Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: I MAESTRI: Le leggendarie isole maltesi

2 Dicembre 2017

di Paolo Monelli
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, marted√¨ 25 agosto 1970]

DAL NOSTRO INVIATO SPECIALE

il Gozo, agosto.

Il nome Malta designa da secoli l’isola maggiore del pic ¬≠colo arcipelago che sta nel mezzo del Mediterraneo, a novanta chilometri dalla Sici ¬≠lia (Capo Passero) e trecen ¬≠totrenta da Tripoli: ed oggi lo Stato indipendente (dir√≤ in un altro articolo come va ¬≠da inteso questo attributo), composto delle isole di Mal ¬≠ta e Gozo, dell’isolotto di Comino, delle disabitate isolet ¬≠te di Cominotto √Ę‚ÄĒ che un canale separa da Comino √Ę‚ÄĒ e della F√¨lfola che sta per conto suo, tre miglia al largo della costa sud-ovest di Mal ¬≠ta. Cos√¨ sola ed erta, la sua roccia a picco del colore del mare che l’avvolge, potrebbe essere una Capri minore: fu certo abitata in tempi anti ¬≠chissimi perch√© vi si sono tro ¬≠vati frammenti di ceramica preistorica, e possiede an ¬≠ch’essa, come Capri la famo ¬≠sa lucertola azzurra dei Fa ¬≠raglioni, una sua esclusiva specie di lucertola, di color verde screziato di rosso. Ma chiss√† se sopravvive ancora questa lacerta filfolensis, da ¬≠to che l’isoletta √® da molti anni il bersaglio delle eserci ¬≠tazioni di tiro delle artiglie ¬≠rie britanniche, e sta andan ¬≠do a pezzi; dev’essere gi√† scomparso un uccello che non si ritrova in nessun’altra par ¬≠te del mondo e di cui mi han ¬≠no parlato anni fa quando venni a Malta per la prima volta, cos√¨ domestico che ve ¬≠niva sulle spalle e sulle mani dell’uomo.

Mi trovo in queste isole da una dozzina di giorni, sopraffatto da esperienze mol ¬≠te e contrastanti che non so ¬≠no ancora riuscito ad ordi ¬≠nare; perch√© dico subito che hanno un’attrattiva irresisti ¬≠bile, e sono diverse da ogni descrizione che se ne sia fat ¬≠ta da quando vi approdarono i Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme. Recano le testimonianze di una preisto ¬≠ria che risale a cinquemila anni fa. Vi giunsero per pri ¬≠mi i siciliani portando con s√© le famiglie, le sementi, gli animali domestici; e dopo centinaia di anni i loro discendenti svilupparono una raffinata cultura che aveva il culto degli antenati e teme ¬≠va gli d√®i. Quei primi mal ¬≠tesi erano industriosi e paci ¬≠fici: non avevano armi, igno ¬≠ravano l’uso dei metalli, ma cuocevano ceramiche dipinte con disegni sontuosi e bizzar ¬≠ri: vivevano in tende o in la ¬≠bili capanne; non conosce ¬≠vano la scrittura, ma sapeva ¬≠no costruire templi e scolpi ¬≠re e incidere sui muri imma ¬≠gini e figure fantastiche.

Si cerca di immaginarne la vita dai loro templi neolitici dissotterrati a cominciare dal secolo scorso a Malta e al Gozo. Opere colossali e per ¬≠fettamente finite, con mura ¬≠glie fatte di enormi monoliti ben levigati, con atri ed are e camere chiuse che comuni ¬≠cavano con l’esterno da un buco tondo nella parete da cui usciva la paurosa voce dell’oracolo: dalla semplice e solenne porta d’ingresso si va meravigliando per atri, per corti, fino alle aule dei sa ¬≠crifici ed al sacrario nell’ab ¬≠side, si salgono gradini fine ¬≠mente intagliati, si decifrano intagli sui muri, bovi, una scrofa che allatta tredici por ¬≠cellini. Non esistono in alcu ¬≠na altra parte del Mediter ¬≠raneo, di un’epoca cos√¨ re ¬≠mota, opere simili a queste.

A furia di whisky

Poi quella civilt√† misterio ¬≠samente scomparve, come mi ¬≠steriosamente era sorta. Ven ¬≠nero, nei tempi storici, colo ¬≠ni o invasori, amici o nemici, altre genti. I fenici, e fra questi i cartaginesi: i romani, i greci, gli arabi di Spagna, i normanni, gli svevi, gli an ¬≠gioini, gli aragonesi, predoni e razziatori di Barbaria e di Turchia: nel 1530 i Cavalieri gerosolimitani, e dall’ inizio dell’ ‘800 fino a sei anni fa, gli inglesi. Quale meraviglia se dopo tante vicende questi isolani non sanno spesso di ¬≠re che cosa siano, se europei o africani, se fenici o arabi o italiani; o britannici, da ¬≠to che sono sudditi fedelis ¬≠simi di Sua Maest√† Elisabet ¬≠ta II, regina del Regno Uni ¬≠to e di Malta?

E’ una storia gremita e ir ¬≠requieta, con personaggi illu ¬≠stri, con momenti epici o drammatici; vi fa naufragio sugli scogli di Selmunett al ¬≠la bocca della baia di Mellieha San Paolo di Tarso, e fa miracoli, e predica il Vangelo agli abitanti; nei cinque mesi dal maggio al settembre del 1565 Solimano il magni ¬≠fico attacca le ancora precarie difese dei Cavalieri con una flotta di duecento galeoni e quarantamila uomini e dopo 113 giorni, disfatto per terra e per mare, deve rinunciare all’impresa; regnano splendi ¬≠damente i Cavalieri per 268 anni finch√© sbarca al Gozo e a Malta Napoleone con cin ¬≠quantamila uomini, impac ¬≠chetta e spedisce via nel ter ¬≠mine di tre giorni il Gran Maestro e i suoi Cavalieri; ma si ribellano gozitani e maltesi al governo dei fran ¬≠cesi, esoso e predatorio, la guarnigione francese stretta d’assedio da terra e dal ma ¬≠re lascia Malta il settembre del 1800. E’ in mente a tutti il terzo assedio subito dai maltesi, durato tre anni, nel corso del secondo conflitto mondiale.

Traversie e vicende clamo ¬≠rose, e cronache curiose e quasi inedite; come fu, per esempio, che gli inglesi fece ¬≠ro piazza pulita degli avanzi della citt√† di Milita, capitale romana dell’isola, bevendoseli tutti. Non √® una metafora, se li sono trangugiati davvero, a furia di bicchieri di whisky. La storia l’ho gi√† raccontata, ma √® cos√¨ poco nota agli stes ¬≠si maltesi che mette il conto di ripeterla; e lo far√≤ ripor ¬≠tando le parole dell’illustre archeologo Roberto Paribeni. ¬ę …Non solo per le poderose opere di fortificazione erette dai Cavalieri marmi e pietre erano andate a far calce; ma nel secolo scorso gli inglesi con esempio che credo unico nella storia delle devastazio ¬≠ni delle cose antiche si sono bevuti la citt√† romana. Un bravo inglese infatti piantava intorno al 1880 non lungi dal ¬≠la Notabile una fabbrica di quelle acque gasose che so ¬≠no ad un inglese necessarie per ingurgitare whisky e sherry, e otteneva l’acido car ¬≠bonico gettando acido solforico sui marmi di M√©lita spezzati a piccoli frammenti

