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LETTERATURA: Per un bottone!

2 Marzo 2010

di Roberto Capperucci

Stavo transitando per una strada campestre davanti ad una casa di mezzadri nel pian del Roglio di Forcoli, quando vidi un gruppo molto accalorato di persone che sbraitavano come ossessi, specialmente due donne verso i loro mariti che essendo miei clienti, li conoscevo tutti.

Mi fermai pensando fosse accaduto una disgrazia e, poiché a quei tempi i contadini non avevano l’auto, avrei potuto soccorrere qualcuno se ne avesse avuto bisogno.

Scesi e stavo dirigendomi verso il gruppo dei più esagitati, quando il Quaglierini, un anziano colono della famiglia che stava all’estremità del casone, mi venne incontro e sussurrandomi piano all’orecchio mi disse :” niente, niente di grave è successo,   sor dottore, è soltanto una questione di corna e perciò se la debbono sbrigare tra loro !”

Rimasi interdetto da quella frase del Quaglierini e risposi : “ come ? Una questione di corna ? O cosa vuol dire ?”

Allora l’anziano colono mi prese sotto braccio e mi fece allontanare dirigendosi verso la sua stalla e…:” Come ben lei sa, quando una vacca è soprapparto noi contadini la si veglia la notte e spesso la veglia dura anche due o tre nottate; il Soldaini era andato a far compagnia al Nesti che stava vegliando una sua vacca, poi verso l’una gli dette la buonanotte e se ne andò, ma non andò in camera sua bensì in quella della moglie del Nesti, che di certo l’aspettava e così credo che non ci sia andato per recitare assieme il rosario.

La Bruna è anche bella e se ci sa fare   anche a letto certamente il Soldaini è stato meglio lì che a far compagnia al Nesti nella stalla.

Il vitello non nacque quella notte ed il Nesti si addormentò, quando la mattina decise di andare a riposarsi un po’ ed entrò nel suo letto lo trovò con un bel calduccio,   si sentì riavere e disse alla Bruna,” meno male che   hai riscaldato la mia parte, mi era preso un po’ di freddo ed hai fatto veramente bene !”

Tutto era filato liscio, il giorno seguente erano nati una bella coppia di vitelli maschi ed a colazione tutti parevano soddisfatti, ma…ma quando la Maria, la moglie del Soldaini andò a stendere i panni del bucato, si accorse che il figlio della Bruna stava giocando con il suo ed aveva un bottone di quelli che i paesani chiamavano pacciole, erano i bottoni dei mutandoni   che portavano gli uomini.

“ ehi, Vincenzo dammi quella pacciola, l’ha persa il mì Umberto,”disse la moglie del Nesti.

“No, no Maria, non te la do, è mia perché l’ho trovato nel lettone, quando ci sono andato, come faccio quasi tutte le mattine”!

“ Ah. Dunque l’hai trovato nel letto di tu mà, vero ?”

“Si Maria, l’ho trovato nel lettone dalla parte dove sta il mì babbo !”

“ Fu allora che cominciarono le urla e gli strepiti e so di certo che son volati anche diversi cazzotti, perché ho visto il Soldaini che aveva un occhio nero”

Ritornai verso la macchina e quando ripartii cominciò a svilupparsi dentro di me tutto il film dell’accaduto, certo è proprio vero che il diavolo insegna a fare le pentole ma non i coperchi.

Se il Soldaini fosse andato a letto con la Bruna oggi, quando alle mutande non esistono i bottoni, sarebbe passato inosservato, ma ai quei tempi i bottoni lo fregarono!

Allora ho sempre fatto bene io ad indossare le mutande con l’elastico,   quello almeno non si stacca e perciò non lascia traccia !

A quei tempi però non è come oggi, allora tra fattore, proprietario e prete si arrivava sempre a trovare una via di accomodamento, il divorzio non esisteva e dopo qualche mese finiva sempre, con qualche compenso verso la parte lesa, a tarallucci e vino e tutto veniva dimenticato o … quasi !


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1 commento

  1. Commento by Alamanno Capecchi — 14 Aprile 2010 @ 21:38

    Ciao Roberto!   Bellino il tuo racconto, ricorda il Fucini.
    Alamanno.

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