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LETTERATURA: L’ITALIA ALLO SPECCHIO: L’EUROPEO DI ARRIGO BENEDETTI

28 Settembre 2011

di Alberto Marchi

Forse comincia finalmente a muoversi qualcosa nella pubblicistica e nella storiografia italiane attorno alla figura di Arrigo Benedetti. Se il centenario della nascita non ha prodotto, purtroppo, una eco significativa nella cosiddetta grande stampa nazionale (pochissimi invero gli articoli dedicati al grande giornalista da parte delle terze pagine dei quotidiani), questo 2011 (anno del 35 °  anniversario della prematura scomparsa) ha visto l’uscita di una monografia di Elena Gelsomini, assegnista presso la facoltà di Scienze politiche nell’Università degli Studi di Siena e dottore di ricerca in Teoria e storia della modernizzazione. E in queste settimane è stato inoltre dato alle stampe anche un corposo lavoro della professoressa Carla Sodini, intitolato “Amici per sempre. Mario Pannunzio e Arrigo Benedetti tra Lucca e Roma” per i tipi di Maria Pacini Fazzi.

Il libro della Gelsomini, “L’Italia allo specchio. L’Europeo di Arrigo Benedetti (1945-1954)”, edito da Franco Angeli nella collana di Storia dell’editoria, si è proposto di ricostruire la storia dei primi nove anni dell’Europeo, coincidenti con il periodo in cui Arrigo Benedetti rimase alla direzione del settimanale dopo averlo fondato nel 1945.

L’autrice ripercorre velocemente le tappe fondamentali della carriera giornalistica di Arrigo Benedetti negli anni ’30, ove si segnala in particolare la sua assunzione a Omnibus di Leo Longanesi, che segnò una tappa fondamentale nella formazione e maturazione professionale in quello che fino a quel momento era stato soprattutto un (promettente) scrittore. L’esperienza accanto a Longanesi (e a Pannunzio) e la successiva direzione di Oggi (1939-1942), sempre assieme al “gemello” lucchese, ne fecero uno dei giornalisti più quotati in Italia e fu anche grazie a queste credenziali che Mazzocchi nel 1945 gli chiese di fondare un nuovo settimanale che innovasse il panorama giornalistico del nostro paese. Nacque così l’Europeo, in cui Benedetti ebbe fin da subito a disposizione giornalisti del calibro di Tommaso Besozzi, Emilio Radius e Raul Radice. Dopo il primo capitolo in cui ad essere prese in esame sono le vicende dell’Europeo nei suoi primi nove anni di vita editoriale e in cui si fa un cenno alla fine del rapporto con Rizzoli, che era subentrato a Mazzocchi nella proprietà del settimanale, l’indagine diventa tematica. La Gelsomini si è così occupata della società nel dopoguerra, dell’Italia vista attraverso le inchieste e i reportage, della politica ne L’Europeo (in particolare della nascita della Repubblica), della politica da rinnovare, dello sguardo sul mondo, dei giornalisti scrittori e la letteratura, della critica cinematografica.

Il taglio dato dall’autrice allo studio appare forse più appropriato rispetto alle sue specializzazioni scientifiche che non alla collana in cui si inserisce, e lascia   un po’ l’amaro in bocca a quanti avrebbero desiderato un maggior approfondimento degli aspetti riguardanti sia la carica innovativa del settimanale nel panorama della stampa periodica italiana del primo dopoguerra sia di quelli concernenti l’impostazione politica e culturale impressa al giornale dal suo grande direttore.

Elementi e temi che, si badi bene, l’autrice non ha mancato di sottolineare e argomentare. Tuttavia, il volume si presenta in primis come una sorta di rassegna, che in qualche circostanza sembra quasi scadere nell’elencazione (ci riferiamo in particolare al capitolo dedicato alle recensioni letterarie).

L’esigenza di sintetizzare in un numero di pagine relativamente limitato (poco più di duecento) un materiale di rilevanti dimensioni   (si trattato pur sempre, facendo un rapido conto, di analizzare circa 450 numeri del settimanale) dà l’impressione al lettore come di una necessità di far in fretta per poter tutto dentro stipare. Si tratta comunque di uno studio utile: il pregio di questo tipo di operazione è che il libro diventa un valido strumento di consultazione per gli studiosi, anche grazie all’importante apparato di note in cui si citano sistematicamente gli autori degli articoli e i titoli.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart