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LETTERATURA: Quando il noir diventa arcobaleno

28 Febbraio 2009

di Stefania Nardini  

E’ l’appuntamento fisso del weekend. Si parla di libri gialli con interviste agli autori e musica. E’ “Tutti i colori del giallo” in onda su radiodue ogni sabato e domenica dalle 13 alle 13,30. Ha un’ottima audience e a condurla è Luca Crovi che abbiamo incontrato.
Come è nata l’idea di una trasmissione dedicata al noir?
“Casualmente sei anni fa fui invitato a fare l’ospite a Rio Maggiore alle Cinque Terre durante una diretta di “Psicofaro” condotta da Dario Vergassola. Avevo da poco pubblicato il mio secondo saggio monografico interamente dedicato al fenomeno del giallo italiano e il libro in questione edito da Marsilio era proprio “Tutti i colori del giallo”. Nel giro di poche settimane avevo avuto ottime recensioni e soprattutto una mega anticipazione di sei pagine sul Corriere Magazine orchestrata da Antonio d’Orrico, poi i ragazzi del TV Sette si erano talmente innamorati da mettere il mio libro fra le mani di Miss Italia che lo leggeva in piscina. In Rai avevano notato quel buffo saggio e avevano così deciso di invitarmi. Il match con Vergassola fu molto divertente e siccome le gag che vennero in onda erano esilaranti, la produttrice del programma Fabrizia Boiardi mi chiese se avevo mai lavorato in radio e se per caso avevo qualche idea di format da sottoporre loro. Sei mesi dopo ero in onda.”
E’ il programma che “tira” o il genere?
“Tutte e due, anche perché quando possiamo ci permettiamo anche fuoriuscite nel campo musicale, fumettistico, cinematografico e contaminazioni con generi affini come il western, la fantascienza, il fantasy e l’horror. In più considera che siamo in una fascia d’ascolto speciale, andiamo in onda in coda e in apertura fra il GR 2 e l’Onda Verde per cui a quell’ora gli indici di ascolto sono sempre molto elevati. Il nostro compito è di tenere gli ascoltatori inchiodati sulle nostre frequenze fino al notiziario successivo.
Quanti autori sono passati per la tua trasmissione? Uno in particolare che ha lasciato il segno?
“Non li ho mai contati ma credo che abbiamo abbondantemente superato il migliaio. Ogni anno abbiamo avuto ospiti che hanno letteralmente stupito gli ascoltatori da Lucarelli che ha cantato canzoni punk a Piero Pelù che ha raccontato con noi l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, da Ken Follet che si è svelato bluesman a Michael Crichton che scherzava sulla sua altezza, da Silvio Muccino che dettava con Vincenzo Salemme facendo il piccolo gangster di strada a Gabriele Salvatores che prendeva in giro Filippo Timi. Ma sicuramente se dovessi dirti le due prime trasmissioni nostre che hanno rivoluzionato le emozioni degli ascoltatori ti citerei Richard Matheson (l’autore di “Io sono leggenda” e “Tre millimetri al giorno”) che ci concesse un’intervista fiume che è rimasta un unicum ed è persino finita in una delle sue antologie di racconti edite da Fanucci”
Quanti astri ci sono nella tua personale costellazione?
“Beh, Poe assieme a Stevenson è sicuramente il primo a brillare. Potrei poi aggiungerti che sono un fan di Mc-Carthy, Crichton, Defoe, Lansdale, Carlotto, Evangelisti, Scerbanenco, Barker, King, etc.”
Cos’è per te il noir mediterraneo: la Marsiglia di Izzo o piuttosto la Napoli dell’emergente De Giovanni, o ancora, per andare più lontano l’Odissea di Omero?
“Noir mediterraneo è un po’ tutte queste cose messe insieme, alle quali si potrebbero aggiungere anche i romanzi di Arjouni e Carlotto, quelli di Markaris e Montalbano, di Camilleri e Yasmina Kadhra.”
Qual è il futuro del noir italiano?
“In questo momento la scena della letteratura di suspense è florida. Il futuro di questo genere è completamente nelle mani degli scrittori che lo frequentano e delle case editrici che scommettono su di loro e non credo che sia destinato a cali spaventosi di vendite, magari cambieranno i nomi in cima alle classifiche ma i romanzi che ci raccontano il lato oscuro della nostra quotidianità credo che continueranno ad interessare i lettori. Devo poi ricordarti che al di là della pubblicità, la prima molla che fa scattare il successo di certe letture è il passaparola dei lettori. Del resto il noir non é nato adesso, è una letteratura che fin dagli inizi dell’Ottocento ha spopolato nelle classifiche di gradimento.”
Chi ti ascolta?
“Dai ragazzini di 6 anni agli ultra novantenni. Direi che abbiamo un pubblico di lettori-ascoltatori estremamente vario.”  

(dal “Corriere Nazionale”)


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1 commento

  1. Pingback by Bartolomeo Di Monaco » LETTERATURA: Quando il noir diventa arcobaleno — 28 Febbraio 2009 @ 13:42

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart