“Mentre Salazar dormiva”, di Domingos Amaral, (Cavallo di Ferro Ed.)

di Marisa Cecchetti
(dal “Corriere Nazionale“)

Il Portogallo non è stato terra di occupazione nella seconda guerra mondiale e anche se il regime di Salazar era chiaramente filotedesco, il paese è stato terra di rifugiati sfuggiti ai bombardamenti, di perseguitati politici, di ebrei. Un momento fortunato per l’economia del paese, perché “molti portoghesi lucravano sulla condizione dei rifugiati”. Salazar controllava i ministeri delle Finanze, della Guerra e degli Affari Esteri. “Mentre Salazar dormiva”, di Domingos Amaral, (Cavallo di Ferro Ed.) sono le memo- rie di una spia a Lisbona, che lavorava per gli Inglesi entro una fitta rete che cercava di smantellare lo spionaggio nazista ai danni degli Alleati. Nel sud si controllava l’ingresso di navi nemiche nel Mediterraneo.

Quella spia è Jack Jil, anglo portoghese, che torna a Lisbona a cinquant’anni dalla fine della guerra e ripercorre luoghi e memorie. L’ambasciata inglese e quella tedesca erano pericolosamente vicine, donne affascinanti si muovevano con disinvoltura a fianco di uomini di potere, calibrata ogni parola, ogni mossa. Ma non le passioni, che si vivevano con l’intensità che nasce in momenti precari, quando senti che la morte è in agguato. Storia di spie e di donne, e le donne si chiamano Carminho, Mary, Alice, Anika. Ma anche storia di grandi amicizie che solo il pericolo può cementare e mettere alla prova, come quella tra Jack Jil e Michael, schierati dalla stessa parte. E insieme la ricostruzione dettagliata e attenta degli anni di guerra, con tutte le mosse dei contendenti e le loro ripercussioni, con una apertura su Lisbona, sulle sue parti più affascinati, sul Bairro e sull’Alfama, sul Tago e sull’Oceano e soprattutto sulla luce unica di quella città.

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