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Se Berlusconi ce la farà…

11 Settembre 2010

… dovrò fargli tanto di cappello.
Dovrei riconfermarlo, infatti, quale ottimo stratega politico, e rivalutare le colombe, che tanto ho disprezzato, e per la verità continuo a disprezzare.

Naturalmente la vittoria di Berlusconi sarà possibile solo se riuscirà a raccogliere quei voti di soccorso che vanno sotto il nome di area di responsabilità (non mi piace, comunque, questo mercato), i quali dovrebbero liberarlo dai ceppi che i finiani sono pronti a mettergli ai piedi.

Per mostrare tanta sicurezza, come ha continuato a fare ieri (e qui) anche a Mosca, devo dedurre che egli è sicuro delle pedine che ha mosso e sta muovendo nella difficile partita a scacchi con Fini e gli oppositori.

Comprimendo la mia rabbia, sento il dovere di riporre ancora la mia fiducia in lui, e attenderò con trepidazione queste settimane che ci dividono dal suo discorso in Aula del 28 settembre.

Quel giorno sapremo se esiste davvero una maggioranza, al di là dei parlamentari finiani.   Se esisterà e Berlusconi l’avrà valutata solida, allora per Fini sarà una sconfitta, visto che la legislatura sarà in grado di arrivare fino al capolinea, ossia fino al 2013, senza dover preoccuparsi delle trappole degli uomini del “traditore”.

Fini in occasione della futura tornata elettorale pagherà il fio per i suoi pasticciacci personali e per aver sbagliato le mosse contro Berlusconi, il quale si sarà dimostrato più bravo di lui anche in questo.

Se invece ci si trovasse di fronte ad una maggioranza che ancora deve appoggiarsi sui voti dei finiani, il temporaggiare di questi giorni, come ho già scritto, sarà trascorso a danno di Berlusconi, ed egli avrà davanti solo due situazioni, entrambe di contenuto negativo, contrariamente a quanto poteva accadere se si fosse andati subito al voto:

1- Il presidente della Camera utilizzerà a fine di logoramento il potere d’interdizione in mano ai suoi parlamentari;

2- Fini avrà tutto il tempo di organizzare il Fli per preparare, a cominciare dal sud, il lavoro di erosione a spese del Pdl.

Uscito di scena Berlusconi, (ad esempio: per l’avanzare degli anni) il Fli supererà, infatti, il Pdl, avviato al disfacimento.

Che dunque Berlusconi sappia bene ciò che sta facendo, ossia sia sicuro di avere voti a sufficienza per liberarsi dei finiani, giacché questa fase sarà, almeno secondo me, una questione di vita o di morte per il Pdl.

Naturalmente resta aperto il capitolo – molto importante per togliere fiato alla strategia di Fini – delle dimissioni di quest’ultimo da presidente della Camera.

Ieri anche Schifani gli è venuto in soccorso (e Fini ha ringraziato), ma attenzione: se è vero che è controversa la questione della possibilità di sfiduciarlo, in realtà nessuno ha posto il problema in questi termini. Il problema è stato posto solo a riguardo della probabile permanente conflittualità tra il presidente della Camera e la maggioranza, che non intende più fidarsi di lui non reputandolo più super partes in molte delle prerogative attribuite alla sua carica, come ha fatto notare il costituzionalista Paolo Armaroli (qui). La quale maggioranza metterà in atto ogni azione per costringerlo alle dimissioni.

È di questo che dobbiamo parlare, e questa dovrà essere l’azione congiunta di Pdl e Lega Nord sin dalle prossime settimane.

Espugnato il fortino in cui Fini si è rinchiuso nel tentativo di mantenere l’enorme potere e la grande visibilità che la carica gli offre, è molto probabile che i suoi cosiddetti fedelissimi lo lasceranno solo.

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1 commento

  1. Commento by Mario Di Monaco — 11 Settembre 2010 @ 10:11

    Negli ultimi tempi, quando osservo il comportamento dei protagonisti della politica, mi capita prima o poi di paragonarli a quei sei   personaggi in cerca di autore della famosa commedia di Pirandello.

    Li vedo vagare da un lato all’altro del palcoscenico della politica nella smaniosa attesa di qualcuno che gli consegni un copione da recitare gridando, come dice lo scrittore, or l’uno or l’altro, ma anche spesso l’uno sopraffacendo l’altro, le proprie ragioni avventando in faccia al malcapitato capocomico le loro scomposte passioni.

    E finchè non si troverà un autore che avrà il coraggio di porre mano alla riscrittura della nostra carta costituzionale, adeguando le sue norme alla mutata realtà e definendo in maniera più puntuale i poteri e i limiti di ciascun Organo, credo proprio che sarà sempre così. Coloro che saranno chiamati ad interpretare i principali ruoli istituzionali saranno costretti a comportarsi come quei sei disperati personaggi della celebre commedia.

       

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