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LETTERATURA: I MAESTRI: Il Novecento fu fascista?

2 Luglio 2015

di Luigi Baldacci
[da ‚ÄúLa fiera letteraria‚ÄĚ, numero 4, gioved√¨, 25 gennaio 1968]

Un amico premuroso della verit√† ci fa osservare che sul n. 135 della Storia d’Italia edita dai Fratelli Fabbri
appa ¬≠re una valutazione assai dubbia del movimento di Stracitt√† che faceva capo a Massimo Bontempelli e aveva il suo organo ufficiale di esplicazione nella rivista 900: ¬ę Se quella di Stra ¬≠citt√† non era vera gloria, ma trionfo della piaggeria e del servilismo, altret ¬≠tanto fallimentare, almeno da un pun ¬≠to di vista pratico, era la situazione di Strapaese ¬Ľ. Prima di tutto vorremmo osservare che l’articolo sui movimenti culturali di Stracitt√† e di Strapaese, sul 900 di Bontempelli e sul Selvaggio di Maccari, √® svolto assai bene: se non altro dal punto di vista di un’informazione essenziale e di un’indagine tan ¬≠genziale (ai fini cio√® di una storia ci ¬≠vile d’Italia che tragga lumi e contri ¬≠buti dalla storia della cultura e delle idee letterarie); secondariamente, la frase in questione √® rivolta agli uomi ¬≠ni di Stracitt√† e non gi√† a 900 in quan ¬≠to rivista autonoma; terza considera ¬≠zione la detta frase √® un commento esplicativo (quasi in chiave di discor ¬≠so indiretto) di una canzoncina che appariva sul Selvaggio del 31 luglio 1934, quando 900 aveva chiuso le pub ¬≠blicazioni da cinque anni: ¬ę Alle ruote del tuo carro / non √® mancato il grasso n√© l’unto. / Feluca in testa e lauro al tabarro / t’hanno servito di tutto punto… ¬Ľ.

Niente di male, dunque. Eppure non ci sentiamo del tutto tranquilli. Trattandosi di una pubblicazione a ca ¬≠rattere divulgativo, non era forse male avvertire il lettore che l’accusa di piaggeria e di servilismo nei con ¬≠fronti del regime fascista non trova riscontro nei fascicoli di 900; o, perlo ¬≠meno, ha quel riscontro minimo e in ¬≠dispensabile che s’identificava nel do ¬≠vere di pagare un dazio ai gabellieri della censura: si veda, per esempio, – sul n. 5, l’articolo di Emilio Bodrero, La statua sepolta, che ripropone un tema che era nato col fascismo e che era, d’altra parte, continuamente rie ¬≠cheggiato dal Selvaggio: l’originalit√† italiana della rivoluzione fascista, lad ¬≠dove tutti gli altri partiti traevano ar ¬≠gomento da modelli stranieri.

Il redattore della Storia d’Italia ri ¬≠corda che gi√† dal 1927 II Selvaggio ave ¬≠va puntato su nomi quali Morandi, Carr√†, Rosai, De Pisis. Ma sulle pagi ¬≠ne di 900 si trovano anche, riprodotti, un disegno di Rosai e un’incisione di Carr√†. Considerazione che non √® anco ¬≠ra esauriente: bisognerebbe vedere quale era il Carr√†, quale il Morandi, quale il Rosai che II Selvaggio propo ¬≠neva. Certo non si trattava pi√Ļ del Carr√† o del Morandi metafisici, ma di artisti che erano gi√† rientrati nell’or ¬≠dine, che potevano produrre ancora cose valide, ma nell’ambito di un’eco ¬≠nomia nazionale e autarchica. Erano insomma quel Morandi e quel Carr√† che, consapevoli o meno, si avvicina ¬≠vano alla cifra del novecentismo pitto ¬≠rico, nato ancor prima di quello lette ¬≠rario bontempelliano, ma che ag√¨ in ogni modo su di esso e anzi ne costi ¬≠tu√¨ il solo coerente fondamento estetico. Il Carr√†, il Morandi, il Rosai pro ¬≠pugnati dal Selvaggio erano altres√¨ quelli che potevano trovare una giu ¬≠stificazione nel realismo magico di 900: ¬ę Per ora, i pittori che pi√Ļ attrag ¬≠gono i nostri gusti di novecentisti, che meglio corrispondono con la loro alla nostra arte, sono i pittori italiani del Quattrocento: Masaccio, Mantegna, Piero della Francesca. Per quel loro realismo preciso, avvolto in una atmo ¬≠sfera di stupore lucido, essi ci sono stranamente vicini ¬Ľ.

Oggi si parla molto affrettatamen ¬≠te di arte fascista; un certo gusto fascista, tra realistico e metafisico, fior√¨ anche fuori d’Italia, e bisogna ammettere che quando Bontempelli sosteneva che il novecentismo doveva diventare un fatto di costume, oltre ¬≠ch√© estetico, dava prova di una singo ¬≠lare astuzia. Il novecentismo era gi√†, o stava diventando, un fatto di costu ¬≠me, e Bontempelli aveva buon gioco a far credere che fosse 900 o fossero co ¬≠munque Masaccio, Mantegna, Piero della Francesca, ad averlo determinato.

Potremmo dire che le battaglie pi√Ļ belle contro un certo pompierismo culturale fossero state condotte da Soffici, ma non sul Selvaggio, bens√¨ molti anni prima, al tempo della Voce, tra il 1908 e il 1913 (si ricordi il volu ¬≠me di Scoperte e massacri), perch√© il ruolo di Soffici sul Selvaggio subir√† una paurosa involuzione di allinea ¬≠mento politico: e meno male che c’era Maccari a ristabilire l’equilibrio.

Cos√¨ pure, quando abbiamo letto, nello stesso articolo, che fu II Selvag ¬≠gio a opporsi, nel 1935, al disegno di far dipendere gli orientamenti cultu ¬≠rali dalle direttive politiche ( ¬ę Questa proposizione non √® da noi condivisa affatto. La politica √® frutto della cul ¬≠tura e non viceversa ¬Ľ), ci siamo subi ¬≠to ricordati di quanto Bontempelli as ¬≠seriva, non gi√† in 900, ma prima anco ¬≠ra nella Donna del Nadir (pagine rac ¬≠colte nel ’24 e ripubblicate nel ’28: nel pieno della polemica col Selvaggio): ¬ę L’Arte e la Filosofia possono ammi ¬≠rare, sotto un aspetto storico, e anche poetico, il potere politico; ma debbono fargli sentire sempre ch’esse non pos ¬≠sono essere soggette ad alcun potere di natura costituita e pratica; fargli capire che non si aiuta la Poesia ¬Ľ.

Ed √® un fatto: che n√© in 900 n√© in certi articoli coraggiosissimi scritti tra il ’36 e il ’38 Bontempelli si disco ¬≠sto mai da questo principio. E’ vero che nel n. 1 di 900 si riconosce la pre ¬≠cedenza della politica in quell’istitu ¬≠zione di costume novecentista alla quale si accingevano ora ¬ę l’arte e il pensiero puro ¬Ľ; ma si tratta di una precedenza cronologica e non gi√† di una dipendenza pratica. Su un punto almeno Bontempelli aveva le idee chia ¬≠re: il novecentismo non passava dalla politica alla cultura; esistevano bens√¨ tanti novecentismi paralleli: lettera ¬≠rio, figurativo, etico, politico e perfino religioso (il sentimento del mistero). Il che non significa certo negare che Bontempelli fosse, allora, fascista, n√© significa affermare che 900 abbia costi ¬≠tuito un’esperienza positiva in s√© o in funzione dell’opera futura di Bontem ¬≠pelli. In ogni modo dobbiamo ammet ¬≠tere che i nomi di Kaiser, di Joyce, di Ehrenburg avevano, in quella rivista, un loro senso, almeno simbolico.


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Bart