di Sergio Pautasso
[da “La fiera letteraria”, numero 51, giovedì, 21 dicembre 1967]
G. BíRBERI SQUAROTTI
Poesia e narrativa del secondo Novecento
Mursia, pagine 421, lire 3500.
Tra le molte opere di sistema zione critica sulla letteratura ita liana del dopoguerra, questa rac colta di saggi di Bárberi Squarot ti, Poesia e narrativa del secondo Novecento, è sicuramente una delle più vaste e organiche. Ma converrà subito dire che la sua unitarietà non deriva tanto dal l’ampiezza del panorama che of fre al lettore, anche se questo è uno dei suoi fondamentali punti di merito, quanto dalla novità dell’impostazione critica che la sostiene e che percorre il libro pagina per pagina, sia che l’auto re affronti i grandi problemi di fondo o i momenti cruciali che hanno animato la letteratura ita liana di questi ultimi vent’anni (il formarsi di una nuova poesia dopo l’esperienza ermetica; il rapporto lingua-dialetto; l’idea di nuova cultura proposta da Il Po litecnico vittoriniano; la situazio ne della narrativa dopo il neo realismo; il problema dell’avan guardia) sia che la sua attenzio ne si soffermi sull’opera di un poeta o di un narratore (in parti colare, segnaliamo i saggi su Luzi, Caproni e Zanzotto per i poeti; quelli su Gadda, Bilenchi, Cassola e Fenoglio per i narrato ri).
Per Bárberi Squarotti, il di scorso del critico oggi non può più basarsi sul « criterio consue to di una critica che, per quanto estremamente scaltrita nell’anali si delle ragioni liriche, nell’esa me delle situazioni e delle dia cronie filologiche, del referto psi cologico, tuttavia non sa dare al tro che scelte autogiustificate, mai rapportate con l’altro dalla letteratura, indicazioni di valori in sé, che dovrebbero imporsi per virtù innata dell’evidenza dei valori (linguistici, lirici, psicolo gici), al di là di ogni altra moti vazione », ma, al contrario, esso deve trovare le proprie ragioni in qualcosa di diverso: « il si gnificato di una poesia », sostiene Bárberi Squarotti, « è nella quan tità di realtà conosciuta e di coscienza rivelata che porta con sé, quindi nel suo rapporto con la possibilità di mutare il mondo, di incidere sul divenire delle cose ». Il tema è in questo caso quello della poesia, ma l’idea critica va estesa anche alla narrativa e la sua validità è data dalla ricerca di quel « significato »; non solo ma in quanto fondato sulla ricer ca, il discorso di Bárberi Squa rotti capovolge le solite formule di una critica discriminatoria e di giudizio per trasformarsi inve ce in una serie di indicazioni di lettura, in un modo nuovo di ac costarsi al testo e di proporre al lettore tutte le suggestioni e tut te le implicazioni su cui si sostie ne e di analizzarle non come contenuti ma come materiali sui quali si fonda il tessuto stilistico di un’opera letteraria.