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LETTERATURA: I MAESTRI: Variazioni sulla libertà

1 Ottobre 2011

di Virgilio Lilli
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, marted√¨ 18 novembre 1969]

Il problema della libert√† √® dalla notte dei tempi il pro ¬≠blema della societ√†. Teorica ¬≠mente, se l’uomo fosse solo, singolo, unico abitante della terra, tale problema non si porrebbe. Ma l’uomo solo √® impensabile. Il limite della sua solitudine √® costituito dal ¬≠la coppia del maschio e della femmina. E basta una simile societ√† embrionale a porre il problema della libert√† dei due singoli elementi che la com ¬≠pongono: la libert√† individua ¬≠le dell’uomo e la libert√† indi ¬≠viduale della donna. Per in ¬≠staurare la libert√† nella loro societ√† √® necessario porre delle regole, cio√® delle norme che regolino il godimento della li ¬≠bert√† da parte dell’uno senza mortificare l’uso della libert√† da parte dell’altra e viceversa.

 

La libert√† √® quindi un pro ¬≠blema di rapporti, si potrebbe dire pi√Ļ schematicamente che √® essa stessa un rapporto. Es ¬≠sa non √® un fatto in se stesso, meccanico; non √® come la de ¬≠fin√¨ Hobbes, per esempio, la absentia impedimentorum motus, e cio√® la assenza di ci√≤ che ostacola lo scorrere e la vita dei fenomeni. Al contra ¬≠rio essa potrebbe definirsi co ¬≠me il congegno che ponendo dei limiti alla libert√† assoluta e meccanica del singolo tu ¬≠tela la libert√† dei singoli.

 

*

 

Nelle societ√† arcaiche, teo ¬≠cratiche, il gestore assoluto della libert√† dell’uno che con ¬≠culcava le libert√† dei pi√Ļ era il Dio. La libert√† individuale era asservita al Dio, al so ¬≠prannaturale. Per conto del Dio, il sacerdote o lo strego ¬≠ne o il capotrib√Ļ in qualit√† di monarca investito della ca ¬≠rica dal Cielo, incarnando la autorit√† del Dio, monopoliz ¬≠zava la libert√† dei componenti della societ√†. La prima limi ¬≠tazione dell’uso della libert√† √® quindi d’ordine non fisico bens√¨ metafisico, in senso religioso.

 

Nelle societ√† meno arcai ¬≠che, affrancatesi per qualche verso dalla struttura teocrati ¬≠ca, la libert√† √® attributo d’or ¬≠dine paternalistico. Il re non √® pi√Ļ l’incarnazione del Dio, √® l’incarnazione del padre. Un padre-sovrano, che esercita il monocomando sui sudditi-fi ¬≠gli. In altri termini √® la mo ¬≠narchia assoluta in forme pi√Ļ o meno elaborate sotto la ve ¬≠ste benevola ma allo stesso tempo tirannica, ripeto, del paternalismo. La seconda forma di limitazione della libert√† individuale √® quindi di ordine totalitario, tirannico.

 

In seguito, dalle prime so ¬≠ciet√† apparse sulla terra a quelle attuali, ogni organismo che riduce e mortifica le li ¬≠bert√† individuali partecipa di queste due componenti radi ¬≠cali: la componente religiosa e la componente totalitaria. Molto spesso esse si intreccia ¬≠no al punto da confondersi. Teocrazia e mono-comando, comunque, si legittimano vi ¬≠cendevolmente anche quando hanno le apparenze di com ¬≠battersi. A questo scopo esse adottano moduli di natura moralistica, o meglio paramorale, pseudomorale: il fidei ¬≠smo dogmatico mostra di di ¬≠fendere nel totalitarismo l’or ¬≠dine e il costume sociale o individuali come beni comuni e inalienabili della societ√†; a sua volta il totalitarismo di ¬≠fende la fede nel soprannatu ¬≠rale come un bene sociale co ¬≠mune superiore al quale va sacrificata la libert√† del singolo. Chi si oppone al religioso credo dogmatico come alla disciplina totalitaria √Ę‚ÄĒ a un certo momento fusi in un tut ¬≠to unico √Ę‚ÄĒ √® un eretico e un sovversivo. Un inferno, per ci√≤ che attiene alla vita eter ¬≠na, e una prigione, per ci√≤ che attiene alla vita terrena, saranno gli strumenti purifi ¬≠catori e difensivi cos√¨ della fe ¬≠de dogmatica nel soprannaturale come nella sottomissione temporale.

 

*

Ho voluto premettere rapi ¬≠damente queste considerazio ¬≠ni d’ordine generale per sta ¬≠bilire un principio che a me, personalmente beninteso, sembra definitivo: la libert√† in una societ√† moderna, cio√® svincolata integralmente dalle componenti teocratica e tota ¬≠litaria, presuppone una visio ¬≠ne laica del mondo nel quale viviamo la nostra vita terre ¬≠na; e in ogni caso l’intervento della ragione come elemento di indagine e di scelta cos√¨ da parte del singolo come dei singoli. Essa √® avanti tutto la libert√† del pensiero e della sua esplicita e operante manife ¬≠stazione e applicazione.

