Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: Gli anni Trenta in Germania rivisitati attraverso le poesie di Bertolt Brecht ed illuminati da alcune riflessioni di Willy Brandt (10)

30 Ottobre 2010

di Nino Campagna

[Nino Campagna, presidente dell’Acit di Pescia (Associazione Culturale Italo-Tedesca) (acitpescia@alice.it), che conosco da vari anni, è un infaticabile messaggero della cultura, in particolare di quella tedesca, di cui si può dire sappia tutto. Affascinato da quella letteratura va in giro a parlarne davanti a studenti e professori, incantando tutti con il suo eloquio da oratore tanto preparato quanto appassionato. Non si finirebbe mai di ascoltarlo. Della cultura tedesca conosce non solo la letteratura, ma la musica e in modo tutto speciale – al contrario di quanto accade in Italia – la fiaba, che nella Germania gode di grande considerazione, quasi a livello di vero e proprio culto. Per la sua attività ultra quarantennale è stato insignito della croce al merito culturale concessagli dal Presidente della Repubblica Federale di Germania Horst Köhler. Essendo la sua opera protesa alla diffusione della cultura tedesca, la rivista è lieta della sua collaborazione, che ci farà conoscere molti aspetti interessanti di quella Nazione, e per questo lo ringrazia.]

Intanto in Germania nel Congresso di Norimberga di settembre si era cominciato a parlare senza mezzi termini di riarmo. La propaganda di Goebbels era penetrante ed inarrestabile; da un lato sollecitava l’amor proprio dei tedeschi, ponendo loro come prossimi obiettivi nuove e gloriose imprese; dall’altro presentava subito il conto, prospettando fin da ora sacrifici e dure rinunce. In proposito rasenta il ridicolo lo slogan coniato da Göring, proprio il più corpulento dei gerarchi nazisti: “i cannoni ci faranno potenti; il burro ci farà grassi”.

Su questa battuta, che non si sa se definire cinica o ridicola, Brecht avrà modo di fare qualche anno dopo un’amara riflessione:

Kanonen nötiger als Butter (Cannoni più necessari del burro), 705, – 1938 –

1
Il famoso detto del Generale Göring
“ I cannoni sono più importanti del burro”
È tanto giusto, perché il governo
Di quanti più cannoni ha bisogno, tanto meno burro ha
Perché ha tanto meno burro
Quanto più nemici ha.

2
Altrimenti bisognerebbe dire che
Cannoni a stomaco vuoto
Non sono cosa di qualsiasi popolo.
Ingoiare solo gas
Non può spengere la sete
E senza mutande di lana
Il soldato è coraggioso forse solo in estate.
….

Alla fine di gennaio 1937 Willy Brandt mette in atto la sua seconda missione e va di persona a verificare se era proprio vero, come ormai con raccapriccio si sentiva dire negli ambienti di sinistra, che in Spagna c’era uno scontro violento nell’ambito del movimento dei lavoratori; una guerra nella guerra. Proprio dalla bocca di Otto Bauer, capo del socialisti austriaci in esilio e da sempre noto assertore della collaborazione con l’Unione Sovietica, gli era toccato sentire avanzare i primi dubbi circa la validità del modello sovietico, che proprio in Spagna aveva esportato i suoi metodi di brutalità spiccia per risolvere i problemi politici, contribuendo non poco a quello scontro fratricida con conseguenze e accelerazioni tragiche. Qui verso la metà di marzo conosce lo scrittore inglese George Orwell, comunista impegnato e convinto, che si era arruolato assieme a tanti altri intellettuali, come André Malraux e Ernst Hemingway, nelle file dei repubblicani spagnoli pensando di lottare per un futuro migliore, per un mondo di libertà e giustizia, in cui non ci fossero né sfruttamento né schiavitù. Proprio Orwell, che si trovava in ferie a Barcellona e verrà ferito gravemente a metà marzo durante gli scontri tra le forze del fronte popolare e stalinisti da un lato e anarcosindacalisti e sinistra radicale del POUM (Partido Obrero de Unification Marxista, seguaci di Trotzki) dall’altro, ha modo di scoprire il vero volto del terrore stalinista. Quello che succede a Barcellona dopo la vittoria degli stalinisti, con la polizia segreta diretta da Mosca a imperversare con la violenza più bieca e indiscriminata contro gli stessi compagni, andava al di là di ogni più pessimistica congettura. Saranno queste brutalità gratuite degli stalinisti, direttamente importate da Mosca sull’esempio di metodi purtroppo consolidati e da tempo praticati nella Unione Sovietica, a spingere Orwell, arruolatosi come volontario nella brigata inglese del POUM, a ricredersi sulla bontà della rivoluzione affidata a dei criminali e a condannare apertamente quel sistema totalitario. Proprio ad Orwell Brandt deve la sua definitiva abiura del marxismo: “..egli mi ha insegnato una volta per tutte, che non c’è bene più prezioso della libertà e questa deve essere incondizionatamente difesa. Io appresi non solo da informazioni di terzi, ma da ambienti a me vicinissimi e da esperienze dirette, come facilmente cadano le ultime remore, quando si è imboccata la strada del disprezzo della dignità umana e delle norme fondamentali di uno Stato di diritto”. (da “Erinnerungen”, Ricordi). Su queste deviazioni che porteranno i comunisti in una strada senza via d’uscita, Brandt avrà modo di riflettere e di far riflettere in una pubblicazione redatta subito dopo a Parigi dal titolo “Un anno di guerra e di rivoluzione in Spagna”, in cui descrive dettagliatamente la folle strategia dei Comintern, di annientare tutte quelle forze che non si volevano “adeguare”. L’argomento sarà oggetto di ulteriore analisi in un’altra pubblicazione “I Comintern ed i partiti comunisti”, uscita a Oslo nel 1939, in cui si afferma che la pratica organizzativa dei Comintern contrastava con i principi più elementari del movimento dei lavoratori. Tutta questa attività, che aveva comportato anche pesanti rischi per la sua incolumità fisica, Brandt l’ha svolta dal 1936 al 1938, gli anni in cui si delineavano e si concretizzavano in tutta la loro pericolosità le mire espansionistiche di Hitler, subìte a causa dell’ignavia delle potenze occidentali.

Il 1937 infatti può essere definito l’anno del riarmo. Le grandi industrie di guerra sono impegnate a pieno ritmo con il non disprezzabile concreto risultato di aver decimato la disoccupazione. Nel settembre di quell’anno ha finalmente luogo la tanto attesa visita del Duce al Führer; un’occasione per ribadire il significato dell’asse italo-tedesco. Il 5 novembre poi doveva assurgere a giorno epocale. Hitler, i cui lineamenti e la cui figura hanno assunto tratti ascetici, dato che non beveva alcolici ed era da tempo vegetariano, convoca in gran segreto alla Cancelleria il Ministro della Difesa e i rappresentanti delle forze armate di terra, di mare e dell’aria. In quell’ora fatale per le sorti del Reich e del mondo intero parla senza perifrasi dello “spazio vitale”, della necessità della Germania di trovare nuove terre d’espansione. L’intento è ormai chiaro: fare della Germania una Nazione egemone in un’Europa asservita.

Brecht dal suo esilio danese segue con inorridita attenzione le campagne tedesche, ormai chiaramente rivolte ad espandere lo Stato di Terrore tedesco sull’intera Europa, per imporre un’egemonia militare e politica. L’unica arma di cui dispone è la satira e, servendosi di essa, indirizza i suoi violenti strali contro il Führer ed i suoi Ministri.

íœber den enthaltsamen Kanzler (Sul Cancelliere astemio), 602 – 1937 –

Ho sentito dire che il Cancelliere non beve
Non mangia carne e non fuma
E che abita in un piccolo appartamento.
Ma ho anche sentito che i poveri
Sono affamati e muoiono in miseria.
Quanto meglio sarebbe in questo caso uno Stato dove si dice:
Il Cancelliere siede ubriaco nel consiglio di gabinetto
Mentre egli segue il fumo delle sue pipe
Modificano alcuni uomini semplici le leggi
Poveri non ce ne sono più.

íœber die Gewalt (Sulla violenza), 602 – 1937 ? –

La corrente che tutto porta via viene definita violenta
Ma il letto del fiume che la contiene
Nessuno lo chiama violento.

La tempesta che piega le betulle
È considerata violenta
Ma come la mettiamo con la tempesta
Che piega le spalle dei lavoratori sulla strada?

íœber die Unfruchtbarkeit (Sulla sterilità) 602 – 1937 ? –

L’albero da frutto che non porta frutti
Viene rimproverato perché sterile. Chi
Fa indagini sul terreno?

Il ramo che si rompe
Viene rimproverato come marcio, ma
Non ha pesato su di esso la neve?

Le mire del Führer sono ormai evidenti. L’industria pesante asseconda perfettamente i suoi piani, è impegnata ormai apertamente e a pieno regime a dargli l’illusione di costruire un’armata invincibile. Brecht segue atterrito i preparativi di una guerra ormai alle porte:

Beginn des Krieges (Inizio della guerra) 603 – 1937 ? –

Una volta che la Germania si è armata fino ai denti
Le succederà una grande ingiustizia
E il trombettiere condurrà la sua guerra.
Voi però difenderete la Germania
In Paesi stranieri, a voi sconosciuti,
E lotterete contro uomini che sono i vostri simili.

Il trombettiere vaneggerà parlando di liberazione
Ma l’oppressione nel Paese non avrà eguale.

Ed egli può vincere tutte le battaglie
Tranne che l’ultima.

Quando il trombettiere perde la sua guerra
La Germania vincerà la sua.

Il 1937 si è dimostrato quindi un anno decisivo per Brandt, che prende definitivamente le distanze dal dogmatismo sovietico. Sulla stessa lunghezza d’onda Bertolt Brecht, che ha modo di riflettere e molto, sulle speranze riposte nel modello dei “compagni” stalinisti. Egli aveva ascoltato con estremo interesse le impressioni di Feuchtwanger, riprese e pubblicate in un libro “Moskau 1937. Ein Reisebericht für meine Freunde” (Mosca. Relazioni di viaggio per i miei amici). L’amico drammaturgo dei tempi di Monaco, di ritorno da Mosca dove aveva avuto modo di parlare anche con Stalin, rivela circostanze e segreti che non dovevano essere proprio edificanti. Brecht, preso tra l’altro di mira dalla “Moskauer Claque”, tra cui Lukács e Kurella, rimane allibito di fronte a comportamenti criminali di cui si macchia il cosiddetto “tribunale del popolo”. A conoscenza che tra le vittime di questa campagna odiosa e indiscriminata ci sono tanti russi, della cui onestà intellettuale era perfettamente convinto, si impegna ad intervenire come può in difesa dei perseguitati.
È di questo periodo una “raccomandazione” affettuosa all’amico Sergej Tretjakow, un critico teatrale che aveva conosciuto durante il suo soggiorno a Mosca e di cui apprezzava il talento e l’opera:

Rat an Tretjakow, Gesund zu werden (Consiglio a Tretjakow di guarire), 606 -1937 ? –

E sulle argomentazioni di un uomo malato
Su di esse si sorride.

Mangia un pasto in più e mangia lentamente
Pensando ai tuoi nemici
Cerca di dormire a lungo di giorno
Così loro non riusciranno a dormire!

Nell’interesse dei Soviets
Bevi un bicchiere di latte al giorno
Affinché il tuo consiglio per noi
Non sia il consiglio di un uomo malato!

Nuota per divertimento nel lago. L’acqua
Che ti potrebbe inghiottire
Ti porta.
Quello che tu nuotando dividi, dietro di te
Si ricompone di nuovo.

Allo stesso periodo è da attribuire una composizione tipicamente brechtiana, dove è ancora lo sfruttamento l’oggetto dei suoi impietosi strali. Questa volta la scena è collocata nell’antica Roma ed a parlare è un padre romano morente che lascia al figlio come testamento tutta una serie di “utili” insegnamenti:

Rede eines sterbenden römischen Vaters an seinen Sohn (Discorso di un padre morente al figlio), 573 – 1937 –

Caro figlio, mandando avanti l’agricoltura è molto
Importante essere giusti. Infatti se la giustizia è carente
A soffrirne sono subito gli affari. Lo schiavo diligente
Deve subire un colpo se tu premi quello pigro, per esempio perché questi
Ti bacia la mano, invece di riempirtela. E tratta bene lo schiavo!
Infatti anche lui è un uomo e ciò significa, egli è mortale
Ed è un peccato se muore, dato che ti è costato un sacco di soldi.
Non farlo lavorare in luoghi insalubri e acquitrinosi,
Assumi per questo uno che è libero e può andare
Dove vuole, una volta che si ammala. Rifletti anche
Che una vita piena di lavoro è abbastanza e libera
Colui che sta invecchiando, questo stimola coloro che sono ancora giovani
E dimenticano volentieri che la libertà è un bene solo per coloro che sono giovani.
Regala a chi invecchia la libertà, figlio mio, è anche
Economicamente un affare. Altrimenti ti mangia ancora fino a farti diventare povero.
(Dato che finiscono di lavorare, ma mai di mangiare.)
Anche la schiava incinta trattala con cura. Liberala
Dal lavoro dei campi, nel periodo di gravidanza e non essere tirato con i premi
Per il nascituro: è quello che gli Dei
Si augurano dalla donna. Tu le puoi promettere la libertà
Una volta che ha partorito abbastanza figli. Ciò è anche dal punto di vista economico vantaggioso
Dato che mettere alla luce figli consuma e rende inidonei al lavoro.

Stai sempre attento che lo schiavo lavori fino allo sfinimento e non fare in modo
Che questi sia sfinito prima di mezzogiorno e prima della sera
E sebbene egli ci dia sotto al punto da sfinirsi prima del tempo
Fai in modo che non pensi a cose pericolose, quando è sfinito.
Non mettere assieme gente che proviene dalla stessa zona
E mescolali di continuo, in modo che non sorgano amicizie tra di loro.
Non dimenticare mai: tanti schiavi
tanti nemici! Vienimi vicino alla bocca!

Frammento

Sullo stesso tema la prima riflessione con cui hanno inizio le “Svendborger Gedichte”, scritte nel periodo che va dal 1932 al 1938, e pubblicate in Danimarca nel 1939.


Letto 3336 volte.


1 commento

  1. Commento by S.BERTONCINI — 31 Ottobre 2010 @ 14:19

    il testo conferma e arricchisce le mie convinzioni sull’efferatezza del regime comunista e sull’insipienza della politica europea del tempo,schiava e avida di potere.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart