≠liana di questi ultimi vent’anni (il formarsi di una nuova poesia dopo l’esperienza ermetica; il rapporto lingua-dialetto; l’idea di nuova cultura proposta da Il Po ¬≠litecnico vittoriniano; la situazio ¬≠ne della narrativa dopo il neo ¬≠realismo; il problema dell’avan ¬≠guardia) sia che la sua attenzio ¬≠ne si soffermi sull’opera di un poeta o di un narratore (in parti ¬≠colare, segnaliamo i saggi su Luzi, Caproni e Zanzotto per i poeti; quelli su Gadda, Bilenchi, Cassola e Fenoglio per i narrato ¬≠ri).

Per B√°rberi Squarotti, il di ¬≠scorso del critico oggi non pu√≤ pi√Ļ basarsi sul ¬ę criterio consue ¬≠to di una critica che, per quanto estremamente scaltrita nell’anali ¬≠si delle ragioni liriche, nell’esa ¬≠me delle situazioni e delle dia ¬≠cronie filologiche, del referto psi ¬≠cologico, tuttavia non sa dare al ¬≠tro che scelte autogiustificate, mai rapportate con l’altro dalla letteratura, indicazioni di valori in s√©, che dovrebbero imporsi per virt√Ļ innata dell’evidenza dei valori (linguistici, lirici, psicolo ¬≠gici), al di l√† di ogni altra moti ¬≠vazione ¬Ľ, ma, al contrario, esso deve trovare le proprie ragioni in qualcosa di diverso: ¬ę il si ¬≠gnificato di una poesia ¬Ľ, sostiene B√°rberi Squarotti, ¬ę √® nella quan ¬≠tit√† di realt√† conosciuta e di coscienza rivelata che porta con s√©, quindi nel suo rapporto con la possibilit√† di mutare il mondo, di incidere sul divenire delle cose ¬Ľ. Il tema √® in questo caso quello della poesia, ma l’idea critica va estesa anche alla narrativa e la sua validit√† √® data dalla ricerca di quel ¬ę significato ¬Ľ; non solo ma in quanto fondato sulla ricer ¬≠ca, il discorso di B√°rberi Squa ¬≠rotti capovolge le solite formule di una critica discriminatoria e di giudizio per trasformarsi inve ¬≠ce in una serie di indicazioni di lettura, in un modo nuovo di ac ¬≠costarsi al testo e di proporre al lettore tutte le suggestioni e tut ¬≠te le implicazioni su cui si sostie ¬≠ne e di analizzarle non come contenuti ma come materiali sui quali si fonda il tessuto stilistico di un’opera letteraria.


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Bart