 

Sotto questo aspetto, a mio vedere, il problema dei limiti della libert√† del quale ho ac ¬≠cennato all’inizio non deve es ¬≠sere risolto dall’alto e cio√® in nome del Dio o in nome della conservazione dello Stato-padre, sostituto del Dio; non de ¬≠ve essere il verdetto d’un oracolo o d’un sovrano; non deve partecipare del sacro dogma o una ¬ę craz√¨a ¬Ľ unica e indiscutibile √Ę‚ÄĒ che √® poi lo stesso √Ę‚ÄĒ; deve al contrario essere il prodotto della conver ¬≠genza delle plurime, diversificate, singole indagini e scelte degli individui e dei gruppi di individui componenti la so ¬≠ciet√†.

 

Tali scelte devono determinare, √® vero, una maggioranza come punto d’arrivo, ma allo stesso tempo una op ¬≠posizione, punto d’arrivo an ¬≠che essa. In termini politico- pratici, la libert√† non pu√≤ che essere la risultante di due forze parallele ed opposte, egualmente operanti e legittime: il governo, l’opposizione.

 

*

 

Ma osserviamo un attimo, rapidissimamente, come ap ¬≠paiono questi princ√¨pi all’esa ¬≠me dei tipi di societ√† che ab ¬≠biamo sotto gli occhi ai gior ¬≠ni nostri: le societ√† diciamo cos√¨ occidentali e le societ√† diciamo cos√¨ orientali. Nelle societ√† orientali (che poi in realt√† non coincidono sempre con l’oriente, ma coincidono il pi√Ļ delle volte con la qua ¬≠lificazione marxista) risconstriamo strutture che mi sono permesso di chiamare di mo ¬≠no-comando, mono-archiche nel senso etimologico. Prive di re in carne ed ossa ma tutte soggette a una reincarnazione pi√Ļ o meno collegiale della monarchia assoluta rappresen ¬≠tata dal ¬ę partito ¬Ľ, unico le ¬≠gittimo gestore della libert√† dei singoli sul piano paterna ¬≠listico e tirannico.

 

N√© fa differenza che il par ¬≠tito unico non sia necessaria ¬≠mente sempre marxista e co ¬≠munista. Talvolta √® di carat ¬≠tere capitalista conservatore, come in Spagna o in Portogal ¬≠lo per esempio. Ma a parte ci√≤ esso √® sempre sostenuto da un apparato ideologico ¬ę religioso ¬Ľ nel senso di fi ¬≠deismo dogmatico e indiscuti ¬≠bile, sacro o meglio santifica ¬≠to. Sotto tale aspetto il marxi ¬≠smo (come il fascismo) √® una religione e il partito unico √® la sua chiesa. Il meccanismo limitativo della libert√† in que ¬≠sto tipo di societ√† si pu√≤ dire perfetto: esso assomma le componenti teocratica e mo ¬≠narchica.

 

Nelle societ√† occidentali le due componenti degli Stati ¬ę illiberali ¬Ľ sembrano essere scomparse completamente. In realt√† l’Occidente in genere presenta strutture polipartitiche, libert√† di stampa, libert√† di pensiero, libert√† di opposi ¬≠zione e cos√¨ via. Ma si tratta di realt√† o di apparenze?

 

A mio avviso anche queste societ√† mortificano sia pure a loro modo la libert√†; la mortificano non per difetto, come nelle societ√† marxiste, bens√¨ per eccesso. Esse non riescono a tenere pi√Ļ conto che la libert√†, come si diceva, non √® un fenomeno a s√© stan ¬≠te in una autonomia impossi ¬≠bile, bens√¨ un fenomeno di rapporto (coniunctio civium, dice Dante); e presuppone quella che chiamerei una re ¬≠golamentazione limitativa per realizzare la quale √® necessa ¬≠rio il principio di autorit√†. Se nei paesi a regime totalitario esiste una assoluta carenza di libert√†, nei paesi occidentali esiste una carenza di autorit√†.

 

La crisi delle societ√† marxiste √® determinata dall’annienta ¬≠mento del singolo, la crisi del ¬≠le societ√† occidentali √® deter ¬≠minata dalla dilatazione del singolo.

 

Questa crisi dell’autorit√† √Ę‚ÄĒ come arco portante della li ¬≠bert√†, intendiamoci, √Ę‚ÄĒ offre pericoli di natura duplice: quello di riattivare le due componenti della limitazione e della mortificazione delle li ¬≠bert√† individuali delle quali abbiamo parlato, di risveglia ¬≠re ¬ę i due nemici ¬Ľ; e cio√® il ritorno di una teocrazia e la instaurazione del totalita ¬≠rismo, sotto il pretesto di re ¬≠staurare la morale e l’ordine.

 

Il nostro paese √® un poco un esempio canonico di que ¬≠sto tipo di societ√† in crisi per lo sconfinamento del godi ¬≠mento della libert√† legittima in quello dell’arbitrio e del ¬≠l’anarchia. Lo vediamo tutti i giorni. E tutti i giorni consta ¬≠tiamo il riaffiorare di quelle due componenti: sacrale e to ¬≠talitaria. Non a caso i due grandi partiti italiani sono l’uno di natura confessionale cattolica e l’altro di natura confessionale marxista.


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Bart