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LETTERATURA: Introduzione ai miei libri

10 Settembre 2010

di Fabio Strafforello  

Non mi piace parlare di me√Ę‚ā¨¬¶ anche se a volte lo devo fare per ascoltare gli altri!
Sono nato il 25 marzo del 1962, sotto il segno dell’ariete e cresciuto nel piccolo paesino di Bellissimi, un ridente borgo esposto verso il mare, sulle alture sovrastanti Dolcedo; √® l√¨, in un ambiente familiare, ricco di umanit√† e di realt√† della vita, che ho conosciuto l’aspetto profondo della commedia umana, fra i risvolti del drammatico, quelli dell’ironia e della comprensione.

Dal 1979 al 1983 mi sono dilettato a scrivere pensieri, poesie e ricerche psicologiche, sempre orientate all’introspezione dell’animo umano e alla ricerca delle spiegazioni pi√Ļ nascoste che talvolta guidano i nostri atteggiamenti.

Ultimati gli studi superiori, di indirizzo Tecnico Nautico, e cio√® dal 1980-81, fino al 1989, ho svolto attivit√† lavorative di vario genere per sostentarmi nelle mie primarie necessit√†. Nel 1989 entro a far parte della Riviera Trasporti, in qualit√† di operaio, √® con essa che realizzer√≤, tramite la stabilit√† del posto di lavoro e un ambiente sereno, la grande parte dei miei sogni. Nel 1991 mi sposo con Paola e ho con lei ¬† due figli√Ę‚ā¨¬¶ Giulia e Lorenzo. Nel luglio del 2008, dopo 25 anni di inattivit√†, ricomincio gradualmente la mia ‚Äúproduzione letteraria‚ÄĚ e dal giugno 2009 ad aprile 2010 nascono quattro testi, cos√¨ nell’ordine: ‚ÄúPensieri senza tempo‚ÄĚ, ‚Äú La verit√† del sentire‚ÄĚ, Immaginare √® la nostra libert√†‚ÄĚ, ‚Äú Un volto√Ę‚ā¨¬¶ tanti sguardi‚ÄĚ, in essi la ‚Äúfigura‚ÄĚ di Dio √® una presenza costante, sulla quale mi soffermo con concetti e domande a volte in contrapposizione, cos√¨ da coglierne i vari punti di contatto o di contrasto, onde cercare le motivazioni legate al suo stesso motivo d’essere, toccandone le tematiche del dubbio e della certezza dell’esistere. Non rinnego nulla della mia cultura religiosa e non ho la necessit√† o il desiderio di dover inventare un Dio Personale, ne di seguire nessun’altra religione esistente√Ę‚ā¨¬¶ non farei altro che lasciare il Dio che conosco e che vive in ognuno di noi, per trovarlo uguale da un’altra parte! Non ho un luogo dove pregare√Ę‚ā¨¬¶ prego in ogni luogo! E credo che l’unica preghiera che pu√≤ accomunare gli uomini, nonostante i diversi linguaggi e le diverse interpretazioni, sia il tentativo umile e vero di consentire alla nostra comprensione e all’altrui tentativo di avvicinarsi ad essa, come in un abbraccio eterno, in cui poter unire quello che l’egoismo della materia tenta di separare. Non ho un Dio da pregare√Ę‚ā¨¬¶ prego Dio, e a chi mi chiede se nella mia idea Egli possa esistere, e in quale forma, colto dalla speranza e forse un po’ dal protagonismo, rispondo:

¬†Ho cercato chi tu fossi fra i miei pensieri, ora ti sento e a nulla servir√† di quello che so, se non so ascoltare√Ę‚ā¨¬¶

                                                                          Dove sei?

                                                                          Io sono nella tua attesa,
                                                                        e dove non sai dire,
                                                                        io sono in un tempo
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† come l’attesa√Ę‚ā¨¬¶
                                                                       che non sa finire.

                                                                        Io sono fra i tuoi desideri
                                                                        ove esser felice,
                                                                        lontano dalle paure
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† e dove tutto sa sfumare√Ę‚ā¨¬¶
¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† io sono come l’attesa
                                                                        che non sa finire.

Introduzione  

Un volto?     Tanti sguardi!

Come avrete visto dall’immagine di copertina, il titolo del libro non √® scritto esattamente in questo modo, ma non importa, lo possiamo rappresentare in tante ¬† maniere√Ę‚ā¨¬¶ come quell’atteggiamento che ci contraddistingue e che fa parte del ¬† molteplice modo di tentare di essere qualcosa di noi stessi! E’ un libro che ho assemblato da quello che ‚Äúrimaneva‚ÄĚ, dai miei molti pensieri ‚Äúdepositati‚ÄĚ sui primi tre testi!

Perch√© costruire un libro su ci√≤ che prima, tramite le selezioni precedenti, avevo ‚Äúscartato‚ÄĚ?√Ę‚ā¨¬¶ E’ semplice! Questo mi aiuta a crescere spiritualmente e a poter dare il meglio di me stesso, tramite una rivalutazione ed una rivisitazione delle mie idee, del mio limite umano e talvolta della mia stessa pochezza! L’autobiografia √® presente nel libro nell’introduzione, nella meravigliosa recensione fattami da un ‚ÄúSignore della cultura‚ÄĚ, qual’√® Gian Gabriele Benedetti, e nel retro copertina scritta anch’essa da me, ma credo che nei contenuti del libro, circa 350 aforismi, si possa cogliere il messaggio di un uomo che cerca, tramite i suoi pensieri, di rappresentare ogni aspetto di se stesso, abbandonando la limpidit√† che talvolta ci appartiene, e mostrando l’aspetto pi√Ļ torbido e dubbioso di noi stessi√Ę‚ā¨¬¶ se sapessi perch√© sono, capirei quello che sono stato!

Generalmente chi si propone agli altri, cerca di mostrarne l’immagine che pi√Ļ lo soddisfa, star√† poi agli altri apprezzarne o disprezzarne i contenuti stessi.

Non voglio mostrare chi non sono, poi dovrei lottare con me stesso, a causa dello scollamento che si crea fra due entità in contrapposizione.

E’ nella ragione dell’essere, che vorremmo essere chi siamo.

Credo che ogni uomo possa lasciare un messaggio agli altri, e che sia radicata in ognuno di noi la possibilit√† di identificare, tramite i valori di genesi pi√Ļ profondi, quella via che ci rende uguali di fronte ad un sentire comune, allontanandoci cos√¨ dalla schiavit√Ļ del limite insito nel tempo e nello spazio temporale.

Dalla giovent√Ļ ho conosciuto la fretta di conquistare e giudicare il mondo, da chi √® pi√Ļ vecchio di me, ho imparato a rallentare il tempo, nell’attesa di un giudizio che tardi ad arrivare√Ę‚ā¨¬¶ se non vi sentite felici cercate dentro di voi, forse l√¨ c’√® quello che sembrava mancarvi.


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1 commento

  1. Commento by Fabio Strafforello — 19 Settembre 2010 @ 11:56

    Pubblico quì di seguito la recensione fattami dal Prof. Gian Gabriele Benedetti, e inviatami privatamente dallo stesso  in relazione  al brano sopra in oggetto, ringrazio   poi, oltre al Professore, anche Bartolomeo per avermi concesso tale opportunità.
    Fabio Strafforello.

     

    Spesso vengono esaltati e posti su un piedistallo di prestigio uomini, dei quali si parla attraverso i media ed ai quali si attribuiscono prerogative particolari. Questi divengono famosi agli occhi di tutti. Ma io credo che Fabio Strafforello sia, nel suo proporsi, come semplice persona cresciuta senza clamore, attraverso un comportamento di rettitudine, di duro impegno, di serietà, di sacrifici, di comprensione, di umiltà, di fede, di incessante voglia di fare, di indagare, di sapere, un vero e proprio eroe del nostro tempo. Uno di quegli eroi che veramente e sostanzialmente contano (e dovrebbero contare!) nella realtà.

    Fabio si pone ad esempio vivo e vitale di come l’uomo possa crearsi un suo mondo ricco di valori e di sane peculiarit√†, tanto da renderlo grande, tanto da farlo apparire, appunto, un faro per tutti. E questi suoi molteplici pregi divengono semi fecondi per un’umanit√†, che, frequentemente e purtroppo, privilegia in modo errato i beni materiali ed il vano, il vuoto apparire.

    Un personaggio cos√¨, pur nelle mille traversie dell’esistenza, non smarrir√† mai la via maestra da seguire, sempre illuminato com’√® dall’amore e dalla dedizione per la famiglia, per il lavoro, per l’altro, per la natura e felicemente spinto dal desiderio inesauribile di ricerca, di scandaglio fuori e dentro l’uomo stesso. Con l’animo genuino immancabilmente e fervidamente rivolto senza soluzione di continuit√† verso Dio. Cos√¨ tutta la sua vita e le sue opere materiali ed intellettuali si trasformano in una riprova limpida del suo camminare sostanzioso e del suo tendere l√† ‚Äú√Ę‚ā¨¬¶ove essere felice / lontano dalle paure / e dove tutto sa sfumare√Ę‚ā¨¬¶‚ÄĚ.

                                                                                                                  Gian Gabriele Benedetti

     

     

     

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart