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LETTERATURA: Nella terra di Irina, una “Matrioska” da combattimento chiamata “badante”

19 Maggio 2012

di Stefania Nardini

Me ne andai laggiù in pieno inverno. Trenta gradi sotto zero. Nove giornalisti erano stati uccisi, uno addirittura ritrovato con la testa mozzata.   Accadeva laggiù, in Ucraina.   Cercavo una storia. La storia di un’insegnante di letteratura, catapultata in Italia clan-destinamente per riciclarsi come domestica tuttofare, mestiere orribilmente ribattezzato badante. Ho vissuto in un appartamento di Kiev, uguale a tutti gli altri costruiti da un regime che aveva lasciato solo macerie. Ho cercato lei, Irina, attraversando il paese. Un viaggio lunghissimo su un treno come quelli che da noi si usavano negli anni50. Chilometridi steppa infinitamente bianca. Povertà, tanta, troppa povertà. Ero andata per scrivere un romanzo. Ai giornali dell’Ucraina non interessava nulla. E, confesso, a me non interessavano i giornali.

E anch’io come Massimiliano Di Pasquale mi lasciai travolgere da una terra in cui la forza della letteratura non è solo parola. Gogol, Solokov ma anche il canto disperato di Lessia Ukrainka, che da laggiù in epoca insospettabile scrisse la sua opera poetica di genere, dove c’era l’anima delle donne. Nacque così il mio primo romanzo, “Matrioska” (ed. Pironti), datato2001, incui racconto lei, Irina, che per fame è costretta a rinunciare alla dignità. Un romanzo che in Ucraina venne tradotto e fatto circolare clandestinamente. Il cui titolo, in carattere cirillico, finì sulle prime pagine dei giornali d’opposizione. Qualcuno mise in dubbio che l’autrice fosse un’italiana.   Perché solo andando, vivendo, era possibile entrare nelle pieghe di un paese dove l’esodo femminile stava assumendo un che di biblico.

Dopo la rivoluzione arancione quel testo tradotto è stato pubblicato. Lasciando a me, immeritatamente, il privilegio di essere la prima scrittrice italiana contemporanea tradotta nella loro lingua. Per questo il libro di Di Pasquale oggi ha un grande valore: il recupero di un’identità smarrita. In cui c’è una terra ed anche Irina che per amore, come capita spesso alle donne, paga il prezzo della grande storia.

(dal “Corriere Nazionale”)


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Bart