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LETTERATURA: I MAESTRI: Hemingway:   la tragedia dello sportivo

20 Dicembre 2012

di Edmund Wilson
[da Saggi letterari 1920-1950‚ÄĚ, Garzanti, 1967]

La fama di Ernest Hemingway ha raggiunto in breve tem ¬≠po proporzioni tali che √® gi√† diventato di moda parlarne male. Tuttavia mi sembra che in America pochissimi critici si siano occupati di lui in maniera intelligente. Cos√¨, ad esem ¬≠pio, nella Saturday Review of Literature troviamo Lee Wilson Dodd, il quale, con la sua abituale, delicata trepidazione al cospetto della vivacit√† contemporanea, decide con un so ¬≠spiro di sollievo che, in fin dei conti, Hemingway (un giova ¬≠ne che ha pubblicato solo tre libri) non √® davvero n√© Tolstoj n√© Shakespeare, e ne descrive i temi in questi termini : ¬ę I tipi che egli osserva con una specie d’incantata fissazione e che poi fa vivere dinanzi a noi… si assomigliano tutti: to ¬≠reri, pugili, banditi, scommettitori, mercenari, prostitute, be ¬≠vitori incalliti, tossicomani… Abbiano o no un valore intellet ¬≠tuale, estetico o morale, Hemingway ci fa partecipi delle loro vicende. ¬Ľ In The Nailon, Joseph Wood Krutch, il cui giudizio √® pi√Ļ favorevole di quello di Dodd, cos√¨ scrive di Hemingway : ¬ę Da un punto di vista spirituale il tratto ca-ratteristico dell’opera di Hemingway √® quello di una stan ¬≠chezza troppo grande per recepire tutto ci√≤ che non sia pura sensazione… Hemingway ci dice, sia con le sue scelte tematiche sia con la sua maniera, che la vita √® una somma di meschine tragedie… Nelle sue mani la materia letteraria si riduce a una serie di piccole, sordide catastrofi nelle esisten ¬≠ze di individui molto volgari. ¬Ľ Io non so se questi critici di Men without Women abbiano mai letto gli altri due libri di Hemingway, o se li abbiano semplicemente dimenticati. Le narrazioni di In Our Time e The Sun Also Rises rispondono veramente a simili descrizioni? E Men without Women? Il protagonista di In Our Time, che appare una o due volte in questo nuovo volume di racconti, e quello di The Sun Also Rises sono entrambi personaggi civilissimi, di temperamento alquanto complesso e di estrema sensibilit√†. In che senso possono essere considerati ¬ę individui molto volgari ¬Ľ? Ed √® giusto parlare di una ¬ę piccola, sordida catastrofe ¬Ľ anche nel caso del vecchio torero di The Undefeated?

Uno dei racconti di Men without Women √® stato pubbli ¬≠cato anche nell’American Caravan, sicch√© √® passato due vol ¬≠te sotto gli occhi dei critici; eppure, di tutte le recensioni che ho lette, non una, che io ricordi, ne ha dato un’accurata interpretazione. An Alpine Idyl √® stato di solito menzionato co ¬≠me un racconto d’orrore o di brutalit√†, o qualcosa del ge ¬≠nere. Vediamolo un momento. Due giovanotti si trovano a sciare sulle Alpi. √ą primavera e c’√® un sole cocente; ma al ¬≠l’ombra, il sudore gela sotto i maglioni. I due cominciano a provarne un senso di disagio e sono ben contenti di scendere fino a una locanda. Per via, si sono imbattuti in un funerale, e alla locanda ne apprendono i particolari. La defunta era la moglie di un montanaro, morta durante l’inverno, ma la casa era rimasta bloccata dalla neve, e fino a primavera il marito non aveva potuto portarla via. L’uomo aveva messo il corpo nella legnaia, su un mucchio di tronchi; ma quan ¬≠do aveva dovuto usare la legna, aveva appoggiato il cadave ¬≠re ritto in un angolo e in seguito aveva preso l’abitudine di appendere la lanterna alla bocca della morta. Perch√©, ci do ¬≠mandiamo adesso per un momento, ci √® stata raccontata questa gita sciistica? E allora, d’un tratto, ci rendiamo conto che Hemingway, con la sua magistrale pertinenza negli ef ¬≠fetti indiretti, parlandoci del senso di disagio dei turisti ci ha fornito la spiegazione dell’abbrutimento del montanaro. Ma il punto della storia non √® solo questo abbrutimento. Il pun ¬≠to vero non ci si rivela che alla fine, II montanaro entra nella locanda, ma si rifiuta di bere con loro e se ne va altrove. ¬ę < Non ha voluto bere con me, > disse il becchino. < Non ha voluto bere con me, dato che lui sapeva di sua moglie, > dis ¬≠se il padrone della locanda. ¬Ľ Analogamente, √® vero che A Pursuit Race √®, come direbbe Dodd, la storia di un tossico ¬≠mane; ma, cosa assai pi√Ļ importante, √® anche la storia di un uomo che √® appena uscito sconfitto’ da una disperata lotta morale. Il succo del racconto √® tutto nel paragrafo finale, quando l’impresario dello spettacolo, comprendendo che la lotta √® finita nella sconfitta e mosso a piet√† del suo uomo di punta che ha mollato, se ne va via senza svegliarlo. Cos√¨, in A Simple Inquiry √Ę‚ÄĒ un colpo d’occhio su un aspetto della vita militare: quello strano rilassamento morale a cui pu√≤ accompagnarsi una sorta di stoicismo √Ę‚ÄĒ il significato dell’epi ¬≠sodio sta nel fatto che il maggiore si astiene dal licenziare il ragazzo che ha appena rifiutato le sue profferte.

