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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: VARIE: Lucca mi ha premiato

29 Settembre 2022

Il 28 settembre presso la Biblioteca civica Agorà, il Comune di Lucca, presenti l’assessore alla cultura Mia Pisano e l’assessore allo sport Fabio Barsanti, mi ha consegnato una targa in riconoscimento della mia opera complessiva in favore della città.
Questa la targa consegnatami:

Città di Lucca

A Bartolomeo Di Monaco
Lucca grata per l’attenzione e l’amore alla città riversati nelle sue opere

L’Amministrazione Comunale

L’Assessore alla Cultura 

Avv. Angela Mia Pisano      

Il Sindaco

Dott. Mario Pardini

Questo il testo del mio intervento.

 

IL MIO AMORE PER LUCCA

 

Ringrazio l’Amministrazione comunale per aver organizzato una semplice e breve ma così bella cerimonia per me, e ringrazio il pubblico cortesemente intervenuto.
Se fosse possibile, desidererei depositare questo mio doveroso resoconto agli atti di questa giornata.

– L’amore per Lucca è nato crescendo in uno dei suoi rioni più popolari, quello di Pelleria, e insieme con esso è nato l’amore per la scrittura, ossia del raccontare la mia esperienza e i miei giochi coi compagni, allorché frugavamo le strade, le corti e le logge della città. La scrittura, o meglio ogni forma di narrazione, anche orale, ha qualcosa di mitico e rigenerante. Un prodigio speciale (una magheria direbbe il grande scrittore friulano Carlo Sgorlon) che nasce dalla propria anima.

In un racconto “Via Pelleria” confluito nel volume “Il rione di Pelleria”, racconto la vita del rione negli anni ’50. Oggi si può considerare una testimonianza importante. Ė un racconto animato dalle stesse emozioni che mi hanno ispirato la poesia “Lucca”, che ho dedicato, lui consenziente, al prof. Guglielmo Lera, studioso e amante come pochi della città.

Il rione di Pelleria è ancora oggi tale e quale era negli anni ’50, con le sue vestigia che rivelano le botteghe, i fondaci, i laboratori di un ceto artigianale che fu operoso e creativo. Vorrei suggerire all’Amministrazione comunale di valorizzarlo, inserendolo, ad esempio, tra gli itinerari turistici.

Ė lì che si trova “La miracolosa fontana di Pelleria”, di cui parlo nella mia raccolta di leggende “Lucchesia bella e misteriosa”, composta la più parte da leggende d’autore, ossia create dalla mia fantasia. Vi si trova anche il racconto “Le mura di Lucca”, in cui favoleggio sul perché si sono rese necessarie le mura della nostra città.

– Questo amore mi ha portato ad avviare alcune iniziative.

Ricordo, fra le altre, queste 3.

La prima è la fondazione e direzione del quadrimestrale “Racconti e poesie”, che dal 1992 al 1999 ha raccolto racconti e poesie provenienti dalla provincia di Lucca: scrittori adulti e scrittori in formazione, studenti e alunni vi hanno partecipato. Ho finanziato e distribuito personalmente quel periodico, la cui raccolta di tutti i numeri è depositata presso la Biblioteca Statale di Lucca.

La seconda, con lo stesso scopo, è il ciclo di trasmissioni condotte dal 1993 al 1995 sulla televisione locale Jolly Tv intitolate “Incontro con l’autore” e “Arte tra noi”.

La terza è la fondazione nel 1993 di quella che poi ha assunto il nome di Associazione culturale ‘Cesare Viviani’”, anche questa nata per valorizzare la cultura lucchese. Cesare Viviani è stato un autore vernacolare e conosciute sono le sue commedie e le sue poesie. L’Associazione, dopo così tanti anni, è ancora attiva e tiene le sue riunioni tutti i mercoledì sopra Porta Santa Maria, conosciuta come Porta Giannotti. Ha avuto vari presidenti. Dopo di me si sono succeduti Claudio Villani, Vittorio Baccelli (purtroppo scomparso) Marco Vignolo Gargini e ora il bravissimo ed infaticabile Martino De Vita.

Nei primi anni 2000 donai al Centro di Accoglienza Turistica la collana intitolata “Lucca racconta” composta di 6 libriccini per ogni lingua in cui è stata tradotta: italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco, da traduttori di madre lingua e illustrati in bianco e nero dal bravissimo amico Mirko Benedetti.

Ancora oggi è in vendita presso tale Centro.
Posseggo i file per una eventuale ristampa.

– Ė ancora questo amore che mi ha portato a scrivere i 2 libri “Leggiamo insieme gli scrittori lucchesi” e “Scrittori di guerra lucchesi”. Il primo, nella sua iniziale stesura, fu finanziato nel 2008 dal Comune di Lucca, durante l’amministrazione del compianto sindaco Mauro Favilla, per interessamento degli assessori Giovanni Pierami e Donatella Buonriposi, che ancora ringrazio.

Perché lo scrissi? Perché si parla sempre di Lucca come città della musica, ma, a mio avviso, è anche una città di narratori. Oltre ai più noti, che hanno raggiunto fama nazionale e oltre (ad esempio Mario Tobino, Arrigo Benedetti, Remo Teglia, Francesca Duranti e Vincenzo Pardini), ce ne sono tanti altri bravissimi e qualcuno anche a livello dei grandi e tuttora sconosciuto. Faccio l’esempio del garfagnino Enrico Bertozzi, un bancario amante della scrittura, a cui ho dedicato il volume “Enrico Bertozzi. Un grande da scoprire”. Potrei fare altri 5 o 6 nomi, ma non li faccio per timore di dimenticarne qualcuno.

