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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: Viaggiare

23 Maggio 2009

di Felice Muolo
(Ha pubblicato cinque romanzi, tra cui Il ruolo dei gatti, Azimut, 2008)

        Nell’età dell’adolescenza presi coscienza del mondo che mi circondava e, come capita a tutti i ragazzi di quell’età, non mi andava quasi niente. Fu allora che mi rifugiai nella lettura. Non avevo abbastanza denaro da spendere in libri ma sapevo dell’esistenza della biblioteca comunale e presi a frequentarla assiduamente. Leggevo a casaccio, romanzi di autori italiani e stranieri. Quello che in definitiva andavo cercando era allargare l’orizzonte del mio vivere in un paese al sud. Cominciai allora a sognare di andarmene. Più in là negli anni, sempre a corto di soldi, presi il volo usando l’unico sistema possibile: l’autostop. Per poter restare a lungo lontano da casa, andai a lavorare gratis nei campi di lavoro del servizio civile all’estero. Per circa un anno, ho fatto anche l’emigrante. Ma c’era come una molla che riusciva sempre a riportarmi indietro contro la mia volontà.
        Andavo dunque in biblioteca a leggere romanzi. Durante l’estate indossavo pantaloni corti e zoccoli di legno. Il bibliotecario un giorno mi bloccò all’ingresso della sala di lettura.
        “Vattene al mare, invece di venire qui,” mi disse.
        “Preferisco leggere,” risposi.
        “Non si può accedere con gli zoccoli.”
        “Perché?”
        “Disturbi chi legge.”
        Gli passai davanti senza replicare. Tirai un libro da uno scaffale e andai a sedere al mio solito posto. La biblioteca d’estate la frequentavo solo io.
        Raccontato l’episodio, il ristretto uditorio che presenziava alla presentazione del mio libro rise di gusto.
        Riferii di aver scritto altri romanzi ma era la prima volta che ne presentavo uno. Il mio libraio di fiducia sovente mi diceva che, se volevo vendere le mie pubblicazioni, dovevo fare una presentazione. Non stavo ad ascoltarlo: parlare dei miei libri proprio non mi andava. Quella volta avevo fatto un’eccezione.
        “Perché?” Mi chiese una voce.
        “Per poter viaggiare.”
        La presentazione era a Roma.


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2 Comments

  1. Commento by Gian Gabriele Benedetti — 23 Maggio 2009 @ 16:39

    Le difficoltà della vita di un tempo, le ristrettezze economiche, gli orizzonti stretti del proprio ambiente, portano al “volo” le aspirazioni di chi ama spaziare, di chi ama conoscere, di chi vuole crescere e formare mente e coscienza. E l’amata lettura (quasi “rubata”), insieme con la ferrea volontà ha portato i suoi frutti copiosi e meritati. E questi hanno ancor più sapore, in quanto ottenuti limpidamente e con sacrificio accettato.
    Molti giovani di oggi dovrebbero prenderne esempio e… meditare
    Gian Gabriele Benedetti

  2. Commento by Felice Muolo — 24 Maggio 2009 @ 18:41

    Grazie per il consueto intervento, Gian Gabriele.

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart