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LIBRI IN USCITA: Chiara Bottone, Il mestiere dell’umanit√†, edito da Gingko Edizioni

2 Marzo 2010

Chiara Bottone, Il mestiere dell’umanit√†, edito da Gingko Edizioni.
L’autrice racconta 10 anni di orrori per lei e la sua famiglia: e tutto a causa di una varicella mal curata! Il libro √® uscito pochi giorni dopo la sua scomparsa, avvenuta lo scorso agosto 2009.

Crediamo molto in questo libro: un perfetto quadro della malasanità italiana, scritta però con quella leggerezza e ironia tipica di Chiara Bottone!
La famiglia sta portando avanti questa denuncia ed è disponibile per interventi, interviste ecc.


DAL LIBRO:
“Sono ancora sulla sedia a rotelle perch√© lo pseudomonas ha prodotto dei danni permanenti al cuore che attualmente funziona al 20 per cento. Troppo poco per permettermi lo sforzo di riprendere a camminare. Il dottor Fiorilli √® convinto che riuscir√≤ a recuperare quanto basta a farcela e, se lo dice lui, io ci credo e ci crede anche il mio cardiologo il dottor Fabio De Pascale il quale, non arrendendosi al primo fallimento, √® riuscito a trovare la giusta combinazione di farmaci che stanno producendo un miglioramento. Certo un poco di riabilitazione aiuterebbe, ma quella si paga e io sono patologicamente al verde. Dubito di poter mai scrivere la parola fine a questa odissea che ho passato. Le notti sono tormentate dagli incubi e non riesco a liberarmi da una spiacevole sensazione di catastrofe imminente. Sono iperapprensiva anche se capisco che √® tutto nella mia mente e che i brutti sogni e le palpitazioni non sono dovuti a fatti reali o ineluttabili. Malgrado tutto, malgrado dalla mia storia si possa facilmente, troppo facilmente, cedere alla tentazione di dire: ‚ÄúEra destino‚ÄĚ, oppure: ‚ÄúNulla si pu√≤ contro l’ineluttabile‚ÄĚ, io che i fatti li ho vissuti dico che la sorte non ha nulla a che fare con ci√≤ che ci succede. Sono le nostre scelte e le scelte di chi interagisce con noi a produrre gli effetti. Vi racconto un episodio banale: a Brescia, il primo inverno che vi abitammo, nevic√≤. Il gatto Fufi, che il ghiaccio non lo aveva mai visto, usc√¨ sul balcone e scivolando cadde dal quarto piano. Era ridotto molto male, il palato aperto in due, la milza rotta e il polmone bucato da una costola. Lo portammo alla clinica veterinaria dove fecero il possibile ma alla fine ci dissero che era meglio sopprimerlo. Noi eravamo convinte che con cure, pazienza e amore avremmo potuto salvarlo e cos√¨ lo portammo a casa con una flebo in una zampa. Sono passati nove anni da allora e Fufi √® ancora con noi. Che cosa c’entra, direte. La scelta di curarlo cambi√≤ il suo destino. La stessa cosa vale in tutte le situazioni; scegliere di vivere e di combattere pu√≤ cambiare un destino apparentemente segnato. Scegliere di fare una analisi in pi√Ļ pu√≤ cambiare il calvario di un ammalato. Proprio per questo, impudente e testarda, io continuo a fare sogni e progetti e c’√® da scommettere che prima o poi riuscir√≤ a realizzarne qualcuno. Spero di avviare un’attivit√† e di avere successo come scrittrice; l’idea √® quella di utilizzare i proventi spettanti all’autore per creare una fondazione che possa contribuire a finanziare la ricerca sulle malattie rare e sulle cellule staminali. Anche se nelle statistiche le malattie rare sono delle percentuali trascurabili dal punto di vista economico e farmaceutico, chi ne soffre non √® un numero ma una persona che viene abbandonata a se stessa, alla sofferenza e infine alla morte. Un ostaggio nelle mani della malattia per il quale nessuno interviene con buona pace della carit√† cristiana e dei trattati internazionali sui diritti dell’uomo. Spero di compensare il fatto di non aver potuto costruire una mia famiglia e realizzare la mia carriera. Potr√≤ mettere una protesi appena si saranno assorbiti i danni che la pseudosanit√† ha prodotto. Sono certa che il mio cuore ce la far√† anche senza un trapianto. Vorrei che questo libro, che ho scritto come promemoria per il mio avvocato e, certo, non pensando di pubblicarlo, metta in piazza e renda pubblica la mia vita che non √® stata e non √® facile, n√© piacevole. Spero che questo racconto possa servire a tutte le persone che come me hanno subito un danno per colpa d’altri e che se ne sono rimaste rintanate a leccarsi le ferite quasi si sentano colpevoli per essersi ammalate. A tutti loro voglio dire: NO! Non accettate passivamente, il vostro dolore gridatelo. Non fatevi sopraffare dalle intimidazioni della mafia dei medici legati alle connivenze di certi avvocati che difendono la casta dei colleghi. Capite che √® mafia anche questa? Denunciate! Sono ben cosciente che si tratta di un secondo calvario e raramente si riesce ad ottenere giustizia, eppure ogni volta che una vittima l’otterr√† sar√† un po’ di giustizia per tutti.”

Fabiola Marchet

GIRO DI PAROLE divisione di Metaphor
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8 Comments

  1. Pingback by Bartolomeo Di Monaco ¬Ľ LIBRI IN USCITA: Chiara Bottone, Il … | Libri — 2 Marzo 2010 @ 10:45

    […] More here: Bartolomeo Di Monaco ¬Ľ LIBRI IN USCITA: Chiara Bottone, Il √Ę‚ā¨¬¶ […]

  2. Commento by giro di parole — 2 Marzo 2010 @ 13:54

    Grazie per aver contribuito a far conoscere questo libro di Chiara Bottone!

  3. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 2 Marzo 2010 @ 14:09

    Ci ha fatto piacere. Se ci saranno altre occasioni fatecele conoscere.

  4. Commento by Carlo Capone — 4 Marzo 2010 @ 21:41

    Anche se nelle statistiche le malattie rare sono delle percentuali trascurabili dal punto di vista economico e farmaceutico, chi ne soffre non è un numero ma una persona che viene abbandonata a se stessa, alla sofferenza e infine alla morte.

    Condivido in pieno   e  chiedo, se vorranno darmi risposta,  a chi si sono rivolti Chiara Bottone e la sua famiglia per tentare di curare questa malattia.
    Un saluto affettuoso

    Carlo Capone

  5. Commento by maddalena — 5 Marzo 2010 @ 15:38

    A carlo capone ,la sindrome ¬† anticorpi antifosfolipidi o morbo di huches non √® poi cos√¨ rara,il problema e che se si √® affetti da diabete ad esempio o si hanno problemi di colesterolemia,non viene ricercata dai medici…

    noi abbiamo avuto la prima diagnosi nel 2004 all’ospedale sant’andrea ma non l’hanno considerata. la seconda a conferma della prima al reparto di immunologia terza medica del policlinico umberto I a roma,ottimo primario prof.Fiorilli ,medici fantastici e personale disponibilissimo. A loro dir√≤ sempre grazie per professionalit√† e dedizione.

    Spero d’essere stata esauriente. Maddalena Bottone.

  6. Commento by maddalena — 5 Marzo 2010 @ 15:44

    Ho dimenticato di dire che puttroppo non si cura,pu√≤ essere rallentata e con molta pazienza da parte del paziente,e cura da parte dei medici si pu√≤ vivere piuttosto tranquillamente con una pillola ,ma e sempre soggettivo…Maddalena Bottone.

  7. Commento by Carlo Capone — 5 Marzo 2010 @ 19:29

    Cara Maddalena, mi sono permesso di chiedere informazioni perch√® le ¬†malattie rare ( e questa anche se non lo √® mi sembra ci somigli) costituiscono un calvario nell’inferno della malattia. Perci√≤ ¬† mi sono un po’ rasserenato quando ho letto che Chiara ha ricevuto tutte le cure ( mediche ¬†e affettive) di cui aveva bisogno.

    Trovo quanto meno  imbarazzante che la cura  sia legata al business farmacologico, anche se è vero che spesso è necessario implementare un intero staff di ricerca appositamente dedicato    (stando a ciò che appresi  quando   mi occupai, a scopi benefici,  di  malattie rare dei bambini).

    Ringrazio questa Rivista di aver dato eco, attraverso la pubblicizzazione del libro di Chiara Bottone,   a una sciaguara che affligge nel silenzio   tante famiglie, alle prese con diagnosi ritardate  ( non è colpa di nessuno, si badi bene)  e con la successiva ignoranza  sui  pochi centri in cui   si occupano di tali faccende.  

    In tal senso mi unisco all’elogio dell’equipe del policlinico Umberto I di Roma ¬† e del Primario.

    Cordiali saluti e soprattutto: pace.

    Carlo Capone

  8. Commento by maddalena — 6 Marzo 2010 @ 14:01

    Caro Carlo,grazie per l e gentili parole ,Hai ragione ,le malattie rare sono molto trascurate dal   ssn ,non è ecomnomicamente conveniente effettuare ricerche e trovare cure per patologie che colpiscono pochi individui.

    Questo √® il mio personale pensiero: ogni giorno c’√® uno spot televisivo che richiede donazioni a associazioni per ricerche,cancro , sclerosi multipla,etc ,ma raramente ne senti per la ricerca ¬† su malattie rare o trasmissioni che ne parlano e ne spiegano sintomi e cure.

    Io personalmente quando posso dono a queste associazioni,sono per la ricerca con le staminali (sono cattolica ma credo che se Dio crea le menti che fanno queste scoperte allora magari , vuole che si facciano..) la salute √® un bene inalienabile e di tutti ,non c’√® prezzo che possa ripagarne la perdita sia che la malattia √® riconosciuta sia che non lo √®.

    Ringrazio questo spazio che permette di scrivere e parlarne.Maddalena

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