Un omaggio l’ho dedicato anche a Vincenzo Pardini, nato a Fabbriche di Vallico, “Omaggio a Vincenzo Pardini. Tra racconti e romanzi”. Pardini merita una menzione, poiché è uno scrittore nato per scrivere. Ho annotato da qualche parte che oggi non si può dire che Pardini ricordi questo o quest’altro scrittore, ma che questo o quest’ altro scrittore ricorda Pardini. Il suo stile, in cui si respira la libertà, è inimitabile. Unico.

Un’altra mia opera (l’ho appena citata più sopra), “Lucchesia bella e misteriosa”, è nata per donare alla città di Lucca nuove leggende nate dalla mia fantasia, le cosiddette leggende d’autore. In realtà tutte le leggende nascono da qualcuno che le ha cominciate e di cui si è perso il nome e il ricordo, e così accadrà per le mie. Alcune di esse furono pubblicate a fascicoli settimanali su La Nazione grazie all’attuale assessore Remo Santini, allora responsabile della pagina locale di quel quotidiano.

Mi sono interessato di altre tematiche. A titolo esemplificativo cito le 6 opere in più volumi che riguardano la letteratura italiana e straniera. Inoltre: “Narrativa minore sotto il Fascismo”, “Letteratura gotica. Francesco Mastriani e Carolina Invernizio”, “Il Risorgimento visto dal ‘Il Conciliatore’ toscano del 1849”, contenente cronache giornalistiche del tempo difficilmente reperibili, “Le metamorfosi di Ovidio. La mia lettura”, i 4 libri di favole, i vari romanzi, tra cui “Mattia e Eleonora. Una storia lucchese”; “La scampanata”, “Caro papà, caro figlio” e le poesie, in particolare “Lucca”. Chi vuole, può trovare tutta la mia produzione digitando il mio nome su Amazon.it.

Ho compiuto 80 anni (il 14 gennaio scorso) e sento che le forze per continuare questa bella avventura vengono meno di giorno in giorno. La realtà che mi circonda è diventata troppo veloce e complessa rispetto ai ritmi e alla semplicità del mio sentire. Il grande studioso della letteratura italiana, il compianto Giorgio Bárberi Squarotti il 21 gennaio 2011 scriveva che mi ero “creata una specola letteraria ai margini di Lucca” Queste le sue parole “C’è, per il bene della nostra letteratura, invece ancora un vero “lettore”, accanito, strenuo, rigoroso, ma tutt’altro che soltanto un registratore di libri, anzi curioso, avventuroso, imprevedibile per le scelte, pieno di curiosità e di stupori, ed è Bartolomeo Di Monaco, che si è creata una specola letteraria ai margini di Lucca, libero da ogni impegno e condizionamenti e canoni, e per questo “ingenuo” come il lettore deve essere e puro da ogni condizionamento dei mezzi di comunicazione di massa. Egli ha messo ordine nella babelica biblioteca della nostra narrativa (con qualche uscita fuori d’Italia, a scopo esemplificativo): non so dire quante siano state le sue “letture”, in tanti anni di accanito lavoro, ma s’ha da dire, con grande meraviglia e applauso, che per suo merito i moltissimi e altissimi documenti del valore esemplare del nostro romanzo sono stati recuperati, considerati, descritti, offerti all’attenzione dei lettori giustamente schifati della povertà delle opere d’attualità e di moda.”.

Come vedete, già 11 anni fa, qualcuno percepiva la mia vocazione all’isolamento e al silenzio.
Spero di trovarvi, come è stato nella famiglia e nella letteratura, la felicità. A questo proposito desidero rivolgere un ringraziamento speciale a mia moglie Raffaella che mi ha capito e sopportato in tutti questi anni, nonché ai miei 3 figli e ai miei 5 nipoti che hanno contribuito a rendere vivace e entusiasmante la mia vita.

Concludo. Ho donato alla Biblioteca civica Agorà, che ci ospita e che ringrazio, alcune mie opere, a testimonianza della mia attenzione e del mio amore per la città: “Lucca nelle mie poesie”; i 5 romanzi ambientati a Lucca: “Cencio Ognissanti e la rivoluzione impossibile”; “Mattia e Eleonora. Una storia lucchese”; “La scampanata”; “Caro papà, Caro figlio”; “Cara Anna”; il lungo racconto “La collina del Santo e del Diavolo” ambientato sulle colline di Cocombola e della Romagna dietro casa mia, a Montuolo; la raccolta: “Racconti”; gli 8 gialli ambientati a Lucca (sono stato il primo a farlo), ossia: “Giulia”; Lo sconosciuto”; “Le tre sorelle”; Gigolò”; “L’usuraio”; “Giacomo e Ada”; “Michele”; “I coniugi Materazzo”; i saggi: “Leggiamo insieme gli Scrittori Lucchesi”; “Scrittori di guerra lucchesi”; “Omaggio a Vincenzo Pardini. Tra racconti e romanzi”; “Enrico Bertozzi. Un grande da scoprire” nonché una guida su Lucca “Guida di Lucca. La città in un giorno”; “Pellegrinaggio Montuolo-Rupecava”; “Il rione di Pelleria”; e infine le storie e le favole per ragazzi: “Storie del piccolo Oro”; “In giro per Lucca con nonno Bart”; “Le favole di nonno Bart”; “Nonno Bart racconta”.

 

Bartolomeo Di Monaco

 

Lucca, 28 settembre 2022


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart