di Stefania Nardini
Ma chi l’ha detto che un gruppo di ottantenni dovrebbe trascorrere il suo tempo su una panchina? Chi l’ha detto che a ottant’anni bisognerebbe rinunciare al futuro? Dove è scritto che in età matura è finita la stagione dell’amore? A dire no a questi stereotipi che alimentano emarginazione e solitudine è Angelo, romano, ex partigiano che tendeva agguati ai convogli tedeschi. Uno come tanti pensione minima, il conto della spesa che è una scommessa, gli infiniti disagi di una vita che rende a chi ha i capelli bianchi tutto complicato, faticoso.
Angelo si incazza di fronte alle ingiustizie del welfare all’italiana che ogni giorno mortifica la sua esistenza. Ma al centro anziani della Montagnola ha i suoi amici, e tutti insieme decidono di rendere più piccanti le loro giornate. Così decidono di organizzare un attentato a Berlusconi. Lo fanno con i mezzi che hanno e tanta fantasia. Si allenano, fanno piani, si mettono perfino a dieta. Angelo trova addirittura il tempo di innamorarsi di una sua vecchia fiamma.
Fabio Bartolomei con “La banda degli invisibili” (ed E/O) non ci offre solo lo spaccato della realtà, ma una denuncia nella quale c’è la rivendicazione del diritto alla vita. Un libro che sa essere amaro e divertente. Che ti strappa una risata ma anche considerazioni su questo nostro paese che nel suo mito dell’esteriorità è davvero violento con chi non deve stare in pista.
Questi vecchi che spiegano a un giovane della sezione comunista come si fa la politica, o che si inventano un falso medico con tanto di ricettario per evitare le burocrazie non fanno solo tenerezza, ma ci dicono quante energie sono dimenticate e umiliate.
Angelo in ogni capitolo modifica il suo testamento. I cambiamenti che apporta sono l’evoluzione dell’esperienza che sta vivendo. Amicizia e la solidarietà scorrono come linfa vitale in un cespuglio capace di germogliare in una nuova primavera. Riusciranno nell’attentato a Berlusconi? Scopritelo leggendolo. Una storia, quella narrata da Bartolomei, che in alcuni tratti ci fa porre la domanda:
“sarà così anche per me la vecchiaia?”. Ma poi arriva la risposta dal suo eroe, Angelo, un ex giovane col tarlo della vita anche a ottant’anni.
(dal “Corriere Nazionale”)