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LETTERATURA: I MAESTRI: Musil. Torna a casa l’uomo senza qualit√†

4 Agosto 2015

di Claudio Barbati
[da ‚ÄúLa Fiera Letteraria‚ÄĚ, numero 36, gioved√¨ 7 settembre 1967]

Musil aveva scritto, in una pagina dei diari: sar√≤ l’unico scrittore del quale non si troveranno opere postu ¬≠me. E nel ’36, quando erano gi√† usciti a Berlino i primi due volumi dell’Uomo senza qualit√†, pubblic√≤ presso un editore di Zurigo una raccolta di novelle e di pensieri sotto il titolo Nachlass zu Lebzeiten (Scritti postu ¬≠mi in tempo di vita), come a chiude ¬≠re in anticipo la partita con i biogra ¬≠fi, mantenendo alla lettera la singola ¬≠re promessa. Ma fu clamorosamente smentito dai fatti. Alla sua morte, i manoscritti inediti componevano un lascito di oltre diecimila carte: raccon ¬≠ti, annotazioni, abbozzi, prime stesure; quasi che Musil, con una estrema, im ¬≠prevedibile contraddizione, avesse vo ¬≠luto prendersi gioco della posterit√†, la ¬≠sciando ai critici che in vita lo ave ¬≠vano misconosciuto una mole di lavo ¬≠ro tale da scoraggiare la pi√Ļ agguerri ¬≠ta √©quipe di filologi.

Il meccanismo della rivalsa, sia pu ¬≠re in ritardo, ha funzionato egregia ¬≠mente. Proprio in questi giorni, a ven ¬≠ticinque anni dalla morte dello scrit ¬≠tore, lo ¬ę scandalo ¬Ľ delle sue opere inedite √® scoppiato sulla stampa vien ¬≠nese con la forza di un caso nazionale: i critici si battono il petto, gli intel ¬≠lettuali deplorano la paurosa indiffe ¬≠renza con cui l’Austria da almeno cen ¬≠t’anni si lascia depredare dei suoi in ¬≠gegni pi√Ļ alti, puntualmente ¬ę nazio ¬≠nalizzati ¬Ľ e condotti in trionfo altro ¬≠ve, e una fitta corrispondenza diplo ¬≠matica corre tra il ministero vienne ¬≠se della Pubblica Istruzione e l’isti ¬≠tuto Austriaco di Cultura a Roma. Pa ¬≠role d’ordine: recuperare gli inediti di Musil, a qualunque costo.

Il prezioso baule si trova infatti in Italia. Ne √® erede e custode il profes ¬≠sor Gaetano Marcovaldi, assai noto per i suoi lavori su Dante ma anche per alcuni importanti contributi agli studi di germanista: sono sue, ad esempio, le traduzioni degli scritti estetici di Wilhelm Humboldt e sua √® la voce su Humboldt dell’enciclopedia Trecca ¬≠ni. Manoscritti e taccuini di Musil fu ¬≠rono lasciati al professor Marcovaldi dalla madre Martha, che aveva sposa ¬≠to lo scrittore austriaco in terze nozze.

Com’√® noto, dopo l’occupazione dell’Austria da parte di Hitler, nel 1938, Robert Musil si rifugi√≤ dapprima in Italia, poi a Zurigo e infine a Gine ¬≠vra, dove rimase nel suo ritiro a Che- min de Clochettes fino alla morte, che lo colse, il 15 aprile 1942. La ve ¬≠dova, Martha Musil, dopo una breve permanenza negli Stati Uniti presso Annina Rosenthal, la figlia nata dal primo matrimonio, decise nel ’47 di trasferirsi in Italia e di andar a vi ¬≠vere nella casa di Gaetano Marcoval ¬≠di, figlio del suo secondo marito. Due anni dopo, a Roma, Martha Musil mo ¬≠riva, lasciando a Gaetano il grosso baule contenente le carte e i taccui ¬≠ni dello scrittore, ancora quasi del tutto sconosciuto.

Gi√† in precedenza, poco dopo la scomparsa dello scrittore, Martha Mu ¬≠sil si era adoperata con passione per assicurare la sorte di quegli inediti. Aveva cominciato col rivolgersi a Fritz Wotruba, il giovane scultore au ¬≠striaco, uno degli amici di Musil du ¬≠rante l’esilio ginevrino, affidando al ¬≠le sue cure i manoscritti del marito. Ma alla ricostituzione dell’Austria, quando il presidente federale Renner lo    invit√≤ a ritornare in patria, Wotru ¬≠ba non ritenne prudente portare con s√©, in quel momento, nell’Austria qua ¬≠dripartita, la raccolta degli inediti.

Rientrato in Austria, tuttavia, Wo ¬≠truba non cess√≤ di occuparsi degli ine ¬≠diti dell’amico scomparso. Per anni, con interventi sempre pi√Ļ pressanti, cerc√≤ di interessare alla causa delle opere postume di Musil circoli sem ¬≠pre pi√Ļ larghi di intellettuali.

Il 18 febbraio di quest’anno, un ar ¬≠ticolo apparso sul maggior quotidiano viennese, Die Presse, rendeva di pub ¬≠blica ragione la vicenda dei mano ¬≠scritti, sollecitando un intervento go ¬≠vernativo. Chieda ufficialmente l’Au ¬≠stria al professor Marcovaldi di met ¬≠tere i manoscritti a disposizione degli storici della letteratura; si dichiari fi ¬≠nalmente lo Stato competente all’ac ¬≠quisto di tali opere.

Com’era prevedibile, nel clima di tensione determinato dalla controver ¬≠sia altoatesina, l’articolo suscit√≤ vivo scalpore. Qualche giorno dopo, in una lettera al giornale, il ministro federa ¬≠le dell’istruzione si giustificava dinan ¬≠zi alla pubblica opinione precisando che in realt√† fin dal novembre del 1966 erano in corso delle trattative per l’acquisto tra l’istituto Austriaco di Cultura a Roma e il professor Marco ¬≠valdi; tali trattative erano tuttavia ¬ę condizionate da una serie di circo ¬≠stanze che consigliavano molta cau ¬≠tela e un’attenta preparazione dei con ¬≠tatti, dovendosi ovviamente tener conto delle reazioni psicologiche ai fatti del Sud Tirolo, che rendevano per il momento assai difficili le rela ¬≠zioni austro-italiane ¬Ľ.

Chi pi√Ļ degli altri ha fatto le spese della polemica √® stato il professor Marcovaldi, descritto in molti casi co ¬≠me un guardiano geloso o un esoso speculatore. La verit√† √® tutt’altra. Ger ¬≠manista egli stesso, il vecchio profes ¬≠sore ha avuto l’onest√† intellettuale di non valersi del suo privilegio per monopolizzare le ricerche sui mano ¬≠scritti in suo possesso e la cura della loro pubblicazione. Ha anzi agevolato in tutti i modi √Ę‚ÄĒ le testimonianze al riguardo sono numerose √Ę‚ÄĒ i ricerca ¬≠tori seri che intendevano dedicarsi allo studio di Musil.

Fra questi studiosi sono da citare in primo luogo Eithne Wilkins, un ger ¬≠manista di Oxford, e il viennese Ernst Kaiser, compagno di Musil durante l’esilio ginevrino. Da quindici anni Wilkins e Kaiser, ritenuti oggi i mag ¬≠giori esperti dell’opera di Musil si de ¬≠dicano a portare in luce il tesoro de ¬≠gli inediti. La fortuna letteraria di Musil cominci√≤, in pratica, da un loro articolo apparso sul Times Literary Supplement nell’ottobre 1949. Quattro anni dopo l’Universit√† di Londra inca ¬≠ricava i due studiosi di condurre ri ¬≠cerche sistematiche sull’opera di Mu ¬≠sil: da queste indagini doveva nascere il         fondamentale Robert MusilEine Einf√ľhrung in das Werk pubblicato a Stuttgart nel 1962. Si devono inoltre a Wilkins e Kaiser la versione inglese del Mannes oline Eigenschaften, del T√∂rless e dei racconti, e la supervi ¬≠sione al testo italiano dell‘Uomo sen ¬≠za qualit√†, pubblicato da Einaudi tra il ’61 e il 62.

Una vera leva di studiosi di Musil √® poi quella cresciuta a Tubinga in ¬≠torno al germanista Friedrich Beissner: tra essi, Wilhelm Bausinger, mor ¬≠to assai giovane dopo aver dato un de ¬≠cisivo apporto di studi a una edizione storico-critica del capolavoro musiliano, Karl Corino ed Elisabeth Albertsen, che appunto a Roma hanno in gran parte compilato il loro catalogo di tutte le opere postume. Sulle carte custodite da Marcovaldi comincer√† presto a lavorare anche un altro gio ¬≠vane filologo, proveniente dalla scuo ¬≠la viennese del professor Seidler. E troppo lungo sarebbe ricordare i mol ¬≠ti studiosi che lo scrittore di Klagenfurt conta in Italia. Basti dire che un convegno sull’opera di Musil promos ¬≠so a Bari nel ’66 dall’istituto Austria ¬≠co di Cultura si risolse in un plebisci ¬≠to entusiastico, conducendo all’inatte ¬≠sa scoperta che gli appassionati di Mu ¬≠sil sono, nel nostro Paese, ancor pi√Ļ numerosi dei devoti di Stendhal o di Proust.

Probabilmente, al fondo di tutta la storia, gioca un comprensibilissimo ¬ę spirito di riparazione ¬Ľ. Tra i Paesi europei, l’Austria √® quello che ha sco ¬≠perto Musil per ultimo, e la scoperta non avrebbe potuto essere pi√Ļ casua ¬≠le. Durante una visita d’ufficio all’Expo di Bruxelles del 1958, il Landeshauptmann del dipartimento di Karnten venne per caso a sapere che L’uomo senza qualit√† era stato dichia ¬≠rato ¬ę libro dell’anno ¬Ľ. Ma questo Ro ¬≠bert Musil, si chiese stupefatto, non era uno di Kiagenfurt? Tornato in Au ¬≠stria, si fece promotore di un Archivio di Musil a Klagenfurt.

L’Austria vuol riparare al suo debi ¬≠to nei confronti di Musil. Dopo aver ¬≠ne amareggiato l’esistenza e ignorato per decenni l’opera letteraria, oggi lo esalta, gli tende le braccia, gli spalan ¬≠ca le porte: ¬ę Le sue opere postume devono ritornare a casa ¬Ľ, si legge nei titoli dei giornali. Non √® improbabile, comunque, che alla fine prevalga il buon senso e che la polemica intorno alle ¬ę carte romane ¬Ľ si concluda, co ¬≠me gi√† qualcuno ha timidamente sug ¬≠gerito, con l’istituzione di una fonda ¬≠zione austriaca a Roma, destinata al ¬≠la conservazione e allo studio della grande eredit√† letteraria di Musil.


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Bart