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LETTERATURA: I MAESTRI: Nabokov. La vita in un fiammifero

26 Luglio 2016

di Carlo Quintavalle
[da ‚ÄúLa fiera letteraria‚ÄĚ, numero 34, gioved√¨ 24 agosto 1967]

Limone, agosto

Lo credono un pescatore a causa del retino. Vladimir Nabokov, l’auto ¬≠re di Lolita, cerca farfalle sul colle di Tenda. Da Limone, con lo sky lift sa ¬≠le sulla montagna. Poi va su a piedi, per i sentieri, mentre una vena a ¬ę V ¬Ľ sulla fronte pulsa per lo sforzo. Indossa un pullover, una camicia di flanella leggera, pantoioni beige di cavalry. Ha l’aspetto di un universitario anglosassone. Meccanicamente, con

lo ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† sguardo classificatore, salendo, di ¬≠stingue gli insetti posati sulla flora al ¬≠pina: una ¬ę bombice dispari ¬Ľ (Liman ¬≠tria dispar. L., come con automaticit√† ricorda nel codice di Linneo), una ¬ęaporia del biancospino ¬Ľ (Aporia cra- taegi), un ¬ę perdilegno ¬Ľ (Cossus ligniperda, la cui femmina proprio in luglio introduce le uova nelle cortec ¬≠ce dei pioppi). Esemplari comuni. Senza far caso alle palpitazioni del vecchio cuore affaticato dalla salita affretta il passo. Poi ci ripensa. Gira intorno a un cespuglio col retino al ¬≠zato. Resta immobile, finch√© l’aporia, incuriosita dal colore del pullover, si avvicina. L’acchiappa con un colpo deciso. La ripone nella borsa di pelle infilata alla cintura.

Il sole √® alto. Da certi punti lo sguardo scende sulle vallette, le pra ¬≠terie, le malghe, i boschetti declinan ¬≠ti in scorci cinematografici; da altri il panorama √® quello riprodotto nelle cartoline del tabaccaio di Limone: l’azzurro intenso, il verde pisello, il turchese del cielo, della vegetazione, dei laghetti alpini; la pianura grigia, col bordo rialzato verso il mare. Nel ¬≠le cartoline non c’√® traccia dell’atmo ¬≠sfera tersa che affina il giudizio e lo assimila alle sensazioni: le brezze fre ¬≠sche come alito infantile, il mormorio delle sorgenti, il frullo d’ali di un uc ¬≠cello, il ronzio degli insetti. Come in ¬≠cantato, quass√Ļ si sente che la mon ¬≠tagna ha un ordine particolare: con la luce il ciclo delle ore regolate dal so ¬≠le, dei giorni, delle stagioni; con le tenebre la magia dell’immaginazione. L’ordine naturale sembra imporsi per ¬≠sino allo Stato. A Tenda il confine at ¬≠traversa un tunnel. Dalla parte italia ¬≠na il tunnel √® chiuso da un cancello.

¬ę E’ bizzarro ¬Ľ, mi dir√† poi in alber ¬≠go a Limone, bevendo gin and tonic con la moglie Vera. ¬ę Possono esserci farfalle d’aspetto identico, gli stessi colori, lo stesso disegno, ma che ap ¬≠partengono a specie diverse ¬Ľ. Il sacri ¬≠ficio dell’aporia alla sua curiosit√† per le metamorfosi naturali, dalla pavonia all’uomo, il nesso vivo per lui fra entomologia e letteratura, riflette un’ombra nell’occhio baltico. ¬ę S√¨… ¬Ľ, ripete solo per terminare il pensiero, neutrale, affidando la persuasione al concetto. ¬ę A forme uguali corrispon ¬≠dono diverse strutture ¬Ľ. (Da bruco la pavonia, Saturnia pyrix, √® grosso e vistoso, verde e giallo con segmenti picchiettati di tubercoli azzurri muni ¬≠ti di spinuzze e setole nere). Il con ¬≠cetto implica che la metamorfosi pos ¬≠sa essere determinata da un impe ¬≠rativo naturale forte come le nostre passioni.

Ha usato un vocabolario critico mo ¬≠derno: tema, struttura, voci da teoria letteraria. Ma dietro la voce ritrovo il puntiglio per il fatto, la meravi ¬≠glia per le leggi, per il gusto d’in ¬≠terpretar le analogo al gusto di Marcel Proust per la ¬ę mad√©leine ¬Ľ. La memo ¬≠ria √® aristocratica, una forma elegan ¬≠te. L’evocazione √® un potere quasi so ¬≠vrannaturale. La memoria √® l’unico potere sovrannaturale dell’uomo. Dal ¬≠l’evocazione ritorna la vita come nella sua pagina tornano i fiammiferi che Il generale Kuroppatkin, comandante supremo dell’esercito russo in Orien ¬≠te, allinea orizzontalmente dicendogli, nel salotto materno quando ha quat ¬≠tro anni: ¬ę Ecco il mare calmo ¬Ľ e poi dispone a zig zag dicendogli: ¬ę Ecco la tempesta ¬Ľ e, durante la rivoluzione, quindici anni dopo, il fiammifero che lo stesso generale, travestito da men ¬≠dicante, chiede casualmente al padre per strada. E lui scriver√† con ironia: ¬ę I fiammiferi… L’individuazione di questi sviluppi tematici che corrono nella vita di un individuo dovrebbe essere, a parer mio, il vero scopo del ¬≠la biografia ¬Ľ.

Con la moglie Vera abita al Grand Hotel Cita, al centro del villaggio tu ¬≠ristico, una verruca di cemento, pia ¬≠nelle e casermoni sul paesaggio di montagna. In una stanza sono collo ¬≠cati alcuni strumenti: microscopi e ipiodometri, una scatola di metallo con una parete di vetro smerigliato il ¬≠luminata dall’interno, come nei gabinetti radiologici per leggere le lastre. Lo scrittore vi si ritira dopo colazio ¬≠ne Con gesti precisi, aiutandosi con le pinzette, stende le quattro ali dell’aporia sul vetrino, aggiusta il fuoco delle lenti, applica l’occhio al micro ¬≠scopio per lunghi minuti. Sulla parete sono appuntate alcune tavole con de ¬≠gli ingrandimenti, le carte geografiche delle farfalle. Non so quale particola ¬≠re stia verificando, quale farfalla stia cercando. Vi accenner√† la sera, bevendo ancora gin and tonic, registran ¬≠do che alle undici i bambini dei vil ¬≠leggianti sono svegli. Citer√† l’opera delle farfalle mediterranee di uno stu ¬≠dioso il cui cognome, che ho avuto il torto di non annotare, termina con una i, una doppia zeta e un’altra i, izzi. E’ un’opera che ha in mente di completare.

Alle passeggiate in montagna e al laboratorio si aggiungono le gite in auto, studiato il calendario per evitare il traffico dei giorni festivi. L’auto, una Mercedes guidata dalla mo ¬≠glie, √® fonte di malessere. Il figlio trentenne √® pilota a Monza. Il figlio √® ai primi posti di una gerarchia affetti ¬≠va che comprende i superstiti del leg ¬≠gendario universo, confermato da Pasternak, della Russia presovietica. So ¬≠no gli amici cui a difetto della fortuna attribuisce gli onori dell’intelligenza. Per loro, per la loro lingua, ha termi ¬≠nato la traduzione del libro che gli √® pi√Ļ caro in russo, spedendo le bozze revisionate all’editore di New York dall’ufficio postale di Limone. Le se ¬≠quenze della spedizione, atto conclu ¬≠sivo di una lunga fatica, sono colora ¬≠te dall’epica dell’avventura. I volumi della realt√† fissano quantomeno certe proporzioni, le storicizzano. Intorno a un eccesso di peso di 450 grammi, ri ¬≠dotto poi a 150, vive l’avventura della coppia alle prese con la realt√† quoti ¬≠diana, l’itinerario Limone-New York, le rigidit√† del regolamento postale, le flessibilit√† della gerente dell’ufficio di Limone, amabile con i forestieri.

