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LETTERATURA: un libro sul terrorismo e un altro su islam, nazismo e fascismo

25 Settembre 2010

di Vittorio Baccelli

Il Terrorismo” di Antonella Colonna Vilasi, Mursia editore

Il libro di Antonella Colonna Vilasi “Il terrorismo” è edito da Mursia Editore, Milano 2009, con la prefazione di Pier Luigi Vigna. «La strage era stata pianificata con l’algida lucidità criminale dei professionisti del terrorismo: l’ordigno, un chilo di tritolo, era stato nascosto in una cassetta per la carta usata, proprio di fronte al palco da cui avrebbero parlato gli oratori. »
La strategia della tensione, gli anni di piombo, le BR, i NAR e le nuove cellule della lotta armata: un’analisi rigorosa delle cause e delle conseguenze del fenomeno del terrorismo di sinistra e di destra in Italia, analizzato anche alla luce di analoghi movimenti internazionali. Questo saggio indaga, senza nessun pregiudizio ideologico, le motivazioni, gli interessi e i metodi d’azione dei gruppi armati e terroristici inserendoli nel contesto sociale e storico in cui si sono sviluppati.
Dalla strategia della tensione degli anni Sessanta fino alle azioni armate più recenti la ricostruzione delle trame eversive consente di leggere, per contrasto, anche il complesso percorso di consolidamento delle istituzioni democratiche del nostro Paese.
Antonella Colonna Vilasi, vive a Roma. Saggista con numerose opere all’attivo sulle tematiche criminologiche-forensi. Come scrittrice si è messa in evidenza per essere stata la prima autrice europea ad aver pubblicato una trilogia sui temi dell’intelligence. Ha pubblicato numerosi saggi su tematiche di particolare attualità: “Intelligence. Nuove minacce e terrorismo” (2008), “Intelligence” (2008), “Segreto di Stato e Intelligence” (2008), “Europol” (2008), “Il bullismo” (2008), “Un conflitto “atipico”: l’embargo statunitense a Cuba” (2008), “Il mercato dell’energia in Italia” (2008), “Crimine e onore. I codici di comportamento delle organizzazioni criminali” (2008),”I crimini internazionali” (2008), “Note di criminologia al femminile. Dalla parte delle vittime” (2008), “Frammenti di diritto pubblico generale” (2008), “La grafologia” (2008), “’Ndrangheta, i mille volti di un sistema criminale” (2008), “Il terrorismo marittimo in un contesto globale” (2008), “Le testimonianze dei bambini” (2008), “Il terrorismo” (2009), “Io figlio parricida” (2009), “Pedagogia sociale. Scritti di pedagogia sociale contemporanea” (2010), “Il recupero sociale. Nuove prospettive di pedagogia sociale” (2010). È componente del Comitato scientifico per il Premio giornalistico “Salerno”.

Islam Nazismo Fascismo” di Alberto Rosselli, ed. Solfanelli

«Muhammad Amin al-Husayni è un nome certamente a molti non noto, ma ben conosciuto dagli ebrei e dal mondo arabo in generale. Quest’uomo fu a lungo il Gran Mufti di Gerusalemme, cioè la massima autorità giuridica islamica sunnita responsabile della corretta gestione dei luoghi santi islamici in Gerusalemme. Costui, fra il 1934 e il 1945, intrattenne complessi rapporti con Adolf Hitler e più in generale con il nazismo tedesco e con il fascismo italiano. Riesce difficile comprendere una stretta relazione fra un capo religioso e il dittatore, notoriamente ateo, di una nazione impregnata di antisemitismo, tanto più che se gli ebrei sono semiti, altrettanto lo sono gli arabi.
Questo bel saggio storico di Alberto Rosselli si propone di fare chiarezza su questi rapporti, delineandone i motivi alla base e le finalità, e lo fa in modo convincente, con una scrittura precisa, ma accessibile anche ai non addetti ai lavori.
Due realtà, apparentemente inconciliabili, trovarono punti di contatto nella comune avversione nei confronti dei sistemi democratici e verso quel mondo occidentale (Inghilterra e Francia) che, se da un lato costituiva per Hitler un naturale ostacolo al suo espansionismo, per il Gran Mufti invece era simbolo di colonialismo, lo stesso di cui molte popolazioni arabe scontavano gli effetti, anche se Francia e Inghilterra agivano in Siria, Libano, Iraq, Algeria, Tunisia, Egitto, Palestina non come pieni proprietari, ma come esercenti un mandato volto a consentire con gradualità il passaggio alla piena autonomia delle popolazioni di quei territori.
Meno comprensibile è il rapporto con il fascismo, stato coloniale che aveva represso sanguinosamente la rivolta senussita in Libia, ma qui entrano in gioco ragioni di stato, le stesse per le quali Mussolini varò le leggi razziali, unico effettivo punto di contatto e di condivisione con il Gran Mufti. Del resto Mussolini mirava ad ampliare l’area d’influenza italiana e questa gli sembrò l’occasione buona. Agì tuttavia con prudenza in una visione politica volta a tenere sotto pressione l’Inghilterra senza giungere a un punto di rottura. Hitler invece perseguì una politica più strettamente militare, volta da un lato ad alimentare l’irredentismo islamico onde creare complicazioni ai suoi avversari e dall’altro a mettere le mani sulle corpose riserve petrolifere dell’Iraq. Non è improbabile, invece, che il Gran Mufti fosse animato da una sincera infatuazione per il nazismo che, per quanto ateo, propugnava idee di forza, volontà e coraggio che ben si sposavano con il suo acceso radicalismo religioso, tanto che, nel corso della seconda guerra mondiale, furono costituiti reparti di SS di fede islamica, composti per lo più da elementi europei dei paesi occupati dalla Germania. La vicenda, complessa, anche se appassionante, si delinea nelle pagine con scorrevolezza, senza pervenire a facili semplificazioni e a conclusioni di comodo. Il merito di Rosselli non è di scrivere la Storia, ma di mettersi al servizio della stessa, di indagare, di reperire documenti, di esporre, senza un indirizzo politico, ma solo i fatti, mai giudicati, o al più formulando logiche ipotesi. Questo libro è senz’altro da leggere, perché in questo viaggio nel passato è possibile comprendere il presente, l’instabilità del Medio Oriente e la sanguinosa guerra non dichiarata che da così tanti anni vede combattersi israeliani e palestinesi. » Questo è quanto sotiene Renzo Montagnoli nella sua recensione a questo testo, opinione sicuramente condivisibile. Alberto Rosselli, giornalista e saggista storico, collabora da tempo con diversi quotidiani e periodici nazionali ed esteri e con svariati siti internet tematici. Come studioso di storia moderna e contemporanea e di geopolitica ha al suo attivo diversi saggi tra cui “Québec 1759” (Erga Edizioni); “Il Conflitto anglo-francese in Nord America 1756-1763” (Erga Edizioni), opera tradotta anche in lingua inglese; “Il Tramonto della Mezzaluna – L’Impero Ottomano nella Prima Guerra Mondiale” (Rizzoli BUR); “La resistenza antisovietica in Europa Orientale 1944-1956” (Settimo Sigillo); “L’Ultima Colonia. La guerra coloniale in Africa Orientale Tedesca 1914–1918” (Iuculano Editore); “Il Ventennio in celluloide” (Settimo Sigillo); “Sulla Turchia e l’Europa” (Solfanelli); “L’Olocausto armeno” (Solfanelli); “Storie Segrete” (Iuculano Editore); “Il Movimento Panturanico e la Grande Turchia” (Settimo Sigillo) e “La persecuzione dei cattolici nella Spagna repubblicana. 1931-1939” (Solfanelli).


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1 commento

  1. Pingback by Bartolomeo Di Monaco » LETTERATURA: un libro sul terrorismo e un … — 25 Settembre 2010 @ 07:55

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart