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LETTERATURA: I MAESTRI: In casa Fogazzaro

8 Agosto 2012

di Piero Nardi
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, domenica 7 giugno 1970]

A proposito della creatura che Tommaso Gallarati Scotti, nella sua biografia del Fogazzaro (1920), ha chiama ¬≠ta Elena, scrivevo nel mio Antonio Fogazzaro (1938): ¬ę Metter√≤ qui, pel biografo che sar√† un giorno autorizza ¬≠to a scoprire la carta coper ¬≠ta ¬Ľ, ecc. Nemmeno Ottorino Morra, avute in argomento le confidenze di una figlia del Fogazzaro, ha creduto, pub ¬≠blicando il suo libro sul Fo ¬≠gazzaro domestico (1960), fa ¬≠re il nome vero di quell’Elena. Il nome vero, e cio√® Felicitas Buchner, √® stato final ¬≠mente fatto dal Gallarati Scotti nella terza edizione del suo volume biografico (1963). Sicch√© Donatella e Leone Pic ¬≠cioni, autori dell’Antonio Fo ¬≠gazzaro edito adesso dalla UTET (L. 6200) hanno potuto pi√Ļ facilmente conseguire, nella parte pi√Ļ strettamente biografica del loro libro, quel ¬≠la ¬ę snellezza e sveltezza ¬Ľ, che avrebbero voluto maggio ¬≠re nell’Antonio Fogazzaro mio.

E in verit√†, proprio l’espediente della carta coperta, cui avevo dovuto ricorrere di fronte alle remore impostemi nei confronti delle confidenze venutemi dalla Buchner in ¬≠sieme all’autografo dell’in parte ancora inedito Libro dell’amore immortale, da lei ispirato al Fogazzaro e dal Fogazzaro a lei donato, non poteva non riuscirmi ostaco ¬≠lante.

Era la Buchner una signo ¬≠rina tedesca, istitutrice dei due nipoti acquisiti dal Fo ¬≠gazzaro come marito di Mar ¬≠gherita di Valmarana. E dac ¬≠ch√© la carta √® stata scoperta, credo non ci sia chi non veda quanto difficile resti identifi ¬≠care, senza chiamar in causa anche altre ispiratrici, la ¬ę tedeschina ¬Ľ (√® il termine usa ¬≠to dai Piccioni) con Elena del Daniele Cortis, concepito del resto prima ch’entrasse nel campo visivo del roman ¬≠ziere la Buchner, mentre √® ormai pacifico in quale no ¬≠tevole misura contribuisse alla formazione della Violet del Mistero del Poeta, cio√® dell’altra eroina identificata dal Gallarati Scotti con la Buchner, l’americana Miss Ellen Starbuch.

I due autori di questo nuo ¬≠vo Antonio Fogazzaro hanno saputo trar intelligente par ¬≠tito dallo scoprimento della carta coperta, cos√¨ da darci, in sede biografica, un pi√Ļ esplicito ritratto dell’uomo Fo ¬≠gazzaro fedele al culto della propria famiglia anche nel periodo di maggiore indulgen ¬≠za all’adulterio spirituale, e una pi√Ļ autentica fisionomia dell’artista Fogazzaro, grazie a una debita riduzione di quanto c’era di esclusivo o al ¬≠meno d’accentuatamente pre ¬≠minente nel risalto conferito dal Gallarati Scotti alla sua Elena.

Certo, anche se si prescin ¬≠da dall’elemento Buchner, √® venuta alla parte pi√Ļ stretta ¬≠mente biografica del libro, la seconda, e maggiore, intitola ¬≠ta, Fogazzaro, giorno per gior ¬≠no, un’esemplare linearit√†. Era naturale, d’altronde, che l’opera di decantazione, con risultati di pi√Ļ trasparente evidenza, fosse ai due autori facilitata dai contributi accu ¬≠mulati da quanti, affrontando per la prima volta taluni ar ¬≠gomenti, si sono trovati nella necessit√† di un lavoro di ri ¬≠cerca e di darne resoconto circostanziato e documentato per renderne pi√Ļ probanti i risultati.

Se nella parte pi√Ļ stretta ¬≠mente biografica i due autori hanno fatto soprattutto ope ¬≠ra di illuminazione, di chia ¬≠rificazione, d’organamento, e diciamo pure di divulgazione su materiali gi√† noti, nell’al ¬≠tra parte, quella con cui il libro si apre √Ę‚ÄĒ la minore ma pi√Ļ intensa, e, direi, la pi√Ļ nuova √Ę‚ÄĒ, hanno colmata una lacuna, rivelatasi solo da quando √® diventato possibile giudicare, grazie alla scienza del poi, in quale misura il Fo ¬≠gazzaro precorresse i tempi. Alludo al contributo d’idee, alle battaglie programmati ¬≠che, alle aspirazioni di rifor ¬≠ma, specie religiosa e politica, cui i due autori hanno finito col dare il maggior peso, pur presentando, come si doveva, il Fogazzaro non tanto come un fenomeno d’anticipazione razionale, quanto di profetica sensibilit√†. E ci hanno resi accettabili oggi, dopo Teilhard de Chardin e il Concilio Vati ¬≠cano secondo e la tematica della Democrazia Cristiana, accostamenti e apprezzamen ¬≠ti atti a giustificare la con ¬≠clusione che il Fogazzaro met ¬≠tesse in moto un n√≤cciolo ideologico ¬ę oggi pi√Ļ vivo che nei tempi in cui lo propose ¬Ľ, sicch√© ¬ę i personaggi dei suoi romanzi impegnati ideologicamente assomigliano a figure che proprio oggi sono agli onori della cronaca religiosa e politica ¬Ľ.

Resterebbe da dimostrare fino a che punto l’¬ę intratte ¬≠nimento e il fondo ideologico ¬Ľ (uso parole dei Piccioni) contribuissero a irrobustire o a indebolire il risultato della creazione artistica. Che i pro ¬≠tagonisti del Daniele Cortis e del Santo uscissero deformati da un insufficiente fondersi dell’uomo d’idee con l’uomo d’impulso, di sentimento, e di ¬≠ciamo pure d’azione, mi sem ¬≠bra resti palese. Questione di calcolare in che misura. Ma l’aver fondato questo libro su una messa in sordina, o alme ¬≠no a me pare, del problema della gestazione artistica e dei suoi risultati, mi sembra le ¬≠gittimo, condizionato come il libro era dalla finalit√† della collezione, La vita sociale del ¬≠la nuova Italia, cui si desti ¬≠nava.

Il Fogazzaro artista vi √® meno studiato, e valutato, nel ¬≠l’esercizio suo, che mostrato nella storia esterna e nella fortuna delle sue opere, e nel quadro dell’attivit√† letteraria del suo tempo, con raccostamenti a manifestazioni venu ¬≠te dopo, atti a rivelarlo anti ¬≠cipatore anche nell’ambito della creazione artistica. Notevole, l’accento posto non tanto sul Piccolo mondo an ¬≠tico, come d’uso, ma su tutto l’arco della produzione del narratore, attuando il ricupe ¬≠ro di quelle parti degli altri romanzi √Ę‚ÄĒ ¬ę quasi tutti falli ¬≠ti ¬Ľ quanto a unit√†, secondo i Piccioni √Ę‚ÄĒ le quali parteci ¬≠pano, e forse in maggior gra ¬≠do, del ¬ę rigor narrativo ¬Ľ ri ¬≠flesso dall’unica opera unita ¬≠ria, ch’√® appunto il Piccolo mondo antico. Notevole anche il riconoscimento della validi ¬≠t√† d’un linguaggio tutt’altro che da dilettante quale si √® creduto definirlo da quando veniva coniata per esso la fra ¬≠se ¬ę linguaggio da capostazio ¬≠ne ¬Ľ mentre pu√≤ considerarsi merito del narratore Fogazza ¬≠ro √Ę‚ÄĒ come osservano i Pic ¬≠cioni √Ę‚ÄĒ l’aver imboccata per primo la strada d’una sorta di plurilinguismo, della cui seriet√† lo stesso Contini gli ha dato atto.

Qualche motivazione al ¬≠quanto circostanziata sarebbe riuscita, penso, opportuna, sul ¬≠la drastica esclusione del Fo ¬≠gazzaro poeta, persuaso come sono che qualche cosa ci sia da salvare anche in quel cam ¬≠po, e proprio come anticipo di una espressivit√† lirica, come dire?, parlata, in tempi in cui imperavano il Carducci e D’Annunzio. Qualcuna delle poesie del Libro dell’amore immortale, per esempio, che ho gi√† fatte conoscere nella biografia e nel volume di Tutte le opere del Fogazzaro, potrebbe aiutare a dimo ¬≠strarlo.


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Bart