Ridolfi e il suo Machiavelli

di Vittore Branca
[dal “Corriere della Sera”, giovedì 7 agosto 1969]

L’idea « biografica » della storia, e particolarmente della storia letteraria, è pre ­sente in tutta la cultura del grande razionalismo europeo: e vien fatta nel ‘700 vigoro ­samente italiana dal Porcia, dal Conti, dal Vico (indotto proprio dal Porcia a scrivere la sua stessa Vita). Nello sfor ­zo di rendere scientifica an ­che la conoscenza dell’uomo e dell’umanità quei letterati propongono come esemplare l’impostazione naturalmente « sperimentale » della biogra ­fia, nel senso stesso in cui Cartesio aveva narrato nel Discours de la méthode la pro ­pria esperienza intellettuale.

Ma se quella rigorosa ed energica teorizzazione porta al ­lora a tutta una serie di gran ­di lavori (e basti pensare a quel monumento che sono gli Scrittori d’Italia del Mazzuchelli), la cultura italiana dei secoli seguenti è avarissima â— specialmente al confronto di quella francese o inglese â— di vite dei suoi « eroi » nei vari campi. E’ passato anche il centenario dantesco, ma una buona biografia di Dante non c’è; si approssima quello del Petrarca, ma se non fosse per l’impegno di un americano, il Wilkins, una vita del Petrar ­ca mancherebbe ancora.

Fortunati sono soltanto i grandi del Rinascimento fio ­rentino che hanno avuto la sorte di ritrovare nel Nove ­cento uno dei loro, uno che nella loro stessa vita vive e si riconosce: cioè quell’auten ­tico uomo e scrittore rinasci ­mentale che è Roberto Ridolfi. Savonarola, Machiavelli, Guicciardini: tre biografie e tre capolavori di interpreta ­zione umana, di ricostruzione storica, di evocazione artisti ­ca in una prosa insieme clas ­sica â— del classicismo toscano che va da Dante al Capponi e al Carducci â— e modernis ­sima per l’aria fresca e viva che sempre vi circola. Tre ca ­polavori anche per l’acribia della ricerca (« meglio che i pensamenti valgono i docu ­menti ») e per il rigore di un metodo che dalle minime no ­tizie sa risalire alla vita e ai suoi grandi sensi. Sembra che veramente il Ridolfi abbia fat ­to sua la regola che il padre del « genere », Francesco Ba ­cone â— acutissimo machiavel ­lista anche lui â— aveva det ­tato nel suo De dignitate et augmentis scientiarum (II 7), e che quei nostri letterati set ­tecenteschi, per bocca del Bacchini, avevano innalzato a modulo assoluto: «E’ neces ­sario che nelle biografie sia ­no composte e articolate non meno le azioni leggere e fu ­tili che quelle gravi e decisive, non meno le piccole che le grandi, le private che le pub ­bliche: proprio queste alter ­nanze rendono vive e fedeli le narrazioni storiche e dan ­no loro un carattere veramen ­te esemplare ».

*

La nuova edizione â— rivista a fondo e molto accresciuta â— della mondialmente fortu ­natissima Vita di Niccolò Ma ­chiavelli (ed. Sansoni, voli. 2. pp. XII-610, L. 10.000) è in ­sieme il più bel dono per que ­sto quinto centenario (finora celebrato in modo così timi ­do e strano) e il più bel frut ­to del Ridolfì scrittore e bio ­grafo. Ha ragione l’autore a proclamare a viso aperto che questo è « uno dei due libri cui vuole più bene »: e a sog ­giungere « Noi fiorentini sia ­mo formati di un galestro pe ­troso e sottile, sciolto e diffi ­cile. E perché sembra che sia più facile intendersi fra uo ­mini nati dalla stessa zolla, sotto lo stesso cielo, m’è venu ­to voglia di scrivere questo libro su quel fiorentino quin-tessenziato che fu Niccolò Ma ­chiavelli ». Il Ridolfi â— anche lui « fiorentino quintessenzia-to » e che della fiorentinità tende a fare una categoria psicologica â— legge sì scrupo ­losamente i documenti ma ­chiavelliani linea per linea, ma sa anche leggere nelle interlinee e divinare le im ­pronte e le confidenze più se ­grete dell’uomo Machiavelli.

E’ questo l’aspetto più affa ­scinante della massima narra ­zione biografica del Ridolfi, ricchissima anche di nuove notizie e di vere rivelazioni (ad esempio, l’utilizzazione del suggestivo diario del padre, Bernardo; i dati ora scoperti per gli ultimi oscurissimi mesi passati in Cancelleria nel dolo ­roso 1512; la composizione del Principe; il restauro dei testi e la nuova cronologia e ambien ­tazione per le commedie, già illustrate altra volta su queste colonne; lo spostamento delle conversazioni negli Orti Oricellari dal 1515 al 1517; i teneri rapporti con Barbara cantatrice forse destinataria della Cli ­zia; lo stoicismo della sua cre ­scente amicizia per il Guicciar ­dini).

Riesce cosi a comporsi e a campeggiare un profilo forte ­mente caratterizzato e insieme un arioso ritratto tutto d’ani ­ma; una figura di eroe che illumina i tempi, e un affresco storico in cui l’eroe si definisce e si fa comprendere. « Io nacqui povero e imparai prima a stentare che a godere » è l’epigrafe autobiografica di una vita spesso umiliante e umiliata così nelle vicende personali come nella agonia di una civiltà.

*

Il Ridolfi segue puntual ­mente il Machiavelli dalla scuola di grammatica a pié del ponte Santa Trinita (dove Niccolò si recava a 7 anni, ve ­stito di «panno garbo tanè tintillano » come i ragazzi de ­gli affreschi del Ghirlandaio e del Gozzoli) fino alla morte forte e cristiana («lasciossi ­confessare le sue peccata da frate Matteo ») e riesce così, meglio di altri studiosi, a in ­terpretare anche con chiarez ­za e con organicità il pensiero e l’azione del Segretario fio ­rentino. Ogni singolo suo scritto, infatti, non può esser studiato astrattamente e per se stesso come l’opera di un pensatore solitario. Va inteso anzitutto in rapporto con la situazione storico-personale da cui è sorto e con i concreti problemi â— anche « particulari » â— che in quel determi ­nato momento assillavano l’au ­tore. Come già aveva intuito il Cuoco (il Machiavelli « de ­rivò la politica non tanto dal ­la ragione universale del retto e del giusto, quanto dai fatti che aveva veduto ») è vano perciò ricercare una concor ­danza tra affermazioni fatte in situazioni del tutto diverse, determinatesi in quegli anni drammatici e decisivi per la servitù d’Italia (ad esempio fra il repubblicanesimo dei Discorsi e il cesarismo del Principe).

La ricostruzione appassio ­nante delle vicende e delle oc ­casioni dell’uomo permette così di comprendere a fondo anche lo statista e il pensatore. Il politico senza scrupoli â— ese ­crato insieme dai gesuiti e dai calvinisti â— e l’hegeliano esal ­tatore dello stato tiranno, il precursore dell’unità italiana mitizzato dai nostri patrioti (a cominciare da un altro Ri ­dolfi, Angelo) e il bersaglio delle querele puritane anglo ­sassoni o desanctisiane, il teorizzatore marxista o soreliano della violenza rinnovatrice della società e il teorico delle « classi dirigenti » identi ­ficato dal Pareto e dal Mosca: tutte queste visioni parziali e deformatrici trovano insieme una spiegazione e un supera ­mento assoluto nella visione pluralistica ma unitaria che della personalità del Machia ­velli presenta il Ridolfi.

E’ un Machiavelli « tragico e comico » insieme (come egli stesso si definiva), che persi ­no nel « ghiribizzo » della Mandragola vuole riflettere drammaticamente la fine del ­le libertà italiane; che sotto la maschera scettica e cinica, parte essenziale del suo perso ­naggio, nutre un’etica altissi ­ma e un’intima coscienza cri ­stiana spiegata risolutamente nella Esortazione alla peni ­tenza; che mentre ostenta un realismo politico apparente ­mente brutale è proclamato da un autorevole collega della Signoria « el maggior profeta che avissino mai gli Ebrei o altra generazione »; che sem ­bra il teorizzatore del succes ­so come unico elemento di giu ­dizio politico e invece, come scrisse il Meinecke, enuncia « una dottrina che rimase piantata come una spada nel ­la coscienza politica e morale delle generazioni »; che sogna e persegue la formazione di milizie cittadine ma è anch’egli « profeta disarmato » come l’ammiratissimo Savona ­rola.

« Si vedeva in lui essere due persone diverse, quasi con im ­possibile congiunzione con ­giunte »: queste parole, usate dal Machiavelli per Lorenzo il Magnifico, devono essere lette quale confessione autobiogra ­fica, come suggerisce anzi co ­me documenta suggestivamen ­te il Ridolfi.

Visto 11 volte, 1 visite odierne.