Ombelico del mare

Questa mia prima corri ¬≠spondenza √® datata dall’iso ¬≠la di Gozo, che generalmente appare poco di pi√Ļ o di di ¬≠verso da un ¬ę and Company ¬Ľ dopo il nome di Malta. Per due ottime ragioni. La pri ¬≠ma, che il Gozo ha una su ¬≠perficie che √® pressapoco la quarta parte di quella di Mal ¬≠ta, una settantina di chilo ¬≠metri quadrati, mentre l’isola principale ne ha circa 250, e 26.000 abitanti rispetto ai 300.000 in cifra tonda di Mal ¬≠ta. E quindi ho gi√† potuto visitarmela tutta; prima di tutto l’alta capitale Rabat (ribattezzata Vittoria dagli inglesi) assai pi√Ļ antica del ¬≠la Valletta di Malta, risalen ¬≠do al tempo di Roma, e l’ar ¬≠caica cittadella che l’incorona; e i templi neolitici detti dei Giganti, e il grotta t√† Calypso, la grotta di Calipso. E qui sottentra la seconda ragione; che al tempo di Omero la ditta era capovol ¬≠ta, Gozo e C.; anzi Omero Malta non la nomina mai, parla soltanto di Ogigia che √® il nome antico di Gozo: ¬ę giace l’isola Ogigia remota nel mare salato ¬Ľ (Odissea, VII, 244); e vi colloca la di ¬≠mora della diva Calipso che accolse Ulisse naufrago e lo trattenne presso di s√© sette anni, ¬ę in un’isola d’acqua cinta, dov’√® l’ombilico del ma ¬≠re ¬Ľ (Odissea, I, 50). I gozi ¬≠tani per antichissima tradi ¬≠zione indicano come abitazio ¬≠ne della diva una grotta sulla costa marina di nord-est che domina la rossa spiaggia del ¬≠la baia di Ramla. E alla leg ¬≠genda conviene credere, sfido storici e geografi a trovare nel Mediterraneo un’altra iso ¬≠la che possa essere definita meglio di questa l’ombilico del mare, collocata fra la Si ¬≠cilia, la Tunisia e la Tripolitania e ad uguale distanza dallo stretto di Gibilterra e dalle coste del Libano.

I turisti, che cominciano ad arrivare a schiere anche qui, si affacciano ad una vertiginosa ringhiera per cercar di scorgere fra la fitta vegetazione e una caduta di rocce l’ombra nera dell’antro, ascol ¬≠tano distrattamente le paro ¬≠le della guida che indica lo ¬≠ro un mucchio di massi sulla spiaggia color dell’oro √Ę‚ÄĒ il tetto della grotta rovinato se ¬≠coli fa √Ę‚ÄĒ; si distaccano im ¬≠pazienti dall’osservatorio e fanno ressa cinquanta metri pi√Ļ addietro intorno a certi ragazzini che offrono loro, tagliato dal frutto con un coltellino, il midollo dei fichi ¬≠dindia, la pianta pi√Ļ diffusa dell’isola; fichidindia sostitui ¬≠scono spesso i muretti a sec ¬≠co che delimitano i minuscoli campicelli, e ne custodiscono la preziosa zolla contesa alla roccia (dicono che i gozitani per secoli siano andati con le barche a prendersi la terra in Sicilia).

Per rispetto ad Omero, e perch√© l’isola del Gozo non mi dar√† pi√Ļ sorprese, comin ¬≠cio quindi da essa queste mie corrispondenze; e anche per una terza ragione. E’ celebra ¬≠ta in tutto il mondo la vit ¬≠toriosa difesa dell’isola di Malta contro i turchi, l’an ¬≠no 1565; ma ben pochi san ¬≠no che l’attacco di Solimano e la sua sconfitta √® soltanto un episodio, sia pure meri ¬≠tatamente definito il pi√Ļ im ¬≠portante e decisivo nella sto ¬≠ria del Mediterraneo, di una guerra che dur√≤ pi√Ļ di ven ¬≠t’anni, della quale i gozitani furono le prime vittime. Nel 1551 i turchi, respinti dalla Valletta, attaccarono con 150 galee il Gozo dopo aver fat ¬≠to guasto rovina di gran par ¬≠te dell’isola, s’impadronirono della Cittadella, ne trassero tutta la popolazione, seimila persone, in cattivit√† come schiavi. Esiste ancora presso la Cittadella la casa di un nobile siciliano, Bernardo Dopuo. che quando i difensori stavano per essere sopraffatti dai turchi uccise la moglie e le due figlie perch√© non ne cadessero preda, e combatt√© poi a lungo contro di essi, due ne uccise, molti fer√¨ fin ¬≠ch√© cadde colpito a morte sulla soglia della sua casa; ed √® ricordato nel nome di un’antica viuzza dentro la Cittadella, Triq (strada) t√† Milite Bernardo.


Letto 1255 volte.
ÔĽŅ

Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart