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Prego, Csm, quelle carte le porti alla toilette

2 Marzo 2010

C’è una concezione alta della Politica (quella che oggi andrebbe scritta sempre con la p maiuscola, per distinguerla dall’altra, che ha acque torbide) che ogni cittadino dovrebbe difendere senza se e senza ma, come ormai ci si è abituati a dire.  

Se mettiamo insieme la decisione recente dei giudici di Milano di negare il legittimo impedimento al presidente del Consiglio e ciò che di estremamente inquietante va facendo il Csm in questi mesi, raccogliendo dichiarazioni   e “insulti” di Silvio Berlusconi rivolti a una parte della magistratura, da lui ultimamente definita “talebana”, allo scopo di processarlo, noi vediamo ormai chiaramente che da quando è nata la Repubblica ci troviamo in presenza di una delle più massicce operazioni contro la politica messa in atto da una parte della magistratura. Assai più pesante e pericolosa di quella passata alla Storia con il nome di Mani Pulite.  

Un esauriente e bell’articolo di Gianni Pardo, che si può leggere qui, ha puntualizzato come l’operazione che sta tentando il Csm non sia suffragata da nessuna legge e in specie dalla nostra Carta costituzionale.  

L’articolo ci ricorda anche il deciso ed esemplare atteggiamento assunto da Francesco Cossiga, quando era presidente della Repubblica, allorché si trovò di fronte ad un Csm che voleva fare un’operazione analoga. Minacciò che se il Csm avesse discusso sul caso Mastella, il quale aveva avuto parole durissime contro taluni magistrati, egli avrebbe schierato le forze dell’ordine, con tanto di mezzi corazzati, davanti al Palazzo dei Marescialli, sede del Csm, pronte ad intervenire e a sciogliere la riunione.  

Cossiga è anche colui che non ebbe paura di dirgliene quattro all’Associazione Nazionale Magistrati, che di questa danza inquietante suona la musica (qui).  

Oggi che quegli avvenimenti si ripetono, di fronte ad un comportamento assai reticente dell’attuale capo dello Stato, la figura di Francesco Cossiga assurge a simbolo della difesa intransigente del primato della Politica in una società libera e democratica.  

Oggi, che sono sconfortato dai lunghi e sempre più aggressivi passi in avanti percorsi da certa magistratura, senza che nessuna autorità istituzionale si alzi a sbarrarle la strada, mi turba il pensiero che in Italia si stia consumando quel po’ di considerazione che ciascuno dovrebbe avere per la Politica. Come la moneta cattiva scaccia la buona, così la politica con la p minuscola sta scacciando l’altra, quella che dovrebbe servire e agire nell’interesse della comunità.  

Non vi è dubbio che la dilagante corruzione, in cui si trovano coinvolti anche alcuni politici, contribuisce a questo appannamento. Ma cosa fanno le Istituzioni per difendere la Politica?  

Abbiamo ben tre cariche istituzionali che devono presiedere e tutelare la vita democratica nel nostro Paese: possibile che nessuna di queste abbia il coraggio di levare la sua voce in difesa della Politica, quella alta, quella con la P maiuscola, che ogni giorno viene saccheggiata dai lanzichenecchi di turno?  

Un giudice che nell’imminenza dell’approvazione della legge sul legittimo impedimento mette sull’avviso il parlamento facendogli capire che a stabilire se sussista il legittimo impedimento deve essere il magistrato;   lo stesso giudice che si arroga il diritto di fare delle valutazioni sulla inderogabilità o meno di una riunione del consiglio dei Ministri, il Csm che accumula fogli per processare il premier, non sono forse l’equivalente di quei militari che tanti anni fa occuparono il parlamento di Madrid? Quella volta trovarono un giovane re, Juan Carlos, a fermarli.  

Oggi non occorre arrivare a tanto: basterebbe che qualcuno delle Istituzioni facesse capire al Csm che tutti quei fogli accumulati sul premier possono essere utili, ma nel buen retiro di una toilette.

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“Il Csm al premier: “Basta delegittimare i pm”‘. Qui.


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1 commento

  1. Commento by Ambra Biagioni — 2 Marzo 2010 @ 23:29

    All’articolo di G. Pardo ho apposto questo commento :

    “Bellissimo e chiaro articolo, che io riassumerei con pochissime e altrettanto chiare parole: non è dunque in atto un tentativo di eversione e dell’ordine democratico sancito dalla Costituzione ?
    Ma se questa è eversione, che cosa aspetta ad intervenire l’unico vero garante della Repubblica Italiana, ossia il Presidente Giorgio Napolitano ?”

    Al tuo ulteriore grido rispondo semplicemente che è necessario finalmente convincerci   del fatto che stiamo vivendo i prodromi di un vero e proprio Colpo di Stato, non lungi dal verificarsi.

    Finiamola di stare sull’albero a cantare, finiamo di fare melina e finalmente giochiamo questa dura partita se vogliamo salvare la libertà.

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