La sua fama turba il personale del ¬≠l’albergo e i villeggianti intrufoloni, certo perch√© alza il tono della locali ¬≠t√†, non per ragioni artistiche. Il turba ¬≠mento si esprime con punti interro ¬≠gativi indeterminati, tracce di sensua ¬≠lit√† negli sguardi curiosi di un se ¬≠greto che non esiste, rivelato ormai nei libri, rivelato nel puntiglioso ri ¬≠torno biografico sulla rivoluzione d’ot ¬≠tobre, sulla vita del centroeuropa fra le due guerre, sulle ragioni della scelta degli Stati Uniti come patria e di Montreaux come residenza. A Li ¬≠mone non c’√® una vera libreria. Il ta ¬≠baccaio si √® rifornito soprattutto dei suoi romanzi, ora in mostra fra siga ¬≠rette e giornali. Con un rigido control ¬≠lo della privacy, lo scrittore si difen ¬≠de dalle indiscrezioni, in blanda pole ¬≠mica con le interpretazioni approssi ¬≠mative. E’ la stessa polemica che lo oppone agli ambienti letterari in Ita ¬≠lia e in Francia, dove √® situato pi√Ļ volentieri nel ¬ę luna park ¬Ľ del caso letterario che nelle antologie.

Amare Robbe-Grillet, affermare un nesso fra entomologia e letteratura fa parte di questa polemica. ¬ę Chiss√† come mai ¬Ľ, dice, ¬ę i greci e i romani non capivano nulla di entomologia, bench√© osservassero con attenzione la natura. Consideravano le farfalle solo un ornamento. A Tarquinia ho identi ¬≠ficato la specie di un esemplare illu ¬≠strato in una tomba: Acherontia atropos, secondo la definizione di Linneo. Inspiegabilmente per√≤ i romani igno ¬≠ravano perfino le mutazioni del bru ¬≠co in crisalide e in farfalla ¬Ľ. Come un appassionante argomento di medita ¬≠zione, il quesito si aggiunge a quello sulle inspiegate mutazioni formali senza modificazioni di struttura.

Spiega di essere un entomologo con un passato di scrittore. La diffusione dovuta al successo ha operato la vol ¬≠garizzazione della sua esperienza for ¬≠se ferendolo e costringendolo a ripie ¬≠gare, quasi circolino per il mondo mi ¬≠gliaia di ambigui curriculum, tanto svisanti quanto le interpretazioni dei lettori. Tributo alla letteratura, ricono ¬≠sce di studiare la relazione fra la scre ¬≠ziatura multicolore della pavonia e il sistema genitale dei lepidotteri, pour l’amour de l’art, come studia e descri ¬≠ve l’uomo arricchendone la fenome ¬≠nologia. Afferma che la guida per le farfalle e la letteratura √® la medesi ¬≠ma, infastidendosi se, per quest’ultima, essa √® identificata con una meto ¬≠dologia troppo invadente, l‘√©cole du regard, pertanto congenere. Alle vol ¬≠garizzazioni del pubblico unisce le semplificazioni della critica nell’ob ¬≠brobrio della confusione.

Nel ¬ę luna park ¬Ľ dei casi letterari, nei boccali, in vetrina, c’√® posto per la mostruosit√†. Nabokov accredita il suo caso per difendersi, cos√¨ desidera far credere di essere dotato dell’abi ¬≠lit√† del grande campione di scacchi, prodigioso per gli innesti delle performances della memoria sulla gran ¬≠de tradizione letteraria. Cio√® tenta, pur di preservarsi, un’operazione mi ¬≠metica. Anche se a volte la sua verit√† non coincide con la verit√† effettiva. I fiammiferi bruciati non reggono l’im ¬≠palcatura da lui costruita. Accadde a Nizza nella hall di un grande alber ¬≠go, il Negrescu, non molto tempo fa. Affermava di essere stato in quell’al ¬≠bergo nel 1905, accompagnato dal pa ¬≠dre. Era vanitoso della sua memoria.

Il petulante riferimento all’infanzia dorata √® uno degli elementi della mi ¬≠mesi, un’illusione. Ritrovava i saloni con gli specchi impero, le moquettes, le livree. Ma il Negrescu era stato costruito nel quattordici.

 


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Bart