Dovrebbe esser chiaro, dunque, che il mondo di Hemingway non √® cos√¨ rudimentale come vorrebbero Krutch o Dodd. Anche quando i suoi personaggi sono dei tipi primitivi √Ę‚ÄĒ e non √® sempre cos√¨ √Ę‚ÄĒ il dramma dell’autore si impernia quasi sempre su un qualche principio di coraggio, di piet√†, di onore, insomma di cavalleria e spirito sportivo, nella pi√Ļ ampia accezione umana; che egli riesce a porre in evidenza nei personaggi stessi. Non voglio dire che il mondo descritto da Hemingway non sia, a conti fatti, un brutto mondo>; √® un brutto mondo, e un mondo in cui molto si soffre. I sen ¬≠timenti di Hemingway nei confronti di esso, la sua critica alle cose che vi accadono, sono, malgrado l’ingannevole sem ¬≠plicit√† e concretezza del suo stile, piuttosto sottili e complessi ; ma l’autore, mi pare, ha abbastanza chiarito qual genere di idee e di emozioni egli si sforza di comunicare. Il suo primo libro si intitolava In Our Time, ed era una serie di racconti brevi su un ragazzo sano e sensibile del Nord-ovest ameri ¬≠cano. Compito del lettore, mi par di capire, era di mettere a confronto le due serie di racconti. Dando loro questo ti ¬≠tolo, Hemingway ha voluto dirci che la vita √® barbara anche nel ventesimo secolo; e che l’uomo che vede fucilare i mi ¬≠nistri e poi si trova egli stesso a uccidere i tedeschi da dietro la barricata ¬ę a perfetta tenuta ¬Ľ ha dovuto trasformarsi in qualcosa di ben diverso dal ragazzo che, con le fresche rea ¬≠zioni della giovinezza, tanto si godeva quei tre giorni di pesca sul Grande Fiume dei Due Cuori. Ma √® proprio tanto diverso? Forse che il principio della vita non √® di per se stesso essenzialmente spietato e crudele? Che differenza c’√® tra il gusto del soldato che uccide altri uomini e il gusto del giovane pescatore che innesca le cavallette per far ab ¬≠boccare le trote? Ernest Hemingway √® soprattutto sensibile a questi problemi della crudelt√† naturale e del suo’ inevita ¬≠bile risvolto di sofferenza.

La barbarie del mondo post-bellico √® anche il tema del suo libro successivo, The Sun Also Rises. Il titolo e le citazioni premesse al romanzo chiariscono gi√† il giudizio mo ¬≠rale che presiede agli eventi descritti : ¬ę Siete tutti una gene ¬≠razione perduta. ¬Ľ A conferire al libro la sua profonda unit√† e la sua forza inquietante √® l’intima relazione stabilita tra la fiesta spagnola, con la sua baldoria, le sue corride e le sue processioni, e il comportamento atroce del gruppo di turisti inglesi e americani venuti da Parigi a godersela. Nell’insen ¬≠sibilit√† di costoro, nel loro modo di comportarsi, non ritro ¬≠viamo lo stesso principio operante nell’orgia pagana della festa? La brutale persecuzione dell’ebreo non ha forse un carattere di fatalit√† naturale quanto il destino dell’uomo che viene incornato dal toro mentre va a visitare l’arena? Tutto l’interesse di The Sun Also Rises consiste nei tentativi del protagonista e della protagonista di liberarsi da questo mon ¬≠do, o piuttosto di viverci in un modo che sia compatibile con un loro codice personale. La storia vera √® quella dei loro tentativi in tal senso: tentativi che, in un mondo siffat ¬≠to, li portano sempre a soccombere in tutto, tranne che nel ¬≠l’onore. Io non ritengo che, come talvolta si √® detto, il com ¬≠portamento dei personaggi di The Sun Also Rises sia tipico solo di una piccola e particolare categoria di espatriati ame ¬≠ricani e inglesi; credo piuttosto che esso> sia pi√Ļ o meno ti ¬≠pico di certe zone dell’intero mondo occidentale contempo ¬≠raneo: e il titolo In Our Time sarebbe stato assai pi√Ļ ap ¬≠propriato per questo libro che non per il precedente.

Ad ogni modo, l’atteggiamento di Ernest Hemingway di fronte alle crudelt√† e alle perfidie che egli descrive √®, nel suo genere, assolutamente inedito. In Hemingway non c’√® niente dell’impulso libertario connesso con l’indignazione ro ¬≠mantica(1): a differenza di Byron quando si identifica col pri ¬≠gioniero Chillon, egli non ingiunge alle pietre di alcuna pri ¬≠gione terrena di ¬ę appellarsi a Dio contro la tirannide ¬Ľ ; n√©, come Shelley, invita i venti a ¬ę gemere sui mali del mondo ¬Ľ. E non possiede neppure quel cupo e represso, ma comunque generoso, appassionato, sentimento che troviamo nei realisti pessimisti, in Tess di Thomas Hardy, in Boule de Suif di Maupassant, e persino nelle rare scene di Flaubert in cui il nostro sdegno si desta allo spettacolo di un vecchio bracciante o di una giovane operaia sfruttati dalla borghesia. La visione della guerra, ad esempio, √® in Hemingway diversissima da quella di un John Dos Passos o di un Henry Barbusse. Il suo punto di vista, il suo stato d’animo, sono singolari e tipici, a parer mio, del ¬ę nostro tempo ¬Ľ; egli appare tal ¬≠mente rotto a tutte le agonie dell’uomo e, sia pure suo mal ¬≠grado, cos√¨ passivamente, cos√¨ disperatamente rassegnato ad esse, che la sola protesta di cui sia capace √®, per cos√¨ dire, la smorfia e l’imprecazione del giocatore sconfitto. N√© sap ¬≠piamo mai con precisione su quale parte Hemingway stia puntando. A volte ci viene il sospetto che la lotta cui stiamo assistendo sia tutta una montatura, con l’organizzazione che spalleggia il barbaro. Ma parlare di Hemingway in questi termini significa offrirne un ritratto sbagliato. Egli non √®, beninteso, un moralista che mette in scena un melodramma, ma un artista che mostra situazioni dai valori non semplici. Hemingway √® un appassionato di corride, nonch√© di sci, di corse e di pugilato; ed √® sempre consapevole che, in una concezione sportiva della vita, gli aspetti pi√Ļ dolorosi del ¬≠l’esistenza sono strettamente connessi a quelli che lui trova i pi√Ļ interessanti. I particolari conflitti di sentimento che sor ¬≠gono in un temperamento siffatto sono la sua materia nar ¬≠rativa. Gli effetti pi√Ļ notevoli, e assolutamente personali, Hemingway li raggiunge quando, come nella partita di pe ¬≠sca di The Sun Also Rises, ci fa sentire, dietro la brama per il mondo fisico, la tragedia o la falsit√† di una relazione mo ¬≠rale. L’insopprimibile coscienza di questo fatto non muove Hemingway fino alla violenza appassionata; ma lo avvelena e lo fa star male, e cos√¨ investe d’una qualit√† sinistra √Ę‚ÄĒ una qualit√† forse nuova nella narrativa √Ę‚ÄĒ la luce del sole e i verdi paesaggi estivi di The Sun Also Rises. Se dunque, co ¬≠me lamenta il Dodd, Hemingway √® opprimente, lo √® in quanto √® oppresso lui medesimo. E in lui √Ę‚ÄĒ nel magico cri ¬≠stallo della sua limpida incomparabile arte √Ę‚ÄĒ possiamo tro ¬≠vare l’immagine dell’oppressione di tutti.

14 dicembre 1927

(1) Questo impulso libertario doveva essere poi risvegliato in He ­mingway dalla guerra civile spagnola.


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2 Comments

  1. Commento by Felice Muolo — 20 Dicembre 2012 @ 19:02

    Il primo rigo e mezzo iniziali e il penultimo rigo finale ¬†bastavano per dire tutto quello che c’era da dire. ¬†

    Grazie del regalo, Bart. Buon Natale e Felice Anno Nuovo.  

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 20 Dicembre 2012 @ 19:25

    Buone Feste anche a te e famiglia.

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Bart