Titti Follieri, Piccoli smarrimenti quotidiani, Zona 2009

di  Marisa Cecchetti

Una raccolta di racconti, “Piccoli smarrimenti quotidiani”, dove Titti Follieri è attenta osservatrice dei comportamenti umani, dei sentimenti, ma non si escludono le cose, gli oggetti.  Il tema trasversale, sia pur presente in modo metaforico, è quello del viaggio, sintetizzato dal riferimento al quadro di Kandinskji, nell’omonimo racconto, dove tre cavalieri al tramonto avanzano su cavalli bianchi al galoppo. Viaggio reale e interiore. E’ proprio questo, con uno scendere sempre più a fondo nel buio dell’inconscio per riportare a galla qualcosa di rimosso eppure fondamentale, che dà densità alla prosa della Follieri. Si vuol portare un po’ di chiarezza nel magma, per arrivare alla consapevolezza del valore inestimabile della nostra libertà, al di fuori di ogni forma di oppressione, liberi da gabbie mentali. E’ uno stato di grazia che dà la possibilità di apprezzare “la gioia di abbandonarsi all’esistenza”, di vivere in modo pieno il rapporto col proprio corpo e con l’altro. Il culto dell’arte e della bellezza fanno tutt’uno con questo percorso, l’immaginazione e il sogno rimangono una cura per l’anima. Nei racconti, nonostante   un velo di malinconia, c’è il senso della preziosità di ogni giorno, finché possiamo vedere tramontare il sole.

Titti Follieri, Piccoli smarrimenti quotidiani, Zona 2009

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